La Polonia si è spostata a destra, scrive Le Monde. Le elezioni legislative sono state vinte dal partito conservatore Diritto e Giustizia (Pis), davanti ai liberali di piattaforma civica (PO). I cattolici conservatori de Pis hanno ottenuto circa il 28 % dei voti e i liberali dal 24 % al 26 , secondo i primi rilevamenti, in elezioni caratterizzate dalla forte astensione, più del 60 % degli elettori non ha votato.
Nonostante importanti divergenze di programma, continua Le Monde, i conservatori e i liberali avevano annunciato prima dello scrutinio che avrebbero costituito insieme una coalizione di governo. I due partiti dovrebbero disporre di una maggioranza ampia alla Dieta (la Camera Bassa), di più di 300 seggi su 460. Screditata da numerosi scandali di corruzione e d’abuso di potere, il partito social democratico SLD (post-comunista), quasi sempre vittorioso nelle legislatura precedenti il 2001, con più del 41% dei voti, ha ottenuto questa volta soltanto l’11% dei suffragi. La sinistra vantava tuttavia nella sua campagna elettorale un’adesione riuscita all’Unione Europea nel 2004 ed una netta ripresa della crescita e degli investimenti. La Polonia però soffre ancora molto per un forte tasso di disoccupazione (17,8% della popolazione, cioè il tasso più elevato dell’Ue). Il quarto partito nazionale è il populista Autodifesa, con un po’ più del 10% dei voti. Supera di poco l’ultra-cattolico e nazionalista Lega delle Famiglie Polacche (LPR), che si colloca tra l’8% e il 10,5%. Il partito contadino PSL ottiene un po’ meno del 6 %. Gli altri partiti non hanno raggiunto il quorum minimo del 5 %. Il partito democratico del primo ministro uscente, Marek Belka, e dell’ex capo di governo, Tadeusz Mazowiecki, ha ottenuto meno del 3 %.
http://www.lemonde.fr/web/article/0,...-645371,0.html




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