da "laPadania" di oggi
Prete licenzia le educatrici che lo avevano denunciato
Lavoravano in un asilo parrocchiale della provincia ferrarese dove un sacerdote avrebbe abusato sessualmente di una decina di bambine. Due educatrici e la cuoca che segnalarono i fatti, sono state licenziate con una lettera firmata dallo stesso religioso.
La vicenda ha subito questa brusca accelerazione ai primi di settembre quando le due educatrici e la cuoca sono state licenziate, ricevendo la lettera pochi giorni prima della riapertura delle scuole. La vicenda è iniziata in marzo con l’arresto del sacerdote, gestore e rappresentante legale dell’asilo, con l’accusa di violenze sessuali su minori. Per il prete il pm Filippo Di Benedetto ha chiesto il rinvio a giudizio: l’udienza davanti al gup è fissata per i primi di dicembre e il sacerdote, si trova ora agli arresti domiciliari.
Nella lettera di licenziamento contro le tre dipendenti dell’asilo, il sacerdote scrive che «in qualità di legale della scuola, a causa degli eventi imprevedibili che hanno determinato l’impossibilità di proseguire l’attività e trovandosi lo stesso ancora agli arresti domiciliari, comunica che Ella cesserà definitivamente il rapporto di lavoro». Una «lettera beffa», secondo le educatrici licenziate, una lettera di licenziamento «frutto di una decisione presa dall’alto, mentre il sacerdote si è limitato a firmare le lettere come rappresentate legale della parrocchia», spiega il suo legale difensore. Di fatto, i licenziamenti sono stati giustificati con la cessazione da parte della parrocchia di ogni attività di gestione dell’asilo, la cui chiusura è stata scongiurata perchè è stata delegata alla Fondazione Braghini Rossetti.
[Data pubblicazione: 06/10/2005]
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