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    Predefinito Haj Ali torturato ad Abu Ghraib non puo' entrare in Italia!!!

    Sep. 29, 2005

    They put the hood over him again!
    Berlusconi-Fini government denies visa also for Haj Ali, the torture victim of Abu Ghraib


    Communiqué of the Free Iraq Committees Italy
    This morning, September 29, Haj Ali, symbol of torture in Abu Ghraib, went to the Italian embassy in Amman (after his dramatic experience he actually lives in Jordan) to receive the promised visa in order to go to Europe. Eventually he was told – after three weeks of pilgrimage to the embassy – that he will not get visa.

    The embassy used the ridiculous pretext that Haj Ali would not have residence in Jordan and therefore they could not concede visa. Absurd! Everybody knows that residence in the country of application (actually figured out in the last moment) is no precondition to receive visa. This exclusively political decision comes directly from the palaces of the Roman government. It can only be explained by the voluntary obedience to the US dictate. But here is also a surplus: they want to further humiliate Haj Ali who represents the most human denunciation of the appalling occupation of his country. And with him they want to humiliate the growing solidarity movement with the resistance of the Iraqi people.

    According to the responsible officer in the embassy Haj Ali must “simply” apply the diplomatic representation of Italy in Baghdad, i.e. inside the Green Zone that is the American fortress in the heart of Baghdad. Finally we have come to the point that after weeks of attempts the tortured was sent to the torturer in order to receive another no or even something much worse.

    The government of Berlusconi-Fini thus has overtaken itself. They impeded the symbol of the brutality of the military occupation of Iraq to come to Europe where he is invited to dozens of cities as well as several big media outlets. This is another glamorous confirmation both of the arrogance of the government as well as of its subordination to the US.

    This shameful decision, which the government this time not even got the courage to take responsibility of, became possible also because of the silence by the leaders of the centre left opposition over the struggle for the visas for the Chianciano conference. They have done nothing in front of the violation of the human rights and of the breach of the right to free expression, let alone the muzzle they put over the man with the hood from Abu Ghraib.

    We have to sound a strong democratic alarm. After they have impeded the international conference “For a just peace, with the resistance” they also want to impede that the barbaric torture is being exposed in first person by whom who suffered it.

    We have arrived at a point where we cannot and do neither want to give up nor give in. This is not only our struggle. It is more and more also a struggle which regards all the sincere democrats. What is actually at stake is the right to the truth.

    The struggle continues. We have already taken the steps to ask for visa by other European states. Haj Ali, however, will not be able to be present at the international gathering of October 2 in Rome but we will not renounce the project of the European tour in order to bring him to every corner of the continent to denounce the monstrous violation of the human rights by the US occupation.

    The forthcoming meeting in Rome therefore will be an occasion to attack the ruling despotism in Italy, a moment of protest against the violation of the constitutional rights, a point to re-launch the struggle for bringing not only Haj Ali but also the legitimate representatives of the Iraqi people to Europe in order to hold the scheduled international conference.

    Septembre 29, 2005

  2. #2
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    Giovedì 29 Settembre
    GLI HANNO RIMESSO IL CAPPUCCIO!

    Il governo Belusconi-Fini nega il visto anche ad Haj Ali, il torturato di Abu Ghraib

    Questa mattina, venerdì 29 settembre, Haj Ali, simbolo dei torturarti di Abu Ghraib, si è recato presso l’ambasciata italiana di Amman (Haj Ali, dopo la sua drammatica esperienza, vive infatti in Giordania) a ritirare il visto promesso e quindi partire per l’Europa. Gli è stato invece comunicato, dopo tre settimane di pellegrinaggi in ambasciata, che il visto non poteva essergli concesso.

    L’ambasciata si è aggrappata al ridicolo pretesto che risiedendo Haj Ali in Giordania, essa non avrebbe la potestà di concedere il visto dato per concesso. Assurdo! Tutti sanno che il requisito della residenza nel paese di stanza dell’ambasciata (escogitato infatti all’ultimo momento) non è affatto necessario per il rilascio del visto. La decisione, esclusivamente politica, viene direttamente dai palazzi del governo di Roma, si spiega senz’altro con la volontà di rispettare l’ormai famigerato diktat americano, ma in questo caso c’è un surplus: si vuole umiliare Haj per ciò che suo malgrado rappresenta (la più umana denuncia della terribile occupazione del suo paese) e con lui il vasto movimento di solidarietà con la resistenza del popolo iracheno.

    Secondo il responsabile dell’ambasciata, Haj Ali dovrebbe “semplicemente” recarsi alla rappresentanza diplomatica italiana a Bagdad, all’interno cioè della Green Zone, la fortezza americana nel cuore di Bagdad. In sostanza si arriva a chiedere al torturato di andare dai torturatori, naturalmente per ricevere un altro no o magari qualcosa di peggio.

    Il governo Berlusconi-Fini ha dunque superato se stesso, impedendo ad un simbolo della brutalità dell’occupazione militare dell’Iraq di venire in Europa, dove è richiesto in decine e decine di città e da numerosi ed importanti organi dell’informazione radiotelevisiva. E’ questa una conferma clamorosa tanto dell’arroganza del governo, quanto della sua sudditanza agli USA. Questa vergognosa decisione, che il governo non ha avuto questa volta neppure il coraggio di assumersi politicamente, è stata resa possibile dall’altrettanto squallido silenzio sull’intera vicenda dei visti (Conferenza di Chianciano) da parte dei dirigenti del centrosinistra che non hanno mosso un dito davanti alla violazione dei diritti democratici, davanti alla negazione del diritto all’espressione del pensiero, davanti al bavaglio che oggi viene messo sulla bocca dell’uomo incappucciato ad Abu Ghraib.

    Dobbiamo dunque lanciare un forte allarme democratico. Dopo aver impedito la Conferenza Internazionale per “Una pace giusta, con la Resistenza”, si vuole impedire ora che la barbarie della tortura venga denunciata in prima persona da chi l’ha subita. A questo punto siamo arrivati, a questo non dobbiamo e non vogliamo rassegnarci. E’ questa una battaglia non solo nostra; sempre di più è una lotta che riguarda tutti i sinceri democratici, perché qui è in gioco lo stesso diritto ad affermare la verità.

    La lotta dunque continua. Già oggi stiamo avviando le procedure per richiedere il visto ad Haj Ali da altri paese europei. Haj Ali non potrà essere in ogni caso presente all’incontro internazionale di domenica 2 ottobre a Roma, ma certo non rinunciamo al progetto del suo tour europeo, per portare in ogni angolo del continente la denuncia della mostruosa violazione dei diritti umani frutto dell’occupazione americana dell’Iraq.

    Il meeting di domenica prossima a Roma sarà dunque un’occasione per una denuncia ancora più forte del dispotismo imperante in Italia, un momento di protesta contro l’attacco ai diritti costituzionali, un punto di partenza per il rilancio della lotta per avere Haj Ali in Europa, ed i visti ai legittimi rappresentanti del popolo iracheno per poter tenere quanto prima la Conferenza internazionale.

    Comitati IRAQ LIBERO 29 settembre 2005

  3. #3
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    Francamente mi sarei meravigliato se il sionista Fini, e il suo partito di scherani del peggior atlantismo ne avesse consentito l'ingresso. Guardate che Mr.Fini è lì per quello : la tutela degli interessi degli Usa e dell'entità sionista.

  4. #4
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    Si ma negare un visto ad un torturato è veramente troppo....Domenica 2 ottobre ore 10 all'Universita' valdese vicino Piazza Cavour

  5. #5
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    Il problema è questo: accampando scuse burocratiche è stato negato un visto. E' uno scandalo di enormi proporzioni, che può essere perpetrato perché rivolto contro una parte minoritaria della coscienza nazionale. Siamo in minoranza, possono fare quello che gli pare: questa è la democrazia! Il fatto però di essere in minoranza non significa avere torto.
    Ora bisogna passare da una fase di testimonianza ad un'altra di prassi. Quindi domenica partecipate numerosi!

  6. #6
    FIGHTER
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    Perchè tante formalità per entrare in Italia? A che serve il visto? Le nostre frontiere sono un colabrodo, chiunque entra ed esce a piacimento, e l'enorme numero di clandestini presenti sul nostro territorio ne è la prova: che venga a fare il suo discorso, gli batterò anche le mani.

  7. #7
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    In origine postato da FIGHTER
    Perchè tante formalità per entrare in Italia? A che serve il visto? Le nostre frontiere sono un colabrodo, chiunque entra ed esce a piacimento, e l'enorme numero di clandestini presenti sul nostro territorio ne è la prova: che venga a fare il suo discorso, gli batterò anche le mani.
    Magari fossero un colabrodo! La verità è che migliaia di disperati rischaino e spesso perdono la vita per venire nel nostro paese, per giunta per essere sfruttati.
    Se le frontiere fossero state permeabili, sabato e domenica si sarebbe fatto il congresso di Chianciano...

  8. #8
    Neutrino NO-TUNNEL
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    In origine postato da pietro
    Si ma negare un visto ad un torturato è veramente troppo....Domenica 2 ottobre ore 10 all'Universita' valdese vicino Piazza Cavour
    io ci sarò

    ps: ma dove sta precisamente questa università valdese?

    se vuoi puoi scrivermelo anche in pvt, tanto entro domani pomeriggio di sicuro lo leggo
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  9. #9
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    Eccoti l'indirizzo:ROMA, domenica 2 ottobre, ore 10,00 - Aula magna università valdese - via Pietro Cossa 40 (zona P.zza Cavour)
    Ciao

  10. #10
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    Io ci sarò.

 

 

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