I RAPPORTI CON MUSSOLINI
Cap. III - Elio Santarelli " I Repubblicani Forlivonesi negli anni tra le due guerre mondiali. [Fascismo - Antifascismo - Resistenza] ".
Prima di iniziare il racconto che avrà per tema il dopoguerra sarà bene intrattenerci - anche se brevemente - sui rapporti fra repubblicani forlivonesi e Mussolini, rapporti che ebbero notevole importanza e dei quali si sentirà nel primo dopoguerra ancora il peso determinante, o quasi.
Sono note, oramai, anche nei particolari le polemiche giornalistiche che Benito Mussolini sostenne contro i repubblicani di Forlì e della Romagna, allorchè dirigeva "La Lotta di Classe", conosciute pure quelle che lo ebbero protagonista dal pulpito della direzione dell' "Avanti!". In questo caso però la prospettiva politica si allarga ed allora le polemiche assumono un altro aspetto: è il partito repubblicano nella sua entità nazionale a risentire gli attacchi (peraltro contraccambiati) del giovane Mussolini, antimonarchico sì, ed anche feroce in diverse occasioni, ma non per questo meno deciso contro i seguaci di "San Giuseppe da Genova". "Grotteschi" egli li chiama, per esempio, in occasione dell'Assise congressuale del PRI del maggio I9I4, per il loro (dei repubblicani) furore antisocialista.
In seguito la Settimana Rossa del giugno smusserà molte punte, ma per poco, perchè la pistola di Sarajevo ha sparato e già si intravvedono posizioni nettamente contrarie fra i repubblicani e il predappiese.
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