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Originally posted by uqbar
Jenainsubrica, vorrei raccontarti di tutte le meravigliose integrazioni etniche che hanno reso molto belli i paesi padani.
Ci sarebbe da essere contenti.
Però voi Etnonaz potreste prenderla come una offesa dolorosissima .... e quindi mi astengo per non provocarvi sconforto.
Posso solo dirti che, su per giù, sia il sud sia il nord hanno subito le medesime integrazioni etniche.
C'è poca differenza razziale tra noi e voi (ad eccezione di alcune limitate zone del friuli dove prevale una componente slava mancante al sud).
C'è molta differenza invece dal punto di vista culturale, questo sì.
Ricorda: la cultura è molto più potente della razza per formare una identità collettiva.
Non ci credi?
P.S.
Aggiungo che che queste integrazioni hanno reso i popoli italici (compresi i padani) così elevati che siamo sicuramente il gruppo etnico più elevato spiritualmente e culturalmente DEL MONDO !
L'ONU (Unesco) ha dichiarato che in quella piccola penisola che va dalle alpi alla sicilia chiamata Italia c'è il 70 % dell'intero patrimonio culturale e artisitico esistente al mondo !!!!
Ci sarà pure una ragione, o no ???
Che ne dici?
Altro che scandinavi !!!!
Se parli di Lombardia, Piemonte e Liguria, diciamo delle Nazioni Padano-Alpine occidentali, sono d'accordo.
Posso invece affermare che il Veneto nord-orientale ed il Friuli siano ancora razzialmente "integri" e sotto questo aspetto molto differenti rispetto ai popoli meridionali (....per non parlare poi del Trentino-Tirolo e del SudTrirol).
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Originally posted by uqbar
L'ONU (Unesco) ha dichiarato che in quella piccola penisola che va dalle alpi alla sicilia chiamata Italia c'è il 70 % dell'intero patrimonio culturale e artisitico esistente al mondo !!!!
Ci sarà pure una ragione, o no ???
Che ne dici?
Altro che scandinavi !!!!
Sì, ma, precisiamo, questo non vuol dire che in Italia è passato il 70% dei popoli del mondo... vuole dire che i popoli più fecondi dal punto di vista artistico hanno calcato il nostro suolo.
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Originally posted by Alvise Nutti
Sì, ma, precisiamo, questo non vuol dire che in Italia è passato il 70% dei popoli del mondo... vuole dire che i popoli più fecondi dal punto di vista artistico hanno calcato il nostro suolo.
Ma allora questi popoli sulle loro terre originarie perchè non hanno fatto altrettanto? Perchè evidentemente lì manca un sostrato italico che è stato la vera componente determinante di questa fecondità artistica.
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Originally posted by Fenris
Ma allora questi popoli sulle loro terre originarie perchè non hanno fatto altrettanto? Perchè evidentemente lì manca un sostrato italico che è stato la vera componente determinante di questa fecondità artistica.
Vorresti dire che chi non è passato e si è stabilito qui è un minus habens?
Shakespeare, Mozart, Dostoevskji, Kant, Heidegger, Beethoven, Ciaikovskji, Bach, Mann etc etc etc...chi sono? Sconosciuti?:rolleyes:
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Originally posted by Fenris
Ma allora questi popoli sulle loro terre originarie perchè non hanno fatto altrettanto? Perchè evidentemente lì manca un sostrato italico che è stato la vera componente determinante di questa fecondità artistica.
Ma su questo sono pienamente concorde con te. Eruli, Goti, Longobardi, Bizantini (che poi pure sul termine "bizantini si dovrebbe ampliare un po' il discorso), Franchi, Normanni, di sicuro non furono apportatori "esterni" di ciò che rende grande il nostro patrimonio culturale. La nostra cultura profonda è autoctona, pur con innesti e contributi di altre stirpi d'Europa. Ritengo però che un loro ruolo lo abbiano avuto. Ad esempio la rinascenza carolingia del IX secolo,
Discorsi a parte andrebbero fatti dopo il X secolo, quando gli ingressi di popolazioni esterne sostanzialmente si esauriscono, ed i contributi dall'esterno seguono altre vie (vedi, ad esempio, Antonello da Messina ed i fiamminghi, cosa che mi ha sempre affascinato).
Mi scuso per la superficialità del discorso, ma quello che mi premeva sottolineare è l'equivoco dell'Italia come "mélange" etnoculturale.
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Originally posted by Totila
Vorresti dire che chi non è passato e si è stabilito qui è un minus habens?
Shakespeare, Mozart, Dostoevskji, Kant, Heidegger, Beethoven, Ciaikovskji, Bach, Mann etc etc etc...chi sono? Sconosciuti?:rolleyes:
E chi l'ha mai detto questo? Ma se da noi c'è il 70% del patrimonio artistico mondiale, ed il restante 30% è sparso nel resto del mondo, la differenza è abissale, ed un motivo ci dev'essere. Ciò che da noi era regola, altrove era eccezione, come quelle che hai nominato.
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Originally posted by Fenris
Ma allora questi popoli sulle loro terre originarie perchè non hanno fatto altrettanto? Perchè evidentemente lì manca un sostrato italico che è stato la vera componente determinante di questa fecondità artistica.
Non esiste un "sostrato italico" perchè non esiste una " cultura italica" perchè non esiste un "popolo italico" ed una "nazione italica".
Nelle Nazioni Padano-Alpine, come ho gia scritto e come studi antropobiologici sul DNA hanno dimostrato ampiamente, il sostrato etnorazziale e culturale è principalmente celto-germanico, mentre tra i popoli meridionali greco-latino.
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Originally posted by Fenris
E chi l'ha mai detto questo? Ma se da noi c'è il 70% del patrimonio artistico mondiale, ed il restante 30% è sparso nel resto del mondo, la differenza è abissale, ed un motivo ci dev'essere. Ciò che da noi era regola, altrove era eccezione, come quelle che hai nominato.
Beh, però attenzione... Totila si sta riferendo ad un periodo appena contemporaneo, dove il contributo alla cultura europea non può più essere attribuito ad una singola nazione o ad un gruppo di nazioni.
E questo, comunque, vale anche per il tardo impero, per il medioevo, per il rinascimento (e oserei dire anche prima, basti solo leggere la Germania di Tacito"), per il seicento e settecento.
Forse da noi la forza della produzione culturale è stata più intensa, in determinati periodi. Ma io non sottovaluterei le grandi stagioni avute da altri popoli.
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Originally posted by Alvise Nutti
Forse da noi la forza della produzione culturale è stata più intensa, in determinati periodi. Ma io non sottovaluterei le grandi stagioni avute da altri popoli.
Appunto.
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Originally posted by Alvise Nutti
Beh, però attenzione... Totila si sta riferendo ad un periodo appena contemporaneo, dove il contributo alla cultura europea non può più essere attribuito ad una singola nazione o ad un gruppo di nazioni.
E questo, comunque, vale anche per il tardo impero, per il medioevo, per il rinascimento (e oserei dire anche prima, basti solo leggere la Germania di Tacito"), per il seicento e settecento.
Forse da noi la forza della produzione culturale è stata più intensa, in determinati periodi. Ma io non sottovaluterei le grandi stagioni avute da altri popoli.
Nessuno le sottovaluta infatti, ma mi stavo chiedendo il motivo della maggiore prolificità artistica verificatasi in Italia rispetto al resto d'Europa.