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  1. #1
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    Predefinito ai socialisti nazionali

    Scrivo per chi abbia un pò di tempo e voglia di rispondere e dare qualche chiarimento.
    da un pò di tempo rimbomba su forum, manifesti, dibattiti questa formula arcana del socialismo nazionele...
    punti di riferimento: il protofascismo e la RSI
    punti fermi: naziolalismo, laicismo, socialismo
    mi chiedo esattamente cosa voglia dire...ogni termine contiene infinite sfumature e specie in ambito politico è facile confondersi.
    il nazionalismo è uno dei figli peggiori della modernità massonica e positivista: quello che ha contrapposto in guerre fratricide popoli con le stesse radici e lo stesso sangue,oppure messo insieme gente con la forza e la persecuione per formare una Nazione dai piedi d'argilla, in nome di anti-valori rivoluzionari, quello che ha ristretto la mente della gente abituandola a pensare, con egoismo individualista, al proprio piccolo orto sbarrando alla vista ed al pensiero quei grandi orizzonti senza frontiere di razza o lingua o costume, ma con radici tanto forti da non essere minacciate dalle diversità, cui l'impero Romano prima e il cattolicesimo poi avevano abituato l'Europa.
    questo non vuol certo dire rinnegare l'italianità, solo ridimezionarla...proporla come valore assoluto a me sembra limitante, retorico, come era retorico, vuoto e piccino quel lato del fascismo patriottardo filo risorgimentale.
    la grandezza stà altrove.
    Sul termine socialismo poi i dubbi sono ancora maggiori...
    che Mussolini nasca politicamente come socialista è chiaro a tutti...forse.
    che da un punto di vista di politica sociale molti punti del socialismo siano assolutamente condivisibili è altrettanto chiaro.
    ma se ad una prassi socialista, si accosta un laicismo dichiarato in cosa ci si distingue dal comunismo marxista?
    Il concetto di stato laico è altra invenzione massonica.
    nessuna società tradizionale ha mai pensato concepire un potere slegato dal sacro.
    questo non vuol dire innegiare la Papa Re o al califfato teocratico islamico...che pure di certo ha maggiore dignità rispetto alla nostra pietosa pseudo-democrazia, ma qualcuno sa spiegarmi in cosa ci si distingue dal sistema, le cui due facdella stessa medaglia sono il liberal capitalismo ed il marxismo, se si propone uno stato socialista, laico e nazionale?
    in cosa si contrasta il materialismo della modernità oppure la forza identitaria di civiltà molto pià fiere e fedeli della nostra che, per il fatto di rimanere fedeli alla propria tradizione, ci appaiono tanto minacciose...
    si continua a manifestare contro quei poveri immigrati, prime vittime della globalizazione e non barbari invasori come qualcuno vuol far credere
    ci si incazza se hanno il coraggio di tenersi aggrappati alle proprie radici, perchè, ovunque vanno , le custodiscono e le fanno fruttificare con orgoglio...si preferirebbe forse che anche loro, come noi, si adattassero al modello unico, omologato, anonimo di una società multirazziale e globalizzata tutta vestita con levis e nike...o con anfibi e bomber...che poi è lo stesso, sempre una divisa del sistema.
    Insomma laici e socialisti, filo-giacobini, nazionalisti, xenofobi... il peggio di marxismo, liberalismo e fascisteria...
    ma in nome del popolo sovrano...il che magari un pò consola!
    Alambra

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  2. #2
    Hrodland
    Ospite

    Predefinito

    La tua visione è quasi del tutto giusta.
    Premettendo che nel resto sono d'accordo con te, ti spiego in cosa non lo sono:

    1) il cattolicesimo non è poi così importante per noi

    2) gli immigrati (quelli non bianchi) possono tranquillamente essere orgogliosi delle loro tradizioni... ma a casa loro! Qua non dovrebbero venire.

    Tu puoi dire che loro sono poveri (pagando anche 8500 euro per un biglietto per l'Italia, in paesi dove ci dicono che il guadagno medio sia di 1 dollaro al mese...), ma se vengono qua ad imporre se stessi, è naturale che non tutti si pieghino a loro, ed anche quando non si impongono, rubano il lavoro agli italiani (e qui posso concordare sl fatto che anche loro siano vittime).

  3. #3
    LictoriuS
    Ospite

    Predefinito Re: ai socialisti nazionali

    Testo originale scritto da Alambra
    Scrivo per chi abbia un pò di tempo e voglia di rispondere e dare qualche chiarimento.
    da un pò di tempo rimbomba su forum, manifesti, dibattiti questa formula arcana del socialismo nazionele...
    punti di riferimento: il protofascismo e la RSI
    punti fermi: naziolalismo, laicismo, socialismo
    mi chiedo esattamente cosa voglia dire...ogni termine contiene infinite sfumature e specie in ambito politico è facile confondersi.
    il nazionalismo è uno dei figli peggiori della modernità massonica e positivista: quello che ha contrapposto in guerre fratricide popoli con le stesse radici e lo stesso sangue,oppure messo insieme gente con la forza e la persecuione per formare una Nazione dai piedi d'argilla, in nome di anti-valori rivoluzionari, quello che ha ristretto la mente della gente abituandola a pensare, con egoismo individualista, al proprio piccolo orto sbarrando alla vista ed al pensiero quei grandi orizzonti senza frontiere di razza o lingua o costume, ma con radici tanto forti da non essere minacciate dalle diversità, cui l'impero Romano prima e il cattolicesimo poi avevano abituato l'Europa.
    questo non vuol certo dire rinnegare l'italianità, solo ridimezionarla...proporla come valore assoluto a me sembra limitante, retorico, come era retorico, vuoto e piccino quel lato del fascismo patriottardo filo risorgimentale.
    la grandezza stà altrove.
    Sul termine socialismo poi i dubbi sono ancora maggiori...
    che Mussolini nasca politicamente come socialista è chiaro a tutti...forse.
    che da un punto di vista di politica sociale molti punti del socialismo siano assolutamente condivisibili è altrettanto chiaro.
    ma se ad una prassi socialista, si accosta un laicismo dichiarato in cosa ci si distingue dal comunismo marxista?
    Il concetto di stato laico è altra invenzione massonica.
    nessuna società tradizionale ha mai pensato concepire un potere slegato dal sacro.
    questo non vuol dire innegiare la Papa Re o al califfato teocratico islamico...che pure di certo ha maggiore dignità rispetto alla nostra pietosa pseudo-democrazia, ma qualcuno sa spiegarmi in cosa ci si distingue dal sistema, le cui due facdella stessa medaglia sono il liberal capitalismo ed il marxismo, se si propone uno stato socialista, laico e nazionale?
    in cosa si contrasta il materialismo della modernità oppure la forza identitaria di civiltà molto pià fiere e fedeli della nostra che, per il fatto di rimanere fedeli alla propria tradizione, ci appaiono tanto minacciose...
    si continua a manifestare contro quei poveri immigrati, prime vittime della globalizazione e non barbari invasori come qualcuno vuol far credere
    ci si incazza se hanno il coraggio di tenersi aggrappati alle proprie radici, perchè, ovunque vanno , le custodiscono e le fanno fruttificare con orgoglio...si preferirebbe forse che anche loro, come noi, si adattassero al modello unico, omologato, anonimo di una società multirazziale e globalizzata tutta vestita con levis e nike...o con anfibi e bomber...che poi è lo stesso, sempre una divisa del sistema.
    Insomma laici e socialisti, filo-giacobini, nazionalisti, xenofobi... il peggio di marxismo, liberalismo e fascisteria...
    ma in nome del popolo sovrano...il che magari un pò consola!
    E' abbastanza corretta la tua versione. La prassi socialista, si differenzia nei termini (anche se con Stalin e specialmente con Mao, nella sostanza è molto simile) ed ha come valore portante la comunità, l'identità: non più una concezione ridotta ai meri rapporti di produzione, ma finalità che esulano dal materialismo. Personalmente non nego affatto l'importanza della lotta di classe (l'imposizione delle corporazioni "dall'alto" durante il Ventennio, fu una scelta che andò a vantaggio delle classi abbienti), ma non credo che il resto siano sovrastrutture: costumi, identità sono strutture.
    Per quanto concerne l'immigrazione, posso affermare che nessuno stato tradizionale avrebbe paura del fenomeno. Quello che deve preoccupare è la base sulla quale avviene l'integrazione, ovvero il modello occidentale dell'american way of life, che vorremmo abbattere. Pertanto chi tende a salvaguardare la propria cultura e raggiunge la consapevolezza di quale sia il nemico, è ben accetto nella battaglia.

  4. #4
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    Predefinito

    Vedi anchi io penso che dovrebbero stare a casa loro e credo che lo vorrebbero anche loro.
    è vero che occupano posti di lavoro altrimenti destinati ad Italiani, ma anche qui la colpa è ancora una volta del sistema, dello sfruttamento del lavoro nero e sottopagato e della capitalizzazione della disperazione della gente.
    Loro che dovrebbero fare...non lavorare, non mangiare?
    Per qusto secondo me, manifestare contro di loro è sterile.
    loro sono solo l'ultimo anello, per giunta debole, della catena.
    io non credo al mito dell'invasione sistematica...ogni popolo ha la sua terra e la ama, non si è più in tempo di conquiste e anche quando lo era è falso credere che gli islamici volessero conquistare il mondo e se non fosse stato per gli eserciti crociati a quest'ora saremmo tutti musulmani...sono falsi storici, retorica occidentalista...Poitiers,lepanto...sono i falsi miti attraverso cui viene alimentato lo scontro di civiltà tanto voluto dai neo-con, dalla fallaci, da israele.
    Non sono quelli i nostri miti...essi risiedono invece in una cultura aperta, di scambio oltre che di scontro con i diversi, di fusione armonica in alcuni casi (come la Spagna), di debito per altri (come per al filosofia, l'alchimia, la divina commedia...), di convivenza fruttuosa (la Sicilia di FedericoII).
    ilmito della razza non fa parte della nostra civiltà...pensa ad imperatori romani provenienti dall'africa...
    il problema oggi è diverso perchè questa massa di sfollati non porta cultura o scambio, ma povertà e disperazione...che viene ad aggravare una situazione sociale già precaria del paese.
    per questo si è contrari all'immigrazione, per questo si dovrebbe manifestare contro di essa come contro il sistema che la causa e la consente... e non contro le persone gli immigrati stessi, in quanto tali, o in quanto islamici...
    che poi vogliamo parlare di quanto sono infinitamente più pericolosi i cinesi o più violenti e malavitosi gli arianissimi slavi?

    ma attenzione perchè i ragazzi nelle sezioni questo non lo capiscono, recepiscono un messaggio razzista e xenofobo, pensano di essere migliori e superiori, magari perchè bianchi, o magari perchè civilizzati che equivale a dire globalizzati...
    Alambra

  5. #5
    SubZero
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    Predefinito

    1. Laicità e anticonfessionalità dello Stato.
    2. Sovranità ed identità nazionale.
    3. Antiamericanismo.
    4. Europa nazione.
    5. Lotta all’immigrazione.
    6. Stato sociale e socializzazione.
    7. Istruzione pubblica e nazionale.



    1) Vitale esigenza è la ricostruzione dell’unità del popolo, al di fuori e contro le centrali di potere, le istituzioni, le organizzazioni, le persone tutte asservite al pensiero unico atlantico, che lo dividono e lo soggiogano.
    2) In base al diritto all’autodeterminazione dei popoli, è nostro compito liberare il popolo italiano, e ogni sua cultura nazionale, parte integrante della più grande patria europea e in alleanza con le nazioni oppresse di tutto il mondo, dal colonialismo atlantico e dai suoi alleati, il sionismo internazionale e i regimi ascari e i gruppi di pressione, i monopoli economici, le sette religiose o segrete, i corruttori culturali e sociali.
    3) E’ necessario fondare una più Grande Europa, patria di tutte le nazionalità del continente, per esprimere una comunità di popoli in grado di eliminare le forze che sostengono l’attuale struttura mercantile internazionale. L’Europa dei popoli, il nuovo Stato europeo socialista e nazionale si affiancherà naturalmente a tutti i movimenti di popolo che combattono il dominio planetario liberal-democratico.
    4) I vecchi partiti servi degli atlantici, l’attuale eurocrazia, i trattati di servaggio imposti dagli anglo-americani e dai loro complici della grande finanza e delle multinazionali e le loro istituzioni saranno annullati e soppressi dal popolo, perché principali artefici delle divisioni in seno ad esso. La rappresentanza di ogni nostro popolo sarà assunta dal nuovo Stato nazionale europeo e dai suoi organismi esecutivi, legislativi e giudiziari eletti con il metodo della democrazia diretta.
    5) Lo Stato deve essere strumento del popolo: le leggi e i codici non saranno più strumento di oppressione e coercizione, ma l’interpretazione delle esigenze giuridiche scaturite dal divenire sociale. Una giusta politica che vada alle radici dei mali della società risolverà in gran parte i problemi di ordine interno. Gli asociali, i delinquenti, i corrotti e gli sfruttatori che continueranno ad esistere saranno rigorosamente e severamente puniti.
    ) Lotta ai metodi di produzione liberal-liberisti basati sullo sfruttamento dell’uomo, sul profitto e sull’usura. Le aziende strategiche, di produzione o di servizi, e comunque ogni fonte di profitto in mano ad agenti di interessi extrapopolari, sarà espropriata e socializzata. La gestione di queste aziende sarà dei lavoratori. La proprietà privata che conferisce potere politico è abolita.
    7) La migliore produzione manuale ed intellettuale di ogni individuo e di ogni insieme di cittadini è patrimonio comune di tutto il popolo. Non può essere ceduta ad oligopoli o monopoli apolidi. L’economia di una nazione è diretta a soddisfare le esigenze di uno sviluppo equo e giusto della qualità della vita di ognuno.
    8) Occorre fermare la fuga dei cervelli e del lavoro dall’Europa, costruendo una forte ricerca di base sul nostro continente. La scienza e la tecnica sono al servizio della prosperità e della libertà di un popolo e non strumenti di dominio. Le nuove frontiere della comunicazione debbono essere strade di conoscenza delle radici e delle identità culturali per il progresso materiale e culturale di un popolo, e non gli strumenti di propaganda del pensiero unico plutocratico mondiale.
    9) Un giusto programma alimentare, con l’utilizzo di ogni corretta tecnica al servizio dell’uomo, condurrà all’eliminazione dei nuovi latifondi multinazionali e nazionali. Verrà così fermato l’abbandono delle campagne e saranno promosse iniziative di sostegno alle attività di produzione agroalimentare nei Paesi in via di sviluppo.
    10) Le forze del lavoro vigileranno in ogni settore dell’economia nazionale perché sia attuato il postulato fondamentale per cui l’utile della comunità nazionale è più importante che l’utile del singolo.
    11) L’immigrazione deve essere bloccata. Vanno severamente puniti i commercianti e gli schiavisti di esseri umani. Il nuovo Stato nazionale indipendente ed europeo non avrà naturalmente frontiere interne e sarà libera ogni circolazione di persone senza gabbie tra le varie regioni nazionali. Al contempo sosterrà con ogni mezzo le politiche di sviluppo e di resistenza culturale alla società multirazziale programmate dalle singole nazioni del mondo per sbarrare le loro porte al colonialismo militare e mercantile atlantico.
    12) Abolizione di un‘”istruzione” scolastica intesa alla formazione di uomini-merce, uomini-consumo. Reintroduzione del principio del giovane che si prepara, con l’educazione pubblica, a diventare forza cosciente del proprio popolo, perché radicato nella sua propria identità storica e culturale, ed embrione del futuro nazionale. Il lavoro è proibito fino ai diciotto anni.
    13) Un nuovo vero Stato nazionale e socialista richiede uno strumento di sicurezza militare. Esso in seguito si articolerà in forze armate permanenti e in una milizia popolare. Tali forze di sicurezza e di dissuasione dovranno essere permeate dal pensiero politico nazionale e formidabilmente qualificate.
    14) Lotta senza quartiere alle coscienti menzogne, alle degenerazioni culturali e ai falsi miti e alla loro diffusione attraverso i mezzi di comunicazione di massa.
    15) La salute è un diritto inalienabile del popolo. La prestazione medica è un semplice servizio sociale.
    16) Assicurare a tutti la proprietà della casa è un impegno politico prioritario dello Stato socialista nazionale.
    17) La qualità della vita, il blocco di ogni speculazione sull’ambiente e sul territorio, l’efficienza dei trasporti e dei servizi energetici e di primaria necessità, sono diritti inalienabili dei cittadini e un dovere per l’amministrazione pubblica.
    18) L’inquinamento atmosferico e marino, il disboscamento e l’urbanesimo selvaggi sono conseguenze della logica egualitarista, capitalista e collettivista. Dovranno dunque essere ripristinate condizioni di vita salutari per l’uomo e per la preservazione della natura.
    19) Il nuovo Stato socialista nazionale sarà laico, come per tradizione e destino di tale istituzione. La libertà di confessione religiosa sarà ammessa ma non dovrà interferire nell’area di competenza statale.
    20) Gli attuali Stati nazionali europei - peraltro sudditi di organizzazioni internazionali non elette e, poiché cavalli di Troia degli atlantici, ostili alla ricostruzione di una forte identità dei popoli (come l’Ue, l’Onu, la Nato, l’Omc) - sono soltanto una finzione storica di stati indipendenti. Servono a Washington e Londra soltanto come fornitori di ascari, sherpa e fucilieri senegalesi nelle guerre di aggressione geopolitica oggi in atto nel mondo. Guerre che, portate nel Vicino Oriente o nell’Asia centrale, o nei Balcani, o nella stessa America Latina, non sono altro che episodi di ulteriore razzia e rapina economica delle risorse materiali del pianeta in vista dell’ultimo assedio all’Europa continentale, ancora non del tutto in loro dominio. Da qui dunque la necessaria aggregazione della nostra più Grande Patria continentale. E della creazione di una rete geopolitica europea partecipata da ogni movimento socialista nazionale.

  6. #6
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    Posto che io uso il termine socialismo nazionale in modo soprattutto convenzionale (preferirei ad esempio l'espressione socialismo identitario) e non credo nella nazione come feticcio, ho tuttavia un giudizio diverso dal tuo rispetto al Risorgimento, che ha la sue tante ombre e sarà pure stato prevalentemente massone, ma ci ha anche regalato la Breccia di Porta Pia,e questo per quanto mi riguarda già basta a rivalutarlo di molto .
    Questo naturalmente non mi conduce ad alcuna apologia dello Stato centralizzato, in chiave identitaria l'assetto ideale parte dall' Europa per arrivare alle piccole patrie, uno degli errori storici del nostro ambiente è stato quello di sottovalutare la autonomie locali, integrate negli organismi nazionali e sovranazionali (e pensare, che qualche giorno fa, visitando quasi per caso un forum di indipendisti Corsi, ho trovato il riconoscimento che l'Action Française di Maurras è stato uno dei partiti francesi che maggiormente si è battuto storicamente per il riconoscimento di un'ampia autonomia alla Corsica..).
    Il potere slegato dal sacro: beh anche qui ci sarebbe da parlare...il sacro nelle società tradizionali indoeuropee era concepito in simbiosi con il potere:è vero dunque che ad esempio nel modello tripartito ricostruito da Dumezil come costante delle società indoeuropee la funzione regale e quella sacerdotale coincidevano, è vero anche che nella prassi, pensiamo ad esempio al modello romano, il rapporto simbiotico era strutturato in modo che la religione non costituisse ostacolo o contropotere, ma ausilio al riconoscimento della regalità.
    Questo come sai non è stato più possibile, vuoi per l'intima natura del cristianesimo, nato in zone di fatto estranee alla civiltà indoeuropea, vuoi per una serie di vicende storiche che qui non è necessario riepilogare perchè note ai più.
    Nel momento in cui il cristianesimo (ma vale anche per l'Islam in questo caso) si costituisce come contropotere e come strumento di condizionamento dell'"imperium", la laicità dello stato diventa una necessità più che una scelta.
    L'alternativa sarebbe affidarci tutti al Papa Re, ma a me francamente non sembra il caso.

    Mi fermo per ora qui, in serata cerco di tornare sugli altri temi, tra questi quello dell' immigrazione che è sicuramente cruciale.

  7. #7
    Ducezio
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    Comunque quoto entrambi le tesi di Alambra.

    Vorrei aggiugere che(come avrà anche fattonotare Alambra)non si possono paragonare i tempi odierni con l'epoca federiciana. In eopoca federiciana vi erano scambi interculturali tra i vari popoli del bacino mediterraneo, varie dominazioni...ma mai invasioni di massa!

    Al giorno d'oggi, la becera cultura capitalistica occidentale vorrebbe delocalizzare la manodopera a basso costo sfruttando il fenomeno immigratorio. Il capitalista borghese vede negli immigrati una risorsa per le industrie.

    Il concetto di "razza" a livello rozzo non mi appartiene. E' giusto tutelare il concetto di etnia e di popolo impedendo che quest'ultimo si mescoli con una massa di popoli provenienti da tutti i paesi sottosviluppati.

    La particolarità dell'umanità sta proprio nella diversità, diversità che non devono mai essere intese come paragoni fisici e intellettivi tra le varie razze(io sono contrario al razzismo biologico), ma come la particolarità di ogni popolo che rimane distinto dagli altri popoli.

    Insomma ggi le immigrazioni e le future integrazioni di masse di straniere rischiano di americanizzare il nostro popolo, cioè di creare un popolo misto senza ben precise origini, ma solo abitanti di un determinato territorio.

  8. #8
    Evoliano di sinistra
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    Testo originale scritto da cristiano72
    Posto che io uso il termine socialismo nazionale in modo soprattutto convenzionale (preferirei ad esempio l'espressione socialismo identitario) e non credo nella nazione come feticcio, ho tuttavia un giudizio diverso dal tuo rispetto al Risorgimento, che ha la sue tante ombre e sarà pure stato prevalentemente massone, ma ci ha anche regalato la Breccia di Porta Pia,e questo per quanto mi riguarda già basta a rivalutarlo di molto .
    Questo naturalmente non mi conduce ad alcuna apologia dello Stato centralizzato, in chiave identitaria l'assetto ideale parte dall' Europa per arrivare alle piccole patrie, uno degli errori storici del nostro ambiente è stato quello di sottovalutare la autonomie locali, integrate negli organismi nazionali e sovranazionali (e pensare, che qualche giorno fa, visitando quasi per caso un forum di indipendisti Corsi, ho trovato il riconoscimento che l'Action Française di Maurras è stato uno dei partiti francesi che maggiormente si è battuto storicamente per il riconoscimento di un'ampia autonomia alla Corsica..).
    Il potere slegato dal sacro: beh anche qui ci sarebbe da parlare...il sacro nelle società tradizionali indoeuropee era concepito in simbiosi con il potere:è vero dunque che ad esempio nel modello tripartito ricostruito da Dumezil come costante delle società indoeuropee la funzione regale e quella sacerdotale coincidevano, è vero anche che nella prassi, pensiamo ad esempio al modello romano, il rapporto simbiotico era strutturato in modo che la religione non costituisse ostacolo o contropotere, ma ausilio al riconoscimento della regalità.
    Questo come sai non è stato più possibile, vuoi per l'intima natura del cristianesimo, nato in zone di fatto estranee alla civiltà indoeuropea, vuoi per una serie di vicende storiche che qui non è necessario riepilogare perchè note ai più.
    Nel momento in cui il cristianesimo (ma vale anche per l'Islam in questo caso) si costituisce come contropotere e come strumento di condizionamento dell'"imperium", la laicità dello stato diventa una necessità più che una scelta.
    .
    Quoto e mi riconosco nelle considerazioni di Cristiano

  9. #9
    Iscrittoa***dal14/12/2004
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    Quello di Alambra è uno spunto intelligente: il bello della "nostra" visione è a mio avviso la moderazione.. sembrerà un paradosso, un'antinomia, ma quelle che paiono posizioni estremistiche altro non sono che la conciliazione delle anime che compongono la vita civile, sociale, culturale del nostro focolare comune, della nostra nazione.
    Sì ad una visione sociale ma intangibilità della proprietà privata laddove non sia offesa per la miseria, sì agli stati nazionali ma apertura ad un'Europa sovrana e indipendente, sì alla laicità dello stato ma piena libertà di espressione religiosa al suo interno, tutela del risparmio contro gli orchi apolidi, recupero della sovranità politica ed economica... questa è l'Area Nazionalpopolare che voglio

  10. #10
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    o si fa un discorso serio scevro dalle cazzate che continuamente albergano in quest'ambiente e si capisce che per realizzare una qualsiasi forma definibile come "socialismo nazionale" si deve uscire dal fascismo e dalla dicotomia destra sinistra, o è meglio chiudere il thread...

 

 
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