La storia del cristianesimo sbarca in edicola
di Roberta Leone/ 20/10/2005
L'ultima iniziativa editoriale di Famiglia Cristiana. Martedì scorso, la presentazione de "La Storia del Cristianesimo", presso la Basilica di Santa Maria in Trastevere. Dal 27 ottobre, con il settimanale dei Paolini.
ROMA - Un pubblico di fedeli e di studiosi ha affollato martedi sera la Basilica di Santa Maria in Trastevere per la presentazione dei quattordici volumi de “La Storia del Cristianesimo 1878-2005”, in vendita dal 27 ottobre con il settimanale Famiglia Cristiana. L’opera, nata in collaborazione con il Progetto culturale della Chiesa Italiana, ripercorre la storia della cultura cristiana nell’età moderna, dal pontificato di Leone XIII ad oggi. "Vogliamo rivolgerci a quanti, cristiani e non cristiani, desiderino approfondire , in famiglia, in parrocchia o a scuola i processi storici su cui si è formata la nostra società moderna, una società dove la Chiesa ha svolto un ruolo decisivo in tutti i cambiamenti e controversie epocali di cui il secolo scorso è particolarmente ricco".
Con queste parole ha aperto la serata don Antonio Sciortino, direttore del settimanale, che ha presentato la collana come un’opera pastorale di valore culturale e - richiamando l’esortazione di papa Benedetto XVI - "attività di frontiera", "apostolato d’avanguardia" per le sfide avanzate dalla civiltà della globalizzazione. Direttore dell’opera, il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, mentre un volume - il quinto, dedicato al Concilio Vaticano II - è stato curato da monsignor Bruno Forte, intervenuto personalmente a presentare il lavoro insieme all’ex presidente del consiglio Giuliano Amato e al fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi. Tra i presenti, il cardinal Marchisano, padre Raniero Cantalamessa, il presidente di Lux Vide Ettore Bernabei ed alcuni vescovi impegnati nel Sinodo.
Forse per merito dei relatori d’eccezione, la serata ha offerto spunti molto interessanti, soprattutto per le incursioni nell’attualità - del mondo politico ed ecclesiale - che in più di un’occasione sono emerse dal dibattito: il ruolo del cristiano nella società nelle parole di Amato, gli orientamenti della Chiesa ed il Sinodo in Bruno Forte.
Cominciamo dal primo, che ha ricordato l’ultimo secolo come tempo di concordati e intese in Europa, anni in cui la pace è entrata nella mentalità collettiva. Anni di secolarizzazione e di ritorno a Dio, un Dio “pluralizzato”, oggetto della parcellizzazione delle fedi cristiane e non. La “questione capitale” posta dall’ex presidente è: si può vedere nella convivenza con altre religioni una minaccia o un’occasione di confronto. “Sono convinto – ha affermato Amato – che le società del nostro tempo siano ingovernabili senza il ruolo forte delle religioni. Senza, rischiamo, o possiamo rischiare, Babele.” Un ruolo forte, quello delle religioni, individuato soprattutto nell’attitudine al riconoscimento dell’altro. Ne è causa il principio che “in ogni uomo è il segno di Dio”, principio che - sottolinea - non è nella cultura laica. Date queste premesse, “la religione è parte del dialogo pubblico nella società. E’ giustamente garantita e protetta come libertà religiosa individuale e collettiva, e perché le questioni sociali oggi sono questioni che toccano nel profondo coloro che hanno sentimenti religiosi”.
La prospettiva politica lascia il testimone a quella teologica con l’intervento dell’altro grande protagonista della serata, monsignor Bruno Forte. "Offrire la memoria delle origini del nostro presente a un pubblico molto ampio, di uomini e donne adulti, pensanti": questo è l’intento dell’opera, nelle parole del teologo ed arcivescovo della diocesi di Chieti - Vasto, che continua: "Solo dove si fa memoria del nostro passato è possibile aprirsi alle profezie". Dal Vaticano II al Sinodo dei Vescovi in corso, l’intervento di monsignor Forte ha richiamato l’attenzione sui temi che hanno orientato la storia della Chiesa negli ultimi decenni. Primo fra tutti, il «fare memoria».
La memoria è al centro dello stesso Benedictus, che nelle tre persone di Zaccaria, Elisabetta e Giovanni mostra la pluralità delle forme della presenza di Dio nella storia dell’uomo: Zaccaria, la memoria di Dio. Elisabetta, il patto di Dio. Giovanni, la grazia di Dio. Ovvero, "non c’è grazia senza far memoria del Suo patto e delle sue opere nella nostra storia"."Fare memoria", prosegue Forte, è aiutarci a vivere le sfide del nostro tempo. Le sfide che "stiamo ascoltando nel Sinodo in maniera viva e palpitante".
Un racconto affascinante, quello di Forte, che non ha risparmiato neppure piccoli aneddoti, come quello della nascita dell’idea del Concilio in Giovanni XXIII. Protagonisti, papa Roncalli e il suo segretario particolare monsignor Loris Capovilla: al termine di una visita pastorale in una parrocchia romana, Giovanni XXIII si rivolse al suo segretario dicendogli: "Gli uomini si riuniscono per fare bilanci. Anche la Chiesa ne avrebbe bisogno. Ci vorrebbe un Concilio". Capovilla restò in silenzio. Altre due volte, nel giro di pochi giorni, il papa parlò del suo proposito: ad accogliere quella confidenza, sempre lo stesso silenzio. Quando Giovanni XXIII ne chiese il motivo, il suo segretario gli rispose con schiettezza che non condivideva l’idea.
Per il papa, il comportamento del suo segretario dipendeva da due motivi: primo, l’affetto: “Vuoi troppo bene al papa che è ormai vecchio e che, non vedendo la fine del Concilio che avrà indetto, farà una brutta figura”. Secondo motivo, un problema d’umiltà: “perché le cose non si fanno per fare bella figura, ma per obbedire a Dio. Questo papa, che entrò nelle case degli uomini, si mise a tavola con loro, mandò una carezza ai loro bambini, è per monsignor Forte la vera icona del Concilio Vaticano II, "concilio della Storia che esige di essere scritta". Concilio della storia, intesa ancora una volta come memoria, stagione della riscoperta della Parola di Dio, compagnia e profezia. A questo proposito, monsignor Forte ha aperto uno squarcio nel silenzio sulle proposizioni redatte negli ultimi lavori sinodali: “è un motivo di grande commozione che una della proposte sia quella di riconoscere la validità della riforma liturgica del Concilio. I padri in piena sintonia rilanciano il Concilio della Storia”.
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come per esempio l'approfondita scelta del segretario di Stato da parte di Papa Pio X apparentemente futile come notizia, ma che invece ci aiuta a scoprire l'ambiente Vaticano di quell'epoca (pag.85)
