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  1. #1
    Giacobino 1799
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    Predefinito Piero Ottone: "L'ossessione del Cavaliere"

    L´ossessione del Cavaliere
    PIERO OTTONE


    da Repubblica - 4 ottobre 2005

    In fondo mi dispiace: lo spettacolo è deprimente. Il declino di Silvio Berlusconi, il suo tramonto, la sua eclissi politica avviene nel peggiore dei modi. Che il ciclo di questo insolito personaggio fosse finito, era chiaro da molti mesi, e anch´io, come altri, lo avevo scritto. Lui ne aveva preso nota. «Ottone – aveva detto a un amico comune – mi dà per spacciato». E aveva aggiunto, con un sorrisetto ironico: «Portagli i miei saluti». In quei giorni poteva ancora sorriderci. Ora non più.
    Effettivamente avevo scritto che era spacciato: ma senza malanimo. Già prima dell´estate, il declino era chiaro, era inarrestabile, e c´era soltanto da chiedersi come lo avrebbe gestito. Avrebbe potuto decidere di uscire di scena con un beau geste, con qualche frase appropriata, del tipo: ho reso un servizio al paese in un momento difficile, ho agevolato la transizione dalla prima alla seconda repubblica, adesso cedo il testimone… Sarebbe stata, quella, una fine dignitosa. All´estremo opposto c´era il pericolo che architettasse qualche manovra clamorosa, qualche mossa drammatica e disperata, magari a spese delle finanze nazionali: muoia Sansone con tutti i filistei. Niente di tutto questo: assistiamo adesso all´affondamento graduale, allo smarrimento. Uno spettacolo triste.
    A chi osserva da lontano, come un semplice cittadino che guarda la televisione, Berlusconi sembra quasi un uomo in stato confusionale. Ha il volto teso, di chi non dorme la notte. Ha lo sguardo smarrito, la voce ora dimessa, ora stridula, come quando ha detto, quasi gridato, che sarebbe "esploso". Si lascia andare a frasi infelici, che rivelano i lati meno edificanti della sua personalità, e paragona certi suoi alleati a "una metastasi"; dice che Schröder "ha messo sotto" la Merkel, e lui "metterà sotto" il povero Prodi. Poi, oltre agli atteggiamenti scomposti, ci sono le incoerenze, le decisioni intempestive e contraddittorie, come il silenzio tenuto troppo a lungo su Antonio Fazio, seguito da una sconfessione improvvisa, pronunciata nel momento più inopportuno, quando Fazio è impegnato in una missione all´estero. Ha sentenziato Francesco Cossiga: "Il peggio del peggio".
    Stato confusionale vi sembra eccessivo? Vediamo di approfondire il discorso: Berlusconi si comporta come un uomo spaventato, che ha paura. E fin qui niente di strano: tutti gli uomini che raggiungono grandi vette rischiano molto, e ogni rischio comporta la paura di fallire. Berlusconi ha rischiato tante volte, nella sua vita di imprenditore, quindi ha avuto tante volte paura. Si aggiunga che è di temperamento apprensivo. Mi disse per esempio, tanti anni fa, che aveva rimuginato tutta la notte la decisione di acquistare la televisione di Edilio Rusconi, perché temeva di avere fatto il passo più lungo della gamba; e credo che fosse sincero. Certamente ebbe paura di essere processato, e di fallire, quando Craxi fu costretto a ignominiosa fuga per tante malefatte, e lo abbandonò al suo destino. Ma allora, ogni volta, reagiva alla paura con decisioni audaci, e soprattutto con estrema lucidità. Alla fine vinceva. Forse ha conosciuto per la prima volta, nella sua vita, un periodo di relativa tranquillità psicologica, esente da grandi paure esistenziali, quando è diventato Primo ministro. Perché allora il rischio, qualcuno può malignamente insinuare, ricadeva sul paese, non sul suo patrimonio, che intanto cresceva. Ma soprattutto perché ormai si era convinto di essere invincibile, di essere onnipotente: la sindrome che colpisce, prima o dopo, ogni uomo di grande successo.
    Ora le certezze sono svanite, la lucidità nelle reazioni è persa. La paura, nel Berlusconi di questi giorni, non è più incentivo a reagire: diventa ossessione. Ma paura di che? Non di coloro che si trova di fronte: li ha sempre disprezzati e, nonostante tutto, continua a disprezzarli. Non paura di elezioni primarie, che forse non si faranno mai. Ma paura di sé: di perdere il controllo di sé stesso, e della situazione in cui si trova. Paura di non essere più capace di vincere: per inadeguatezza.
    E così il declino avviene nel peggiore dei modi. Mi dispiace per lui: lo spettacolo di un uomo in difficoltà è sempre penoso. Ma mi dispiace, soprattutto, per il nostro paese, per la nostra immagine nel mondo. Gli stranieri non ci hanno mai perdonato di avere dato credito per dieci anni a questo personaggio. Ora più che mai diranno che avevano ragione.

  2. #2
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    mi dispiace più per me. sono io che pagherò i conti di questo sfacelo.
    :-(

  3. #3
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    Predefinito

    In Origine Postato da moonsmile
    mi dispiace più per me. sono io che pagherò i conti di questo sfacelo.
    :-(
    quoto, porca miseria! Che vada in galera almeno!


  4. #4
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    Un deficente come Berlusconi non si è mai visto, la sua politica è tutta indirizzata a portare allo sfascio il centrodestra, pur di portare a casa alcune leggi utili per i suoi affari e i suoi amici implicati in processi di corruzione e mafia non ha esitato a prolungare fino alla scadenza naturale una legistatura ormai agonizzante. Fosse stato una persona seria che pensava al futuro della cdl e al bene del Paese quando era il momento poteva almeno cercare di trovare una persona degna di fiducia in grado di sostituirlo alla guida del governo con annesse elezioni anticipate ma gli interessi personali e di bottega gli imponevano di continuare sulla strada del governicchio zoppicante ed incapace d'affrontare i problemi

  5. #5
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    Predefinito

    In Origine Postato da Samuel
    Un deficente come Berlusconi non si è mai visto, la sua politica è tutta indirizzata a portare allo sfascio il centrodestra, pur di portare a casa alcune leggi utili per i suoi affari e i suoi amici implicati in processi di corruzione e mafia non ha esitato a prolungare fino alla scadenza naturale una legistatura ormai agonizzante. Fosse stato una persona seria che pensava al futuro della cdl e al bene del Paese quando era il momento poteva almeno cercare di trovare una persona degna di fiducia in grado di sostituirlo alla guida del governo con annesse elezioni anticipate ma gli interessi personali e di bottega gli imponevano di continuare sulla strada del governicchio zoppicante ed incapace d'affrontare i problemi
    Roma, 219

    CONTI PUBBLICI: BERLUSCONI, GESTITI ANCHE CON FANTASIA
    "Il governo va giudicato per quel che ha fatto: abbiamo gestito i conti pubblici, anche con fantasia."

    Conti pubblici, profondo rosso: il deficit schizza al 5,1%
    di red

    È sempre più profondo rosso per i conti pubblici dell’Italia. Mentre da un alto il premier Berlusconi e il ministro dell’economia Tremonti continuano a ribadire che l’economia italiana è in miglioramento o che, al massimo, se negli ultimi tempi non ha brillato è tutta colpa di euro e Cina , i dati statistici sul Belpaese sono sempre più allarmanti.

    Ebbasta!!!!

    (qui)

  6. #6
    Giacobino 1799
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    Predefinito

    In Origine Postato da Nelson
    quoto, porca miseria! Che vada in galera almeno!

    In galera? Fino a quando sta al governo si inventerà qualcosa per non andarci. E quando non starà più al governo, il centrosinistra gli confezionerà una bella bicamerale... (speriamo che almeno adesso non ci caschino!).

  7. #7
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    Predefinito Re: Piero Ottone: "L'ossessione del Cavaliere"

    In Origine Postato da patatrac
    L´ossessione del Cavaliere
    PIERO OTTONE


    da Repubblica - 4 ottobre 2005

    In fondo mi dispiace: lo spettacolo è deprimente. Il declino di Silvio Berlusconi, il suo tramonto, la sua eclissi politica avviene nel peggiore dei modi. Che il ciclo di questo insolito personaggio fosse finito, era chiaro da molti mesi, e anch´io, come altri, lo avevo scritto. Lui ne aveva preso nota. «Ottone – aveva detto a un amico comune – mi dà per spacciato». E aveva aggiunto, con un sorrisetto ironico: «Portagli i miei saluti». In quei giorni poteva ancora sorriderci. Ora non più.
    Effettivamente avevo scritto che era spacciato: ma senza malanimo. Già prima dell´estate, il declino era chiaro, era inarrestabile, e c´era soltanto da chiedersi come lo avrebbe gestito. Avrebbe potuto decidere di uscire di scena con un beau geste, con qualche frase appropriata, del tipo: ho reso un servizio al paese in un momento difficile, ho agevolato la transizione dalla prima alla seconda repubblica, adesso cedo il testimone… Sarebbe stata, quella, una fine dignitosa. All´estremo opposto c´era il pericolo che architettasse qualche manovra clamorosa, qualche mossa drammatica e disperata, magari a spese delle finanze nazionali: muoia Sansone con tutti i filistei. Niente di tutto questo: assistiamo adesso all´affondamento graduale, allo smarrimento. Uno spettacolo triste.
    A chi osserva da lontano, come un semplice cittadino che guarda la televisione, Berlusconi sembra quasi un uomo in stato confusionale. Ha il volto teso, di chi non dorme la notte. Ha lo sguardo smarrito, la voce ora dimessa, ora stridula, come quando ha detto, quasi gridato, che sarebbe "esploso". Si lascia andare a frasi infelici, che rivelano i lati meno edificanti della sua personalità, e paragona certi suoi alleati a "una metastasi"; dice che Schröder "ha messo sotto" la Merkel, e lui "metterà sotto" il povero Prodi. Poi, oltre agli atteggiamenti scomposti, ci sono le incoerenze, le decisioni intempestive e contraddittorie, come il silenzio tenuto troppo a lungo su Antonio Fazio, seguito da una sconfessione improvvisa, pronunciata nel momento più inopportuno, quando Fazio è impegnato in una missione all´estero. Ha sentenziato Francesco Cossiga: "Il peggio del peggio".
    Stato confusionale vi sembra eccessivo? Vediamo di approfondire il discorso: Berlusconi si comporta come un uomo spaventato, che ha paura. E fin qui niente di strano: tutti gli uomini che raggiungono grandi vette rischiano molto, e ogni rischio comporta la paura di fallire. Berlusconi ha rischiato tante volte, nella sua vita di imprenditore, quindi ha avuto tante volte paura. Si aggiunga che è di temperamento apprensivo. Mi disse per esempio, tanti anni fa, che aveva rimuginato tutta la notte la decisione di acquistare la televisione di Edilio Rusconi, perché temeva di avere fatto il passo più lungo della gamba; e credo che fosse sincero. Certamente ebbe paura di essere processato, e di fallire, quando Craxi fu costretto a ignominiosa fuga per tante malefatte, e lo abbandonò al suo destino. Ma allora, ogni volta, reagiva alla paura con decisioni audaci, e soprattutto con estrema lucidità. Alla fine vinceva. Forse ha conosciuto per la prima volta, nella sua vita, un periodo di relativa tranquillità psicologica, esente da grandi paure esistenziali, quando è diventato Primo ministro. Perché allora il rischio, qualcuno può malignamente insinuare, ricadeva sul paese, non sul suo patrimonio, che intanto cresceva. Ma soprattutto perché ormai si era convinto di essere invincibile, di essere onnipotente: la sindrome che colpisce, prima o dopo, ogni uomo di grande successo.
    Ora le certezze sono svanite, la lucidità nelle reazioni è persa. La paura, nel Berlusconi di questi giorni, non è più incentivo a reagire: diventa ossessione. Ma paura di che? Non di coloro che si trova di fronte: li ha sempre disprezzati e, nonostante tutto, continua a disprezzarli. Non paura di elezioni primarie, che forse non si faranno mai. Ma paura di sé: di perdere il controllo di sé stesso, e della situazione in cui si trova. Paura di non essere più capace di vincere: per inadeguatezza.
    E così il declino avviene nel peggiore dei modi. Mi dispiace per lui: lo spettacolo di un uomo in difficoltà è sempre penoso. Ma mi dispiace, soprattutto, per il nostro paese, per la nostra immagine nel mondo. Gli stranieri non ci hanno mai perdonato di avere dato credito per dieci anni a questo personaggio. Ora più che mai diranno che avevano ragione.
    Non dice niente Ottone, non ci sono contenuti, una pseudo-analisi psicologica abbozzata, che qualunque incompetente di problemi reali avrebbe potuto scrivere.
    Against all odds

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Piero Ottone: "L'ossessione del Cavaliere"

    In Origine Postato da iannis
    Non dice niente Ottone, non ci sono contenuti, una pseudo-analisi psicologica abbozzata, che qualunque incompetente di problemi reali avrebbe potuto scrivere.
    Ecco.
    Faccene una tu, d'analisi...

  9. #9
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    Predefinito Re: Re: Re: Piero Ottone: "L'ossessione del Cavaliere"

    In Origine Postato da MrBojangles
    Ecco.
    Faccene una tu, d'analisi...
    Io non mi baso sulla psicologia, sugli atteggiamneti, sulle battute o sulle gaffes, ma sulle proposte ed i problemi concreti per approvarli o criticarli. Ad esempio non dico che prodi è in stato confusionale, ma ha il problema di quale tra le forze politiche esistenti ( e non le chimere) candidarsi, visto che cade l'ipocrisia di nascondere sulle schede elettorali le forze relai in cui sono divisi gli italiani e prodi deve scegliere. Questo lo innervosisce.
    Against all odds

  10. #10
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    Non lo sopporto Ottone...

 

 
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