IRAQ LIBERO - COMITATI PER LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO



Bollettino del 12 ottobre 2005



http://www.iraqiresistance.info





Questo bollettino contiene:

1. RIUNIONE NAZIONALE DEI COMITATI IRAQ LIBERO Domenica 23 ottobre a Firenze

2. INTERROGAZIONE DI 10 SENATORI SULLA NEGAZIONE DEL VISTO AD HAJ ALI

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DOMENICA 23 OTTOBRE 2005 - ORE 10

Sala della Biblioteca - SMS di Rifredi

Via Vittorio Emanuele II, 303 - FIRENZE



Riunione nazionale dei Comitati Iraq Libero



Dopo settimane di mobilitazione, culminate nell'incontro internazionale che si è tenuto il 2 ottobre a Roma, è ora necessario fare un bilancio del lavoro svolto per impostare le iniziative dei prossimi mesi.

E' dunque indispensabile un momento di riflessione e di dibattito, a partire dall'analisi tanto della situazione irachena, quanto di quella italiana.

Per questi motivi è convocata la riunione nazionale dei Comitati Iraq Libero, domenica 23 ottobre a Firenze, con il seguente ordine del giorno:



1. Gli sviluppi della situazione in Iraq anche alla luce del voto sulla costituzione imposta dagli USA.



2. Conferenza, Visti, Tour di Haj Ali: la lotta continua. Bilancio del lavoro svolto e proposte sulla sua prosecuzione.



3. Consolidamento e sviluppo della rete a sostegno della Resistenza irachena.



La riunione è aperta a tutti quanti si riconoscono negli orientamenti generali espressi da Iraq Libero o che comunque condividono l'esigenza di rafforzare il sostegno alla lotta di resistenza del popolo iracheno.



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NEGATO VISTO DI INGRESSO AL CITTADINO IRACHENO HAJ ALI:



LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE E IL LIBERO CONFRONTO
IN ITALIA E' POSSIBILE SOLO SE E' GRADITO AGLI STATI UNITI



Iniziativa di un gruppo di Senatori dell'Unione:

Malabarba - PRC; Pagliarulo - PdCI, De Zulueta - Verdi; Iovene - DS, Falomi - Il Cantiere; Boco - Verdi, Ripamonti - Verdi, Cortiana - Verdi; T. Sodano - PRC; Martone - PRC.




IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE URGENTE AL MINISTRO DEGLI ESTERI



"Al Ministro degli affari esteri - Premesso che:



agli inizi di settembre il Ministro degli affari esteri decideva di negare il visto per l'ingresso in Italia ad alcuni esponenti dell'opposizione irachena, fra cui Jawad al Khalesi, Ahmed al Baghdadi e Ibrahim al Kubaysi, opponendo ragioni di pubblica sicurezza in base a informazioni prodotte dai servizi segreti italiani;



nei giorni precedenti da ambienti politici statunitensi, attraverso un appello sottoscritto da 44 congressisti, erano giunte forti pressioni sul Governo italiano perché fosse vietato l'ingresso in Italia ad esponenti iracheni e mediorientali in quanto sostenitori del terrorismo, anche se la Farnesina ha sempre negato di aver preso in considerazione tali avvertimenti, riferendosi per le proprie determinazioni esclusivamente alle informative della nostra intelligence;



recentemente il Ministro degli affari esteri ha nuovamente negato il visto di ingresso al signor Haj Ali, cittadino iracheno divenuto il simbolo dei prigionieri di Abu Ghraib torturati dai militari statunitensi che gestiscono quel carcere, anch'egli invitato in Italia per testimoniare sulla sua drammatica esperienza da parte dei 'Comitati Iraq libero';



le motivazioni di quest'ultimo diniego sarebbero di origine burocratica (si veda il quotidiano "Il Manifesto", 1°/10/2005, pag. 6), avendo il signor Haj Ali richiesto il visto ai primi di settembre non all'ambasciata italiana di Baghdad, ossia del paese in cui risiede, ma presso quella della capitale giordana Amman, presso la quale si trovava;



é fuori dubbio che la mancata concessione dei visti riguardi esponenti iracheni invisi agli Stati Uniti, tutti invitati in Italia dagli stessi organizzatori nel medesimo periodo, anche se respinti, secondo la stampa, con motivazioni differenti,



si chiede di sapere:



sulla base di quale informativa e da parte di quale servizio segreto siano stati negati i visti di ingresso agli esponenti iracheni, posto che in analoghe occasioni il comportamento dei servizi tendeva a limitarsi a seguire gli spostamenti degli stranieri e non certo a impedirne la presenza in Italia;



di fronte a una vittima della violazione dei diritti umani, diventata suo malgrado l'emblema degli orrori della guerra e come tale testimone itinerante in vari paesi, come il signor Haj Ali, se l'ambasciata italiana ad Amman e il Ministro degli affari esteri abbiano comunicato immediatamente al richiedente le modalità di concessione del visto per l'Italia e si siano adoperati per agevolarne la venuta;



se non si ritenga che sia stata impedita nelle circostanze indicate la libera circolazione delle persone e il libero confronto delle idee nel nostro paese, sanciti dalla Costituzione, manifestando una grave subalternità nei confronti degli Stati Uniti d'America e alla dottrina neocon della cosiddetta guerra preventiva. (3-02294) "