da www.adnkronos.com
" Nel 2004 oltre 7 milioni e mezzo di persone fanno fatica a vivere
Istat, nel Sud famiglie sempre più povere
Nel Mezzogiorno una su quattro è colpita dalla povertà: in particolare i nuclei numerosi, gli anziani e le coppie giovani. Al Nord segnali di miglioramento
Roma, 6 ott. (Adnkronos) - Nel 2004 le famiglie residenti in Italia che vivono in condizioni di povertà relativa erano 2 milioni e 674 mila, pari all'11,7% delle famiglie residenti, per un totale di 7 milioni e 588 mila individui, il 13,2% dell'intera popolazione. L'Istat ha diffuso oggi i dati sulla povertà relativa nel nostro Paese nel 2004, sottolineando che le famiglie italiane sono sempre più povere nel Mezzogiorno - una su quattro - in particolare in Sicilia e Basilicata. La povertà colpisce poi soprattutto le famiglie numerose, gli anziani e le coppie giovani.
L'incidenza della povertà relativa è rimasta comunque sostanzialmente inalterata rispetto agli anni precedenti, così come i profili che maggiormente caratterizzano le famiglie povere; gli aumenti statisticamente significativi riguardano, invece, appunto le famiglie residenti nel Mezzogiorno, le famiglie numerose (5 o più componenti) e quelle con figli minori o con anziani (del Centro e del Mezzogiorno). Gli unici segnali di miglioramento si osservano nel Nord, dove il Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Bolzano mostrano decrementi statisticamente significativi.
L'intensità della povertà, che misura di quanto, in termini percentuali, la spesa delle famiglie povere sia mediamente al di sotto della linea di povertà, risulta pari al 21,9%, in leggero aumento rispetto al 2003. Questo indica che la spesa media equivalente delle famiglie relativamente povere risulta pari a circa 719 euro al mese. La soglia convenzionale di povertà relativa per una famiglia di due componenti, rappresentata dalla spesa media mensile pro capite, risulta, nel 2004, di 919,98 euro, il 5,2% in più rispetto al valore dell'anno precedente. Quindi le famiglie di due persone che sostengono una spesa media mensile pari o inferiore a tale soglia sono classificate come povere.
La percentuale di famiglie relativamente povere, osservata a livello nazionale, appare comunque il risultato di situazioni differenziate a livello territoriale: si passa infatti dal 4,7% del Nord al 7,3% del Centro al 25% del Mezzogiorno. In particolare, nel Centro-Nord l'incidenza di povertà relativa assume valori modesti, non superiori al 4,6%, in Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e in provincia di Bolzano. Queste ultime presentano incidenze significativamente inferiori a quelle di Umbria, Lazio e della provincia di Trento, dove invece i valori sono sempre superiori all'8,1%.
Nelle regioni del Mezzogiorno l'incidenza di povertà relativa è comunque significativamente più elevata rispetto al resto del Paese e raggiunge le percentuali più alte in Basilicata (28,5%) e in Sicilia (29,9%). Fanno eccezione l'Abruzzo e la Sardegna, che mostrano valori significativamente inferiori alla media ripartizionale (16,6% e 15,4% rispettivamente) ma comunque superiori a quelli di tutte le regioni centro-settentrionali.
Le famiglie con 5 o più componenti presentano inoltre ovunque livelli di povertà elevati. In media, quasi un quarto di queste famiglie risulta relativamente povero, ma nel Mezzogiorno la percentuale sale a oltre un terzo di quelle residenti. Si tratta in generale di coppie con figli e di famiglie con membri aggregati, tra le quali si osservano le incidenze più elevate: il 22,7% per le coppie con tre o più figli e il 18,5% per le famiglie con membri aggregati. "
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