Marini: “I radicali ci fanno vincere”
• da Il Messaggero del 28 settembre 2005, pag. 9
di N. B. M.
Niente veti per i nuovi arrivi. Nessuno può impedire a chicchessia di entrare nell’Unione. Questo il risultato di una lunga mattinata di riunione dei tavoli congiunti su regole e alleanze del centrosinistra, caratterizzata da vivaci scambio di opinioni poi degenerate in urla e minacce. Argomento principale della diatriba, sempre lo stesso: che fare con i radicali. Attore protagonista: Roberto Villetti, numero due dello SDI, che ha litigato a turno ora con Fabris dell’UDEUR ora con Sgobio drl PCDI, tenendo bene le posizioni e portando a casa, almeno per il momento, un disco giallo per l’alleanza elettorale con i radicali. Non interessati direttamente all’operazione, ma attenti e vigilanti alle ripercussioni su tutta l’alleanza i DS e i margheriti, presenti con Chiti e Migliavacca, da una parte e Marini e Franceschini dall’altra. E’ stata proprio Franco Marini a spendersi apertamente a favore della non chiusura delle porte a Pannella. “Attenzione – ha spiegato – non pensiamo di avere già la vittoria in tasca, se cambiamo la legge elettorale e se cambiano pure il leader, i giochi possono riaprirsi e in quel caso l’apporto dei radicali potrebbe essere decisivo”. E Piero Fassino conferma : “Niente veti sui radicali”: Ma l’UDEUR di Mastella non vuole sentire ragioni. “Il PR è distante dall’Unione, è incompatibile, o noi o loro”, ha ripetuto Fabris. Salta su Villetti, alzando la voce: “Ma come si fa a metter veti a Pannella, quando nel centrosinistra ci sono tanti ex DC in arrivo e quando c’è un partito come il PDCI che si richiama al comunismo e sta con Cuba che fa fucilare i dissidenti?”. “Noi abbiamo sostenuto i governi di centrosinistra, abbiamo consentito la maggioranza”, replica subito l’uduerrino. E il cossuttiano Sgobio: “Noi stiamo con Cuba e Fidel, ma non con i fucilatori”. Villetti ritira l’accusa ai fucilatori, ma tiene il punto sul resto: “Se noi socialisti vogliamo allearci con i radicali e voi ce lo impedite, allora ditelo chiaro, ci volete cacciare dall’Unione?”.
E’ toccato ai partiti-fratelli maggiori tentare di riportare la calma. Franceschini ha provato a ragionare: “Non è che uno può allearsi con chiunque come se nulla fosse. Se ad esempio la Margherita si mette con Rauti, qualche problema all’Unione lo pone, vero? La coalizione non può essere indifferente a quel che uno dei soci fa”. Vannino Chiti , per i DS, ha posto i piedi sul piatto: “E comunque sia chiaro, rispetto ai collegi per noi esiste lo SDI, che è socio fondatore dell’Unione, il resto si dovrà vedere”. Come a dire: quando si tratterà di discutere di collegi, saranno i socialisti a farsi carico dei seggi degli alleati radicali. Ascoltava in silenzio Ciro Falanga, che tre mesi fa stava in Forza Italia e che ora al tavolo dell’Unione sedeva in rappresentanza dei repubblicani della Sbarbati. Si è deciso che saranno i leader, assieme a Romano Prodi, a decidere caso per caso sui nuovi arrivati.
Chiti, nel frattempo, è stato protagonista dello sblocco dell’occupazione da parte dei “senza volto” della sede per le primarie dell’Unione. “Non ce ne andiamo se prima non parliamo con Chiti”, avevano preteso i noglobal. E Chiti arrivò. Colloquio, trattativa, presa in considerazione delle richieste dei noglobal, e disoccupazione della sede delle primarie. “Ma ci faremo risentire presto, ci hanno dato risposte insufficienti”, annunciano gli occupanti.
• da Il Messaggero del 28 settembre 2005, pag. 9
di N. B. M.
Niente veti per i nuovi arrivi. Nessuno può impedire a chicchessia di entrare nell’Unione. Questo il risultato di una lunga mattinata di riunione dei tavoli congiunti su regole e alleanze del centrosinistra, caratterizzata da vivaci scambio di opinioni poi degenerate in urla e minacce. Argomento principale della diatriba, sempre lo stesso: che fare con i radicali. Attore protagonista: Roberto Villetti, numero due dello SDI, che ha litigato a turno ora con Fabris dell’UDEUR ora con Sgobio drl PCDI, tenendo bene le posizioni e portando a casa, almeno per il momento, un disco giallo per l’alleanza elettorale con i radicali. Non interessati direttamente all’operazione, ma attenti e vigilanti alle ripercussioni su tutta l’alleanza i DS e i margheriti, presenti con Chiti e Migliavacca, da una parte e Marini e Franceschini dall’altra. E’ stata proprio Franco Marini a spendersi apertamente a favore della non chiusura delle porte a Pannella. “Attenzione – ha spiegato – non pensiamo di avere già la vittoria in tasca, se cambiamo la legge elettorale e se cambiano pure il leader, i giochi possono riaprirsi e in quel caso l’apporto dei radicali potrebbe essere decisivo”. E Piero Fassino conferma : “Niente veti sui radicali”: Ma l’UDEUR di Mastella non vuole sentire ragioni. “Il PR è distante dall’Unione, è incompatibile, o noi o loro”, ha ripetuto Fabris. Salta su Villetti, alzando la voce: “Ma come si fa a metter veti a Pannella, quando nel centrosinistra ci sono tanti ex DC in arrivo e quando c’è un partito come il PDCI che si richiama al comunismo e sta con Cuba che fa fucilare i dissidenti?”. “Noi abbiamo sostenuto i governi di centrosinistra, abbiamo consentito la maggioranza”, replica subito l’uduerrino. E il cossuttiano Sgobio: “Noi stiamo con Cuba e Fidel, ma non con i fucilatori”. Villetti ritira l’accusa ai fucilatori, ma tiene il punto sul resto: “Se noi socialisti vogliamo allearci con i radicali e voi ce lo impedite, allora ditelo chiaro, ci volete cacciare dall’Unione?”.
E’ toccato ai partiti-fratelli maggiori tentare di riportare la calma. Franceschini ha provato a ragionare: “Non è che uno può allearsi con chiunque come se nulla fosse. Se ad esempio la Margherita si mette con Rauti, qualche problema all’Unione lo pone, vero? La coalizione non può essere indifferente a quel che uno dei soci fa”. Vannino Chiti , per i DS, ha posto i piedi sul piatto: “E comunque sia chiaro, rispetto ai collegi per noi esiste lo SDI, che è socio fondatore dell’Unione, il resto si dovrà vedere”. Come a dire: quando si tratterà di discutere di collegi, saranno i socialisti a farsi carico dei seggi degli alleati radicali. Ascoltava in silenzio Ciro Falanga, che tre mesi fa stava in Forza Italia e che ora al tavolo dell’Unione sedeva in rappresentanza dei repubblicani della Sbarbati. Si è deciso che saranno i leader, assieme a Romano Prodi, a decidere caso per caso sui nuovi arrivati.
Chiti, nel frattempo, è stato protagonista dello sblocco dell’occupazione da parte dei “senza volto” della sede per le primarie dell’Unione. “Non ce ne andiamo se prima non parliamo con Chiti”, avevano preteso i noglobal. E Chiti arrivò. Colloquio, trattativa, presa in considerazione delle richieste dei noglobal, e disoccupazione della sede delle primarie. “Ma ci faremo risentire presto, ci hanno dato risposte insufficienti”, annunciano gli occupanti.




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