posto un interessante articolo in cui si parla della mai abbatsanza citata opposizione Cattolica al regime nazionalsocialista:
Venerdi 30 settembre 2005
RIVELAZIONI
Sterilizzazioni: così Hitler fu stoppato dai vescovi
La Chiesa tedesca si pronunciò dai pulpiti contro l'eugenetica applicata ai malati mentali, ottenendo modifiche alla legge
Di Marco Roncalli
C'è più d'un «teorema storico» a dura prova nel saggio di Giovanni Sale sul nuovo numero della Civiltà Cattolica. Valorizzando documenti dell'Archivio Segreto vaticano, il gesuita si concentra su Chiesa e Terzo Reich innanzi a due temi: la legge sulla sterilizzazione del luglio 1933 e la lotta al comunismo. Nel primo caso evidenziando l'opposizione della Santa Sede e dell'episcopato tedesco per modificare punti applicativi della legislazione. Nel secondo riscontrando l'impossibilità di accordi fra Chiesa e regime su questo terreno. Se la beatificazione del cardinal Clemens von Galen (il 9 ottobre) riproporrà la questione dell'opposizione dei vescovi tedeschi al nazismo, un aspetto non marginale è costituito dal loro impegno per limitare gli effetti nefasti di provvedimenti eugenetici che colpirono ebrei, handicappati, malati mentali (furono sterilizzate circa 400.000 persone!). Condannata dalla Casti connubii di Pio XI nel 1930, la sterilizzazione auspicata durante l'ascesa di Hitler fu approvata nel Consiglio dei ministri del 14 luglio 1933. Di lì a poco la condanna dei vescovi tedeschi, invitati da Roma ad attenersi all'enciclica. Il 12 settembre 1933 il cardinal Adolf Bertram, presidente della Conferenza episcopale di Fulda, faceva presente al ministro dell'Interno Frick l'impossibilità di «passar sopra in silenzio a questa violazione della legge morale cattolica». Successive trattative tra il ministro e i vescovi di Friburgo, Gröber, e di Osnabrück, Bernin, ottennero minime concessioni, come il riconoscimento del diritto di far conoscere la dottrina cattolica sulla legge. Esclusa l'ipotesi di una rischiosa lettera pastorale, dai pulpiti cattolici dopo l'Epifania del 1934 si lessero chiare indicazioni sulla condanna della sterilizzazione, anche volontaria. Von Galen nella lettera pastorale del 29 gennaio 1934 deprecò che creature senza colpa fossero sottoposte a violenza, contro l'integrità del corpo umano. Nel frattempo, grazie ai vescovi nel regolamento applicativo della legge furono inserite clausole che attenuavano alcuni effetti. Più fortuna nel 1941 ebbe la denuncia di alcuni vescovi contro il programma segreto di eutanasia di malati mentali, considerati troppo onerosi per lo Stato. Memorabile l'omelia di von Galen il 3 agosto: guai al popolo tedesco se permette l'uccisione di innocenti. Il Führer bloccò ufficialmente l'esecuzione del programma (continuato però in situazioni particolari). Deteriorandosi sulla sterilizzazione i rapporti Chiesa-governo, quest'ultimo combatté più determinato le associazioni ateistiche costituite da anarchici, comunisti, socialdemocratici. È l'altro tema affrontato da Sale, pronto a ricordare come la stessa Chiesa che aveva chiesto l'intervento statale contro di esse non nascose l'esclusiva discriminazione di quelle comuniste. Così Orsenigo alla Segreteria di Stato: «Purtroppo il Governo ha sciolto solo le organizzazioni comuniste ed ha risparmiato invece le altre, ben più numerose e non meno ostili al principio religioso. Questo rivela che l'ordinanza governativa si è ispirata esclusivamente a motivi di carattere politico». Interessanti poi i documenti sul «no» di autorevoli vescovi richiesti da Roma sull'opportunità di condanne del Sant'Ufficio per tali organizzazioni.
tratto da Avvenire




Rispondi Citando