

"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


NON PASSERANNO!
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E pensare che ci sono anche "leghisti" che vorrebbero fare altrettanto...![]()
<p><center>Europa Dei Popoli!
http://www.slowplayers.org/SBSP/images/Animated_Scots_Flag.gif<p><center>


ESATTO!!Originally posted by Celtic Pride
NON PASSERANNO!
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....se penso che ci sono leghisti che si lamentano di Borghezio, Gentilini, Cè, Bricolo...mi viene l'orticaria!!![]()
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"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


Gentilini presidente di Treviso? È lui il più amato dalla gente
La Marca chiama Gentilini alla guida della Provincia di Treviso. Sinistra e i giornali non perdono occasione per attaccarlo. Ma i suoi metodi e il suo linguaggio alla gente piacciono. E, dopo due mandati alla guida del Comune di Treviso, aumenta la schiera di chi adesso lo vuole presidente della Provincia. «Gentilini ha ripulito Treviso», ci scrivono alcuni lettori della Marca che pensano addirittura che se “lo Sceriffo”, come è affettuosamente soprannominato, si presentasse alle elezioni, la Lega Nord potrebbe vincere anche da sola. Voi cosa ne pensate? Ditelo al nostro giornale.
[Data pubblicazione: 04/10/2005]
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


DALLO STADIO AI CANTIERI è SEMPRE SUPERG
La Marca vuole solo Gentilini
E c’è chi chiede di puntare sullo Sceriffo per andare soli alle elezioni
PAOLO PARENTI
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«Giancarlo Gentilini non si chiama. È lui a chiamarti, sempre».
Se provate a chiedere a uno dei vertici della Liga Veneta come è possibile contattare telefonicamente il pro-sindaco di Treviso, questa è l'unica risposta che potrete ricevere. E da queste poche parole emerge chiaro il carattere dell'uomo che da più di un decennio governa il capoluogo della Marca.
Gentilini, infatti, non ama essere disturbato mentre lavora. E quando vuole comunicare con qualcuno, sa come trovarlo e soprattutto sa come farsi sentire.
Eppure, quando è diventato sindaco di Treviso, nel '94, era in pratica uno sconosciuto o quasi. La città stagnava, nonostante dal punto di vista economico fosse la punta di diamante del Veneto produttivo. La "Marca gioiosa et amorosa" poteva contare, da sola, su un comparto export pari a quello dell'intera Grecia. Le precedenti amministrazioni Comunali (un mix di anime tutte rigorosamente democristiane) avevano governato Treviso lasciandola invecchiare senza passione e senza interventi. Gli effetti si vedevano tutti.
Poi è arrivato SuperG. Potrebbe essere il nome di un ciclone, ma per la sua Treviso ha avuto effetti tutt'altro che devastanti. Un vento forte, ma dagli effetti benefici, di quelli che spazzano le strade, fanno cadere le foglie morte e ripuliscono l'aria.
In anni di duro lavoro, insieme a una squadra di collaboratori validi ed efficienti, Gentilini ha cambiato il volto della città.
Lo ha fatto con grande determinazione, con il piglio tipico dell'imprenditore e il buon senso del buon padre di famiglia, anche grazie al sostegno degli amici del Carroccio, da Gian Paolo Gobbo a Mauro Michielon, da Luca Zaia a Giampaolo Dozzo, ai giovani Federico Caner, Franco Manzato e Luca Vettor. Spesso ha affermato di essersi impegnato nel governo di Treviso come se la città (e quindi il Comune) fossero una cosa propria.
«Bisogna avere questo entusiasmo - spiegava SuperG - perché così si vince, non si fanno sprechi, non si sperpera, si trovano le soluzioni. Pur di dare qualcosa alla città ci si sacrifica».
E sotto questo aspetto chiunque a Treviso è costretto a confermare che Giancarlo Gentilini, per due volte da primo cittadino e ora come pro sindaco (in carica c'è Gian Paolo Gobbo), si è sacrificato senza risparmiarsi nel portare avanti al meglio il compito affidatogli dagli elettori. In più, ha fatto politica nel senso più alto della parola, difendendo sempre gli ideali e i valori della sua città e del Veneto, come Umberto Bossi e il Movimento chiedono ad ogni amministratore leghista.
Tutti a Treviso lo hanno visto in giro (è “operativo” già prima delle 8 di mattina) a controllare qualche cantiere, a dare direttamente indicazioni a un gruppo di operai del Comune, a verificare lo sfalcio dell'erba e la pulizia di un'area verde. A dare ordini (e sottolineo ordini) ad assessori, funzionari e dipendenti perché tutto funzioni al meglio. In pratica SuperG si è conquistato sul campo la fiducia di gran parte dei residenti nella “sua” città, abbellita e tutelata.
Proprio sul fronte della sicurezza però, il sindaco - prosindaco Gentilini ha riscosso ampio consenso e altrettanta cattiva stampa (in particolare, com'è ovvio da quella schierata a sinistra).
Anzi fu proprio la famigerata scelta di eliminare dai giardinetti davanti alla stazione le panchine abituali ritrovo di tossici incalliti, spacciatori magrebini e clandestini nullafacenti a scatenare sul SuperG i fulmini dei vari Biagi, Santoro e compagnia cantante.
Divenne lo "Sceriffo". Per i trevigiani un amato difensore della legalità e della tranquillita della gente per bene. Per gli autonomi dei centri sociali, le opposizioni di centrosinistra, le organizzazioni buoniste, una sorta di tiranno medioevale.
Lui di sicuro non si spaventa facilmente, anzi certe battaglie lo inorgogliscono perché si carica ogni volta che un trevisano gli si avvicina per dirgli "bravo sindaco, bravo Giancarlo".
A volte, in particolare quando parla a un pubblico che esulta ad ogni sua parola, forse si carica un po' troppo e utilizza espressioni alquanto altisonanti o slogan d'altri tempi. Ma lui è fatto così, alpino vecchio stampo, "razza Piave", e da queste parti piace.
Nella Marca, cuore del Veneto, la gente è abituata a vivere tranquilla, guadagnandosi pane e companatico con il lavoro, senza le facili alternative che sopravvivono altrove. Di qui l'integrazione di molti immigrati ma anche l'enorme difficoltà a sopportare certi "foresti" giunti clandestinamente e dediti a ogni tipo di attività illegale: gente del genere nessuno la vuole e Gentilini è in prima fila su questo fronte.
Ma si impegna a fondo in tutti i settori che riguardano la vita cittadina. Non ultimo quello sportivo. Come sempre però, il circo mediatico lo inquadra in occasioni particolari, cogliendo una battuta o un gesto per additarlo come esempio negativo. Ma ogni volta che ciò avviene, per lui è tutto oro che cola. La stampa, poco a poco, perde credibilità con questo giochetto. Vedi quando definì "orsetto siberiano" Marialuisa Campagner, candidata contro Gobbo alle ultime elezioni amministrative. Gentilini fu descritto dai giornali come razzista, sboccato, ubriacone e disonesto, eppure la Lega vinse alla grande.
Vedi l'ultimo eclatante caso: il gesto dell'ombrello che SuperG avrebbe (lui nega, spiega di avere solo teso un braccio) rivolto al presidente di Lega Calcio Adriano Galliani durante l'incontro Treviso-Milan. Anche qui Gentilini è andato e va controcorrente: un nuovo stadio da 20 mila posti a Treviso (85 mila abitanti) non lo vuole. Troppi soldi sottratti alla collettività quando può andare benissimo il “vecchio” Tenni. Il fatto poi che i tifosi siano costretti a trasferirsi a Padova, non lo sopporta proprio. E, come sempre, interpreta le idee della sua gente, dalla quale, lo ripeto a scanso di equivoci, è amato come difficilmente può esserlo un politico.
A SuperG piace il contatto con i concittadini che immancabilmente approfittano della sua disponibilità alla “ciacola” (che poi però sa tradurre in concreta sostanza nel lavoro amministrativo) per congratularsi, dargli consigli e suggerimenti. Lui ascolta e risponde a tutti sorridendo.
Per questo, tornando all'inizio di questo articolo, l'unica chiamata alla quale Giancarlo Gentilini risponderebbe subito, è proprio quella della sua gente.
Potrebbe forse sembrare una provocazione, ma se SuperG accettasse di candidarsi alla presidenza della Provincia di Treviso, sotto il simbolo della Lega Nord, senza la compagnia di altri partiti più o meno ingombranti e litigiosi, farebbe il pieno di voti.
Un segnale, per chi voleva coglierlo, è stata la recente visita del leader della Lega, Umberto Bossi, tornato a Treviso dopo due anni di assenza. Sul palco del prato della Fiera Bossi e Gentilini si sono abbracciati da fratelli, come due uomini che si stimano e si ammirano a vicenda, diversi come sono ma uniti da comuni idee, convinzioni e valori. Non che questa fosse una novità, però quella sera la potenza del Movimento nella Marca è emersa in modo limpido e chiaro, come è apparso altrettanto ovvio che per molti, nella Marca, la Lega che corre da sola con Gentilini, non è un sogno ma una possibilità seria per il bene dell'intera comunità.
La Lega Nord vinse a Treviso nel '94 sconfiggendo da sola, con la sua forza dirompente e prorompente, il vasto e radicato sistema di potere democristiano. Anche all'epoca quella del Carroccio sembrò una scommessa azzardata, quasi da pazzi. Nel momento politico attuale, mentre riemergono alla luce lobby politico affaristiche legate al passato e certi forzisti o ex forzisti cercano amici alternativi e diverse collocazioni, Gentilini candidato alla guida della Provincia, potrebbe essere la scelta che i trevigiani non vedono l'ora di sottoscrivere.
[Data pubblicazione: 04/10/2005]
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf
Gentilini for President...del VENETO!!![]()