Con un titolo ancora piu' vistoso nella prima pagina della cronaca di Firenze, invece, si annuncia che "Il Monte finanziera' la moschea", notizia ripresa a pagina III, con nuovo titolo a cinque colonne che dice: "Mps finanzia moschea e museo ebraico", e mette in evidenza l'entita' globale dello stanziamento della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena (MPS) e il numero dei progetti religiosi, culturali e sportivi che finanziera' o co-finanziera': 145 milioni di euro per 836 progetti.
Il grande rilievo dato al co-finanziamento del progetto per la moschea e il Centro islamico di Colle Val d'Elsa, si giustifica piu' per la sua valenza morale che per l'entita' dello stanziamento che, coi suoi 300.000 euro, non rappresenta neppure l'impegno singolo piu' rilevante della Fondazione. E in tal senso vanno infatti le dichiarazioni degli interessati, che parlano di "attenzione al dialogo religioso e al pluralismo" (cosi' il presidente della Fondazione MPS) e di "un atto di altissima civilta' che dimostra una volta di piu' che ci troviamo in un paese di diritto e tolleranza, siamo appoggiati e aiutati" (cosi' l'imam di Colle).
Come entita', infatti, e' molto piu' rilevante lo stanziamento di 970.000 euro per "i lavori di scavo per la costruzione di un seminario nell'arcidiocesi di Leopoli in Ucraina impegnata in un faticoso processo di ricostruzione sociale ed economica". Altre cifre precise dichiarate riguardano i 50.000 euro per il museo ebraico della Sinagoga di Firenze, i 100.000 euro per la ludoteca dell'ospedale pediatrico "Meyer" di Firenze e il milione di euro per l'associazione Palasport; per il resto si parla di "finanziamenti" (specie nelle province di Siena e Grosseto) a parrocchie e diocesi cattoliche, a progetti delle universita' e della Regione Toscana, nonche' alla Chiesa anglicana di Firenze, alla Tavola Valdese e alla Fondazione ebraica di Milano. In breve, per dirla con l'articolista, "un mulinare di risorse senza paragoni nella regione ….. ".
In tutti e due gli articoli, come salta agli occhi, si parla di banche.
La BANCA CATTIVA nel primo articolo, che torchia il cliente debitore (e neppure vuol sapere quali e quanti effetti negativi, se non tragici, puo' causare alla sua vita personale e famigliare e, di riflesso quanto malessere inoculare nella societa'); la BANCA BUONA nel secondo articolo, che, tramite la sua "Fondazione" regala denaro a piene mani e dichiara di avere a cuore il dialogo religioso e il pluralismo culturale, in una parola una serena convivenza fra la gente.
In realta', sempre solo e soltanto, UN'UNICA BANCA (ATTENZIONE: IL NOME NON E' IMPORTANTE!), nei cui confronti ci si puo' ragionevolmente chiedere se non soffra di SCHIZOFRENIA. E la schizofrenia, la dissociazione della personalita', si sa, non e' una gran bella cosa.
Che senso ha, mi chiedo, finanziare progetti volti a far godere un maggiore benessere (fisico, morale, culturale ecc.) a persone sconosciute, quando in precedenza ci siamo approfittati delle persone conosciute che si sono rivolte a noi per avere un aiuto e un consiglio, esigendo da loro interessi usurai, appunto, oppure rifilando nei loro "portafogli" titoli che scottavano (vedi i bond argentini, Cirio, Parmalat, ecc.), o indicando loro "vie" al risparmio che definire impervie e' gia' un complimento? Come si fa a dire che ci preme la convivenza pacifica fra la gente, quando proprio col nostro operare si e' contribuito a creare un'alta dose di insicurezza, che rappresenta uno dei motivi piu' forti dell'aggressivita' e dell'inimicizia? Perche' se io, piccola persona comune, mi vedo eroso o annullato il gruzzolo che tengo da parte in vista dell'acquisto di una casa, degli studi dei figli o delle necessita' della vecchiaia, proprio da chi dovrebbe aiutarmi a tutelarlo, sia pure (anzi, a maggior ragione), nell'attuale difficolta' della salvaguardia del risparmio, che cosa potro' fare, impulsivamente, atavicamente, direi, se non prendermela con chi ha colore della pelle, lingua o religione diversa e "ci viene a rubare il lavoro" e magari la casa popolare?
La cosa interessante e' che molte banche nacquero diversi secoli fa come “Monti di Pieta', “con lo scopo di sottrarre al flagello dell'usura i ceti piu' deboli, attraverso la corresponsione di piccoli prestiti su pegno” (informativa storica del Banco di San Paolo di Torino che risale cosi' al 1579). Lo stesso Monte dei Paschi di Siena, la piu' antica banca italiana, nacque nel 1472 "per dare aiuto alle classi piu' disagiate della popolazione in un momento particolarmente difficile per l'economia locale";
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