RU486, Veronesi & Storace
Umberto Veronesi, oncologo ed ex ministro della sanità, si complimenta con il ministro attualmente in carica, Francesco Storace, per i fondi stanziati a favore della ricerca scientifica. Datosi che Veronesi è un possibile candidato della sinistra a sindaco di Milano, in quello schieramento c'è chi storce il naso e se proprio non gli dà del traditore, comunque gli rimprovera d'aver parlato. Ed ecco a voi il succoso riassunto dell'Italia di oggi.
Questo è, da noi, il bipolarismo: non programmi che si fronteggiano come alternativi, non proposte sulle quali raccogliere il consenso, ma schieramenti eterogenei, in sé incapaci d'esprimere cultura di governo, che cercano d'attirare voti spiegando che gli “altri”, gli avversari, sono un pericolo per la democrazia, dati i loro zozzi interessi, o sono un pericolo per la democrazia data la loro scarsa consuetudine con la democrazia stessa. Non conta quello che ciascuno di noi pensa e scrive, conta solo la bramosia di voler capire da che parte stai, in modo che quelli dell'altra parte, senza manco voler sapere quel che sostieni, sappiano già che sei in errore.
Quindi, tanto di cappello al professor Veronesi, che sa quanto è difficile trovare soldi per la ricerca scientifica, che non ha dubbi sul fatto che si tratti di un interesse nazionale, e non di una bega di parte, e si complimenta con Storace.
Gesto, questo, che non trova sui giornali lo spazio ed il taglio che merita (la prima pagina del Corriere della Sera è bella, quella del Giornale già è faziosa), perché il giornalismo italiano è, al tempo stesso, il riflesso e la fucina della tifoseria demenziale. Il duello Casini-Follini avvince (secondo me solo i giornalisti che ne scrivono), mentre il gesto di Veronesi è interessante solo perché rompe il fronte di sinistra. E' un modo di fare informazione? No, è un modo per non farla.
Si prenda l'esempio della pillola abortiva RU486. La sperimentazione era in corso a Torino e la chiesa cattolica, legittimamente, lanciava anatemi. Il ministro Storace (oggi sempre lui) manda un'ispezione con cui si accertano delle violazioni del protocollo sanitario, il che porta alla sospensione della sperimentazione. E tutti a scrivere: Storace contro la pillola abortiva. Storace, dal canto suo, replica che in effetti lui, da cattolico, è contro la pilla abortiva, ma che il provvedimento di sospensione non ha nulla a che vedere con le proprie convinzioni, bensì con una violazione delle norme. Non se lo fila nessuno. Dopo qualche giorno la sperimentazione è ripresa, essendo stati corretti gli errori. La chiesa torna a protestare e chi vorrà seguirne il precetto potrà liberamente farlo. Ma scriverlo così, in modo corretto e sereno, non è politicamente intrigante, non alimenta la tifoseria e farebbe quasi sembrare una cosa seria il dibattito civile.
Davide Giacalone
www.davidegiacalone.it
6 ottobre 2005
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Tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=1546





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