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  1. #1
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    Predefinito UE / politica linguistica

    Ma quando l'Ue si decidera' ad adottare una adeguata politica linguistica invece che proseguire a spallate (come gia' ha fatto tentando di estromettere l'italiano dalle lingue di lavoro?)
    LA CHIAVE DELLA LINGUA COMUNE PERDUTA NELLA TORRE DI BABELE NON PUÒ ESSERE RITROVATA SE NON ATTRAVERSO L'USO DELL'ESPERANTO. (J. VERNE)

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  2. #2
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    Predefinito Re: Re: UE / politica linguistica

    Originally posted by ciesse27
    La lingua italiana non è mai stata lingua di lavoro. Quelle sono francese, inglese e tedesco. L'italiano è stato "estromesso" dalle conferenze stampa, peraltro riservate a giornalisti (italiani e francesi, ma anche giapponesi, russi e brasiliani) che le lingue straniere potrebbero impararle. L'adeguata politica linguistica è talmente difficile da essere probabilmente impossibile. Inevitabile che tutte le lingue ufficiali (21) continuino ad essere utilizzate negli atti di diretto interesse dei cittadini (per esempio tutto ciò che viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale). Per il resto, se noi insistiamo per la lingua italiana, gli spagnoli ci ricordano che la lingua è parlata, praticamente, solo in Italia, mentre la loro è parlata in un intero continente. Se gli si risponde che noi siamo uno dei Paesi fondatori e loro no, rischiamo che gli Olandesi rivendichino il diritto di "promozione" della loro lingua. Ma se si accetta l'Olandese (parlato da una ventina di milioni di persone) come si può escludere il Polacco, che è parlato da più del doppio? E se si accetta il Polacco (lingua ufficiale da poco più di un anno) come si può escludere lo Spagnolo, lingua ufficiale da quasi vent'anni. E se si accetta lo Spagnolo........
    Su questo hai ragione... ma bisogna in qualche modo risolvere la babele. Hai mai sentito parlare di lingue internazionali ausiliarie?
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  3. #3
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: UE / politica linguistica

    Originally posted by ciesse27
    No, senti, la babele è purtroppo inevitabile.
    No, io non sono cosi' catastrofista. Io sono convinto che esista una via di uscita che non scontenti nessuno
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  4. #4
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    secondo me, l'esperanto. Essendo una lingua pianificata non avvantaggia nessuno ed e' facilissima da imparare [provare per credere]. In diversi paesi viene anche insegnato nelle scuole
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  5. #5
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    Originally posted by ciesse27
    E secondo te quali sarebbero i Paesi i cui Governi e Parlamenti sarebbero disposti ad abbandonare la loro lingua (in quanto lingua ufficiale e/o di lavoro) a favore dell'esperanto ? Cioè ad accettare che, a medio/lungo termine i loro Ministri ed
    Nessuno deve rinunciare alla propria lingua L'esperanto e' nato come seconda lingua per tutti. Naturalmente molti mi potranno dire che c'e' gia' l'inglese, ma questo avrebbe risvolti molto pesanti.
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  6. #6
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    Io parlo naturalmente a livello di istituzioni comunitarie....
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    E dai... Sto parlando dell'uso di una lingua ponte per le traduzioni...
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    E' un problema spinoso che richiederebbe un bel po' di discussioni. Comunque in linea di massima non credo che esistano alternative valide all'adozione dell'inglese, per quante difficoltà possa comportare. Si tratta di una lingua diffusa che bene o male masticano tutti: non bisognerebbe partire da zero con un'altra lingua, un'impresa mastodontica.

  9. #9
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    Originally posted by -ART-
    E' un problema spinoso che richiederebbe un bel po' di discussioni. Comunque in linea di massima non credo che esistano alternative valide all'adozione dell'inglese, per quante difficoltà possa comportare. Si tratta di una lingua diffusa che bene o male masticano tutti: non bisognerebbe partire da zero con un'altra lingua, un'impresa mastodontica.
    Quoto...indubbiamente un problema spinoso x l'Europa intera ma nn credo ke la soluzione migliore sia introdurre una lingua nuova...in effetti le lingue "ufficiali" sono 3 e continuerà ad essere così anke xkè ki ora è là a "comandare" le usa senza problemi, anke l'estone, il polacco e il calabrese.....

    certo, si velocizzerebbe la procedura di traduzione e trasmissione degli atti ma....a ke costo???

  10. #10
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    Originally posted by ciesse27
    Dimitrij, nutro simpatia per le tue idee, ma ho davvero l'impressione che pecchino di tanta, tantissima ingenuità. Vediamo: "lingua ponte per le traduzioni" ? Cosa cambia ? Bossi si esprime in italiano, adesso, poniamo, viene "interpretato" in estone passando per l'inglese e tu vorresti sostituire l'inglese con l'esperanto. Dove sarebbe il miglioramento ? Oppure, un atto legislativo viene redatto in francese e, prima di essere pubblicato nella G.U. dev'essere tradotto in greco o finlandese o polacco o tedesco. Se il testo "transita" via esperanto, dov'è il vantaggio ?
    Adesso mi spiego: in una conferenza all'UE, se per esempio parla un finlandese ad una platea composta da un italiano un francese, un lituano ecc.. si utilizza un interprete finlandese-italiano finlandese-francese ecc... se il lituano intervenisse, si rende necessario l,impiego di interpreti litano-italiano ecc...

    Se ci fosse soltanto un interprete finlandese esperanto, uno francese esperanto ecc.. la cosa si semplifica di molto
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