Dopo il caso del petrolio lucano della Val d'Agri oggetto di appropriazione indebita da parte dell'Eni e società internazionali che con le trivellazioni stanno distruggendo il patrimonio ambientale di un vero paradiso naturalistico della Lucania.
Senza che tale sfruttamento arricchisca il sud !
Ecco un nuovo caso in Sicilia ... proprio nella bellissima zona di Noto, una delle capitale mondiali del barocco.
Non deve meravigliare quindi che i banchieri e gli industriali padani, a differenza dell'ingenuo popolino padano, proprio non vogliono saperne di lasciare libero e indipendente il sud !
Incollo l'articolo di Panorama
Patrimonio dell'umanità ma pieno di BUCHI
Antonio Rossitto Panorama 29/9/2005
L'ennesimo guazzabuglio in Sicilia è un intrigo pirandelliano fatto di ori barocchi e oro nero, multinazionali e assessori, decreti firmati e affossati. Il pasticciaccio si consuma tra le campagne della Val di Noto, dove due mesi fa una società texana ha cominciato a trivellare, e il parlamentino di Palermo, in cui si legifera e si revoca. Questa volta però la situazione si è ingarbugliata parecchio. E perfino l'Unesco vuole vederci chiaro. Perché nella vasta area data in concessione per la ricerca di petrolio e gas alla Panther resources, James Smitherman III ci sono Caltagirone, Ragusa, Noto e Modica, famose nel mondo per i loro capolavori barocchi. Per questo l'Unesco nel 2002 ha inserito le 4 città (in totale sono 8) nella prestigiosissima World heritage list, tra i beni patrimonio mondiale dell'umanità.
L'accostamento tra petrolio e tesori non piace per niente a Ray Bondin, segretario generale dell'Icomos, l'ente che per conto dell'Unesco valuta e monitora i siti inseriti nella lista. Questo cinquantenne di origine maltese è l'uomo che ha detto sì e poi seguito e portato avanti la condidatura della Val di Noto. «L'Unesco sta raccogliendo tutte le informazioni sulle trivellazioni. E presto si pronuncerà ufficialmente» dichiara a Panorama. «La situazione ci preoccupa, anche perché tanti cittadini ci hanno scritto allarmati. È una cosa da prendere molto sul serio».
Concretamente potrebbe accadere questo: "Noi prepariamo ogni anno un elenco di siti in pericolo, atto che precede la cancellazione del bene. E c'è il pericolo che la Val di Noto finisca in quella lista» sostiene Bondin. Le trivellazioni sono però lontane chilometri dalle città, in aree non sottoposte a vincolo... «Il problema non è se la perforazione viene fatta vicino alla chiesa» chiarisce Bondin. «Il punto è l'immagine di ritorno al passato che dà la Sicilia». [...]




Rispondi Citando