Uranio impoverito. L'annuncio dei militari alla commissione del Senato
La Nato si arrende: mai più navi da guerra a Teulada
Ieri il vertice con il governatore
Oggi seconda giornata di ispezioni
Stefania Aoi
stefania. aoi@ gd s.sm
■ Le Forze armate sventolano bandiera bianca, davantiall'ostinazione delle marinerie sarde. «Dall'anno prossimo le grandi esercitazioni navali non si faranno nelle acque di Capo Teulada». La notizia è data da Paolo Franco, senatore leghista e presidente della commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito. Il parlamentare e altri tre suoi colleghi da ieri sono in Sardegna per indagare sulla presenza o meno - per dirla come gli americani - del famigerato “depleted uranium”. «Proprio durante un colloquio con il generale Angelo Dello Monaco e il comandante della base Claudio Mongiorgi - spiega l'onorevole - ci è stato riferito che le navi Nato il prossimo anno non ritorneranno in questo tratto di mare. Una decisione obbligata viste le continue manifestazioni dei pescatori». I 4 inquilini di palazzo Madama sono arrivati intorno alle 10 a bordo di un pullman militare. Hanno fatto un giro per il poligono e hanno sottoposto i vertici militari, a una raffica di domande. «Oltre che indagare sulle morti e sulle gravi malattie che hanno colpito il personale militare italiano impiegato nelle missioni di pace - spiega il sardo Gianfranco Tunis (Udc) - Il nostro compito è anche capire se sia stato usato l'uranio impoverito nelle esercitazioni effettuate sul territorio nazionale. E se questo, sia stato conservato nelle nostre basi». Il diessino Lorenzo Forceri, vice presidente della commissione, aggiunge: «Oggi abbiamo chiesto se qui se ne fosse mai adoperato. Ci hanno risposto con un no. Ma certo non ci possiamo accontentare delle parole». Di conseguenza è stato chiesto al generale che, al più presto, sia messa a disposizione della commissione la documentazione cartacea su qualità e quantità di munizioni e materiali entrati nel poligono in 15 anni di attività.
«IL VERO PROBLEMA - osserva il senatore di Rifondazione comunista Luigi Malabarba - è che i controlli, a quanto ci è stato detto, sono stati effettuati a campione e senza continuità. In questo modo anche se dalle carte non dovesse risultare l'ingresso di munizioni o armi all'uranio, non si potrà mai avere la certezza che questo, portato da eserciti stranieri, non sia mai arrivato». Tunis annuisce e ammette le difficoltà: «Il nostro compito non è facile, ma indagheremo a fondo. Nell'immediato poi chiederemo a Soru che la Regione crei un osservatorio permanente su ambiente e salute nei poligoni».




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