La presa di posizione è ufficiale: il "New York Times" informa che i leader della Chiesa cattolica americana hanno deciso d'intraprendere un viaggio a Roma per spiegare la loro ostilità alle direttive del Vaticano, secondo cui i gay non possono accedere al sacerdozio.
La sistematica emarginazione degli omosessuali da parte della Chiesa di Roma è vista con sospetto dai Cattolici di un Paese profondamente liberale come gli Stati Uniti. La posizione dei capi cattolici americani si può riassumere in due parole: una volta che ci si sposa con Dio e si promette di rimanere celibi, improntando la propria vita sulla castità, l'orientamento sessuale dell'aspirante sacerdote non è più un problema.
Da una parte le leggi rigide e repressive del Vaticano, dall'altra parte 250 leader francescani, domenicani e gesuiti che in un Paese liberale devono affrontare la crisi del Cattolicesimo. In sostanza si confrontano due visioni della Chiesa: quella di Ratzinger, tradizionalista, in linea col Papato di Giovanni Paolo II, e quella dei "modernisti", consapevoli che la realtà è in continuo mutamento e che con essa bisogna confrontarsi, per non perdere le "pecorelle".
Ciao
Elios
http://www.nytimes.com/2005/09/30/na...rtner=homepage




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