Quest'articolo sarebbe dovuto apparire in prim apagina e non in tredicesima
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L'Europa dove va? Non è solo l'Italia: a sforare il patto di stabilità sono ormai 12 paesi europei su 25. E fra quelli che hanno superato il 3 per cento del deficit ci sono, oltre l'Italía, la Germania (sul 4%), la Gre¬cia (un gigantesco 6,6) e la Gran Bretagna, che è stata "ammonita"; la Francia riesce a restare sotto il 3% solo per Vintroíto straordinario della privatizzazione di Electricité de France (EDF), che ha reso 9 miliardi di euro, ma una tantum. Fatti i conti, è la mag¬gioranza assoluta della po¬polazione europea a non riu¬scire a funzionare come vuote I'eurocrazia.
A seguire l'ideale sono solo il Lussemburgo e il Liechten¬steín, che non sono nazioni ma agglomerati di banche. Il buonsenso dice che è la regola ad essere assurda: in tempi di recessione, con 28 milioni di europei disoccupatí, è impe¬rativo allargare i cordoni fiscali, spendere di più e sva¬lutare questo stupidissimo euro, per renderci un poco più competitivi sul mercato mon¬diale. Invece, la UE, se da una parte non riesce (per fortuna) a imporre le multe colossali previste dal patto di stabilità (che non farebbero che ag¬gravare i problemi), però si tiene stretta a questo tetto del 3%, raccomandando austeri¬tà e lesina fiscale, che in que¬ste condizioni sono un veleno. La verità è che, visto che i popoli non si adeguano alla teoria, gli eurocrati licenziano i popoli. Nonostante i sonori "no" alla Costituzione votati
da francesi e olandesi, gli eu¬rocrati continuano impertur¬babili negli "allargamenti". Continuano a tramare per far entrare la Tti.rrchia, cipiaccia o no. 11 Commissario MandeI¬son continua furbescamente a non limitare le importazioni dalla Cina. E la Commissione "europoide" torna a imporre la "direttiva Bolkenstein", che ha uno scopo preciso: sman¬tellare lo stato sociale nell'Eu¬ropa occidentale.
Di fatto, la direttiva dà ai padroni la possibilità di sce¬gliere le leggi sociali da ap¬plicare ai loro lavoratori, tra¬sferendo le sedi delle loro im¬prese nei Paesi dove tali le¬gislazioni sono minime. Avre¬mo pensioni e sussidi di di¬soccupazione polacchi. E non importa se i tedeschi hanno bocciato la superliberista An¬gela Merkel: i'eurocrazia continua a voler fare entrare gli europei nella precaríetà dettata dalla dottrina del su¬per-liberismo globale. E' ora di chiedersi seriamente che gioco fanno i Barroso, i Man¬delson e i Solana. E di ri¬velare quali popoli si stanno
scegliendo, visto che noi eu¬ropei in carne ed ossa li con¬tentiamo così poco. Basterà dire alcune cose.
La prima: lo scopo dichia¬rato della direttiva Bolken¬stein è adeguare lo spazio economico europeo al Nafta, ossia alla zona di libero scam¬bío fra Usa, Canada e Mes¬síco: quella zona dove si li¬cenzia senza liquidazione, le pensioni dovete farvele pri¬vatamente e le cure mediche dovete pagarvele da soli. Del resto José Manuel Barroso è divenuto presidente della Commissione non per volontà degli europei ma di George W. Bush, come premio per aver organizzato alle Azzorre il ver¬tice che portò all'invasione deli'Irak. Non c'è da meraví¬gIiarsi se ora Barroso ha sot¬tratto all'Europa il compito di scrivere le regole per l'Unione, e le sta trasferendo al 'Tran¬satlantic Business Dialo¬gue", un tavolo che compren¬de, oltre al padronato euro¬peo, anche le multinazionali
americane e tutta la costel¬lazione di poteri forti delle due sponde dell'Atlantico. Javier Solana, segretario generale della Ue dopo essere stato scelto dagli americani come segretario della Nato (cioè del¬l'alleanza egemonizzata dalla Casa Bianca), sta eseguendo le politiche anti-Putin e anti¬russe dettate dagli Stati Uniti: è andato in visita in Ucraína a sovrintendere alla locale "ri¬uoluzíone arancio" finanziata dagli Usa; e sta finanziando (coi soldi nostri) un program¬ma di destabilizzazione della Bielorussia (con la scusa di "esportare la democrazia"). Insomma, Barroso, Solana e gli altri euro-massoni stanno portando gli europei più che mai al servizio degli ameri¬cani: e più precisamente degli americani cosiddetti "neocon¬seruatorí". L'occupazione americana d'Europa, sotto la sorveglianza di questi mag¬giordomi di Bush, è in pieno svolgimento. Con tutti i mezzi, anche i più discutibili. Per esempio: i neoconservatori americani hanno identificato in Papa Rat2ínger un uomo
della "destra religiosa" stru¬mentaiizzabiie a loro vantag¬gio (come già la "destra cri¬stiana" americana), e si stan¬no dando da fare in questo senso.
La Conferenza episcopale Usa ha incontrato il 23 set¬tembre a Bruxelles la Com¬missione degli epíscopatí eu¬ropeí con lo scopo (che non dovrebbe essere compito dei preti) di "rilanciare la colla¬borazione transatlantica". Ed è nato a Washington uno stra¬no "American Committee for a Strong Europe" - Comitato americano per un'Europa for¬te - che vuote rendere _gli eu¬ropei abbastanza "forti" da seguire Bush nelle sue av¬venture militari e da accettare il capitalismo globale selvag¬gio. Questo Comitato di nuova formazione ha come membri tutti i neocon che facevano parte di un altro gruppo, chia¬mato "Project for a New Ame¬rican Century", che è il "pen¬satoio" in cui è stato elaborato l'attacco all'Irak e la cosid¬detta "guerra mondiale al ter¬rortsmo". I suoi membri hanno spesso doppia cittadinanza, americana e israeliana. Ora che, cosa sta facendo questo Comitato per un'Europa For¬te? Per esempio, ha mobilitato gli "amici dell'America" per ft¬nanziare la campagna elet¬torale di Nícolas Sarkozy in Francia, il nemico di Chírae e molto "atlantista". E sapete quale "amico degli americani" finanzierà Sarkozy, per im¬porlo ai francesi? L'Arabia Saudita. Per gli eurocrati, gli europei non contano nulla..
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Maurizio Blondet - LA PADANIA 4 OTTOBRE 2005




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