Nuove truppe in Afghanistan: l'ennesima follia di Stato
11 settembre 2001, World Trade Center: sono già passati 8 anni da quella tragica quanto ambigua pagina di storia, eppure siamo ancora qua, oggi come allora, a parlare dell'invio di truppe aggiuntive in Afghanistan, a caccia di quel che resta degli sparuti gruppuscoli di barbuti talebani che ai tempi – potenza della propaganda di stato – sembrarono minacciare l’umanità intera dal buio delle loro caverne (sigh): per l’Italia si parla di 1.000/1.500 unità, in totale sono invece 30.000 i soldati che il Nobel per la pace Obama vorrebbe spedire oltreoceano, per dimostrare a tutti che magari il premio sarà stato anche alle intenzioni, ma ora – che diamine – è tempo di passare ai fatti (ri-sigh).
Anche coloro i quali, accecati dalla versione ufficiale dei fatti, sostennero l’intervento militare otto anni fa, se non altro perché l’Impero non poteva mostrarsi inerme al cospetto del mondo (ri-ri-sigh), faticano oggi a trovare valide ragioni per continuare a sacrificare risorse – in termini economici ma anche e soprattutto di vite umane – in una terra lontana e tuttora ostile. Da sempre la popolazione locale non gradisce gli invasori – il che dai falchetti nostrani viene generalmente interpretato come espressione della ignoranza della plebaglia che non capisce che la si massacra a fin di bene- ma anche le istituzioni appositamente nominate dagli americani per controllare una regione tuttora fuori controllo non sembrano del tutto allineate, se è vero che il primo ad aprire ai talebani è proprio Karzai: qualcuno gli ricordi che i taliban, assieme all'ormai leggendario Bin Laden, sono il Male di questo scorcio di XXI secolo.
L’intervento militare quindi, ricapitolando:
* non ha pacificato la zona
* non ha il favore della popolazione afghana
* ha portato all'instaurazione di un governo che a tutto assomiglia, tranne che ad una democrazia (per quanto un regime democratico sia al massimo un "second best")
* ha provocato sinora migliaia di vittime, anche civili
* non ha placato il terrorismo, né in Afghanistan né altrove, anzi, i talebani minacciano rappresaglie
* ha dei costi mostruosi ed in continua ascesa
Già, i costi: come se non bastasse il sangue versato, è infatti sempre più salato il conto che ogni anno i governi presentano ai cittadini per perpetrare una simile follia: Obama sta pensando all’istituzione di una apposita nuova tassa, ma anche in Italia, nel mentre si promette di sottrarre risorse ad altre missioni per mantenere inalterato l’equilibrio economico complessivo, si emenda la finanziaria prevedendo esborsi più massicci: tagliare le tasse ai poveracci è impossibile, armare qualche soldato per ammazzarne qualcuno in più sì, subito.
Mettiamo fine a questo folle Risiko giocato sulla pelle di migliaia di innocenti, finiamola con le carte-rinforzo e buttiamo all'aria il tavolo: è tempo di addivenire ad una politica estera finalmente isolazionista, che restituisca alle nostre vite un gocciolo di libertà.




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