L'Irap pagata dai privati - imprese e lavoratori autonomi - può essere dimezzata, attribuendo alle Regioni la gestione e il gettito di altri tributi: quelli sui tabacchi, sui giochi e sui bolli di concessione, accompagnati da una compartecipazione all' Iva.

Ma anche le imposte comunali potrebbero essere rivoluzionate attribuendo alle amministrazioni municipali tutti i tributi sulla casa, compreso il prelievo sugli affitti e accompagnando la mini-rivoluzione con una piena autonomia sull' addizionale Irpef (che può anche essere cancellata) e dall' incasso dell' dall' Iva pagata sui beni acquistati al bar, dal tabaccaio, dalle edicole e negli alberghi.

L' Alta Commissione di Studio per il Federalismo Fiscale, guidata da Giuseppe Vitaletti, ha consegnato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi i risultati di due anni di lavoro. Viene così delineato, sul fronte fiscale, un federalismo possibile, che - dati alla mano - appare più responsabilizzato, più flessibile dell' attuale e trasparente, vicino alle capacità contributive dei cittadini e in grado di consentire una efficace lotta all' evasione.

"La proposta - afferma Vitaletti - dimostra che l' attuazione del federalismo può non avere costi, ma anzi vantaggi per la finanza pubblica, questo perché si innesca un sistema di responsabilizzazione. Si capovolge inoltre l' attuale filosofia del federalismo fiscale basato sull' imposta sui redditi. Ora si passa ad un approccio sulle cose che non solo responsabilizza, con benefici sul fronte della finanza pubblica, ma ha risvolti positivi anche sull' economia, con una spinta allo sviluppo".

- REGIONI, MENO IRAP: Dimezzare l' Irap pagata dai privati e, al posto dell' attuale fondo perequativo, consentire una compartecipazione all' Iva per pagare servizi sociali come sanità e istruzione, calcolandole l' attribuzione in base alle vendite al consumo. L' Alta commissione propone una mini rivoluzione per le entrate delle regioni. L' Irap pagata dai privati dovrebbe essere dimezzata (senza ridurre l' aliquota ma tagliando a metà il "valore aggiunto" sul quale l' imposta di applica) introducendo una flessibilità del 10%. L' Irap pagata dalle amministrazioni pubbliche rimarrebbe invece sostanzialmente immutata, ma più flessibile. Alle regioni sarebbero però attribuiti i tributi di tabacchi, giochi e bolli di concessione e verrebbe concesso di modificare l' Irpef regionale, con più flessibilità (ad esempio potrebbe essere cancellata).

- REGIONI; ARRIVA L' IVA: Una quota dell' Iva potrebbe essere girata alle regioni, in proporzione sui consumi del territorio. L' obiettivo è quello di arrivare a coprire, con i tributi attributi e con la compartecipazione Iva, il 95% della funzionalità complessiva delle regioni, cioé il 100% delle spese sanitarie e l' 86% degli altri servizi. Con la flessibilità loro riconosciuta le regioni possono aumentare il gettito di circa il 10%, scegliendo così di fornire più servizi. E' questa l' applicazione della regola "dal centroalla periferia" che avrebbe anche l' effetto di avviare politiche regionali per incentivare consumi e produzione, ed anche più controlli per evitare l' evasione.

- WELFARE LOCALE, DA SCUOLA AD ANZIANI: L' Alta Commissione avanza anche alcune proposte sul fronte dell' addizionale Irpef, sia comunale sia regionale. L' imposta dovrebbe essere attribuita in pieno nella gestione locale, con una forte flessibilità ma comunque con un tetto massimo. Comuni e regioni potrebbero cancellarla e anche introdurre deduzioni sociali: al posto dei buoni scuola o degli assegni per l' assistenza agli anziani, si potrebbero introdurre deduzioni sull' Irpef locale. Questo darebbe - secondo la commissione - libertà di utilizzo ai cittadini, che non sarebbero più "assistiti", ed eviterebbe l' attuale complicato giro burocratico nel quale il contribuente paga le tassa e queste vengono poi ridistribuite al cittadino dopo che ha compiuto una estenuante trafila fatta di moduli compilati e di documenti presentati.

- AI COMUNI LE TASSE SULLA CASA: la proposta tende alla semplificazione, a collegare il prelievo ai servizi resi sul territorio ma anche a consentire un maggiore controllo dell' evasione. Viene suggerito di dare ai Comuni l' intero gettito dei tributi relativi alla casa, non solo l' Ici e la tassa sui rifiuti ma anche l' addizionale sull' energia elettrica e le tasse che si pagano sugli affitti che potrebbero uscire dall' Irpef ed essere trasformate in un prelievo sostitutivo.

- CAFFE' E IVA COMUNALE: L' ipotesi - che punta ad avvicinare i tributi al territorio per consentire da un lato un miglior controllo delle amministrazioni da parte dei cittadini e dall' altra una più puntuale lotta all' evasione - prevede per i Comuni anche l' attribuzione del gettito Iva di alcuni consumi Iva ben distribuiti sul territorio, in particolare quella relativa ai bar, ai tabaccai, alle edicole e agli alberghi. In pratica l' Iva pagata su caffé, giornali e tabacchi - prevede la proposta - potrebbe finire nelle casse dei comuni.

- IRES REGIONALE IMPRATICABILE: La norma è prevista dalla Finanziaria 2003 e prevede la "regionalizzazione delle imposte sul reddito" delle imprese, in base alla localizzazione degli stabilimenti e non rispetto alla sede locale. Ma per uno degli studi dell' Alta Commissione l' attuazione di questa norma richiederebbe un "sistema di difficilissima applicazione" e forse anche "criteri arbitari". Così viene chiesta espressamente la modifica con la prossima legge finanziaria.


Eppur qualcosa si muove...

Secondo me, partendo dal principio che le tasse italiote siano da tagliare al massimo (e che dovrebbero tutte rimanere a Regioni e Comuni all'80% come minimo), almeno queste osservazioni della Commissione Federalismo dovrebbero essere attuate all'istante...