Radicali, socialisti. Teatro Capranica, Capezzone: parliamo degli obiettivi concreti di riforma su diritti civili, economia e politica estera
Si segua il percorso della dichiarazione di Fiuggi e del documento programmatico li' adottato. Evitare rischio passatista e politicista.
Roma, 29 settembre 2005
• Dichiarazione di Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani
E' sempre più necessario, a mio avviso, seguire il percorso tracciato dalla Dichiarazione di Fiuggi. Per un verso, cioè, insistere sul fatto che è in cantiere un (sottolineo: un, un solo) soggetto politico nuovo; e, per altro verso, insistere sugli obiettivi concreti, sulle concrete riforme che questo soggetto si impegna a perseguire.
A Fiuggi si è adottata una base di discussione tanto ampia quanto innovativa, che copre l'intero spettro delle libertà civili (dal divorzio breve alla Ru 486, dall'eutanasia ai pacs), dell'innovazione economico-sociale (liberalizzazione delle professioni, riforma blairiana dell'università, riscrittura del sistema degli ammortizzatori sociali), e della politica internazionale (con la scelta di una linea di promozione globale della libertà, della democrazia e dei diritti umani).
Naturalmente, nessuno pretende che tutto questo diventi al 100% patrimonio dell'Unione: quel che si chiede (vale lo stesso per Rifondazione, del resto) è che le battaglie del nuovo soggetto politico abbiano diritto di cittadinanza.
Ma è di questo, soprattutto di questo (cioè del nuovo soggetto politico e dei suoi concreti punti di riforma) che noi liberali, laici, socialisti e radicali dobbiamo parlare. E dobbiamo farlo da subito, incardinando una immediata e consistente iniziativa politica in Parlamento e nel paese.
Occorre invece evitare (e questa sarà una sfida non facile) il rischio passatista e quello politicista: non occorre solo scaldare il cuore dei militanti antichi, né -su un altro piano- possiamo permetterci di inseguire schemi e formule comprensibili solo alla ristretta cerchia dei "politicizzati", degli "addetti ai lavori". La nostra sfida è quella di creare opinione, di rivolgerci ai cittadini, di colpire le speranze, le attese, le domande che vengono da settori rilevanti dell'opinione pubblica.
Ed è su questa sfida che si misurerà il successo o il fallimento del tentativo politico in corso.




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