QUATTORDICIMILA IN GARA PER NOVECENTO POSTI DI LAVORO DA OPERATORE SOCIO-SANITARIO DELLA REGIONE SARDEGNA
Tanti infermieri da “Novella 2000”
Eccolo qua, “u concorsu”. “Qual è il nome dell’attuale moglie di Maurizio Costanzo?”, “cosa riguardava l’ultima sfilata di Valeria Marini?”, “come si chiama il locale di Briatore in Costa Smeralda?”, “quale noto attore ha acquistato casa al lago di Como?”, “come si chiama la giornalista che ha sposato Felipe di Borbone?”, e via così, in un tripudio di Mara Venier, Pupi, tapiri, gabibbi…
Non è un quiz estivo da gustare annoiati a Cala di Volpe, ma la prova di CULTURA GENERALE richiesta dalla REGIONE SARDEGNA per 900 posti da aspirante infermiere ausiliario. E che cultura. Per prepararsi a ‘u concorsu’ si consiglia di studiare a fondo “Verissimo” e mandare a memoria Gigi Marzullo.
Le domande sono bazzecole, o comunque roba ridere, un concorso pubblico con domande così nell’Italia dove i controllori inciuciano coi controllati e la maggioranza invece invoca il silenzio e l’ “aum aum”. Se non fosse che il solo annuncio di 900 posti di operatore socio-sanitario messi in palio dall’assesorato al lavoro della regione, sono arrivate 14.000 domande di persone in possesso dei tre requisiti: la terza media, un’età superiore ai 17 anni, iscrizione nelle liste di disoccupazione. Un fiume di gente che spera in un lavoro da circa 800 mila € al mese, e viene più o meno considerata umanità da Telemike.
Per queste domande si è messo a studiare anche l’assessore al Lavoro, Maddalena Salerno, dopo un’interrogazione di Pierpaolo Vergiu, presidente dell’ordine dei medici e capo locale dei riformatori di Mariotto Segni: «Se sperano che per passare bastino 12 ore al giorno di tv si sbagliano: ci vuole l’abbonamento a Novella 2000!»
La Salerno risponde gentile e imbarazzata, «noi avevamo commissionato i quiz a una società esterna, con una regolare gara d’appalto, proprio perché volevamo garantire la massima trasparenza nella selezione. Evidentemente questa trasparenza ha dato molto fastidio in una regione abituata alla cultura della raccomandazione… Poi certo lo ammetto, alcune domande sono sciocche, io non le avrei messe, danno della cultura un’idea televisivizzata che detesto. Ma sono la minoranza su 1500».
Pensate che anche lei, qualche anno fa, quando voleva riscriversi all’università, tra i quiz trovò «chi ha vinto gli ultimi mondiali?», e «fu l’unica risposta che sbagliai»…
Il fatto è che poi accanto all’alta cultura convivono domande a cui anche parecchi di noi non saprebbero rispondere, sequenze matematiche, «dov’è nato il pittore Aligi Sassu?», «qual è il risultato di 10^3?». La società che ha vinto la gara d’appalto per scrivere il test, la Psa srl, incasserà 4000 €. E sarebbe nulla. Il guaio è che domande così tengono in piedi un CONCORSO che COSTA ALLA REGIONE 700 MILA € e mobilita 52 commissari divisi nelle otto province, tra titolari e supplenti. Sì, tutta la regione spera nel posto. Renato Soru non si mette certo a rispondere su cose così, e poi dicono i suoi, «abbiamo applicato un bando emanato dalla precedente giunta Masala di centrodestra», e se è così viva ‘u concorsu’, corriamo col cuor più leggero a studiare l’Italia delle veline.
Articolo apparso su La Stampa del 14/08/2005




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