di Maurizio Blondet
MOSCA - A metà ottobre, Mosca e Nuova Delhi terranno una grande esercitazione militare congiunta, «Indra 2005», nell'Oceano Indiano.
Etichettata dai russi come una «simulazione anti-terrorismo», in realtà sembra proprio essere qualcosa di diverso: vi parteciperanno sei navi da guerra russe, fra cui un sottomarino nucleare.
Un tipo di armamento che non sembra il più adatto per battere dei terroristi.
E la manovra aero-navale avverrà al largo dell'Iran, oggi minacciato dai neocon americani (su istigazione di Israele) di attacco per distruggere i suoi apparati nucleari.
Nello scenario dell'esercitazione indo-russa, una compagnia della 76ma Divisione aerotrasportata (russa) e della 50ma Brigata aerotrasportata (indiana), ossia parà dei due Paesi, prenderanno possesso di una zona montagnosa del Rajastan per distruggervi «bande isolate» di «terroristi», mentre le forze navali combatteranno «pirati» non meglio identificati «nel bacino antistante la costa» dell'India.
La compagnia russa opererà incorporata nella forza di parà indiani ed obbedirà al comandante indiano.
Una futura esercitazione congiunta avverrà in Russia nel 2006.
Come si vede, non mancano analogie con le grandi manovre congiunte russo-cinesi da poco compiute in Cina: anch'esse etichettate come «anti-terrorismo» (un'etichetta che copre molte cose anche in USA), si sono configurate in realtà come una classica operazione di sbarco su un'isola nemica, con grande preoccupazione di Taiwan.
Il fatto singolare è che l'India ha appena stretto un patto di alleanza decennale con gli USA, ed ha dovuto - come prima conseguenza - adeguarsi alle minacce americane all'Iran.
Ma evidentemente non dimentica il vecchio alleato di sempre, Mosca, e non vuole tenere tutte le sue uova nell'unico paniere statunitense.
Saggia decisione.
Frattanto, Putin ha annunciato che estinguerà in anticipo i debiti della Russia verso il «Club di Parigi» (un nucleo di paesi creditori fra cui l'Italia), come ha già fatto da mesi con il Fondo Monetario.
Al Fondo Monetario Mosca ha pagato in anticipo 17 miliardi di dollari; al Club di Parigi ne pagherà 13.
Risparmiando 1 miliardo in interessi, e recuperando la sua indipendenza dall'usura globale.
Maurizio Blondet




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