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  1. #1
    Banda Müntzer-Epifanio
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    Predefinito Turchia, Pkk rivendica attentato costato la vita a 8 militari turchi

    È uno degli attentati più gravi degli ultimi mesi
    Il Pkk, Partito dei lavoratori del Kurdistan, ha rivendicato l'attentato di lunedì, costato la vita a otto militari turchi. Lo riferisce l'agenzia di stampa Firat.
    L'attacco del partito curdo, in cui sono anche rimasti feriti tre militari, è avvenuto nella regione orientale di Resadiye. Si tratta di uno degli attentati più gravi del Pkk da qualche mese a questa parte.
    Gli osservatori collegano gli attentati più recenti al rifiuto del governo turco di Recep Tayyip Erdogan di trattare la sospensione delle ostilità con il Pkk direttamente con Abdullah Ocalan, leader del partito, detenuto dal 1999.

    PeaceReporter - Turchia, Pkk rivendica attentato costato la vita a 8 militari turchi

  2. #2
    Banda Müntzer-Epifanio
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    Predefinito Rif: Turchia, Pkk rivendica attentato costato la vita a 8 militari turchi

    Turchia, la Corte costituzionale chiude il principale partito curdo

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    Il Partito per una Società Democratica (Dtp) è accusato di legami con il Pkk
    La Corte costituzionale turca, la massima istanza della magistratura, ha deciso oggi la chiusura del Partito per una Società Democratica (Dtp): il principale partito filo-curdo del Paese, accusato di collegamenti con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk, separatista e fuorilegge).
    La decisione della Corte Costituzionale turca prevede che la maggior parte dei 21 deputati del Dtp e 37 membri del partito non possano partecipare alla vita politica per i prossimi cinque anni. Più dure le sanzioni decise nei confronti del leader del partito, Ahmet Turk, e della deputata Aysel Tugluk, che hanno perso il diritto di essere ancora eletti al Parlamento. Inoltre tutti i beni del partito saranno confiscati e versati nelle casse del Tesoro.
    Questa decisione rischia di spingere i rappresentanti politici della minoranza curda verso posizioni radicali ed estremiste.

    PeaceReporter - Turchia, la Corte costituzionale chiude il principale partito curdo

  3. #3
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    Predefinito Rif: Turchia, Pkk rivendica attentato costato la vita a 8 militari turchi


    "Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels


    Aspri scontri oggi in diverse città del Sudest curdo della Turchia, dopo che un tribunale ha sciolto un importante partito curdo, causando un arresto ai tentativi del governo di porre termine a decenni di conflitti in Paese che si candida a entrare nella Ue.
    Ad Ankara, i deputati del partito della Società Democratica (Dtp) hanno dichiarato che lasceranno il Parlamento per protestare contro la sentenza della Corte Costituzionale che ha sciolto il partito, sentenza che ha fatto preoccupare l'Ue e Washington.
    Nella città di Hakkari centinaia di manifestanti hanno affrontato la polizia in tenuta anti-sommossa lanciando molotov e pietre, secondo quel che mostrano le foto diffuse dal sito web del quotidiano Hurriyet. La polizia ha sparato con cannoni ad acqua e ha lanciato lacrimogeni ai manifestanti, che hanno innalzato barricate nelle strade.
    L'agenzia di stato Anatolian ha riferito che ad Akkari è rimasta ferita una ragazzina, e nella stessa città i manifestanti hanno aggredito due agenti di polizia che sono stati salvati da due ex funzionari del Dtp.
    Ci sono notizie di scontri anche a Van e di proteste nella città di Diyarbakir, la maggiore città del Sudest, dove la tensione resta alta.
    La Corte si è espressa ieri per lo scioglimento del Dtp dopo averlo ritenuto colpevole di cooperare con i militanti separatisti del Partito dei lavoratori del Kurdistan, il Pkk.
    La sentenza ha fatto piombare il partito a maggioranza musulmana nell'incertezza politica, minando i tentativi del partito del primo ministro Tayyip Erdogan, l'Ak, di riconciliarsi con la minoranza curda e di porre termine a decenni di conflitto.

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    Muntzer il Sopravvissuto

  4. #4
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    Predefinito Colpo di Stato politico in Turchia

    "Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels

    Colpo di Stato politico in Turchia: messo fuorilegge il Partito della Società Democratica

    di Aldo Canestrari




    La Corte Costituzionale turca, in data 11 dicembre 2009, ha deciso all’unanimità la chiusura del DTP, “Partito della Società Democratica”, il Partito pro-kurdo presente in Parlamento dal 21 con seggi, e che governa gran parte dei municipi della regione sud-orientale della Turchia.
    La motivazione addotta dalla Corte Costituzionale è che il DTP sarebbe una minaccia per l’unità nazionale.

    La decisione comporta anche il divieto di svolgere qualsiasi attività politica per cinque anni per 37 dirigenti del partito., e l’annullamento mandato parlamentare di due parlamentari: il presidente Ahmet Turk e la deputata Aysel Tugluk, ai quali è stata tolta l’immunità parlamentare. I beni del partito sono stati confiscati. Il DTP è in Parlamento, in ordine di grandezza, il quarto partito politico, dopo l’AKP, il CHP ed il MHP.

    La Corte Costituzionale turca, dalla data della sua costituzione (1963), ha soppresso 26 partiti politici. L’anno scorso aveva anche discusso l’eventuale chiusura dell’AKP, l’attuale partito di governo turco, il partito di Erdogan. In particolare, i partiti kurdi sono stati continuamente chiusi:
    prima l’HEP, poi il DEP, l’HADEP, ed infine, per evitare la chiusura, il DEHAP si era dovuto sciogliere, dando appunto vita all’attuale DTP.
    I poteri della Corte Costituzionale sono connessi alla attuale Costituzione turca, di impronta autoritaria e nazionalista, emanata nel 1982, all’indomani del colpo di Stato militare del 1980 (emulo di quello cileno di Pinochet per l’entità e la gravità dei crimini di Stato ad esso seguiti). Sia il partito di governo, sia soprattutto il movimento kurdo, avevano da lungo inutilmente proposto una riforma costituzionale.

    In seguito alla chiusura del partito ed all’interdizione alla vita politica di numerosi suoi dirigenti (tra i quali note personalità di rilievo quali Ahmet Türk, Aysel Tugluk, Leyla Zana e Selim Sadak) in teoria il gruppo parlamentare si ridurrebbe solo da 21 a 19 deputati (che potrebbe continuare a restare in carica, poiché sono stati eletti come “indipendenti”), ma la direzione del partito ha per il momento deciso l’uscita dal Parlamento del gruppo parlamentare, e la continuazione nella società civile della lotta per la democrazia e per la pace, nella inalterata fedeltà ai metodi democratici e pacifici.

    Come ha sottolineato la direzione del partito, la decisione della Corte Costituzionale, dietro il paravento di un atto “giuridico”, è in realtà una decisione politica, e, vista la sua portata di attacco frontale ai principi della democrazia rappresentativa e dell’espressione democratica della volontà popolare, e di attaco frontale alla possibilità di partecipazione politica del popolo kurdo, è un “colpo di Stato politico”.
    Analoga opinione è stata avanzata da “Human Rights Watch”:
    Turkey: Kurdish Party Banned | Human Rights Watch
    News | Human Rights Watch...
    L'Unione Europea, in cui Ankara spera di entrare, aveva avvertito che la messa al bando del partito avrebbe violato i diritti della popolazione curda.

    La chiusura del DTP è stata preceduta da una campagna di attacchi continui contro tale partito, sia tramite le numerose aggressioni violente alle sue sedi ed i tentativi di linciaggio, sia tramite la campagna dei mass-media, sia tramite le dichiarazioni dei due partiti nazionalisti (i repubblicani del CHP e gli estremisti sciovinisti del MHP).
    La direzione del DTP nei giorni scorsi aveva ammonito: “Siamo un ponte verso la pace e verso la democrazia”, e, in effetti, la chiusura del DTP significa il completo svuotamento della cosiddetta politica di “apertura democratica” che era stata avanzata dal governo ma soprattutto stimolata e incrementata dall’iniziativa kurda; la chiusura del DTP rischia di allontanare a tempo indeterminato le prospettive di pace, e di precipitare immediatamente il Paese in una spirale di tensioni e di violenza, a partire dagli scontri in corso nel Paese (dove le manifestazioni sono sempre più aggredite dalla polizia: Diyarbakir, Semdinli, Van, Hakkari, Yuksekova…) sino al pericolo di ripresa su vasta scala del conflitto armato tra esercito e guerriglia (che sta comunque continuando, a causa delle continue operazioni militari dell’esercito
    turco, nonostante la tregua unilaterale da tempo decisa dal PKK, e che lo stesso PKK ha violato con un recente attacco, il 7 XII).
    In moltissime località della Turchia si stanno svolgendo affollate manifestazioni di sostegno verso il DTP, diverse delle quali sono state violentemente assalite dalla polizia.

    Maggiori informazioni su questo argomento, nonché sulla storica svolta di pace iniziata il 19 ottobre,
    con l’arrivo in Turchia dei Gruppi di Pace kurdi (su iniziativa di Ocalan), ma poi contrastata dalla drammatica inversione di tendenza attualmente in corso,
    possono essere trovate sui seguenti Siti Internet:

    NEWROZ 2009
    Kurdish Info
    http://www.osservatorioiraq.it/modul...categories&op=...
    Osservatorio sui Balcani

    Sui Gruppi di Pace kurdi :
    http://www.uikionlus.com/userimages/...gruppi%20di%20...
    Kurdish Info - Go to News Index, Page 9
    Proposta di Pace Kurda
    Documento senza titolo

    Aldo Canestrari, Istanbul, 12 dicembre 2009 – viandit@yahoo.it

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    Muntzer il Sopravvissuto

  5. #5
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    Predefinito Rif: Colpo di Stato politico in Turchia

    I curdi sono pronti alla morte

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    La Corte Costituzionale turca ordina la chiusura dell'unico partito curdo. Il leader del Dtp: 'Pronti a morire per la democrazia'
    È tutto da rifare. Sarebbe da ripensare anche il concetto di democrazia regnante nella Turchia che bussa con insistenza alle porte dell'Europa. La decisione della Corte Costituzionale di Ankara, quella di ordinare la chiusura del partito filocurdo Dtp (Partito della società democratica), affonda definitivamente le speranze che erano spuntate, dalla fine dell'estate in avanti, di intravedere la riconciliazione tra il popolo curdo e la Turchia. La Road Map di Abdullah Ocalan e "l'apertura democratica" avanzata dal governo di Tayyp Erdogan sono diventate all'improvviso carta straccia.

    Rabbia e fuoco. Per la Corte Costituzionale ci sarebbero dei legami forti tra il Dtp e il Partito dei lavoratori curdi, il Pkk, messo al bando e considerata organizzazione internazionale da Turchia, Stati Uniti ed Europa. Il suo leader Ahmed Turk, la deputata Aysel Tugluk e altri 37 dirigenti del partito hanno ricevuto l'interdizione dall'attività politica per 5 anni poiché rappresentano una minaccia all'unità nazionale così come sancito negli articoli 101 e 102. I primi effetti di questa decisione sono arrivati con il ritiro dei parlamentari del Dtp che occupano 21 dei 550 seggi dell'Assemblea nazionale e le proteste in strada da Istanbul ad Hakkari, da Izmir ad Ankara fino alla città di confine con l'Iraq, Yuksekova. Gli incidenti e gli scontri più gravi si sono verificati a Istanbul dove circa 300 manifestanti hanno alzato delle barricate nel centro della città, lanciato pietre e bombe incendiarie contro banche, negozi e abitazioni. La rabbia dei curdi non è contenibile e la polizia risponde con pompe idranti, gas lacrimogeni e arresti. Fino a ieri, di persone fermate, se ne contano circa una ottantina.

    Quale democrazia. Ma delle posizioni di condanna alla decisione della Corte sono state prese anche dalla parte intellettuale della Turchia che contesta i metodi poco "democratici". Cenzig Aktar, una delle firme più importanti del quotidiano Hurryet, scrive nel suo editoriale: "Secondo la Corte i legami (tra Dtp e Pkk) ci sono. Ma in una moderna democrazia la chiusura dei partiti è cosa molto rara ... questa decisione, inaccettabile, potrebbe rovesciare l'intero processo democratico e sprofondare il paese nel baratro del caos". Il presidente turco Abduallh Gul difende invece l'operato dei giudici: "Che cosa dovrebbe fare la corte quando i vertici del partito dichiarano che l'organizzazione terroristica è la solo loro ragione di esistenza". In verità, i vertici dell'unico partito di rappresentanza curda ha più volte sostenuto che non esiste alcun "rapporto organico" tra le due entità ma che non si può prescindere, nelle trattative, dalla presenza del Pkk.
    E il partito Giustizia e Domocrazia (Akp) di Tayyp Erdogan, del capo del governo che ha promosso "l'apertura democratica"? I vari portavoce sventolano la contrarietà dell'Akp a ché la Corte Costituzionale possa far cessare l'attività di un partito (lo stesso Akp era incappato nelle maglie della Corte che individuava nel partito delle derive integraliste che contrastavano con i principi di laicità dettati da Kemal Ataturk); che i partiti possano essere mandati a casa solo dagli elettori; che solo i partiti direttamente coinvolti in azioni violente possano essere smantellati dalla Corte e che una tale decisione sia senza dubbio una decisione politica.

    Pronti alla morte. Ma nonostante questa presa di posizione abbastanza inequivocabile, il presidente del Dtp, ahmet Turk ha puntato il dito proprio contro Erdogan e i vertici dell'Akp, che nulla hanno fatto per ostacolare la decisione della Corte. Turk non si sforza di cercare parole accomodanti o democratiche. "Quello in atto - dice il leader nel suo ultimo discorso all'Assemblea - è un colpo di Stato politico. Il governo tenta di procurarsi le condizioni e l'occasione per sfuggire a una vera apertura". Diversi osservatori avevano criticato l'apertura di Erdogan ai curdi, soprattutto negli ambienti nazionalisti, e per molti l'Akp si stava scavando la fossa politica da solo. Parole di fuoco, lancia Turk nel suo appassionato discorso: "Non abbiamo paura di pagare il conto. Riteniamo che per le cause della democrazia e delle richieste di libertà del nostro popolo valga la pena anche di affrontare la morte". Parole? Retorica? Forse in Anatolia hanno un significato molto concreto.

    Il Dtp ha annunciato che farà appello alla Corte di Strasburgo per i Diritti Umani, perché di questo si tratta, di diritti umani. Se l'unico partito che rappresenta i curdi viene messo al bando, vuol dire che i curdi, che al momento hanno una voce flebile e sottile, quella voce in Turchia, sparirà del tutto.

    PeaceReporter - I curdi sono pronti alla morte

  6. #6
    Banda Müntzer-Epifanio
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    Predefinito Rif: Colpo di Stato politico in Turchia

    Turchia, due curdi uccisi durante una manifestazione

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    Protestavano contro la messa la bando del partito filocurdo Dtp. A sparare sarebbe stato un negoziante
    Due manifestanti curdi sono morti nella città di Mus, nella Turchia orientale, nel corso di una manifestazione di protesta contro la recente messa al bando del Partito della Società democratica (Dtp), accusato di legami con il movimento armato del Pkk.
    I due cursi che protestavano in piazza sono stati fatalmente raggiunti da proiettili sparati, a quanto pare, non dalla polizia, bensì da un negoziante turco.
    La chiusura del partito filocurdo Dtp ha scatenato la rabbia della minoranza curda. Da giorni i sostenitori del Dtp scendono in piazza a manifestare nelle principali città della Turchia. Trentasette dei suoi dirigenti sono stati allontanati dalla politica. Tra loro si contano due dei 21 deputati del Dtp. Gli altri 19 hanno annunciato ieri sera che intendono dimettersi in blocco. Ma sarà l'Assemblea a decidere se approvare a maggioranza le dimissioni di ciascuno di loro che, se ottenessero il via libera, potrebbero portare al voto anticipato per mancanza del numero minimo di parlamentari.

    PeaceReporter - Turchia, due curdi uccisi durante una manifestazione

  7. #7
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    Predefinito Rif: Colpo di Stato politico in Turchia

    è l'ultima delle insidie di USraele contro erdogan. quest'ultimo dovrebbe fare quanto chiesto da certi fascisti a berlusconi: sciogliere la corte costituzionale e praticare lo stato di eccezione.

  8. #8
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    Predefinito Re: Colpo di Stato politico in Turchia


 

 

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