Profezia da brivido!
La vertiginosa profezia di un intellettuale ginevrino nato in questo giorno di settembre del 1822
Totalmente appartato culturalmente e socialmente, Henri Frederic Amiel poteva annunciare l’indicibile in una puntuale premonizione di sapore nietzschiano. Oggi avrebbe forse optato per il silenzio, constatando come “l’orribile a dirsi” si sarebbe disciolto nelle effervescenze di una ribollente pozione informatica.
“Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell’ Uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la DISUGUAGLIANZA DI VALORE, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento. L’adorazione delle apparenze si paga.”
Henri-Frederic Amiel - "Frammenti di diario intimo", 12 giugno 1871




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