La data, 10-11 dicembre; la massima ampiezza della partecipazione, tutti gli elettori della Cdl; i costi, 2 euro a voto e un tetto di un milione a candidato per le spese; l’ok senza altri adempimenti a candidature espresse dai partiti del Centrodestra, 10mila firme o 500 di eletti per chi volesse correre ma non fosse espresso da forze della coalizione. E poi almeno un seggio per provincia e altri ogni 20 mila voti dati al Centrodestra alle europee del 2004 e perfino una norma sulla «par condicio» che la commissione di garanzia dovrà assicurare a tutti i candidati. È, nero su bianco, in otto punti, la proposta dell’Udc per le primarie nel Centrodestra. I centristi l’hanno messa a punto e si preparano a presentarla agli alleati tra oggi e domani.
LA DATA. «I rappresentanti delle forze politiche aderenti alla Cdl - si legge nella premessa della bozza - intendono promuovere la massima partecipazione da parte dei propri eletti ed elettori alla scelta del candidato comune alla presidenza del Consiglio e indicano nelle date del 10 e 11 dicembre 2005 lo svolgimento di una consultazione primaria”.
L’UFFICIO DI COORDINAMENTO. Dovrà essere composto «da due membri per ciascun partito» della Cdl. Eleggerà al suo interno a maggioranza semplice una «giunta esecutiva» composta da un presidente, un segretario, un tesoriere e un responsabile della comunicazione. Entro quindici giorni dalla sua costituzione dovrà elaborare «un regolamento specifico sulle modalità di partecipazione al voto, indicando nel dettaglio il numero di seggi e la loro individuazione nel territorio italiano». Il regolamento sarà approvato a maggioranza semplice.
I CANDIDATI. Potranno partecipare alle primarie come candidati tutti i cittadini con diritti attivi e passivi di voto. Le candidature «dovranno pervenire all’ufficio di coordinamento elettorale entro il 31 ottobre 2005 e dovranno essere accompagnate da un documento che indichi il programma di governo che il candidato intende rappresentare agli elettori».
LE FIRME. «Fatte salve le candidature espresse dalle forze della Cdl presenti in Parlamento - si legge nel testo dell’Udc - le candidature dovranno essere sottoscritte da almeno 10mila cittadini che hanno i diritti di elettorato attivo o da almeno 500 eletti fra parlamentari europei, italiani, consiglieri regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali».
CHI PUO' VOTARE. «Tutti i cittadini che abbiano titolarità dei diritti attivi per le elezioni alla Camera, che presentino un documento di riconoscimento, dichiarino la loro appartenenza alla Cdl, autorizzino il trattamento dei loro dati personali in base alla legge sulla privacy e devolvano un contributo per la copertura delle spese organizzative non inferiore ad euro 2». Ciascun elettore potrà esprimere una sola preferenza.
I SEGGI. Dovrà esserci almeno un seggio in ciascuna provincia italiana. «Ed almeno un seggio aggiuntivo per ogni 20mila voti validi ricevuti nel 2004 (elezioni europee) dai partiti aderenti alla Cdl». Starà all’ufficio di coordinamento «indicare esattamente il numero dei seggi e la loro individuazione, le modalità di nomina degli scrutatori e per il regolare svolgimento del procedimento elettorale».
TETTO DI SPESA. I candidati dovranno svolgere la loro campagna elettorale «con criteri di massima trasparenza sui costi sostenuti, provvedendo alla loro pubblicità. In ogni caso - si legge nel testo - si determina in euro 1 milione il tetto di spesa massima per ciascun candidato».
COMMISSIONE DI GARANZIA. Sarà composta da 5 membri «scelti fra personalità autorevoli». Decide «sulle eventuali controversie». Assicura anche «la parità di condizioni fra i candidati e le condizioni di trasparenza».
I COSTI. Toccherà all’ufficio di coordinamento elettorale determinarli e «certificare l’entità delle somme derivanti dai contributi versati dagli elettori delle primarie». «L'eventuale differenza sarà colmata dalle forze politiche aderenti alla Cdl in misura proporzionale al risultato delle europee».
LA PROCLAMAZIONE. Vince chi riceverà «il maggior numero di voti». Il candidato scelto «avrà la responsabilità di elaborare un programma di governo dell’intera coalizione di Centrodestra, coinvolgendo tutte le forze politiche che ne fanno parte».
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