Riprendo da una persona direttamente coinvolta(il tutto è aggiornato al 2004, ma la storia va avanti ancora e le costruzioni sono ormai quasi terminate):
Visto che non si fa altro che parlare di Bush, berlusconi, ecc., per una volta voglio cambiare argomento, pur restando in ambito politico. Quindi vi parlerò di una lodevole iniziativa della giunta di SX, attualmente in carica al comune di Roma.
La suddetta giunta, presieduta dal nostro beneamatosindaco Veltroni, sta pensando bene, approfittando della scadenza di alcuni dei piani di zona, di svendere le aree, che gli stessi piani destinavano a verde attrezzato, a società immobiliari gestite da privati (sempre e solo gli stessi). I motivi sono aòquanto oscuri; le malelingue potrebbero dire che qualcuno si sia messo in tasca qualche mazzetta, oppure che in cambio, le suddette società forniscano generosi finanziamenti per la prossima campagna elettorale. Ma data la mia ingenuità e buona fede, non voglio pensare niente del genere, ma, semplicemente, che lo stia facendo per risolvere l'annoso problema degli alloggi che affligge la capitale.
Dopo questo preambolo. entro un po' più nello specifico.
Chi è di Roma conosce, in linea di massima, la situazione del sottosuolo (enorme quantità di falde acquifere superficiali), che in tanti casi ha creato problemi non indifferenti agli edifici (cavillature, crepe su pareti e pavimenti, movimento degli edifici, ecc); non fa eccezione la V circoscrizione e, in particolare, la zone di Colli Aniene (dove abito).
Quella che sto per raccontare è la storia di due terreni vicini tra loro, con in comune le stesse problematiche ma, probabilmente, non legati dallo stesso destino. A chi non conosce la zona i nomi, ovviamente, non diranno molto, però li utilizzo per comodità di esposizione. Le aree in questione le chiamerò: via Bongiorno e via Massini.
Sin dal 1972 queste due aree erano state destinate a verde attrezzato e, fino alla scadenza dell'ultimo piano regolatore, avvenuta a fine 2002, non hanno mai cambiato la destinazione d'uso. Sulle aree in questione, nel 1977, fu redatta una perizia da due professori universitari di fama nazionale (un geologo ed un architetto), sulla base della quale, a causa di una situazione di "dissesto idrogeologico" del sottosuolo si sconsigliavano persino le comuni operazioni di rinterro e innalzamento del livello delle strade circostanti (che infatti sono rimaste al loro livello originario) (in pratica, per rendere l'idea, a varie profondità esistono più strati di materiali un po' più compatti, inframezzati da zone costuite da limo e torba; potremmo definirle una sorta di piattaforme "galleggianti". Le fondamenta dei palazzi poggiano su queste piattaforme, che, tra l'altro, non sono neppure omogenee e isotrope (perdonate i termini). Immaginate quello che può succedere quando si va a caricare un'estremità di una di queste piattaforme con altro peso, oppure quando si procede allo svuotamento di parte delle falde sottostanti).
Nel corso degli anni, a varie società, sia cooperative che non, è stato negato il permesso di costruzione su quelle zone.
Veniamo adesso alla cronistoria degli eventi relativi agli ultimi anni.
2001: una società sportiva ottiene il permesso per costruire un impianto in una zona adiacente e per realizzare un'area di verde attrezzato sulla zona in oggetto.
Fine 2001: una delle società del "Gruppo Abbondanza", la Progedil 90, se non ricordo male (tanto per capirci, Rutelli, STA, ecc), chiede la licenza per costruire sull'area incriminata.
Aprile 2002: Veltroni, nell'ambito della cerimonia di inaugurazione dell'illuminazioni a pannelli solari di un parco attaccato all'area di via Bongiorno, descrive alla cittadinanza i progetti relativi a quest'ultima (area verde, attrezzature per bambini, pista ciclabile, ponticello di attraversamento di via Grotte di Gregna li a fianco, spogliatoio per coloro che utilizzano il parco e la suddetta zona per fare attività sportiva).
Maggio 2003: il presidente del V municipio ribadisce quanto già detto da Veltroni.
Fine novembre 2003: la Progedil 90 ottiene la licenza per costruire sull'area di via Bongiorno.
Inizio febbraio 2004: l'area viene circondata con bandoni di lamiera
Febbraio 2004: si contatta il campidoglio per chiedere spiegazioni e si fanno presenti i problemi di natura tecnica inerenti al terreno; la risposta verte esclusivamente su questioni di carattere normativo e si può riassumere con un "essendo scaduto il piano di zona, l'area verde è tornata bianca, ossia area servizi generici e, di conseguenza, l'edificazione è possibile; si glissa completamente sui quesii di ordine tecnico (da notare che sulla suddetta area e sugli edifici circostanti, né nel periodo antecedebte né in quello successivo al rilascio della licenza edilizia sono mai stati fatti accertamenti di sorta).
1 marzo 2004: la giunta del V municipio, all'unanimità, vota la richiesta di revoca della concessione edilizia e chiede, inoltre, che le ex aree verdi della V circoscrizione siano tutelate e non diventino terra di conquista per le imprese di costruzioni. Si fa inoltre richiesta (devo sottolineare, su pressioni da parte del gruppo di AN) che nel caso la licenza non sia revocata e i lavori di edificazione arrechino danni agli edifici circostanti, il comune sia chiamato e rispondere in solido, con l'impresa. Viene chiesta, da parte dei cittadini di colli aniene, un incontro con il sindaco e gli assessori interessati. Dal campidoglio nessuna risposta.
Marzo 2004: l'unità pubblica un articolo in cui si attacca il comune perchè rilascia licenza per costruire su aree a rischio, citando esplicitamente la zona di Colli Aniene.
5 aprile 2004: alle ore 21 circa viene scaricata una ruspa.
7 aprile 2004: inizio lavori di scavo.
All'inizio ho parlato di un altro terreno, quello di via Giordani, nelle stesse condizioni, citato anch'esso nella perizia del '77. Anche li si era proceduto ad effettuare opere di sbancamento poi interrotte perchè, le stesse, stavano causando l'apertura di crepe in alcuni edifici limitrofi. Lo stesso gruppo Abbondanza, di recente aveva tentato di acquisire quello stesso terreno, senza successo. Adesso l'area di via Giordani è stata definitivamente destinata a verde pubblico. Qualche malpensante potrebbe argomentare, a questo punto, che la disparità di trattamento sia da imputersi esclusivamente al fatto che in uno dei condomini di via Giordani, risiede Walter Tocci, vice sindaco durante la gestione Rutelli. Ma, è ovvio, che il motivo non è questo :sofico:
Ultima considerazione riguarda il gruppo Abbondanza; 8 anni fa acquistò un'altro terreno su via Bongiorno, per realizzare box interrati. Prese tutte le prenotazioni (dalle 500.000 al 1.000.000 di vecchie lire a box) si procedette ad effettuare opere di carotaggio. A 3 m circa si trovo un autentico lago e si decise di non realizzare più i box. Chi ha prenotato sta ancora aspettando notizie, mentre, anche in comune, si sa per certo da circa 3 anni che i box non saranno mai costruiti. L'area è, adesso, in stato di totale abbandono.
Il dubbio che mi è venuto è il seguente: ma queste opere di cementificazione selvaggia che si stanno progettando (e la cosa mi è stata confermata anche da due esponenti del consiglio municipale, uno dei DS e uno di AN, che conosco di persona), fanno parte dell'opera di riqualificazione delle periferie?
Di fronte a tutto ciò, i verdi, che fanno parte della maggioranza, stanno a guardare: più che sole che ride, si potrebbe parlare di cemento che ride!


sindaco Veltroni, sta pensando bene, approfittando della scadenza di alcuni dei piani di zona, di svendere le aree, che gli stessi piani destinavano a verde attrezzato, a società immobiliari gestite da privati (sempre e solo gli stessi). I motivi sono aòquanto oscuri; le malelingue potrebbero dire che qualcuno si sia messo in tasca qualche mazzetta, oppure che in cambio, le suddette società forniscano generosi finanziamenti per la prossima campagna elettorale. Ma data la mia ingenuità e buona fede, non voglio pensare niente del genere, ma, semplicemente, che lo stia facendo per risolvere l'annoso problema degli alloggi che affligge la capitale.
). Immaginate quello che può succedere quando si va a caricare un'estremità di una di queste piattaforme con altro peso, oppure quando si procede allo svuotamento di parte delle falde sottostanti).
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