La saga del credito che la Sardegna elargisce ogni anno allo Stato italiano continua.
Io, che sono un finissimo economista, mi chiedo: perchè non invertiamo il sistema, lasciandoli a secco noi invece di stare a "rivendicare" elemosinando ciò che è nostro...
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Il vertice. La Ragioneria generale: la Sardegna ha ragione ma non ci sono soldi
Irpef, lo Stato non sgancia: Roma lascia a secco la Regione
Doccia fredda a Roma per Soru e Pigliaru.
L'erario deve all'Isola 3 miliardi di euro
Lo Stato deve alla Regione 3 miliardi di euro tra Irpef e iva mai incassati. Ma le casse statali sono vuote e la Sardegna
non vedrà un centesimo. Almeno per ora. È andato decisamente male l'incontro a Roma tra il ragioniere generale dello Stato Mario Canzio, il presidente della Regione, Renato Soru e l'assessore alla Programmazione Francesco Pigliaru.
I N SO M M A , «la difficile situazione del bilancio», per dirla con le parole di Canzio, rende difficile la battaglia della Regione per ottenere dallo Stato il riconoscimento di adeguate entrate fiscali. Il ragioniere generale dello Stato ha ammesso l’esistenza di evidenti anomalie nel calcolo delle quote Irpef e Iva riconosciute alla Sardegna.
Ma l'ordine di Tremonti è sempre lo stesso: non si tocca nulla. Così anche se l’Isola avanza rivendicazioni legittime, potrebbe non ottenere quanto le spetta. Una posizione inizialmente rigida che poi nel corso della serata, dopo le insistenze di Soru e Pigliaru, si è leggermente ammorbidita: Canzio si è riservato di verificare meglio quanto può essere riconosciuto alla Regione dopo una riunione tecnica interna alla Ragioneria, che si terrà oggi.
La Sardegna rivendica dallo Stato risorse arretrate quantificate in circa 3 miliardi e mezzo di euro, e una quantità
di entrate aggiuntive annue stimate in circa 600 milioni di euro. Riguardo all’Iva - secondo dati diffusi dalla Regione -
la Giunta ha chiesto al ministero dell’Economia di rinegoziare, per il 2004 e il 2005, la quota di compartecipazione
del gettito portandola al 70%. In 12 anni, la quota Iva è passata passata da un 40% iniziale sinoall’attuale 22%, con una perdita annuale di circa 170 milioni di euro. Un identico andamento in calo si registra anche per le imposte sul reddito delle persone fisiche, dove la quota prevista del 70% è scesa, dal 1991 al 2003, al 40%. Secondo i dati forniti dall’esecutivo, fra il 1991 e il 2003 il Pil statale e quello regionale sono cresciuti più o meno allo stesso ritmo (+20,2% il primo e +18,8% il secondo), eppure il gettito Irpef della Sardegna è
addirittura diminuito in valore reale, calando dello 0,8%. Quello statale, invece, è aumentato del 39,3%. Ancora
peggio è andata per il gettito Iva: quello dello Stato è cresciuto nell’arco di tempo considerato dell’81,9%, mentre in Sardegna il calo è stato dell’11%.
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