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  1. #1
    destracristiana
    Ospite

    Predefinito Muccioli. Il ricordo è sempre vivo. Grazie.

    Attaccato dalla sinistra, attaccato dalla magistratura per le sue idee. Morì, con tanti processi alle spalle che gli hanno logorato la salute. Lo accusavano di essere un becero proibizionista, che la sua cominità non serviva a nulla, era un covo di malavita e basta. Sinistra e magistratura, ancora insieme, ancora più ridicoli.

    Ora le veità cominciano ad uscire. E' di oggi la pubblicazione di uno studio che conferma che il 72% dei ragazzi che entrano nella comunità per un percorso di disintossicazione, una volta usciti, non hanno più toccato una droga.
    Questi sono risultati. Questi sono fatti. Di una persona che ha dedicato la vita contro la droga. Ed è la storia di chi riesce a distruggere con un'ideologia di merda, una persona santa.

  2. #2
    destracristiana
    Ospite

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    In Origine Postato da antonio
    che vuol dire il 72%? ancora una domanda tecnica:
    quale e' stato il follow up? come e' stato organizzato?
    che tipo di studio e' stato fatto e con quali strumenti?

    la MAgistratura deve intervenire in presenza di notizia di reato..e' un suo dovere...
    senza tener conto del fatto che Mucicoli era amico di craxi o quant'altri..
    Sul tg1 delle 13.30.

    Chi ha fatto bene al paese e chi demonizza chiunque non la pensi come loro

  3. #3
    Hanno assassinato Calipari
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    In Origine Postato da antonio
    che vuol dire il 72%?
    Di quelli che hanno terminato il percorso, senza scappare, ovviamente.

    Le solite statistiche che ognuno interpreta a modo

  4. #4
    destracristiana
    Ospite

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    In Origine Postato da yurj
    Di quelli che hanno terminato il percorso, senza scappare, ovviamente.

    Le solite statistiche che ognuno interpreta a modo
    Certo. Chi ha detto il contrario.
    Don Gallo, che tanto don non è, fa di meglio, vero? Senza la magistratuira...controlla.

    Meglio degli altri istituti che si intascano soldi senza far guarire nessuno. E meglio di quelli che le droghe le vorrebbero liberalizzare per creare nuovi drogati.

    Chi vuoleil bene e lo fa. E chi vuole il male e lo fa.

  5. #5
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    In Origine Postato da destracristiana
    Sul tg1 delle 13.30.

    [...]


    E magari ha trasmesso l'opinione (si fa per dire) di Gasparri...

    20 Settembre 2005
    Muccioli dieci anni dopo
    Il metodo piace solo a destra
    Fondò «San Patrignano» per recuperare i tossicodipendenti
    Gasparri: «Un eroe».
    Manconi: «No, sbagliò l’approccio»



    di Maristella Iervasi

    «VINCENZO MUCCIOLI È UN EROE, un italiano esemplare. E la sua comunità, San Patrignano, è un esempio per l’Italia ed il mondo». Maurizio Gasparri, esponente di An, nel decennale della morte spende parole di elogio per Vincenzo Muccioli aggiungendo che «chi lo aveva ingiustamente criticato oggi non
    può che ricredersi». E il sindaco Rosa Russo Jervolino va anche al di là, vuole intitolare al fondatore di Sanpa una strada di Napoli e spiega: «È una figura tra le più affascinanti che abbia mai conosciuto e anche tra le più generose». Ma davvero il modello Muccioli per uscire dal tunnel della droga è stato ed è così esclusivo, un esempio da copiare ed estendere su tutto il territorio? Il centrodestra - da Berlusconi alla Moratti, da Giovanardi ad Alemanno - non ha fatto altro in questi anni che osannare San Patrignano. Quasi calibrando il Ddl Fini sulla droga sul binomio Sanpa-Muccioli.
    La storia di questa comunità è lunga, tormentata e, a tratti, drammatica. Lo stesso Vincenzo Muccioli si è dovuto confrontare più volte con la giustizia: negli anni 80 è stato recluso un mese per via delle punizioni esemplari ai tossicomani (il cosiddetto processo “delle catene” poi concluso con un’assoluzione in appello e in Cassazione, dopo la condanna in primo grado).
    Negli anni 90 il processo per il delitto di Roberto Maranzano, il giovane palermitano ospite di San Patrignano ucciso da Alfio Russo il 5 maggio ’89, capo della macelleria della comunità riminese. In questo caso Muccioli fu assolto dall’accusa di omicidio colposo e condannato per favoreggiamento.
    Ma qual era il metodo adottato a San Patrignano? «Il tossicomane - sosteneva Vincenzo Muccioli - è un individuo incapace di intendere e di volere» del quale si può perseguire «la salvezza» anche senza il suo consenso e contro il suo consenso. Sottomissione e punizioni esemplari «a fin di bene», dunque. Un trattamento che, a dieci anni dalla scomparsa del fondatore, il figlio Andrea a San Patrignano continua a portare avanti. Ma che chi lavora quotidianamente per il recupero dei tossicodipendenti «bolla» invece come «ricetta anti-libertaria». «Quell’esperienza - dicono gli esperti - è un’illusione repressiva. Altro che modello unico!».
    Ecco alcuni pareri.
    Riccardo De Facci, responsabile per le dipendenze del Coordinamento nazionale Comunità di accoglienza (Cnca): «Noi abbiamo scelto strade profondamente diverse per due motivi. Primo: il tossicomane è una persona e bisogna tener conto della sua rete e del suo territorio. La comunità non può essere l’alternativa alla società. Per Muccioli invece non era così. Secondo: incatenare delle persone è inconcepibile in un programma terapeutico. Per non parlare dell’uomo ucciso con un pungolo per i maiali: nessuno si è mai pentito o ha chiesto scusa per la morte di Maranzano. Questo è grave...». De Facci si sofferma ancora sul modello Muccioli: «Riteneva che gli ex tossici fossero in grado di lavorare sulle tossicodipendenze. Per noi della Cnca questo non può essere un metodo curativo anche perché la dipendenza ha mille sfaccettature: sanitarie, psichiatriche... Il tossicomane ha bisogno di ascolto non di repressione e sottomissione. Ci dispiace moltissimo che in questi ultimi anni il modello San Patrignano sia diventato un modello assoluto, con finanziamenti stellari. È un modello che parla più che altro alla pancia delle famiglie, ma non è un metodo diffuso. Del resto, una comunità che si occupa di cavalli di razza e fa tornei ippici internazionali cosa c’entra con la sofferenza da dipendenza?».
    Beppe Barra, direttore di Villa Maraini: «Con Vincenzo Muccioli siamo stati amici-rivali. Allora eravamo tra i pochi che si occupavano di droga e c’era una forte ostilità sui contenuti, sui metodi. Non condivido il forzare la mano sui chi è incapace di sopravvivere. La violenza porta violenza, a mio avviso. Certo, puoi superare il sintomo, ma sotto sotto resta il malessere... ». Poi alcune cifre: «Il 90% dei tossicomani - sostiene Barra - non va in comunità. Benissimo San Patrignano invece della galera, ma guai alla promozione ossessiva del modello unico, al disprezzo dei puristi, al parlare male della riduzione del danno. Abbiamo sofferto e soffriamo per questa emarginazione e discriminazione. Questo modello è idoneo per una limitata fetta di popolazione perché, nonostante i finanziamenti e la propaganda, al Sanpa ci va il 10%. Ci va chi ha bisogno di chiudersi perché non sa vivere autonomamente. Sanpa non è un modello totalizzante e definire coloro che non si adeguano come eretici, sprovveduti e imbecilli ce ne vuole... Ebbene, sono orgoglioso di essere uno sprovveduto: non estirpo la persona tossicomane al suo contesto».
    Luigi Manconi, responsabile Ds per i Diritti civili: «C’è un elemento in penombra che preferisco rimanga tale perché Muccioli non c’è più e sono passati 10 anni dalla morte. Riguarda la vicenda giudiziaria e altre accuse di natura penale che all’epoca ricevette. Su questo preferisco sospendere il giudizio. Ci sono invece due elementi essenziali dell’intera esperienza. Aspetto culturale: Muccioli porta a massima realizzazione, a più alta efficienza un approccio pedagogico-terapeutico insieme, sociale e ideologico che chiamo di “solidarismo autoritario”. Sintetizzabile nella formula: “Faccio il tuo bene che tu lo voglia o no”. Il che presuppone il fatto che io sappia esattamente qual è il tuo bene e non richiedo il tuo consenso e la tua cooperazione per perseguirlo. Questo approccio ha alle spalle un presupposto scientifico che contesto. Il fatto che il tossicomane sia privo di qualunque capacità di autodeterminazione e che debba toccare il fondo per potersi risollevare. Quell’approccio d’altra parte, non ponendo al centro quel tanto, poco o molto che sia di capacità di scelta del tossicomane, anzi prescindendone, poteva produrre solo effetti a brevi termine. Questo modello avrebbe potuto avere e potrebbe avere una sua applicazione mite appunto non autoritaria». Secondo Manconi l’errore esiziale che è stato commesso non va fatto risalire a Vincenzo Muccioli e nemmeno a suo figlio Andrea ma a quell’ampia fetta di classe politica che ha trasformato un approccio, uno tra i molti possibili, nel modello dominante. «Questa è una responsabilità gravissima - continua Manconi - in termini di indirizzo politico di indicazioni terapeutiche e di disponibilità di risorse, il centro destra ha trasformato una esperienza nel modello dominante, e pressoché unico».
    Per Francesco Maisto, sostituto procuratore generale a Milano, già membro della Consulta nazionale sulle tossicodipendenze: «Quel modello vive su una illusione: risolvere i problemi della tossicodipendenza all’interno di un’area territoriale limitata. La filosofia di Sanpa si è amplificata nel corso del tempo sia negli interventi sulla Consulta nazionale sulle tossicodipendenze, sia nelle Conferenze nazionali sulla droga di Napoli e Genova e sia nel supporto dato alla redazione del Ddl Fini».
    Achille Saletti, presidente della comunità Saman: «Considero San Patrignano un Comune, inteso come ente locale, ad alta densità tossicomane. Non la considero una comunità, perché non c’è un lavoro psicoterapeutico che porta al cambiamento. Non c’è un’indagine su che cosa abbia portato le persone alla tossicodipendenza. Non la si cura, la si contiene. A Sanpa è rimasta la pedagogia della punizione che non ha alcun fondamento scientifico. Pensare di rieducare uomini e donne di 40 anni è un po’ ridicolo».
    Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus: «Andrea Muccioli mi ha detto che salva il 70% dei ragazzi. Quindi, modello superato non è. Io ne salvo uno su 3, loro molti di più. Muccioli a San Patrignano ha cercato di fare cittadella: lavoro, fatica, apprendimento e terapia. Io vengo da una scuola diversa e uso metodi diversi. Vincenzo Muccioli non si arrendeva, per lui la vita valeva più della libertà. Faceva qualsiasi cosa pur di salvare un ragazzo: lo rinchiudeva, non dico lo incatenava... Cose che il mio metodo pedagogico non mi permette di fare. E ogni volta che qualcuno fugge e muore io sto malissimo».

  6. #6
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    In Origine Postato da destracristiana
    Sul tg1 delle 13.30.

    Chi ha fatto bene al paese
    tranne qualche omiciduccolo...
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  7. #7
    MazingaZ
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    Agaragar, la tua ignoranza fa davvero venire i brividi per non parlare del tuo frastornato modo di ironizzare.
    Mi dai l'idea d'un pesce che, saltato fuori gall'acqua, boccheggia sulla riva. Ma nessuno si cura di quei boccheggi e tutti proseguono per la loro strada. Sopratuto per il fatto che quei boccheggi sono incomprensibili... almeno a noi miseri mortali dotati di una comunissima intelligenza e un normale modo di capire l'ironia.
    ----------------------------------------------------------------------------------------


    Tutti quelli che parlano male di san Patrignano non ci hanno mai messo piede dentro. E' un paradiso terrestre, efficiente, una comunità totalmente autossuficiente che non ha mai chiesto soldi a nessuno, ma che tutto quello che produce, lo autoproduce. Dentro San Patrignano ci sono falagnamere, stalle, fabbri, vigne, cantine (il vino è buonissimo, uno dei migliori al mondo), c'è l'ospedale, ci sono infermiere che prima non erano infermiere, falegnami che prima erano dei disperati in cerca di una dose, ci sono addestratori di cani e di cavalli che prima erano persone perse nell'oblio della disperazione... ci sono tante cose dentro San Patrignano che Muccioli ha saputo costruire con tanta pazienza, forza e perseveranza. Uno zoo, una stalla, tanta natura, un orto, serre, latteria, cinema, teatro, campi da gioco, biblioteca... e soprattutto la speranza di tanti ragazzi, che posso assicurarvi, quando escono da San Patrignano, hanno la luce neglio occhi che un tempo avevano perso.. come la speranza.

    Purtroppo a oggi sono sempre più i ragazzi giovanissimi che entrano per smettere con le droghe come le pasticche e la cocaina... che demolisce il cervello...

  8. #8
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    Tu scherzi!!!
    Sampa è NATA e vissuta sulle sovvenzioni statali.
    Muccioli, dopo essersi "magnato" tutta la sua dote, ha pensato bene di sfruttare l'unica proprietà restatagli (della moglie, tra l'altro) IN CONSEGUENZA ad una legge statale che riconosceva contributi STATALI a chi creasse comunità di recupero.

    E non si sta "giudicando" il sistema imprenditoriale del Sampa, che funziona anche troppo bene, OGGI (per chi ne trae profitti); si sta "giudicando" il metodo Muccioli.
    E la persona Muccioli.

    Che ho conosciuto.
    (cosa che non credo tu abbia fatto; da come ne parli)

  9. #9
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    In Origine Postato da destracristiana
    ...Ora le verità cominciano ad uscire. E' di oggi la pubblicazione di uno studio che conferma che il 72% dei ragazzi che entrano nella comunità per un percorso di disintossicazione, una volta usciti, non hanno più toccato una droga...
    Se non vado errato, la statistica si riferisce a coloro che sono rimasti in comunità ALMENO TRE ANNI. Il che sarebbe profondamente diverso.

    Le statistiche vanno lette e riportate bene, altrimenti hanno lo stesso valore della statistica del mezzo pollo a testa o di quella che csx e cdx SONO ALLA PARI...

  10. #10
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    LA STATISTICA è IN LINEA CON QUELLE DELLE COMUNITà PIù GETTONATE.......... NELLE QAULI PERò NON RISULTA CHE SIA STATO UCCISO NESSUNO O SIA RIMASTO VITTIMA DI MOBBING.....
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

 

 
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