quello che ha postato aguas sul principale mi sembra abbastanza inquietante se vero

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Da una ventina di giorni collabora coi magistrati della Dda di Palermo nell'ambito delle inchieste su mafia e politica in Sicilia. Assieme alla sua famiglia, adesso, si trova in una località protetta. Il suo nome è legato a doppio filo a quello del superboss latitante Bernardo Provenzano e alla sua latitanza.
Inoltre, ha avuto fra le mani per diverse ore la foto di Provenzano e adesso l'ex presidente del consiglio comunale di Villabate, Francesco Campanella, sta facendo ''ritoccare'' agli esperti della scientifica il nuovo identikit del capomafia ricercato da 43 anni.

Quattro anni fa l'ex politico 43enne avrebbe fornito ai mafiosi di Villabate la carta d'identità con il nome di Gaspare Troia usata da Bernardo Provenzano per andare a Marsiglia e operarsi alla prostata.
Campanella ha sostenuto, durante gli interrogatori, che quando i mafiosi di Villabate gli consegnarono la fototessera dell'anziano, lo misero a conoscenza del fatto che quell'immagine era dello ''zio Binnu''. E l'ex presidente del consiglio comunale mantenne il riserbo fino a quando, nello scorso gennaio, subito dopo il grande blitz ''Grande Mandamento'', è stato tirato in ballo da un altro pentito, Mario Cusimano, che ha svelato il viaggio in Francia e indicato gli appoggi che erano stati dati a Villabate.

Sui motivi della sua collaborazione c'è stretto riserbo in procura. Bocche cucite anche sulle dichiarazioni che Campanella starebbe rendendo in questi giorni. Di certo si tratta di vicende legate anche allo scioglimento del consiglio comunale di Villabate per sospette ingerenze mafiose dell'aprile 2004. Infatti, nella scorsa consiliatura, prima dello scioglimento per mafia dell'assemblea civica, Francesco Campanella era stato consulente per il Consorzio Metropoli Est del sindaco di Forza Italia, Lorenzo Carandino.
Il neo pentito starebbe inoltre ricostruendo gli agganci che avrebbe avuto Provenzano e gli uomini che ne avrebbero favorito in alcune occasioni la latitanza a Villabate e Bagheria.
Amico di mafiosi e politici, Francesco Campanella nei mesi scorsi era stato indagato a piede libero nel corso del processo all'ex assessore del Comune di Palermo Mimmo Miceli, dell'Udc.
L'ex politico ha sempre vantato la sua amicizia con il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, che cinque anni fa è stato suo testimone di nozze, insieme a Clemente Mastella.

Gli accertamenti sulle dichiarazioni che vengono fatte da Campanella sono stati affidati al Nucleo operativo dei carabinieri di Palermo, soprattutto nell'ambito del processo che vede imputato proprio Salvatore Cuffaro, accusato di favoreggiamento nei confronti di Cosa nostra.
A Francesco Campanella era infatti intestata una scheda telefonica che sarebbe stata usata da uno dei segretari del governatore. La scheda di Campanella sarebbe stata passata su 29 telefonini diversi, e sarebbe stata utilizzata per alcuni contatti ritenuti sospetti. Il governatore, sotto processo per favoreggiamento aggravato, ha sempre smentito queste accuse. ''Il riferimento, al Comune - ha detto il pentito Mario Cusimano ai pm - era sempre Campanella: tutto quello che era appalti, qualunque cosa si doveva muovere da lì, e Campanella riferiva a Mandalà. Era Campanella che portava tutto. Facendo politica è normale che aveva Mastella come un amico suo, oppure il presidente Cuffaro. So che avevano buoni rapporti, però a livello politico è normale. Nel periodo che Cuffaro si stava portando alle elezioni, si parlava che lui era in ottimi rapporti con questo Cuffaro...''.



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