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  1. #1
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    GEORGE: Ringraziate zio Silvio, vi rimanda a casa e ve la detassa pure
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    Predefinito Iter della legge elettorale.

    Apro un altro 3d perchè non condivido il titolo dell'altro in quanto di golpe non si tratta a mio parere.


    ROMA - Sono rimbalzati fino al Quirinale i dubbi espressi da diversi costituzionalisti sulla riforma elettorale messa in cantiere dal governo. E sono parsi tanto fondati che il segretario generale della presidenza, Gaetano Gifuni, ha preso contatto con il suo interlocutore di Palazzo Chigi, Gianni Letta, per segnalargli quelli che anche agli uffici tecnici del Colle paiono punti critici. Sospettabili di incostituzionalità. Gli snodi della legge potenzialmente «viziati» sono tre: 1) la soglia di sbarramento al 2 o 4 per cento, che metterebbe fuori gioco Union Valdotaine e Sudtiroler Volkspartei, azzerando la rappresentanza di due Regioni, in spregio al diritto sancito dalla Carta di tutelare le minoranze linguistiche; 2) l'indicazione del nome del candidato premier sulla scheda di voto che, se accettabile con riserva nel sistema maggioritario, non lo è nel proporzionale, in quanto esproprierebbe il capo dello Stato della prerogativa di conferire lui l'incarico; 3) i criteri di assegnazione del premio di maggioranza al Senato, con il problema di come applicare le soglie di sbarramento.
    Questi gli aspetti sotto speciale osservazione. Potrebbero essere sgombrati e resi costituzionalmente accettabili, come suggerisce il Quirinale, visto che i termini per emendare la legge scadono lunedì. Se non lo fossero, il governo corre il pericolo di vedersi negata la firma di ratifica di Ciampi e non avrebbe più tempo per correggere la riforma prima del voto. Ma pure la ex Cirielli, detta salva-Previti, è oggetto di un perplesso esame: sullo scrittoio del capo dello Stato c'è da mercoledì, oltre al dossier tecnico-giuridico preparato dai consiglieri del Colle, anche il rapporto della Cassazione che illustra gli allarmanti effetti di quella legge.
    Per quanto riguarda invece la devolution, al Quirinale si nega che si sia mai studiata l'ipotesi di un messaggio alle Camere. Poi, trattandosi di una riforma costituzionale per la quale è già stato annunciato un referendum, il problema della controfirma del presidente non si pone. Senza contare che, se intervenisse, Ciampi di fatto si schiererebbe con uno dei due fronti in conflitto.

  2. #2
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    Dopo i dubbi espressi dal presidente della Repubblica
    la Cdl lima la riforma: "Pronte le soluzioni ai suggerimenti"
    Legge elettorale, tecnici al lavoro
    "Corretti i rilievi di Ciampi"

    ROMA - Il Quirinale? "Corretto, equilibrato e saggio.Siamo assolutamente rispettosi del suggerimento". I dubbi costituzionali e le perplessità del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, sulla riforma elettorale che sarà discussa la settimana prossima alla camera, non turbano più di tanto i tecnici del centrodestra.

    Il centrista Remo di Giandomenico e Ignazio la Russa di An, escono soddisfatti dalla riunione tecnica sulla nuova legge elettorale proporzionale. E, assicurano, con la soluzione già in tasca per quanto riguarda tutti i dubbi (salvo quello sul premio di maggioranza al Senato). Insomma, per la Cdl, ai rilievi di Ciampi si è già posto rimedio o comunque la risposta sarà trovata entro lunedì prossimo, quando scadrà il termine per gli emendamenti in vista dell'approdo alla Camera.

    La Cdl avrebbe trovato un'intesa su almeno due punti indicati da Ciampi. Sull'indicazione del premier, ad esempio: oltre a puntualizzare che non di indicazione del premier si tratta ma di semplice indicazione del candidato premier che i partiti coalizzati si impegnano a proporre in caso di vittoria, sarà espressamente inserito nella norma che le prerogative del capo dello Stato restano salve. Ossia, esemplifica La Russa, "ci sarà un vincolo che riguarda i partiti, poi il capo dello Stato fa quello che vuole". Quanto alle minoranze linguistiche, ci sarà una sorta di riserva di seggi.

    Sulla questione relativa al premio di maggioranza per il Senato, invece, Di Giandomenico, ha spiegato quale potrebbe essere la soluzione: "Si potrebbe pensare ad un premio di maggioranza calcolato su base regionale e non nazionale".

  3. #3
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    Il leader dei giovani industriali Matteo Colaninno ha aperto il XX Congresso
    di Capri. "L'Italia potrebbe essere vicina al punto di non ritorno"
    No di Confindustria al proporzionale:
    "Inutile e pericoloso salto indietro"
    No anche alla tassazione delle rendite finanziarie. Per il sud
    sì alla leva fiscale, alla concorrenza e al rigore nei conti pubblici

    CAPRI - La Finanziaria è equilibrata, ma la riforma della legge elettorale è tutt'altro che opportuna. Sbagliata anche la tassazione delle rendite finanziarie: piuttosto servono rigore e scelte coraggiose. Altrimenti, "E' forte la sensazione che il nostro Paese si possa avvicinare ad un punto di non ritorno". Sono le principali valutazioni espresse dal leader dei giovani industriali, Matteo Colaninno, all'apertura del XX Congresso di Capri, dedicato quest'anno al tema "Futuro aperto. La governance del coraggio per l'italia che vorremmo".

    No al proporzionale. "Il ritorno al proporzionale sarebbe un inutile e pericoloso salto indietro di dieci anni", ha detto Colaninno, aggiungendo che "per rendere efficente il nostro bipolarismo è necessario completare l'approdo verso un sistema compiutamente maggioritario con l'obiettivo di ridurre il potere di veto dei partiti che si collocano alle due estremità dell'arco politico".

    I giovani industriali propongono quindi di "eliminare la quota proporzionale della legge elettorale e introdurre il meccanismo del doppio turno: in Francia questo modello ha avuto successo - ha aggiunto Colaninno - rendendo efficace ed efficente un sistema politico frammentato com'era quello della Quarta Repubblica, il più simile all'odierna situazione italiana". Modifica che, secondo il leader dei giovani industriali di Confindustria, "può garantire maggiore stabilità, tutelando al tempo stesso le identità di partito e le esigenze di governabilità".


    No alla tassazione delle rendite. "La rendita è sempre esistita in ogni mercato e in ogni era della storia umana: è inutile e fuoriviante, dunque, lanciare una crociata contro la rendita e contro chi riesce a realizzarla, a patto che non violi le leggi", ha detto il leader dei giovani industriali. La "vera anomalia italiana" è piuttosto per Colaninno "il rapporto tra rendita e profitto". Nel senso che la "prevalenza della rendita segnala che il mercato è inefficiente".

    Le richieste al governo. "Chiediamo, a chi avrà la responsabilità di governare il Paese nei prossimi anni, cinque scelte strategiche - ha detto Colaninno - un'agenda 'vincolante' per il futuro, a prescindere dal colore politico della coalizione al potere: rigore nella tutela dei conti pubblici, lavoro al centro della politica economica, più concorrenza, nuovo ruolo delle pubbliche amministrazioni, rivoluzione del merito nell'education".

    I cinque impegni dei giovani imprenditori. "Coraggio e cultura del rischio, etica della trasparenza, valore economico e sociale della reputazione, governance aziendale nel segno dell'accountability, crescita imprese fondata su centralità Italia sono, invece, i cinque impegni dei giovani imprenditori", ha rivendicato Colaninno.

    La leva fiscale per il Sud. "L'unica alternativa per il Mezzogiorno è l'afflusso di capitali stranieri e italiani - ha osservato il leader dei giovani industriali - ma per attrarli è decisiva la leva fiscale, è assolutamente necessario, dunque, che il governo italiano si impegni in sede europea a negoziare un trattamento fiscale vantaggioso per chi investe nel Meridione come primo step di un allegerimento del fisco da estendere a livello nazionale".

  4. #4
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    Beh, se dovessi aprire tread nuovo perché di quello esistente non mi piace il titolo

    questo forum sarebbe a stretto monopolio di marcos.

    E' solo un pensiero a voce alta,
    per carità.

    Per il resto, sembra che i tecnici siano riusciti a creare un mostro ulteriore alll'interno del mostriciattolo,

    con dubbi costituzionali che ho l'impressione siano meno dirimenti.


    Ho appena letto questo di Ceccanti, il che è più pessimista di me sulla possibilità che Ciampi firmi.

    Io penso che Ciampi firmerà.



    Legge Elettorale: Ceccanti, Nuovi Emendamenti Cdl Non Funzionano



    (ASCA) - Roma, 7 ott - ''I prevedibili rilievi del Quirinale non sono facilmente superabili e, quando lo sono, le nuove soluzioni adottate creano problemi costituzionali e/o politici tutt'altro che irrilevanti''. Lo afferma il professore Stefano Ceccanti, costituzionalista ed esperto di sistemi elettorali che ha illustrato all'Asca i nuovi dubbi sul funzionamento delle modifiche predisposte dalla Cdl. ''Primo punto, la questione dell'indicazione del Premier. Rispetto al rischio che essa possa ledere il potere presidenziale di nomina, l'emendamento Nitto Palma afferma che 'Restano ferme le prerogative spettanti al Presidente della Repubblica previste dall'articolo 92'. Turata una falla, se ne apre pero' un'altra. Rendere noto il premier che le coalizioni 'intendono proporre' e' una condizione necessaria per ottenere il premio. Ma se poi il premio e' ottenuto e quell'intenzione cade, il premier indicato e' un altro e magari cambia anche la coalizione, il premio resta, truffando la sovranita' popolare. Niente vieta, ad esempio, che gia' a inizio della prossima legislatura, quando il primo atto sara' l'elezione del nuovo Capo dello Stato, che la personalita' indicata a premier venga invece dirottata sul Quirinale e venga proposto come premier un altro leader. Si puo' dare un premio a chi esprime solo un'intenzione e si puo' lasciarglielo se essa e' smentita?. L'indicazione in senso forte rischiava di violare i poteri del Capo dello Stato, quella debole rischia di truffare gli elettori. Da un'incostituzionalita' per eccesso di vincolo si passa ad una per difetto di vincolo''. ''Secondo punto, la questione delle minoranze linguistiche. Escluderle dalla rappresentanza applicando rigidamente ad esse gli sbarramenti -sostiene Ceccanti- e' inaccettabile. Si sa gia' prima che tali minoranze costituzionalmente protette non raggiungerebbero la soglia. L'alternativa pensata ad arte per sterilizzare qualche centinaia di migliaia di voti a danno del centrosinistra, con cui tale forze si alleerebbero, e' peggiore del male: dire che potrebbero essere esentate solo se non si alleano, porrebbe gli elettori di quelle forze in una condizione di minorita'. Sarebbero costretti a scegliere se votare per la loro lista senza poter incidere nella scelta per il Governo nazionale, o al contrario se votare per una lista delle coalizioni nazionali incidendo sul Governo, ma rinunciando ad essere rappresentati come tali. Di fronte a due strade entrambi incostituzionali, e alla pressione dei piccolissimi alleati, finira' probabilmente che la Cdl rinuncera' a qualsiasi sbarramento dentro le coalizioni, aumentando la frammentazione. Niente di incostituzionale, ma un risultato completamente negativo per la governabilita'''. ''Terzo punto, la base regionale per il Senato e il premio. La Costituzione - spiega in proposito Ceccanti - e' chiara: non solo dice che il Senato e' 'a base regionale', il che, con qualche forzatura, potrebbe essere inteso in senso restrittivo, cioe' che le circoscrizioni sono regionali. In tal caso non si potrebbero far slittare i seggi da una Regione all'altra, ma si potrebbe dentro la Regione spostare seggi da un partito all'altro sulla base dei risultati nazionali. Il problema insuperabile e' che vi e' anche una garanzia di numero minimo di seggi: 7 in vari casi, 2 per il Molise. Quella riserva impone di interpretare in modo estensivo il richiamo alla base regionale. Sarebbe infatti illogico riservare seggi a una Regione, se poi il risultato si determinasse fuori dalla Regione stessa. Se in Molise spetta 1 seggio ciascuna coalizione sulla base dei voti del Molise, non posso poi togliere un seggio a una per darlo all'altra sulla base dei risultati nazionali. La garanzia voluta per il Molise sarebbe aggirata. Anche qui e' difficile evitare l'incostituzionalita' e quindi il rinvio presidenziale. Lo ha ammesso anche il collega Armaroli, con grande onesta' intellettuale, essendo stato anche deputato per Alleanza Nazionale. Ma la soluzione da lui ipotizzata e che sembra fare proseliti, quella di dare un premio dentro ogni regione, pur costituzionale, non ha senso: il premio in alcune regioni andrebbe a favore di uno schieramento e in altre dell'altro. Gli effetti si annullerebbero a vicenda. Per di piu', sia che si segua questa strada, sia che alla fine si decida di rinunciare al premio, i sistemi di Senato e Camera si divaricherebbero pericolosamente, aumentando il rischio di maggioranze opposte che si bloccherebbero a vicenda, che gia' esiste col doppio premio''. ''La proposta, anche coi nuovi ritocchi, sembra percio' riuscire a minacciare la Costituzione e/o la governabilita'. Dovrebbe quindi essere ritirata, a meno che -conclude Ceccanti- l'obiettivo, non potendo vincere le elezioni, non sia proprio quello di sabotare la governabilita'. Nel qual caso e' comprensibile, anche se quanto mai discutibile, che venga portata avanti''.

  5. #5
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    Beh, se dovessi aprire tread nuovo perché di quello esistente non mi piace il titolo

    questo forum sarebbe a stretto monopolio di marcos.

    E' solo un pensiero a voce alta,
    per carità.

    Per il resto, sembra che i tecnici siano riusciti a creare un mostro ulteriore alll'interno del mostriciattolo,

    con dubbi costituzionali che ho l'impressione siano meno dirimenti.


    Ho appena letto questo di Ceccanti, il che è più pessimista di me sulla possibilità che Ciampi firmi.

    Io penso che Ciampi firmerà.



    Legge Elettorale: Ceccanti, Nuovi Emendamenti Cdl Non Funzionano



    (ASCA) - Roma, 7 ott - ''I prevedibili rilievi del Quirinale non sono facilmente superabili e, quando lo sono, le nuove soluzioni adottate creano problemi costituzionali e/o politici tutt'altro che irrilevanti''. Lo afferma il professore Stefano Ceccanti, costituzionalista ed esperto di sistemi elettorali che ha illustrato all'Asca i nuovi dubbi sul funzionamento delle modifiche predisposte dalla Cdl. ''Primo punto, la questione dell'indicazione del Premier. Rispetto al rischio che essa possa ledere il potere presidenziale di nomina, l'emendamento Nitto Palma afferma che 'Restano ferme le prerogative spettanti al Presidente della Repubblica previste dall'articolo 92'. Turata una falla, se ne apre pero' un'altra. Rendere noto il premier che le coalizioni 'intendono proporre' e' una condizione necessaria per ottenere il premio. Ma se poi il premio e' ottenuto e quell'intenzione cade, il premier indicato e' un altro e magari cambia anche la coalizione, il premio resta, truffando la sovranita' popolare. Niente vieta, ad esempio, che gia' a inizio della prossima legislatura, quando il primo atto sara' l'elezione del nuovo Capo dello Stato, che la personalita' indicata a premier venga invece dirottata sul Quirinale e venga proposto come premier un altro leader. Si puo' dare un premio a chi esprime solo un'intenzione e si puo' lasciarglielo se essa e' smentita?. L'indicazione in senso forte rischiava di violare i poteri del Capo dello Stato, quella debole rischia di truffare gli elettori. Da un'incostituzionalita' per eccesso di vincolo si passa ad una per difetto di vincolo''. ''Secondo punto, la questione delle minoranze linguistiche. Escluderle dalla rappresentanza applicando rigidamente ad esse gli sbarramenti -sostiene Ceccanti- e' inaccettabile. Si sa gia' prima che tali minoranze costituzionalmente protette non raggiungerebbero la soglia. L'alternativa pensata ad arte per sterilizzare qualche centinaia di migliaia di voti a danno del centrosinistra, con cui tale forze si alleerebbero, e' peggiore del male: dire che potrebbero essere esentate solo se non si alleano, porrebbe gli elettori di quelle forze in una condizione di minorita'. Sarebbero costretti a scegliere se votare per la loro lista senza poter incidere nella scelta per il Governo nazionale, o al contrario se votare per una lista delle coalizioni nazionali incidendo sul Governo, ma rinunciando ad essere rappresentati come tali. Di fronte a due strade entrambi incostituzionali, e alla pressione dei piccolissimi alleati, finira' probabilmente che la Cdl rinuncera' a qualsiasi sbarramento dentro le coalizioni, aumentando la frammentazione. Niente di incostituzionale, ma un risultato completamente negativo per la governabilita'''. ''Terzo punto, la base regionale per il Senato e il premio. La Costituzione - spiega in proposito Ceccanti - e' chiara: non solo dice che il Senato e' 'a base regionale', il che, con qualche forzatura, potrebbe essere inteso in senso restrittivo, cioe' che le circoscrizioni sono regionali. In tal caso non si potrebbero far slittare i seggi da una Regione all'altra, ma si potrebbe dentro la Regione spostare seggi da un partito all'altro sulla base dei risultati nazionali. Il problema insuperabile e' che vi e' anche una garanzia di numero minimo di seggi: 7 in vari casi, 2 per il Molise. Quella riserva impone di interpretare in modo estensivo il richiamo alla base regionale. Sarebbe infatti illogico riservare seggi a una Regione, se poi il risultato si determinasse fuori dalla Regione stessa. Se in Molise spetta 1 seggio ciascuna coalizione sulla base dei voti del Molise, non posso poi togliere un seggio a una per darlo all'altra sulla base dei risultati nazionali. La garanzia voluta per il Molise sarebbe aggirata. Anche qui e' difficile evitare l'incostituzionalita' e quindi il rinvio presidenziale. Lo ha ammesso anche il collega Armaroli, con grande onesta' intellettuale, essendo stato anche deputato per Alleanza Nazionale. Ma la soluzione da lui ipotizzata e che sembra fare proseliti, quella di dare un premio dentro ogni regione, pur costituzionale, non ha senso: il premio in alcune regioni andrebbe a favore di uno schieramento e in altre dell'altro. Gli effetti si annullerebbero a vicenda. Per di piu', sia che si segua questa strada, sia che alla fine si decida di rinunciare al premio, i sistemi di Senato e Camera si divaricherebbero pericolosamente, aumentando il rischio di maggioranze opposte che si bloccherebbero a vicenda, che gia' esiste col doppio premio''. ''La proposta, anche coi nuovi ritocchi, sembra percio' riuscire a minacciare la Costituzione e/o la governabilita'. Dovrebbe quindi essere ritirata, a meno che -conclude Ceccanti- l'obiettivo, non potendo vincere le elezioni, non sia proprio quello di sabotare la governabilita'. Nel qual caso e' comprensibile, anche se quanto mai discutibile, che venga portata avanti''.

  6. #6
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    L'obiezione di Ciampi sull'indicazione del premier può essere corretta e la soluzione del centrodestra su questo punto risolve la stortura nella stortura (quella madre, la legge elettorale stessa). Non è anticostituzionale prevedere che la coalizione debba presentare il proprio candidato che in sede di consultazioni proporrà al presidente della repubblica. Il presidente della repubblica, se si forma una maggioranza che compattamente sostiene un candidato, non potrà che dare mandato a quel candidato di formare un governo. Quindi il pericolo di truffa paventato da ceccanti è alquanto improbabile.

    Per quanto riguarda la questione delle minoranze ancora non vi è una posizione ufficiale per risolvere il problema ma ceccanti prende in considerazione una delle ipotesi ventilate in questi giorni. Bisogna attendere la proposta ufficiale di modifica che avanzerà il centrodestra.

    Anche sull'elezione del senato si attende la proposta ufficiale del centrodestra. Spero vivamente non sia quella del premio per ogni regione altrimenti è probabile si vada incontro a situazioni di ingovernabilità o peggio ancora si potrebbe assegnare la maggioranza dei voti chi prende meno voti.

  7. #7
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    In Origine Postato da marcos
    Beh, se dovessi aprire tread nuovo perché di quello esistente non mi piace il titolo

    questo forum sarebbe a stretto monopolio di marcos.

    E' solo un pensiero a voce alta,
    per carità.

    Credo che un titolo asettico e soprattutto più corretto sia l'ideale per un argomento così delicato.

  8. #8
    itloox
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    In Origine Postato da LIBERAL_
    Credo che un titolo asettico e soprattutto più corretto sia l'ideale per un argomento così delicato.
    il titolo deve essere adeguato alla materia di cui si tratta.
    ed essendo questa del cdx una manovra degna di essere definita golpe,noi ci adeguiamo

  9. #9
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    In Origine Postato da itloox
    il titolo deve essere adeguato alla materia di cui si tratta.
    ed essendo questa del cdx una manovra degna di essere definita golpe,noi ci adeguiamo

    Il primo golpe della storia finalizzato ad andare all'opposizione con meno perdite

    Credo quindi sia sciocco definirlo golpe.

  10. #10
    Il cinismo ci salverà
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    L'Unione vincerà con oltre 100 seggi alla Camera di distacco e più di cinquanta al Senato, tranquilli Mortadellas, nessuno può mettere in pericolo la vostra vittoria...

 

 
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