Questi giorni si è fatto un gran parlare sui giornali di comunione ai divorziati risposati, sembrava dai titoli che ormai era fatta, finalmente i divorziati risposati potevano democraticamente mangiare il corpo di Gesù. Anzitutto:
1.E’ bene non tirare per la tonaca il papa, che non ha mai detto che i divorziati risposati potranno fare la comunione (come è stato fatto quando ha parlato ad Aosta).
2.E’ bene non tirare per la tonaca Scola e i vescovi.

E’ vero, il problema c’è, ma credo che prioritari siano altri problemi, di cui i giornali non parlano, mooolto più urgenti:
1.C’è un attacco satanico alla famiglia, ormai la vera trasgressione è un uomo e una donna fedeli per la vita; ce lo stanno facendo credere che un matrimonio unico e indissolubile è anormale.
2.La dilagante ignoranza religiosa di troppi cattolici (anche praticanti) che non sanno un tubo di Chiesa, Cristo e Cristianesimo.
3.Non esiste praticamente nessuno che sostiene i fidanzati nel loro cammino verso il matrimonio (i corsi prematrimoniali sono troppo poco), non ci sono comunità che sostengono il cammino dei fidanzati (perché purtroppo le parrocchie per la maggiore non sono comunità).
4.Si vede ancora il matrimonio cristiano come una cerimonia, un pedaggio…è ben altro!
5.Nessuno praticamente viene educato all’amore vero, che è solo amore in Cristo, e l’amore in Cristo è per sempre, indipendentemente dalla persona che sposi…ormai è la De Filippi la vera educatrice in campo affettivo.
Non serve, per avvicinare i divorziati risposati a Cristo, prostituire i sacramenti e il diritto canonico.
Piuttosto si deve guardare a quei divorziati che rimangono fedeli per la vita al marito e alla moglie, al sacramento del matrimonio, a Cristo, si a Cristo perché all’altare gli sposi quando dicono si quel si lo dicono anzitutto a Gesù, il matrimonio cristiano è amare Cristo attraverso l’uomo o la donna che Lui ti mette accanto per la vita.
E’ proprio a questi uomini e donne provati dal dolore e dalla delusione, ma potentemente e certamente ancorati a Gesù che si deve guardare (e ci sono, ci sono), sono questi il riferimento per ogni divorziato.
Certamente io dinanzi alle sofferenze di alcuni cristiani divorziati e risposati alzo le mani, non mi pronuncio, ma loro comunione con la Chiesa e loro accoglienza nella Chiesa non si possono ridurre al problema se dare o meno loro la comunione.
Cmq statene certi finirà tutto come con l’Humanae Vitae, i teologi e certi vescovi spingeranno, predicheranno, ma il papa ci confermerà tutti nella vera fede in Cristo, lo Spirito ci permetterà di non conformarci alla mentalità di questo mondo.
Maria Regina della famiglia prega per noi!!!!