Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    Tremendo
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    Predefinito Champagne e consulenze: ecco l'Italia degli sprechi(Velino)

    Champagne e consulenze: ecco l'Italia degli sprechi(Velino)

    Venerdì, 07 Ottobre 2005, 09:07.


    Champagne e consulenze: ecco l'Italia degli sprechi Assolutamente da non perdere Roma, 07 OTT (Velino) - "Il pipistrello, immancabilmente citato da un ministro Tremonti in vena di ironie - scrive LA STAMPA - diventera' probabilmente l'emblema delle stranezze delle Province (si duole Massimo Logli, presidente della Provincia di Prato: 'A parte che e' fondamentale studiare anche i pipistrelli, fa parte delle nostre competenze la tutela ambientale e percio' abbiamo finanziato con sessantamila euro in tre anni una ricerca dell'universita' di Firenze. Adesso siamo esposti al pubblico ludibrio e non ce lo meritiamo. Siamo una delle poche amministrazioni parsimoniose. Mi sa che spedisco il bilancio a Tremonti') cosi' come i corsi per aspiranti veline sono diventati sinonimo delle stravaganze delle Regioni (in Campania: 1,3 milioni di euro di fondi europei, 600 ore di lezione, cento le partecipanti). Fin troppo facile. I giornali di destra, 'Il Giornale' come 'Libero', si sono esercitati per settimane nel gioco di tirare fuori lo spreco piu' spreco che c'e'. Meglio poi se le giunte citate non erano berlusconiane. Ma anche la Confesercenti, l'associazione dei negozianti di sinistra, qualche mese fa ha tirato fuori un dossier al vetriolo.

    Dunque via alla galleria degli orrori (di bilancio). In Sardegna si danno cinquantamila euro ai cacciatori locali per 'monitorare' i cinghiali.
    A Firenze, 12.600 euro per il censimento di rastrelliere delle biciclette. L'Emilia Romagna sponsorizza con mezzo milione di euro la barca a vela di Patrizio Roversi e Susy Blady che girano il mondo e ci tirano fuori una trasmissione tv. A Genova, servono 2,5 milioni di euro per rifare il look alla fontana di piazza De Ferrari. La Valle d'Aosta decide di spendere centomila euro per il progetto di amicizia gastronomica italo-francese 'Fontina & champagne'. In Trentino organizzano un corso di formazione a spese della Regione per detective privati. L'Abruzzo assume d'un colpo 200 portaborse con soldi stanziati per gli stipendi di dipendenti in servizio.

    Sprechi. Sprechi. Sprechi. Non si salva nessuno. Ne' una Regione di centrosinistra come il Lazio (Marrazzo e' chiamato in causa per la proliferazione di commissioni, assessori e consulenti), ne' di centrodestra come la Lombardia (Formigoni finanzia con 460 mila euro in quattro anni la celebrazione del capodanno celtico, chissa' mai perche'), ne' la Puglia quand'era governata da Raffaele Fitto (in tre anni, 17 milioni di euro in cause legali affidate a 400 avvocati). Ne' Torino (150 mila euro destinati al funzionamento di un 'ministerino' comunale degli Esteri), ne' Padova (750 mila euro per costruire un percorso agevolato per non vedenti dalla stazione alla basilica di Sant'Antonio e nemmeno lo finiscono: lasciandolo cieco), ne' Roma (senza scomodare la polemica contro Veltroni sulla Notte Bianca, si segnalano consulenze per 139 professionisti esterni, spesa totale 4,7 milioni di euro). 'Quando vedo che uno dei consulenti del Campidoglio ha preso venticinquemila euro per produrre un opuscoletto sui danni da raggi ultravioletti...', lamentava qualche tempo fa il leghista Massimo Polledri". (red)

  2. #2
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    Cos'è, la replica di questo?

  3. #3
    vae victis
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    ....pultroppo e'umano che quando uno si trova in mano soldi nn sua li spenda a cazzo di kane e sopratutto a seconda di come gli comoda....nn se li e'mika sudati!!!!!e nn ce li rimette di tasca sua!!!questi sprechi nn sono ne di destra ne di sinistra,fanno parte della natura umana,che e'avida e truffaldina!!!di certo pero il sistema che tutela questo ladrocinio e'quello di sinistra,che vuole PIU STATO,se invece lostato e'limitato alle mansioni essenziali,come la sanita,le pensioni e i servizi,diventa piu facilmente controllabile,e si eliminano tutte queste stronzate che ci viene il vomito a tutti a sentirle....ha fatto bene il governo a tagliare i fondi alle regioni,e ha fatto bene con la finanziaria dell hanno scorso a limitare le assunzioni del pubblico impiego a 1 su ogni 4 che vanno in pensione...basta con sti sprechi!!!!dipo di che,ridotti gli sprechi al massimo,si potranno abbassare le tasse,aumentare gli stipendi degli operai senza gravare sugli imprenditori,e controllare un po di piu l evsaione!!!!!

  4. #4
    Tremendo
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    Cos'è, la replica di questo?
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  5. #5
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    In Origine Postato da Tremendo
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    Signor ministro, paghi lei

    Si apre il processo della Corte dei conti a Roberto Castelli. Richiesto un milione di danni per le consulenze facili


    di Marco Lillo

    Il 17 novembre nell'aula magna della Corte dei conti a Roma si aprirà il processo a Roberto Castelli. Il ministro della Giustizia è accusato dal procuratore Guido Patti di un danno erariale che si aggira sul milione di euro per la nomina di consulenti di dubbia utilità nelle materie più disparate. Si va dalla società incaricata di monitorare l'efficienza dei magistrati, allo psicologo esperto in leadership, Amedeo Maffei, scelto per studiare i carcerati. La consulenza più importante è certamente quella conferita a Giuseppe Magni per l'edilizia penitenziaria. In questo caso, secondo il procuratore Patti, "l'illegittimità e illiceità del comportamento del ministro è eclatante": Castelli avrebbe creato "la figura del 'consulente personale a tempo pieno'... una 'entità' con poteri decisionali non prevista nell'organigramma dell'amministrazione". Solo per Magni, la Procura della Corte chiede a Castelli ben 211 mila e 988 euro. Per 98 mila risponde da solo, per il resto in solido con Magni e il comitato che ha approvato la sua attività.

    Per le consulenze Castelli è indagato anche dalla Procura di Roma per abuso di ufficio. Accusa doppiamente imbarazzante perché contemporaneamente l'ex consulente per l'edilizia penitenziaria, Magni, è indagato per corruzione a Roma in una seconda inchiesta proprio per una storia di carceri. Da tempo il consulente non sente Castelli, ma in passato il rapporto era strettissimo e Magni aiutava il ministro nelle campagne elettorali.

    Le sue credenziali però non sono piaciute alla Corte: "In merito alla 'provata competenza' richiesta dalla legge, nel curriculum del dottor Magni si legge che egli è laureato in scienze politiche, che è stato amministratore di alcune società, che dal 1993 è stato socio militante della Lega Nord e dal 1995 sindaco per la Lega del comune di Calco e infine che è stato parlamentare eletto al 'Parlamento di Chignolo Po'. Dal documento preso in esame", continua Patti, "pertanto non è desumibile affatto che il dottor Magni fosse un esperto in materia penitenziaria". Dopo averne demolito il curriculum, il procuratore passa a analizzarne l'attività. Magni dichiara di avere visitato moltissime carceri. "La documentazione in parola tuttavia in gran parte non è stata rinvenuta dal Ministero (in quanto non esistente)". Poi prosegue: "Singolare che invece il consulente abbia omesso di indicare una trasferta a Mosca, autorizzata dal ministro, il silenzio serbato su tale viaggio dal dottor Magni", sempre secondo Patti, "si spiega agevolmente atteso che non è rinvenibile alcun collegamento tra l'incarico e la trasferta a Mosca". Stesso discorso per analoghe trasferte in Albania, Stati Uniti e Canada per una spesa di 6 mila euro, richiesti indietro perché non avrebbero legame con l'incarico.

    Per il Procuratore, Castelli è colpevole di avere rinnovato ben sette volte l'incarico a Magni nell'arco di tre anni, con il beneplacito di un comitato composto da tre funzionari, anche loro citati in giudizio. Il ministro non poteva assegnare a Magni "competenze amministrative in settori delicati a scapito delle strutture istituzionalmente competenti" senza nemmeno accertarsi che ve ne fosse necessità. Patti riporta i passi delle relazioni di Magni e li fa seguire da punti interrogativi per irriderne la vaghezza. "Si è intervenuti (chi è intervenuto? Sicuramente non il dottor Magni, bensì la struttura amministrativa competente) risolvendo emergenze (quali?)". Dopo dieci pagine di punti interrogativi, il procuratore chiosa: "La maggior parte delle affermazioni sono del tutto generiche". La Procura è poi sorpresa perché "leggendo le relazioni predisposte dal dottor Magni si ha la netta sensazione che egli si consideri a capo dell'amministrazione penitenziaria". Il procuratore critica anche il rinnovo dell'incarico nel febbraio 2003 per la sua valenza retroattiva (vietata secondo Patti) e per la strana conversione da lira a euro: "Il compenso di euro 48.482 è quasi il doppio di quello di lire 48 milioni di lire corrisposto nel semestre precedente".

    Magni non è più al Ministero ma quando, a giugno, il giornale locale 'Merate on line' ha parlato delle sue consulenze, Castelli ha scritto in sua difesa: "Magni mi ha accompagnato in Albania perché in quel paese il Ministero ha costruito un carcere per far scontare agli albanesi la pena in casa loro e negli Usa perché abbiamo visitato penitenziari pubblici e privati". Castelli accusa il procuratore di non averlo sentito e di avere usato "sarcasmi gratuiti come l'accenno alla militanza nella Lega". Magni, per Castelli, era l'uomo giusto al posto giusto. La fine della sua consulenza è stata negativa: "Il Ministero funziona peggio e la burocrazia rischia di prendere il sopravvento sul ministro".

    espresso in edicola
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  6. #6
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    In Origine Postato da ossoduro
    Signor ministro, paghi lei

    Si apre il processo della Corte dei conti a Roberto Castelli. Richiesto un milione di danni per le consulenze facili


    di Marco Lillo
    [...]
    espresso in edicola

  7. #7
    Tremendo
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    In Origine Postato da MrBojangles
    Saluti le toghe rosse?

  8. #8
    Tremendo
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    Mario Giordano, Medaglie d'oro degli sprechi, "Il Giornale", 7 luglio 2005, p. 3
    Appena conquistate le Regioni, hanno perso la ragione. L'esperienza italiana insegna che le poltrone degli enti locali sono state sempre considerate un formidabile trampolino di lancio per l'olimpiade delle follie. Corsa senza ostacoli allo spreco, maratona della consulenza, staffetta delle auto blu. E così la sinistra, che già vanta un notevole palmarès in materia, non ha voluto deludere neppure nell'ultima tornata elettorale. E c'è riuscita benissimo. Medaglia d'oro, un po' di faccia di bronzo.

    E l'argento? Lo prendono in tasca a noi. Guardiamo il Lazio, per esempio. Il nuovo presidente, Piero Marrazzo, è uno che si è fatto conoscere in Tv come grande catone, difensore civico dei cittadini, implacabile censore di ogni malaffare pubblico e privato. Ebbene, appena sfilata la poltrona a Storace, il centrosinistra da lui rappresentato che s'inventa? Primo: aumento del numero degli assessori da 12 a 16; secondo: aumento del personale di segreteria: da 137 a 177 persone; terzo: aumento dei collaboratori da 253 a 292 con l'aggiunta di 13 superconsulenti esterni.

    Quarto: moltiplicazione dei pani e delle commissioni (da 14 a 24) con conseguente aumento di presidenti, vicepresidenti, benefit, privilegi e autoblù. Per essere una coalizione guidata da un difensore del cittadino, non è male come inizio.

    Il dubbio è: che ci faranno 40 persone in più in segreteria? E davvero non si trovavano competenze adeguate all'interno del pur poderoso organico della regione? Ma soprattutto: se Marrazzo non fosse stato un difensore civico dei cittadini, che cosa altro sarebbe stato inventato?

    L'addetto al ventaglio per i giorni di afa? Chi ben comincia è a metà dell'opera, dicevano i saggi. Ma per capire dove andrà a parare la giunta Marrazzo, basta guardare come sta completando l'opera Gasbarra, che alla Provincia ha avuto tempo qualche mese in più: a parte gli sprechi dell'inutile sorpassometro e le immancabili autoblù, come non rimanere incantati di fronte ai 120 milioni di vecchie lire spesi per riparare l'aria condizionata alla Casa della Cultura dell'Avana? Ma certo: gli intellettuali di Fidel vanno difesi dall'afa.

    A sudare non sono mica abituati. Ma non vorremmo che pensaste troppo male di Roma. Mica è solo lì che nascono i campioni degli sprechi in salsa locale. L'ultima tornata elettorale è stata, da questo punto di vista, un successo in tutta la Penisola: in Calabria, il centrosinistra, dopo aver imbastito una feroce campagna contro le troppe poltrone e consulenze, appena eletto ha provveduto a moltiplicare poltrone e consulenze con un perfetto manuale Cencelli che riesce nell'impresa di regalare a ogni consigliere ben sette portaborse.

    Poi, per non farsi mancare nulla, il presidente Agazio Loiero ha pure previsto un faraonico ufficio stampa con ben 16 giornalisti. E in Campania? Pronti via: hanno creato dal nulla 12 commissioni speciali con una pioggia di incarichi che, oltre allo stipendio, fruttano 1.800 euro al mese a ciascun presidente. Tanto per dire: ci sono sia la commissione sul Mediterraneo che la commissione sul mare. Che ci volete fare? Pur di distribuire qualche gettone in più si è disposti a prosciugare il Tirreno.

    E a trattarlo da terraferma. Purtroppo, come dicevamo, per gli enti locali italiani non è che una triste conferma. Gli esempi recenti, anche clamorosi, li conoscete bene: la Sicilia che stanzia 103mila euro per comporre l'inno musicale, l'Emilia che s'inventa il consulente delle sardine e Firenze che assume un consulente al giorno, compreso quello per il look del sindaco. E, purtroppo, tanti altri denunciati da anni di campagne contro le nostre sprecopoli. Dov'è la novità? La novità è che il centrosinistra aveva vinto le elezioni meno di due mesi fa promettendo: adesso cambia tutto. Eccome se cambia: paghiamo l'aria persino condizionata agli intellettuali di Fidel. E noi? Stiamo freschi.

  9. #9
    Tremendo
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    Simone Innocenti, Consulenze d’oro, Toscana sotto inchiesta, "Il Giornale", 21 luglio 2005, p. 7
    La Finanza segnala alla Corte dei conti 63 funzionari regionali. Avrebbero causato un danno all’erario per circa 4 milioni di euro

    È una vera e propria «Sprecopoli» quella scoperta dalla Guardia di finanza in Toscana. Gli investigatori, coordinati dal pm Acheropita Mondera Oranges della Corte dei conti, hanno infatti concluso l'inchiesta sulle consulenze esterne affidate dalla Regione. Sessantatré funzionari, che tra il 2003 e il 2005 hanno lavorato per giunta e Consiglio, sono stati segnalati alla Procura contabile: sarebbero loro, secondo le risultanze delle indagini, i responsabili amministrativi di un danno erariale che viene quantificato in 3, 4 milioni di euro. È venuta alla luce, insomma, una vera e propria giungla di incarichi esterni che adesso è al vaglio della Corte dei conti.

    L'inchiesta è nata alla fine del 2004, quando il pm Mondera ha deciso di aprire il delicato dossier consulenze. Proprio per questo motivo i finanzieri del Gruppo servizi vari (una «costola» del Nucleo regionale di Polizia tributaria) hanno concentrato la loro attenzione sui lavori esterni affidati dal Consiglio regionale e dalla giunta del governatore Ds Claudio Martini, eletto nel 2000 e riconfermato quest'anno.

    Nel mirino delle Fiamme gialle sono quindi finiti 1.700 provvedimenti che, nei mesi scorsi, a più riprese, sono stati acquisiti negli uffici della Regione. Dopo oltre un anno di indagini, ben 178 consulenze esterne sono risultate «sospette» dal punto di vista amministrativo: 43 i provvedimenti contestati emessi da otto dirigenti del Consiglio regionale, 135 quelli della giunta affidati da 51 dirigenti.

    Non c'è, insomma, un solo ufficio che si salvi. Particolare curioso: per individuare i profili professionali, le varie tipologie e mansioni gli investigatori hanno preso a prestito, oltre alla pianta organica degli impiegati, anche «Le professionalità in Regione Toscana», un volume edito dalla stessa Regione nel settembre 2001.

    Qualche esempio: nel 2002 oltre 100mila euro sono stati spesi per un progetto sulla «spiritualità femminile in Toscana», mentre oltre 40mila euro hanno preso il volo per una consulenza sul monitoraggio delle trasmissioni di televendite offerte da emittenti televisive della Regione quando, dicono gli inquirenti, in Regione erano già presenti 12 funzionari per i processi di comunicazione e ben 86 per le tecnologie e l'informazione.

    In questa selva di incarichi esterni, insomma, spunta davvero di tutto. Un funzionario del Consiglio regionale ha affidato due incarichi esterni per una ricerca giuridica che sono costati, nel 2003, circa 10mila euro. Secondo la Finanza è un ennesimo danno erariale, dato che nella pianta organizzativa della Regione figurano ben 240 funzionari giuridico-amministrativi e altri 20 per i processi giuridici: qualcuno di loro, sostengono gli investigatori, poteva fare benissimo questo tipo di lavoro.

    Tra le spese «minori» anche 10mila euro per l'elaborazione di un piano di comunicazione e per l'individuazione di un logo a favore del difensore civico regionale quando nel 2004 in Regione c'erano già 24 funzionari impiegati nella comunicazione e nella pubblica relazione.

    Più corposo il dossier delle Fiamme gialle che riguarda gli incarichi della giunta regionale. Nel 2002 sono state contestate 46 consulenze.

    Anche in questo caso c'è l'imbarazzo della scelta: i «corsi di guida in fuoristrada» per il servizio anti-incendi boschivi sono costati alla Regione oltre 79mila euro in violazione di una norma emessa dalla stessa Regione.

    Trentamila euro sono finiti a consulenti esterni per il riordino degli archivi civici bypassando il lavoro di 21 funzionari. Altri 47mila euro sono stati stanziati per un incarico professionale finalizzato allo «sviluppo di un quadro coerente di norme speciali generali per l'affidamento dei servizi di Tpl», oltre che per l'approvazione dello schema di contratto e l'assunzione di impegno della spesa. Peccato però, dicono gli investigatori, che all'interno della Regione ci fossero già 216 funzionari giuridico-amministrativi e 20 funzionari per i processi amministrativi.

    Nell'arco del 2004 il ricorso agli incarichi esterni è continuato senza soluzione di continuità: la Finanza ha contestato 39 consulenze, tra cui spuntano un'indagine telefonica su «La soddisfazione delle utenti del percorso materno infantile» (6mila euro), un'indagine preliminare sulle «forme di aggregazione delle aziende operanti nel campo dei servizi pubblici» (49mila euro), la redazione di linee-guida per la progettazione verde e la riqualificazione ambientale di strade regionali (36mila euro) e – ciliegina sulla torta – anche un'indagine telefonica su «L'ascolto delle emittenti radiofoniche locali in Toscana» da oltre 22mila euro. Una consulenza sulle «Strategie di comunicazione del piano regionale della mobilità e della logistica» è stata pagata 118mila euro.

    E infine si trova anche una consulenza del tutto particolare: un incarico per la «verifica e i controlli relativi ai progetti di indagine da parte della Guardia di finanza» costata 5mila euro.

  10. #10
    Tremendo
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    Antonella Aldrighetti, Ma il governatore spende altri 2 milioni in 15 giorni, "Il Giornale", 21 luglio 2005, p. 7
    Tre mesi per essere eletto, 34 tappe in lungo e in largo per incontrare dai 5 ai 6mila «grandi elettori» dal nord delle Alpi Apuane al sud della Maremma come è riportato con dovizia di particolari nella sua personale home page. Ma solo una quindicina di giorni per assegnare ai fedelissimi di cordata incarichi esterni da oltre 2 milioni e ottantamila euro. È la «Toscana democratica» di Claudio Martini. Il conto è stimato per difetto perché alcuni degli incarichi sono ancora vacanti.

    Per mettere su l'entourage il governatore ha chiamato Antonio Cirri per la direzione del gabinetto di presidenza a 84.032 euro l'anno, Remo Fattorini per l'incarico di portavoce a 76.632, mentre Edo Bernini per la stessa cifra sarà il suo capo segreteria.

    Non poteva mancare il consulente politico per gli affari europei: Paolo Giannarelli per 84.006 euro annui. Un «regalino» anche per i capi di segreteria degli assessori, 13 in tutto compreso quello del vicepresidente Federico Gelli: a ciascuno di loro spetteranno 68. 740 euro che danno un ammontare complessivo di altri 893.621. Si arriva a questa entità perché con una delibera ad hoc la giunta ha tarato il trattamento economico a quello dei dirigenti con maggiore anzianità. Invece Francesco Barbato, capo segreteria del vicepresidente del Consiglio regionale Alessandro Starmini, porterà a casa 76.632 euro.

    Per l'ufficio stampa alle dipendenze di Martini, che consta di 7 addetti, ciascuno dei quali retribuito 34.404 euro, sono impegnati 240.828. Da sommare a due incarichi redazionali esterni per le pubblicazioni del periodico «Lavoro e salute» che costeranno altri 18. 079 euro. Altri 74mila euro tondi spetteranno a Fabio Lenzi, in qualità di addetto stampa del vicepresidente della giunta.

    La direzione per le Politiche ambientali e del territorio, correlata all'assessorato omonimo, ha speso 208.003 euro per ingaggiare come addetta stampa Chiara Bini a 57.528 e Barbara Codacci per i redazionali a 55.200, affidare all'ingegnere Enio Paris il censimento delle opere idrauliche e di bonifica (programma che dovrà svolgere in 6 mesi per 57.600 euro) e accaparrarsi Alessandro Santucci per la progettazione sul portale web delle mappe per la distribuzione della pioggia (per 4 mesi di collaborazione 27. 675 euro).

    L'assessorato all'Istruzione e formazione guidato da Gianfranco Simoncini vanta una sola consulente: Anna Maria Tognetti che per il progetto interregionale «Vie d'uscita» guadagnerà in un anno 22.140 euro. Ma a far impennare l'ago degli esborsi ci ha pensato l'Ars, Agenzia regionale di sanità, che ha prodotto ben 19 atti ufficiali per 19 ingaggi e un costo complessivo di 225.800 euro.

    I compensi singoli sono bassi, partono dai 5 mila fino a 24.500 euro. Ma hanno una particolarità da non sottovalutare: sono tutti co.co.co, ossia collaborazioni coordinate e continuative, in barba alla Legge Biagi che li ha aboliti.

 

 

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