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    MSI-Fiamma al Congresso "No Euro"

    MOVIMENTO SOCIALE FIAMMA TRICOLORE

    Segreteria al Parlamento Europeo

    60 rue Wiertz/Wiertzstraat - 1047 Bruxelles/Brussel – Belgique

    ufficio: ASP 08F162; telefax: +32 (0) 228 49 530

    www.fiammatricolore.net e-mail: msfteuropa@email.it



    La Fiamma Tricolore al Congresso Nazionale di NO EURO





    Milano, 1 ottobre 2005



    Un delegazione formata da Valerio Cignetti, Manuel Negri e Bruno Cesaro ha rappresentato oggi al Congresso Nazionale di NO EURO il Movimento Sociale - Fiamma Tricolore.

    Al Congresso, in corso di svolgimento all'Hotel I Cavalieri di Milano, hanno partecipato parlamentari ed espnonenti politici di diversi raggruppamenti.

    Ecco il testo dell'intervento di Valerio Cignetti:

    "Caro Renzo e cari amici di “No Euro”,

    Molto volentieri sono qui a rappresentare il Movimento Sociale – Fiamma Tricolore e il nostro Segretario, l’eurodeputato on. Luca Romagnoli.

    Salutiamo, perché così è, la nascita di un nuovo partito politico.

    Nuovo perché, seppur già presente precedentemente ad alcune tornate elettorali, oggi costituite gli organismi per essere effettivamente partito e/o movimento.

    Nella situazione attuale, dove tutto è omologato o omologabile, avere delle persone che non accettano ideali e progetti precostituiti in maniera acritica è senz’altro positivo. Se poi a questo si aggiunge che il vostro movimento nasce per contrastare l’Europa delle banche e dei banchieri nonché il loro “figlio” ovvero l’euro, possiamo dire fin da ora che la vostra battaglia è la nostra battaglia.

    Sicuramente ci dividono esperienze e storie personali, ci divide anche le visione della politica che probabilmente per voi è intesa più come difesa di legittimi interessi particolari o di gruppi di persone, mentre per noi è la politica che deve governare le scelte per l’unico interesse che accettiamo: quello della Nazione.

    Ed è proprio perché amiamo la nostra Nazione che oggi ci sentiamo offesi e indignati per quanto sta accadendo alla Banca d’Italia e di conseguenza al governatore Antonio Fazio.

    Da tempo infatti la Banca d'Italia è divenuta un'azienda totalmente privata, caso unico tra le ex banche di emissione europee, una s.p.a. le cui quote sociali sono detenute solo da alcuni gruppi bancari ed assicurativi per la più privati.

    Questo provoca un terribile conflitto di interessi, infatti la Banca d’Italia, attraverso l'istituto della vigilanza sul sistema finanziario, esercita in assoluta autonomia il controllo economico e monetario sull'intera Nazione, secondo fini propri, insindacabili (l’abbiamo visto) disgiunti, diversi e spesso del tutto contrastanti rispetto a quelli dei cittadini.

    Non erano bastate le vicende di Banca 121, dei bond Cirio, Parmalat e Finmatica, oggi è il turno della “Antonveneta”. La situazione degenera e, come una metastasi, la grande finanza crea guadagni enormi per pochi e in poche ore, impoverendo però così tutta la Nazione.

    Oggi è evidente a tutti che Antonio Fazio, probabilmente convinto di dover esercitare per diritto divino il ruolo di Governatore, non solo non si dimette dall’incarico ma non accetta nemmeno l’idea che qualcuno possa verificare il suo operato.

    Cosa dire poi del Presidente Ciampi oggi divenuto, come accadde gia prima di lui a Pertini, il “buon nonnino”. Nessuno si ricorda più che da governatore della Banca d’Italia l’uomo ha dilapidato buona parte delle riserve nazionali nella inutile difesa della nostra vecchia moneta? Come mai nessuno gli rammenta quell’episodio?

    Per concludere vorrei esortare il vostro movimento, ma anche il mio e tutte le persone oneste che sono ancora la maggioranza in Italia, a darsi da fare per combattere non solamente le banche e i banchieri ma anche e soprattutto i potentati economici, politici e culturali. Come altri hanno detto “possiamo anche non interessarci della politica, tanto lei si interessa di noi” e siatene certi, il risultato sarà che saremo tutti più poveri.

    Avanti quindi, se sarà possibile insieme, per riprenderci ciò che noi e i nostri padri abbiamo già comprato e pagato, fra cui senz’altro la Banca d’Italia e la nostra Lira!"







    Nel dibattito che ha fatto seguito ai primi interventi e alla relazione del Presidente di NO EURO Renzo Rabelllino, hanno partecipato gli invitati degli altri Movimenti presenti. Per la Fiamma Tricolore è intrevenuto Manuel Negri. Qui di seguito riportiamo il testo dell'intervento:



    "Voglio innanzitutto ringraziare gli organizzatori di questa iniziativa, in particolar modo il Sig. Rabellino, presidente del Movimento No Euro.

    In questo breve intervento, intendo partire da un dato di fatto, perché se non rimaniamo legati ai reali problemi scaturiti dalla vita di tutti i giorni, rischiamo di intavolare discorsi astratti e fini a se stessi.

    Un dato di fatto incontrovertibile e che viviamo sulla nostra pelle, in maniera nefasta e condizionante; ovvero gli effetti devastanti di una crisi economica generalizzata. Una crisi economica che investe tutti i settori produttivi, che condiziona negativamente i processi occupazionali e che influisce a maggior ragione in maniera distruttiva sul piano sociale.

    Questa situazione non è riconducibile esclusivamente ad errate politiche imprenditoriali o a stolte strategie interne allo stesso sistema produttivo; bensì a volontà e fattori esterni predeterminati e ben voluti, riconducibili a responsabilità esclusive del sistema bancario, con la complicità di una classe politica ligia e servile.

    Oggi, la causa principale della crisi economica deve essere additata alle insane ed antisociali politiche monetarie imposte dalle banche centrali, al di sopra ed al di fuori di ogni forma di controllo politico sia in ambito nazionale che comunitario.

    Attraverso la creazione artificiale di una condizione di rarità monetaria, si è generata una deflazione programmata causa della forte stagnazione economica che provoca a sua volta la crisi dei consumi, legata alla crisi produttiva e concatenata con quella occupazionale.

    A questo si aggiungono politici imbecilli e banchieri farisei che gongolano per l’euro forte, senza spiegare ai cittadini italiani che attraverso la rivalutazione massiccia della moneta unica europea, sono aumentati di pari percentuale i debiti ed i crediti in essere; in poche parole, le imprese si indebitano sempre di più, fino a giungere al fallimento e le banche si arricchiscono sempre più, a tal punto da fagocitare l’intero sistema produttivo.

    Come se non bastasse, un euro forte, ridimensiona totalmente le esportazioni, bloccando la produzione e ripercuotendosi conseguenzialmente sul piano socio-occupazionale. Ecco così che di fronte a bilanci striminziti e a fallimenti, le uniche imprese a chiudere in attivo sono le banche.

    E il mondo politico come reagisce a questa situazione?

    Tutti zitti!

    Il centro destra e Berlusconi sono impegnati a cacciare i comunisti, come se fossimo nel 1948; il centrosinistra è affannosamente intento ad esorcizzare l’Italia dal male di Berlusconi e così via…

    Intanto il sistema bancario inizia ad impadronirsi di quello produttivo (Fiat, Parmalat…), stringe ulteriormente il cappio al collo dei cittadini e può operare indisturbato, senza ostacolo alcuno, alla ‘tosatura’ del gregge.

    Lo Stato italiano, rappresentato dall’esecutivo, di centro destra o di centro sinistra, del Polo o dell’Ulivo, della Cdl o dell’Unione, non funge altro che da esattore per conto della Banca Centrale.

    Attenti a combattere lo spettro dell’inflazione, solerti nell’aumentare la pressione fiscale, ligi a svendere il patrimonio produttivo nazionale e a concedere e salvaguardare i privilegi dei banchieri (mandato a vita, come il Papa, per il governatore della Banca d’Italia, depenalizzazione del falso in bilancio, negli Stati Uniti si fanno minimo 12 anni, in Italia sono previsti max 3 anni) i "nostri" politicanti non sono più in grado e non devono più rappresentare i cittadini italiani.

    Ecco perché, al di là degli steccati ideologici, al di fuori di qualunque logica di stampo partitocratico o personalismi di ogni sorta, occorre, fin da ora, cercare una sinergia operativa, almeno sul piano strategico-organizzativo tra tutte quelle forze che dovranno andare a costruire il Terzo Polo.

    Il vero bipolarismo non lo si crea mantenendo due facce della medesima medaglia; il vero bipolarismo deve nascere tra chi sta dalla parte dei banchieri e chi sta dalla parte dei cittadini. Solo allora gli italiani potranno realmente scegliere!

    E i sindacati dove sono? Dove stanno i paladini dei lavoratori, i difensori dei consumatori? Quante volte li abbiamo visti manifestare in Via Nazionale a Roma, quante volte davanti alle banche, quanti attacchi ai banchieri, ai ‘criminali dal colletto bianco’? Tutti zitti.

    Il potere politico deve riappropriarsi della sovranità monetaria, conditio sine qua non viene a mancare la libertà di un popolo, perché la proprietà della moneta è del popolo. Occorre iniziare a battere moneta in funzione delle reali esigenze del sistema economico-produttivo.

    La Banca Centrale deve divenire un istituto pubblico controllato dell’esecutivo.

    Lo Stato deve trattenere all’origine, all’atto dell’emissione, quanto necessario per esigenze fiscali e di pubblica utilità.

    Chiediamo inoltre l’istituzione d’urgenza, come previsto dal programma politico della Fiamma Tricolore, recentemente presentato alla Camera, del Ministero per il risarcimento danni da usura (analogo al Ministero per il risarcimento danni di guerra) ed il Tribunale dell’usura (analogo al tribunale del Lavoro), attraverso i quali i cittadini italiani potranno cacciare questi sciacalli, questi usurai, questi affamatori del popolo."

  2. #2
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    Grande Valerio!!!

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    BRAVO CIGNETTI ! ANZI BRAVISSIMO !

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    Nazionalizzare la Banca d'Italia

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    Testo originale scritto da Quetzalcoatl
    Nazionalizzare la Banca d'Italia
    QUOTO !

    Per non tornare alla Banca Romana e relativi imbrogli........

 

 

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