Che importa se Francia e Olanda hanno votato "no"?
Il Lussemburgo ha detto sì.
"La costituzione europea non è morta", ha esultato
Jean-Claude Junker, premier del granducato di
Lussemburgo.
E gli eurocrati vanno avanti come se nulla fosse
accaduto.
Loro avevano posto la regola: la Costituzione UE
entrerà in
vigore quando tutti i 25 paesi l'avranno ratificata.
Ora, hanno cambiato la regola: basta la maggioranza
dei
Paesi.
E con Lussemburgo, Malta e Cipro che hanno detto sì,
sono
ormai 13 Stati su 25 ad averla approvata. I più senza
referendum, per decreto del governo.
Che importa?
Questa è da sempre la "legalità"
massonico-eurocratica.
Barroso, il presidente della Commissione, l'ha detto
chiaro. Il "sì" di grandi potenze come Malta e
Lussemburgo
rappresenta "un forte segnale che la maggioranza degli
Stati membri ritiene la costituzione adeguata alle
proprie
aspettative".
Sicchè l'europarlamento ha messo in piedi una
commissione
che studierà come procedere all'applicazione della
costituzione, lo voglia o no l'elettorato.
Daniel Hannan, eurodeputato inglese conservatore, ha
fatto
un elenco delle istituzioni che non dovrebbero
esistere
senza la costituzione che le autorizzi, ma che invece
esistono da tempo o sono in via di creazione.
Eccone uno stralcio:
- il codice penale europeo;
- la politica europea sul diritto di asilo;
- l'Agenzia delle frontiere esterne;
- il "Centro di controllo del razzismo e della
xenofobia":
ossia la polizia del pensiero fortemente voluta dalla
lobby
ebraica per gettare in galera
chiunque critichi Israele come "antisemita". Piccolo
particolare, il Centro è stato ribattezzato. Ora ha un
nome
eufemistico alla Orwell: "Agenzia dei diritti
fondamentali". Il primo diritto fondamentale, la
libertà di
pensiero, opinione ed espressione, è appunto quello
per
sopprimere i quali l'Agenzia è stata creata;
- l'ufficio del Procuratore europeo: braccio armato
dell'Agenzia suddetta;
- il corpo diplomatico europeo, che nel gergo
eurocratico
si chiama "Servizio europeo per l'azione estera";
- la Carta dei diritti fondamentali (quei diritti di
cui
l'UE ci sta a poco a poco spogliando).
- Puro Orwell, "1984".
Si ripeta per bene: tutte queste cose non dovrebbero
essere
fatte, perché è una Costituzione europea che dovrebbe
autorizzarle, e la Costituzione è
stata bocciata.
Daniel Hannan racconta che ogni volta, quando si vede
presentare per l'approvazione un pezzo o l'altro di
questa
creazione di istituti, chiede: "in quale punto dei 9
trattati in vigore c'è scritto che possiamo farlo?".
La risposta che riceve è invariabile: "e dov'è scritto
che
non possiamo farlo?".
L'UE ha sempre proceduto così fin dalla sua nascita:
prima
ha esteso il suo potere a questa e a quell'area di
competenza degli Stati, poi - anche dopo
anni - si è data un trattato che legalizzava a
posteriori
il furto di sovranità.
Ovviamente, sempre facendo a meno del voto
dell'elettorato.
Con accordi fra grembiulini e squadre e compassi
transnazionali.
Non a caso il sullodato Juncker, premier di un Paese
che ha
più banche (e logge) che abitanti, sostiene ora con
massonica improntitudine: "i francesi
non hanno veramente votato 'no' alla costituzione.
Hanno
votato no a Chirac.O alla Turchia".
Già: lorsignori sanno meglio di noi che cosa pensiamo
noi.
Ma ce li meritiamo.
L'Eurocrazia e la sua eurobanca, con la sua politica
dell'euro forte, hanno provocato in Europa la
disoccupazione di 67 milioni di europei.
Se il Continente non fosse quella regione di vecchi
intimoriti che è, se fosse quella che era nel 1920 o
1930,
una tale disoccupazione avrebbe già
innescato moti rivoluzionari, già ci sarebbero dei
Lenin e
degli Hitler al potere.
Noi siamo qui, tranquilli come pecore, docili come
agnelli.
O come in un ospizio di Alzheimer, in attesa
catatonica che
l'UE ci cambi il
pannolone.
di Maurizio Blondet




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