Ultimo giorno per lo scudo fiscale
Si ipotizza una riapertura dei termini
Lo scudo fiscale è arrivato alle battute finali: il 15 dicembre è infatti l'ultimo giorno per regolarizzare i capitali illegalmente detenuti all'estero. Al momento pare siano già rientrati circa 110 miliardi di euro con un gettito per le casse dello Stato di più di 5 miliardi. Oltre quindi alle attese. Ufficialmente erano attesi incassi per l'erario pari a 3,7 miliardi, questo almeno è l'ammontare delle risorse attualmente indicato in Finanziaria e già ripartito per alcune voci di spesa.
Un quadro più preciso della situazione sugli incassi da scudo si saprà solo nei prossimi giorni, perchè si sta verificando, come accaduto già nelle due precedenti edizioni dello scudo un "intasamento" dell'ultima ora dei clienti alle filiali delle banche, anche a causa di oggettive difficoltà tecniche delle operazioni.
Questa situazione, riferiscono fonti parlamentari di maggioranza, potrebbe anche portare a una riapertura dei termini, auspicata dagli operatori, ma con un'aliquota più alta rispetto all'attuale 5%, tra il 6 e il 7%. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, si esprime a favore della proroga: "Sarebbe una opportunità", dice.
Intanto l'Agenzia delle Entrate ha già concesso un anno in più, fino al 31 dicembre 2010, per i casi di rimpatrio più complicati, in cui la mancata conclusione delle operazioni di emersione non dipende dalla volontà del contribuente.
Inoltre, potrebbe slittare al 30 aprile 2010 il termine per i transfrontalieri e altri lavoratori dipendenti all'estero. L'Agenzia delle Entrate ha presentato infatti al Tesoro una norma 'salvagente', che concede più tempo ai lavoratori transfrontalieri e i lavoratori dipendenti all'estero di imprese private, italiane, straniere o multinazionali, fiscalmente residenti in Italia.
L'auspicata proroga potrebbe portare nuovi importanti capitali nelle casse dello Stato. Si ipotizzano ulteriori 30 miliardi di euro, in prevalenza quote di società e non più fondi liquidi. Intanto, per quanto riguarda il gettito ottenuto (già oltre 5 miliardi), 3,9 miliardi sono già stati utilizzati in Finanziaria per finanziare diversi capitoli di spesa: dall'università alla proroga del 5 per mille, dall'Abruzzo alle missioni all'estero e i libri scolastici.
Resterebbe a disposizione più di 1 miliardo di euro che potrebbe essere utilizzato già nel Milleproroghe (c'è il vincolo dell'utilizzo delle risorse nel 2009), oppure potrebbe essere spostato sul 2010 con un nuovo artificio contabile, così come è già avvenuto con il decreto sul taglio degli acconti Irpef.
Marcegaglia: "La proroga una opportunità"
Lo scudo fiscale "ha raccolto una quantità importante, che era l'obiettivo del Governo. Una proroga, anche con una percentuale più alta da pagare, potrebbe essere un'opportunità". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine del convegno della Cisl e della Uil sulla riforma fiscale.
Secondo Marcegaglia, "l'abbassamento delle tasse serve a medio termine alla parte che più soffre nel Paese, cioé imprese e lavoratori. Noi siamo qui oggi per dire che siamo insieme in una logica di una programmazione di più anni. Perchè siamo consapevoli dell'importanza di un abbassamento delle tasse su imprese e lavoratori, ma insieme".