E gli zingari ricordano Paolo VI
(Fra.Lo.)
«Voi nella Chiesa non siete ai margini ... voi siete nel cuore della Chiesa».
Sono queste le toccanti parole che disse Paolo VI quarant'anni fa ai duemila zingari giunti per la prima volta in pellegrinaggio a Roma da molte parti d'Europa.
Era il 26 settembre 1965 ed il clima che animava l'incontro era di gioia e soddisfazione. In seguito il Papa bresciano, che già quand'era arcivescovo a Milano aveva visitato i loro accampamenti, avrebbe incontrato ancora gli zingari, in particolare nel 1975, il 28 agosto, durante l'anno santo.
Rinnovamento e perdono furono le due parole su cui si soffermò Papa Montini in questa occasione nel suo discorso. Rinnovamento che Paolo VI chiese agli zingari per diventare «bravi, buoni, onesti, degni del nome di creature di Dio».
Perdono, in particolare per chi «vi proscrisse e verso di voi fu tanto spietato e crudele nel decretare ed eseguire il genocidio nazista, ma anche per lo stillicidio quotidiano delle "persecuzioni razziali", delle espulsioni, del rifiuto». Nella memoria di questi momenti vissuti con un Papa che ebbe davvero nel cuore la comunità nomade, Sinti e Rom della diocesi di Roma si sono ritrovati ieri presso il santuario del Divino Amore per una solenne celebrazione.
In questa occasione è stato commemorato il centenario della nascita di monsignor Dino Torreggiani, che dette vita tra l'altro all'Oasni (Opera assistenza nomadi in Italia).
La celebrazione ha avuto inizio con un rosario meditato in una processione che si è svolta dalla Casa del Pellegrino fino alla piccola chiesa a cielo aperto dedicata al beato Zeffirino, martire gitano, che Giovanni Paolo II ha donato agli zingari come loro patrono.
La Santa Messa è stata presieduta da don Emmanuele Benatti, responsabile generale dell'Istituto secolare «Servi della Chiesa», e concelebrata da diversi sacerdoti tra cui monsignor Piero Gabella, responsabile dell'Ufficio nazionale pastorale Rom e Sinti. Il momento si è concluso con un inno e una preghiera davanti al cippo eretto a memoria delle vittime del genocidio nazista.
*********************
www.avvenire.it
![]()




Rispondi Citando