Sant'Angelo a Scala: prova di pace tra il nuovo vescovo e la comunità di don Vitaliano
SANT'ANGELO A SCALA-ADISTA. Il passaggio alla diocesi di Avellino
della parrocchia di Sant'Angelo a Scala, fino al maggio scorso sotto la
giurisdizione dell'abbazia di Montevergine (v. Adista n. 45/05), sembra aver
portato novità importanti per gli abitanti del paese dove, per 10 anni (fino
alla fine del 2002), è stato parroco don Vitaliano della Sala.
Contro la rimozione di don Vitaliano e per il rifiuto dell'abate di
Montevergine, mons. Giovanni Tarcisio Nazzaro, di ascoltare le loro ragioni,
i santangiolini, avevano intrapreso, da ormai tre anni, una radicale (e
originale) forma di protesta: contro il vescovo, ma anche per denunciare
l'atteggiamento ostile tenuto dal parroco succeduto a don Vitaliano, don
Luciano Porri, avevano smesso non solo di frequentare la parrocchia, ma
addirittura di entrare in chiesa, preferendo recarsi a messa nelle
parrocchie dei paesi vicini. Una forma di boicottaggio che aveva
contrapposto la parrocchia di Sant'Angelo alla Curia diocesana in maniera
che sembrava insanabile. Oggi, però, grazie alla mano tesa dal nuovo
vescovo, il conflitto sembra sulla via della ricomposizione.
Un primo, importante segnale, in questo senso è arrivato il 23 settembre
scorso: i cittadini di sant'Angelo sono tornati a sedersi in chiesa per
assistere ad una celebrazione del vescovo di Avellino, don Francesco Marino,
arrivato a Sant'Angelo per presentare alla comunità il successore di don
Luciano Porri (che ha improvvisamente abbandonato la parrocchia e si trova
ora in Svizzera), don Antonio De Feo, che è anche parroco in un paese vicino
a Sant'Angelo, Capriglia Irpina.
Prima della messa, mons. Marino, insieme a don Antonio e a don Vitaliano, si
è recato nella chiesa del Rosario, sede dell'associazione 'O Ruofolo,
l'associazione fondata dai dei fedeli "ribelli" all'abate Nazzaro che in
questi anni ha promosso e sostenuto le iniziative a favore del parroco
rimosso. Per mons. Marino l'accoglienza è stata calorosissima: in onore del
vescovo era stata infatti preparata una festa con tanto di banda musicale,
striscioni di benvenuto e fuochi d'artificio. "Continuate ad avere fede in
Dio - ha detto il Vescovo - e accogliete il nuovo amministratore
parrocchiale. Cerchiamo l'unità di tutta la comunità con l'aiuto di Dio". Il
vescovo ha quindi voluto sentire dagli abitanti di Sant'Angelo le ragioni
del forte dissenso che in questi tre anni li aveva contrapposti all'abate di
Montevergine, invitando poi tutti ad abbandonare i vecchi rancori per aprire
una nuova fase nei rapporti con la Curia. Mons. Marino si è poi spostato
nella chiesa di San Giacomo dove ha celebrato messa insieme al nuovo
parroco, don Antonio De Feo, ed al vecchio, don Vitaliano Della Sala.
Insieme, tutti e tre sull'altare, a sigillare l'avvenuta riconciliazione.
"Abbiamo deciso di porgere la mano - ha detto Massimo Zaccaria
dell'associazione 'O Ruofolo - soprattutto perché finalmente siamo stati
ascoltati. Abbiamo avviato un dialogo con i vertici della Chiesa e questo
lascia ben sperare per il futuro".




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