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    Predefinito Per un'Europa capace di agire. Quale PESD ?

    Il MFE (Movimento Federalista Europeo) si prepara per la “Convenzione dei cittadini europei” che si terrà a Genova nei giorni 2, 3 e 4 dicembre p. v.

    E’ questa una iniziativa per il rilancio dal basso della integrazione politica europea.

    A tale scopo, un gruppo di lavoro ha preparato un consistente documento dal titolo

    20 Tesi
    sulla politica estera, di difesa e di sicurezza
    dell’Unione Europea


    Le “20 Tesi” sono corretade da introduzione, spiegazioni e commenti, nonché da note bibliografiche (per ciascuna Tesi).

    Il documento è scaricabile in formato RTF dal sito web del MFE:
    => mfe_ud_20_tesi_pesd.rtf

    ["ud" sta per Ufficio del Dibattito e PESD per Politica Estera, di Sicurezza e di Difesa]

    Ho stralciato dal documento le 20 Tesi ... nude e crude e le trascrivo di seguito.

    Buona lettura.

    =============================================

    TESI 1
    La pace è il valore costitutivo che definisce il significato storico dell’Unione Europea e deve essere l’obiettivo fondamentale della politica estera, di difesa e di sicurezza dell’Unione Europea. Il diritto/dovere alla pace e alla sicurezza non compete soltanto agli Stati, ma anzitutto ai cittadini e alle persone. Fra il fine della sicurezza e della pace e i metodi per conseguirlo vi deve essere la massima coerenza possibile.
    L’Unione Europea, e gli Stati membri dell'Unione, devono introdurre nelle loro rispettive carte costituzionali disposizioni analoghe a quelle contenute nell’art. 11 della Costituzione italiana, relative al rifiuto della guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali, alla disponibilità in condizioni di reciprocità alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e al sostegno alle organizzazioni internazionali rivolte a questo scopo.

    TESI 2
    Per contribuire a limitare i rischi di insorgenza di conflitti armati e per ridurne gli effetti, gli Stati membri dell’Unione e l’Unione Europea devono introdurre nelle loro rispettive legislazioni una severa regolamentazione del commercio internazionale delle armi, da sottoporsi al controllo di Enti indipendenti, costituiti sia nell’ambito dell’Unione Europea che delle Nazioni Unite (del tipo dell’A.I.E.A. per l’armamento atomico).

    TESI 3
    Attualmente le principali minacce alla pace e alla sicurezza dell’Europa e del mondo sono rappresentate da: il terrorismo; i conflitti regionali; il fallimento dello Stato; la criminalità organizzata; la proliferazione delle armi di distruzione di massa; il fondamentalismo politico e religioso; la povertà, le disuguaglianze e il sottosviluppo; il degrado ambientale ed i rischi di catastrofi ecologiche.
    Si tratta di minacce globali che non possono essere affrontate e contenute né con strumenti puramente militari né da singoli Stati, seppur potenti, individualmente, ma richiedono l’adozione di politiche globali da parte di Istituzioni democratiche internazionali in grado di agire.

    TESI 4
    La pace e la sicurezza, in un sistema internazionale squilibrato e asimmetrico come quello attuale, sono minacciate, altresì, dall’anarchia internazionale; dall’unilateralismo americano; dal rifiuto a sottostare alle regole del diritto internazionale ed alle deliberazioni delle Istituzioni Internazionali cui gli Stati partecipano; dalle politiche egemoniche e di potenza degli Stati.
    L’Europa è l’unica area del mondo in cui è possibile dar vita ad una potenza democratica e “tranquilla”, votata al rispetto dei diritti umani, in grado di modificare l’attuale equilibrio mondiale è monopolare (fondato su di un’unica potenza egemone) e farlo evolvere verso un assetto multilaterale, più pacifico e giusto.
    L’Unione Europea deve essere determinata a risolvere le controversie internazionali nell’ambito delle Nazioni Unite e secondo i principi della legalità internazionale.

    TESI 5
    Data la multidimensionalità delle minacce alla pace ed alla sicurezza (derivante dal processo di globalizzazione dell’economia e della società che sta cancellando i confini tra politica interna e politica internazionale), queste non possono essere affrontate e risolte con mezzi puramente militari. Esse richiedono un impegno attivo nel mondo per incidere sulle principali cause di instabilità che le originano (quali povertà, disuguaglianze, degrado ambientale, crisi delle risorse naturali, fondamentalismi politici e religiosi) e per prevenire i rischi che possono derivarne.

    TESI 6
    Gli Stati membri e l’Unione Europea devono adoprarsi fin d’ora per attuare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio posti dall’O.N.U., nei tempi previsti, considerandoli come un traguardo minimo e destinando, da subito, una quota del proprio P.I.L. pari ad almeno lo 0,7% alla cooperazione internazionale, al netto delle operazioni di cancellazione del debito dei Paesi poveri.
    L’Unione Europea deve battersi per dotare l’O.N.U. di adeguate risorse proprie attraverso l’istituzione di tasse mondiali (del tipo della “Tobin tax” o delle tasse ambientali, quali “carbon tax” o le tasse sui voli aerei) al fine di costituire fondi strutturali (analoghi al Fondo Squilibri regionali, al Fondo Sociale e al Fondo di coesione, istituiti dall’U.E.) per trasferire risorse dai paesi ricchi ai paesi poveri.

    TESI 7
    Gli Stati membri e l’Unione Europea devono cancellare il debito estero dei paesi impoveriti e rivedere il sistema di concessione dei crediti a detti paesi che genera processi insostenibili di indebitamento.

    TESI 8
    Per realizzare un equilibrio multilaterale nel Mondo è necessario che l’Unione Europea recuperi la propria indipendenza e la propria autonomia anche dal punto di vista militare.
    L’Unione Europea deve dotarsi di una forza militare credibile se vuole essere in grado di garantire la sicurezza dei propri cittadini anziché affidare la propria difesa a chi è più forte di loro (gli Stati Uniti d’America).

    TESI 9
    La proliferazione delle armi nucleari (e in generale delle armi di distruzione di massa) costituisce una delle principali minacce per la sicurezza dell’Europa e del Mondo e impone una politica di disarmo che solo attraverso un decisivo rafforzamento dell’O.N.U. puo’ essere attuata

    TESI 10
    Fino quando non si saranno realizzate le condizioni per il disarmo universale, l’attuale stock di armi nucleari di Francia e Gran Bretagna va sottoposto al controllo e alla gestione di istituzioni democratiche e federali europee, congelando ogni attività di ricerca e di nuova produzione.
    In tal modo l’U.E. sarebbe in grado di proporre e di sostenere efficacemente un piano mondiale di disarmo universale (nel quale l’O.N.U. dovrebbe svolgere un ruolo centrale per la sua realizzazione e per il controllo della sua attuazione) gettando sul piatto della bilancia la sua disponibilità all’autolimitazione dell’armamento atomico e al conferimento all’O.N.U. delle armi atomiche possedute.

    TESI 11
    La N.A.T.O. è un’alleanza in crisi, ormai logora sino al punto di rottura.
    La costruzione di un’Europa autonoma, federale e indipendente è un passo fondamentale per costituire una “equal partnership” tra Europa e Stati Uniti in grado di svolgere nel mondo un ruolo positivo.

    TESI 12
    L’esercito europeo dovrebbe essere strutturato non solo per compiti difensivi ma anche per far fronte, con efficacia e tempestività, tramite l’istituzione di corpi di pace, a compiti di difesa dei diritti umani, dell’osservanza delle leggi e del mantenimento dell’ordine pubblico, nelle crisi internazionali, nelle situazioni di grave incertezza per il mondo intero e nelle catastrofi naturali, nella consapevolezza che, per sentirsi sicuri nel mondo d’oggi, l’Unione Europea deve dare un contributo alla sicurezza mondiale.

    TESI 13
    Il servizio civile europeo è uno strumento fondamentale per radicare nei giovani il senso di appartenenza alla comunità, per stimolare il loro senso di responsabilità nei confronti dei destini dell’umanità e la loro partecipazione alla costruzione di una società più libera, democratica e giusta nonché per promuovere i valori della solidarietà sociale in contrapposizione alla visione egoistica della società indotta dal culto del “libero mercato”.

    La politica estera europea, in quanto finalizzata alla pace ed alla sicurezza in Europa e nel mondo, si fonda sui seguenti principi ispiratori: il multilateralismo, il rispetto del diritto internazionale, il principio di reciprocità (desidera per gli altri ciò che desideri per te; non fare agli altri quello che non vorresti che fosse fatto a te), la cooperazione con le Organizzazioni Internazionali, il sostegno al sistema O.N.U. come cardine istituzionale dell’attuale governance mondiale e come architettura istituzionale di riferimento per un futuro possibile governo democratico mondiale.

    TESI 15
    L’allargamento dell’Unione Europea a nuovi Stati membri rappresenta una manifestazione fondamentale e concreta della vocazione strutturale dell’U.E. alla pace.
    L’allargamento realizzato con 10 nuovi Stati il 1° maggio 2004 ha operato come uno strumento grandiosamente efficace per la stabilizzazione pacifica di aree circostanti all’U.E. e per la diffusione della democrazia.
    Il processo di allargamento va proseguito a precise condizioni, e con il limite di non costituire alternative destabilizzanti in altre aree nelle quali sono in corso o previste iniziative per rafforzare integrazioni regionali esistenti (es.: C.S.I.) o per avviarne di nuove (es.: Africa del Magreb).

    TESI 16
    L’Unione Europea dovrà svolgere un’azione attiva e determinata per la riforma delle istituzioni internazionali e in particolare dell’O.N.U., rivolta alla loro democratizzazione e al loro rafforzamento.
    Essa dovrà prevedere che il Consiglio di Sicurezza dell’O.N.U. consenta la rappresentanza paritetica di tutti i Continenti, attraverso la costituzione di Federazioni regionali nelle principali aree del mondo e la loro partecipazione a tale Consiglio (a partire dall’attribuzione di un seggio unico all’U.E.).

    TESI 17
    L’Unione Europea dovrà promuovere il coordinamento delle organizzazioni economiche internazionali (Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Organizzazione Mondiale del Commercio, U.N.E.P., O.I.L. e altre istituzioni associate) nel sistema delle Nazioni Unite, in modo da assicurare, nel loro funzionamento, il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e dei principi e degli obiettivi dell’O.N.U. e da costituire un primo embrione di governo mondiale dell’economia.

    TESI 18
    L’Unione Europea dovrà promuovere un commercio più equo nel settore dell’agricoltura e assicurare il diritto alla sovranità alimentare dei popoli attraverso la riforma della FAO in un’efficace Agenzia mondiale, capace di favorire il legame tra produttori e territorio, assicurare ai produttori dei paesi più poveri un migliore accesso ai mercati dei Paesi Sviluppati, condividere i frutti della conoscenza globale, promuovere l’occupazione, i diritti fondamentali dei lavoratori, la difesa dell’ambiente e il trasferimento delle tecnologie sostenibili ai paesi poveri.

    TESI 19
    Lo sviluppo sostenibile, la protezione dell’ambiente e la difesa degli equilibri naturali dovrà rappresentare un settore di naturale sviluppo della politica estera e di sicurezza dell’Unione Europea.

    TESI 20
    La Costituzione Europea, nel testo sottoposto alla ratifica degli Stati membri, pur insufficiente ed inadeguata sotto molti profili, consente di migliorare l’integrazione intergovernativa tra gli Stati dell’Unione Europea e contiene in sé le potenzialità di una progressiva evoluzione dell’Unione (attraverso le previste procedure di revisione costituzionale e l’attuazione di cooperazioni strutturate) verso una Comunità di Stati e di cittadini, di natura federale.
    I miglioramenti che devono essere rivendicati, a partire dall’adozione della Costituzione Europea da parte di tutti o di parte degli Stati membri dell’U.E., riguardano l’inclusione delle disposizioni di cui si è detto nelle tesi 1) e 2); l’abolizione del diritto di veto da parte degli Stati membri in tutte le materie di competenza dell’U.E.; l’attribuzione all’U.E. di piene competenze in materia di politica economica e finanziaria nonché di politica estera, di difesa e di sicurezza, secondo il principio di sussidiarietà; la trasformazione della Commissione Europea in un governo federale, capace di agire.


    ==============================================


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  2. #2
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    Scusa, ma vorrei avere qualche informazione sul MFE?

  3. #3
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    vorrei avere qualche informazione sul MFE?
    http://www.mfe.it/
    O si fa l'Europa unita o si muore .
    Basta con i Trattati.Si a un 'Assemblea Costituente.

  4. #4
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    Grazie

    Posizioni interessanti.... e trovo come Kant e la sua "comunità dei fini" sia tuttora attuale...

  5. #5
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    TESI 10
    Fino quando non si saranno realizzate le condizioni per il disarmo universale, l’attuale stock di armi nucleari di Francia e Gran Bretagna va sottoposto al controllo e alla gestione di istituzioni democratiche e federali europee, congelando ogni attività di ricerca e di nuova produzione.
    In tal modo l’U.E. sarebbe in grado di proporre e di sostenere efficacemente un piano mondiale di disarmo universale (nel quale l’O.N.U. dovrebbe svolgere un ruolo centrale per la sua realizzazione e per il controllo della sua attuazione) gettando sul piatto della bilancia la sua disponibilità all’autolimitazione dell’armamento atomico e al conferimento all’O.N.U. delle armi atomiche possedute.
    - "(...) congelando ogni attività di ricerca e di nuova produzione".

    Un disarmo nucleare unilaterale è assolutamente sconsigliabile: oltre che essere un gesto a mio giudizio inutile, perchè l'esempio non sarebbe seguito da nessun'altro, la forza nucleare europea (intesa ovviamente come semplice somma tra Francia e UK) è già oggi numericamente limitata rispetto a quelle di USA e Russia. Al massimo in caso di messa in comune sotto controllo UE potrebbe essere ridotta un po' nell'attesa che l'eventuale processo di disarmo porti quelle di USA e Russia ai nostri stessi livelli.

    - "la sua disponibilità (...) al conferimento all’O.N.U. delle armi atomiche possedute."

    Questo è un grave errore strategico, un'assurdità totale.

    L'ONU allo stato attuale non è assolutamente l'organizzazione adatta per azioni talmente clamorose. Va sviluppata e sostenuta, si, ma mettersi addirittura a conferire all'ONU il controllo di armi nucleari sicuramente determinerebbe un'accesa discussione per l'amministrazione fiduciaria delle stesse in attesa di smantellarle, cioè, tradotto in realistico, una furiosa guerra sotterranea fra chi vuole fottersi le testate... e direi che le circa 550 di Francia + UK farebbero gola a molti...

  6. #6
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    Sono per il disarmo totale....e il trasferimento di tutti gli arsenali all'ONU mi sembra una buona idea....ma c'e' il rischio che finiscano tutti nelle mani degli USA i quali imporranno una volta per tutte sul mondo intero la famigerata PAX AMERICANA.....

    Prima di procedere allo smantellamento, occorrera' una profonda riforma strutturale dell'ONU...non deve esssere piu' la Compagnia del Gigante e i 200 nani....

  7. #7
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    Originally posted by dies irae
    Scusa, ma vorrei avere qualche informazione sul MFE?
    Volevo rieditare per far diventare link la frase "Convenzione dei Giovani" e la parola "MFE" del messaggio che apre questo thread. Ma ... mi si avverte che sono passati più di 900 minuti e non è più possibile. Te li metto qui, i due link; e ne aggiungo un altro. (Uno è anche quello del download del documento "20 Tesi").

    =>Convenzione dei cittadini europei, Genova 3-4.12.05 (citizensconvention.net)

    =>Convenzione dei cittadini europei, Genova 3 e 4 dic 2005 (italy.peacelink.org)

    => 'Convenzione dei Giovani, Genova', ricerca con Gioogle

    => Movimento Federalista Europeo
    (Già dato da ombelix, che ringrazio).

    Ciao a tutti

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  8. #8
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    Mica le tesi del MFE vengono attuate domani!!!

    Le tesi servono soprattutto per iniziare un percorso di "pensiero" in direzione diversa da quello abituale. Quest'ONU ... fa un po' schivo, detto tra noi. Ma è pur sempre l'unica piattaforma su cui partire per la costruzione di un "potere" al di sopra degli Stati (e delle federazioni). Un contributo necessario ad una riforma ... [i]progressista[/u] dell'ONU è questo: il prospettarla come il primo "nucleo" d'un futuro governo mondiale. Ovviamente, quando si parla di "governo mondiale" non si intende che la vita spicciola dei cittadini sia regolata da esso al posto dello Stato nazionale, o di quello federale (o cantinale, ecc.). Il "governo mondiale" dovrà avere limitate ma vitali competenze: prima di tutto quella di essere davvero garante della pace e quindi della giustizia internazionale, (vietato farsi giustizia da sé!) . Insomma: NO WAR! Quindi dovrà, alla resa dei conti, essere l'unico a disporre della "forza coattiva" per far rispettare il diritto internazionale. Insomma: federalismo esportato dal modello che funziona in qualche parte del mondo (come in una federazione, magari grande come un continente) al mondo intero.

    Sotto questa luce (ossia di indagine teorica di quale dovrebbe essere il tipo di governo che si vuole a livello europeo e a livello mondiale) le tesi del MFE appaiono meno visionarie e meno utopiche, caro ART. Certo: tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare!
    Ma se non si incomincia a pensare come valicare il mare, (e si comincia progettando la traversata del "mare", prima di partire per tentare di farla: e quindi dicendo, discutendone, facendo crescere il pensiero attorno all'argomento ...), la traversata non avverrà mai. Giusto quindi un commento del tipo "Chissà quanto tempo, magari secoli, ci vorrà per questi obiettivi!". Sbagliato mi pare invece il commento del tipo: "Utopia, e se mai avvenisse sarebbe un grave errore perché ecc., ecc. (motivazioni)". Ripeto: se qualcuno non inizia (magari ... rompendosi il collo in un'impresa prematura), la maturazione delle cose non avverrà mai!

    --------------------

    Ciao a tutti

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  9. #9
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    Originally posted by -ART-
    - "la sua disponibilità (...) al conferimento all’O.N.U. delle armi atomiche possedute."

    Questo è un grave errore strategico, un'assurdità totale.

    L'ONU allo stato attuale non è assolutamente l'organizzazione adatta per azioni talmente clamorose. Va sviluppata e sostenuta, si, ma mettersi addirittura a conferire all'ONU il controllo di armi nucleari sicuramente determinerebbe un'accesa discussione per l'amministrazione fiduciaria delle stesse in attesa di smantellarle, cioè, tradotto in realistico, una furiosa guerra sotterranea fra chi vuole fottersi le testate... e direi che le circa 550 di Francia + UK farebbero gola a molti...
    sono d'accordo con Art, sì al disarmo, ma dev'essere multilaterale...di fatto l'ONU è "gestita" dagli USA e dalla loro politica...mettergli a disposizione l'arsenale - x quanto piccolo - europeo nn mi pare una grande idea...

  10. #10
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    Predefinito ONU, USA, UE e disarmo

    Originally posted by MiladyN
    ...di fatto l'ONU è "gestita" dagli USA e dalla loro politica...mettergli a disposizione l'arsenale - x quanto piccolo - europeo nn mi pare una grande idea...
    Forse, dicendo «l'ONU è "gestita" dagli USA» intendevi che gli USA hanno in ONU, da sempre, una netta supremazia (e a volte ebbero quasi l'egemonia).
    A parte il fatto che qualche volta il tentativo di usare questa loro supremazia è fallito miseramente (per esempio nella richiesta che l'ONU avallasse il loro intervento in Iraq), la supremazia degli USA in ONU non è che un pallido riflesso della loro supremazia militare, (e politica, ed economica, in ogni angolo del pianeta). Diceva Luigi Einaudi (ancora nel '51) che ormai gli stati europei sono "polvere senza sostanza".
    Comunque, la supremazia in ONU degli USA è tanto maggiore quanto più debole è ciascuno degli altri stati. Un vero multipolarismo non si ottiene se non con più formazioni politiche di peso confrontabile. L'attribuire un seggio non ai singoli stati dell'UE ma alla stessa UE andrebbe effettivamente nella direzione di ridurre la supremazia americana e quindi abbattere il monopolarismo.
    Ma la "tesi" del MFE non va nemmeno letta da sola ed avulsa dalla visione complessiva del MFE su quale dovrebbe essere la riforma dell'ONU. Il MFE sostiene (come molti a livello mondiale, per esempio il "World Federalist Movement" [WFM]) che i seggi del Consiglio permanente di Sicurezza dovrebbero essere attribuiti non a singole "potenze" (stati in quanto tali), bensì a rappresentanze di aree continentali o comunque significative di vaste aree geopolitiche con specifici connotati ed interessi comuni (alle quali gli stati dovrebbero delegare la rappresentanza di sé). Per esempio: all'Unione Africana, agli USA+Canda (nord-America), all'America latina, all'UE, ecc...
    Ribadisco il concetto che ... un conto è fare pronostici sulla probabilità di successo delle tesi federaliste (e il pessimismo è qui in pratica realismo, visto come è finita proprio molto recentemente la tanto sbandierata riforma dell'ONU!); un altro è proporre, a livello di indagine e di prospettiva, ciò che la ragione suggerisce prescindendo dai condizionamenti dello "statuquo" contingente.

    Analoghe considerazioni andrebbero fatte in merito al disarmo.
    L'ONU è nata con l'intenzione di impedire le soverchierie delle singole poteze (come furono in Europa quelle nazi-fasciste che portarono alla II Guerra mondiale). In sostanza, col proposito di frenare le tendenze guerrafondaie e garantire un minimo di "ordine internazionale". La "Carta dell'ONU" prevede - anche se ... è di fatto lettera morta! - che l'ONU tenti dapprima di risolvere le controversie internazionali per via diplomatica (quindi "pacifica") e che solo come "extrema ratio"(fallito ogni altro tentativo), l'ONU intervenga promuovendo una coalizione militare contro lo stato prepotente. Dunque, l'intenzione è proprio quella di prevenire la guerra. Ma sappiamo che ... si tratta solo di "pia intenzione", assolutamente inefficace. A parte il fatto che l'ONU, messa in piedi dai vincitori, è partita semplicemente ignorando la vicinanza di comportamento dell'URSS di Stalin alla Germania di Hitler - V. la spartizione della Polonia, l'aggressione della Finlandia, l'annessione delle repubbliche baltiche, l'allargamento ad ovest con la conquista di vasti e svariati territori (finlandesi, polacchi, tedeschi, rumeni e cecoslovacchi), la contraddizione è palese nella stessa "Carta dell'ONU". E' una contaddizione "in terminis" dal momento che la "Carta" pretende ad un tempo che l'ONU sia composta da stati completamente sovrani (e sta quindi nell'ottica del "non-intervento" per 'fatti interni') i quali stati dovrebbero però sottoporsi volontariamente all'autorità dell'ONU! Sappiamo, però, che l'abuso della forza verso stati terzi è intimamente connesso con i 'fatti interni'! Chi decide la politica estera è il governo che ha preso il potere all'interno... e come la mettiamo se questo governo (come è stato nel caso di Mussolini, di Hitler, di Stalin ... di Videla in Argentina, ecc. ecc.) è dispotico e guerrafondaio?
    Anch'io sono decisamente contrario al disarmo unilaterale di una futura UE federale. Altrove ho già parlato di cosa ... sogno per l'UE. La vorrei dotata di un potentissimo e tecnologicamente avanzato "Esercito" nel più stretto significato etimologico. Anzitutto di difesa; ma pure con capacità di intervento su due fronti: il "peace keeping" e l'intervento tempestivo in caso di disastro naturale (terremoti, alluvioni, ecc.). Insomma: una specie di "polizia internazionale" che fondesse armonicamente la propriai 'forza' (armata) con altri poderosi mezzi pacifici a scopo di impedire il sopruso e garantire una efficace "protezione civile" a livello planetario. Di disarmo dell'UE si dovrebbe parlare in seguito. Come ora sarebbe auspicabile che non fossero UK e F a dispore per sé di deterrenti nucleari ma che questi stati cedessero all'UE la loro "force de frappe", allo stesso modo l'UE potrà rinunciare alla propria deterrenza quando i tempi saranno maturi per cederla ad un "governo mondiale" (in sostituzione di questo aborto che è l'ONU).
    Certo, per ora il mio non è che un bel sogno! Ma se non si incomincia a discuterne e a chiedere pressantemente ciò che si vorrebbe, quando mai si potrà sperare di realizzare il sogno? E che senso ha la democrazia se la gente vorrebbe nel profondo tutte queste cose ma poi la si vuole convincere che si tratta solo di visionarie utopie?

    Ciao a tutti.

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