di Maurizio Blondet
ISRAELE - La foto ci restituisce l’aspetto di un vecchio mago medievale, dalla lunga barba bianca, il naso adunco, un Nostradamus più secco: è invece il moderno super-kabbalista Yitzchak Kaduri, rabbino in Israele.
Un indovino tenuto in gran rispetto dagli ebrei cosiddetti «religiosi», hassidici.
Ha emanato la sua ultima profezia (1).
Che converrà riportare, per capire la mentalità oggi prevalente nel fondamentalismo giudaico.
Ecco il proclama di rabbi Kaduri: «questa dichiarazione deve essere ascoltata da tutti gli ebrei del mondo. E’ urgente loro compito tornare nella Terra d’Israele a causa dei terribili disastri naturali che minacciano il mondo. Nel futuro l’Unico Santo, benedetto sia il Suo Nome, porterà grandi disastri nei paesi del mondo per addolcire i giudizi della Terra d’Israele. Ordino la pubblicazione di questa dichiarazione come avvertimento, così che gli ebrei nelle nazioni del mondo siano consapevoli del pericolo imminente e vengano nella Terra d’Israele per la costruzione del Tempio e la rivelazione del nostro giusto Messia».
Ed ecco, caratteristicamente, come Kaduri ha estratto la sua profezia dalla «scienza» dei numeri kabbalistici. Fra tre settimane , con la festa del Rosh Hashana, comincia l’anno ebraico 5766, le cui cifre sono rappresentate dalle lettere ebraiche taf, shin, samech, vav.
Ciò rivela la natura dell’anno avvenire.
«Sarà un anno di ‘segreto’ [sod, dalla lettera samech] e di ‘rivelazione’ [v’giliu, dalla lettera vav]».
Non stupirà sapere che rabbi Kaduri è vicino alla setta fanatica dei Lubavitcher.
Una foto lo ritrae a colloquio cordiale con «il rebbe» Menachem Schneerson di New York (anni fa, prima che quest’ultimo morisse), ritenuto un «messia vivente» dai suoi seguaci).
Rabbi Schneerson avrebbe «profetizzato» a rabbi Kaduri che egli sarebbe vissuto fino a vedere l’arrivo del Messia: essendo Kaduri almeno novantenne, la cosa avrebbe dovuto essere imminente.
Ma Kaduri sa di più.
Ecco infatti un’altra sua dichiarazione:
«Ci troviamo adesso nel quarto anno di quello che può essere il periodo settennale della Redenzione, secondo i calcoli del Gaon di Vilna. Nei prossimi tre anni, l’incertezza del futuro penderà sulle nostre teste, a meno che non operiamo attivamente perché il Messia sia rivelato. Il Messia è già in Israele. Tutto ciò che la gente sarà sicura non avvenire, avverrà, e ciò che saremo sicuri avvenire, ci deluderà. Ma alla fine ci sarà pace nel mondo. Il mondo è mitmatek mehadinim [sta addolcendo da severa giustizia]. Grandi tragedie nel mondo sono previste, questa è la cosa degli ebrei che vanno ad Est. Ma i nostri nemici non prevarranno su di noi nella Terra d’Israele, timore e tremore cadrà su di essi per il potere della Torah».
In queste parole, pronunciate due settimane prima dello tsunami, che ha sconvolto il sud-est asiatico, i seguaci di Kaduri hanno visto la previsione del disastro.
Ma ecco pronto il rimedio alle tragedie:
«Ciò che può salvare il mondo dalle calamità è il vero pentimento da parte degli ebrei, che devono intensificare gli atti di gentilezza gli uni verso gli altri [ad esclusione dei non giudei]. Il pianto dei tanti poveri in Israele e l’espulsione degli ebrei dalle loro case scuote il mondo».
Rabbi Kaduri aggiunge che l’attuale governo Sharon sarà l’ultimo di Israele della «vecchia età», e il prossimo governò sarà il primo dell’era messianica, quando sarà ricostruito il «tempio».
Concluderemo dicendo che Kaduri ha il titolo di «Anziano» ed è uno Tsaddik: uno pseudo-messia hassidico, di quelli che vendono (a caro prezzo) amuleti portafortuna e possono lanciare (a pagamento) temute fatture di morte.
Secondo certi Tsaddik, «la salvezza si ottiene attraverso il peccato».
Questo è il «misticismo ebraico» esaltato da Martin Buber (2).
Maurizio Blondet
Note
1) Baruch Gordon, «Kabbalist urges Jews to Israel ahead of upcoming disasters», Arutz Sheva, 21 settembre 2005.
2) Confronta il mio «Cronache dell’anticristo», Effedieffe edizioni, capitolo VI, «I messia dello Shtetl».




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