GASDOTTO RUSSO-TEDESCO IRRITA I SERVI DI BUSH
di Maurizio Blondet
MOSCA - Berlino e Mosca hanno firmato, l'8 settembre scorso, l'accordo per la costruzione di un gasdotto da 1200 chilometri che porterà il gas naturale russo in Germania.
Steso sul fondo del mar Baltico, il gasdotto «North-European Gas Pipeline» (NGP) ha qualcosa che non piace a polacchi, lituani e altri «amici dell'America» nella «nuova Europa»: semplicemente, li scavalca.
Polonia e Stati baltici, ostili a Putin, però riscuotono dalla Gazprom (l'azienda petrolifera russa) ricchi «diritti di passaggio» perché gli oleodotti russi attraversano il loro territorio per giungere ai mercati euro-occidentali.
Ora, col gasdotto che passerà nel fondo del Baltico, la Polonia filo-americana non solo perde parecchio denaro, ma perde anche importanza come potenziale ricattatrice: prima aveva in mano il rubinetto delle forniture russe alla «vecchia Europa», ora non più.
Difatti il presidente polacco Aleksander Kwasniewski ha alzato la voce.
Ha deplorato che l'accordo russo-tedesco sia avvenuto «senza consultare la Polonia» (sic) e accusando Schroeder di «aver scavalcato il territorio polacco intenzionalmente».
Quanto all'ex primo ministro lituano Vytautas Landsbergis, è andato oltre: ha strepitato che il gasdotto è il primo passo «verso l'alleanza russo-germanica» e il suo scopo reale è «politico: cambiare la mappa politica dell'Europa». Il ministro dell'economia Dauksys ha detto che il progetto «danneggia la sicurezza energetica degli Stati baltici».
Il dispetto dei nuovi servi di Washington all'est è comprensibile.
Il gasdotto è il primo risultato dei colloqui fra Putin e Schroeder tenuti l'aprile scorso; e siccome alla costruzione della pipeline provvederanno, con la Gazprom, le tedesche Basf (chimica) ed Eon (energia), vi si può vedere il primo passo della temuta integrazione economica fra russi e tedeschi.
Questa prospettiva allarma Washington e i suoi servi est-europei, che Washington aveva lanciato nel vasto progetto di isolare ed accerchiare Mosca.
Varsavia ha presieduto e finanziato la «rivoluzione arancio» in Ucraina, che ha portato a Kiev una «democrazia americana» già corrotta e a pezzi, e sta tramando per un «cambio di regime» gradito a Washington anche in Bielorussia (1).
Ora il ministro della Difesa russa Ivanov, parlando del gasdotto da fare coi tedeschi, ha sibilato che capisce gli allarmi di Polonia e dei Paesi baltici, ma che gli interessi di Mosca «sono alquanto diversi».
Lieve ironia: il 19 agosto i Primi ministri di Polonia e Lituania hanno incontrato in Crimea i Primi ministri ucraino e georgiano, mettendo le basi per un'alleanza militare fra i loro quattro paesi, chiaramente in funzione anti-Mosca (e filo-USA).
Aizzata da Washington e dai suoi neocon (2), la Polonia non nasconde la volontà di far entrare Ucraina, Georgia e una Bielorussia «democratizzata» nella NATO, ossia sotto il tallone americano.
Fra l'altro, la Polonia vuole fare un oleodotto Odessa-Danzica per portare il greggio del Caspio attraverso Ucraina e Georgia: un progetto costosissimo il cui unico senso
è tagliare fuori Mosca.
Ora, l'accordo di Putin con Schroeder disturba tutto questo.
Anche il gasdotto NGP sarà molto costoso.
Evidentemente la scelta deliberata di Schroeder è politica: è notevole il fatto che si sia trattato di un accordo bilaterale, senza coinvolgimento dell'Unione Europea: un colpo all'integrazione eurocratica alla Barroso e Solana, anche loro filo-americani. Washington contava sulla vittoria della Merkel per mandare all'aria questo progetto. In ogni caso, è difficile che il gasdotto, ormai deciso, venga annullato per un cambio di governo a Berlino (3).
Maurizio Blondet
Note
1) Il luglio scorso Lukashenko, il dittatore della Bielorussia, ha accusato la Polonia di tramare per destabilizzare il suo Paese. Varsavia ha risposto espellendo l'ambasciatore bielorusso.
2) I ministri polacchi sono regolarmente ospiti, a Washington, dell'American Enterprise, il think tank di Paul Wolfowitz, Richard Perle e Michael Ledeen.
3) Federico Bordonaro, «German-Russian pipeline plans upset neighbors», ISN Security Watch, 28 settembre 2005.




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