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  1. #1
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Dal Sinodo: Anglicani e Luterani

    11:00 - SINODO DEI VESCOVI: ANGLICANI E LUTERANI, “QUANDO È POSSIBILE CONDIVIDERE LA SANTA COMUNIONE?”

    “Quando è opportuno condividere la Santa Comunione?”. A chiedere maggiori delucidazioni ai vescovi riuniti in Sinodo in merito alla partecipazione dei non cattolici all’Eucaristia è stato ieri pomeriggio il vescovo anglicano di Chichester, John Hind che ha ricordato ai padri sinodali che in occasione dei funerali di Giovanni Paolo II, il fondatore della comunità ecumenica di Taizé, frère Roger, fu il primo a ricevere la comunione dall’allora cardinale Ratzinger. “Come va interpretata – ha chiesto il vescovo Hind -l’assunzione pubblica della comunione da parte del protestante Frère Roger Schutz? L’Eucaristia – ha aggiunto – non è in prima istanza una questione, un rito o un cerimoniale ma un beneficio della nuova vita in Cristo. Se dobbiamo essere veri cristiani, ci devono essere dei criteri di riconoscimento reciproco”. Ha trattato lo stesso argomento anche Per Lonning, il vescovo emerito della Chiesa luterana di Norvegia che ha portato, sempre ieri pomeriggio, ai padri sinodali una serie di esempi che dimostrano che all’interno della Chiesa cattolica c’è una maggiore apertura di quanto non si pensi.

    Nel 1975 un padre benedettino del Minnesota (Usa), per giustificare il fatto che studenti protestanti si accostavano alla comunione, avrebbe detto al vescovo Lonning: "Abbiamo dovuto venire a patti e questo è il risultato: chi siamo noi per censurare l'opera dello Spirito Santo?". E un arcivescovo, in una cattedrale cattolica nell'"emisfero meridionale", riguardo al rispetto delle "regole ufficiali", avrebbe detto: "Fratello, è da molto tempo che qui non sentiamo più nulla di simile. Lei verrà e riceverà il sacramento subito dopo di me". I paragrafi dell'Instrumentu Laboris che trattano la questione eucaristica dal punto di vista ecumenico, "mi rattristano molto - ha poi concluso il vescovo luterano -. Specialmente perché so che rattristeranno molto i miei amici cattolici". "Si tratta del fatto che vengono presentate delle conclusione e che vengono sostenute con logica, senza alcun riferimento a ciò che è avvenuto e che avviene nella nostra Chiesa. Non si presta nessuna attenzione alle opinioni che non sono meno fondate sulla Bibbia di quella dominante".

    agenzia SIR

    *****************************

    mie riflessioni:

    avrebbe detto? chi siamo noi? scendere a compromessi?
    A me sembra che qualcosa non quadri.....
    Intanto gli Anglicani per tornare in piena comunione dovranno eliminare il sacerdozio alle donne INVENTATO NEGLI ANNI SETTANTA........e chiarire poi la questione del vescovo convivente con un altro uomo......e chiarire i matrimoni ai divorziati....come può esserci una comunione se mancano I FONDAMENTALI?

    San Paolo dice:
    Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga. - 1Corinzi 11:26
    e ancora:

    1Corinzi 113-34

    Il Corpo non siamo "semplicemente noi", il Corpo è Cristo, visibile attraverso la Chiesa, noi ne confluiamo attraverso il Battesimo.

    18 Innanzi tutto sento dire che, quando vi radunate in assemblea, vi sono divisioni tra voi, e in parte lo credo. 19 È necessario infatti che avvengano divisioni tra voi, perché si manifestino quelli che sono i veri credenti in mezzo a voi. 20 Quando dunque vi radunate insieme, il vostro non è più un mangiare la cena del Signore. 21 Ciascuno infatti, quando partecipa alla cena, prende prima il proprio pasto e così uno ha fame, l'altro è ubriaco. 22 Non avete forse le vostre case per mangiare e per bere? O volete gettare il disprezzo sulla chiesa di Dio e far vergognare chi non ha niente? Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo!
    23 Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane 24 e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». 25 Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». 26 Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga. 27 Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore.

    Paolo rimprovera i Corinti perchè non sanno riconoscere il Corpo del Signore(DUNQUE ANCHE LA CHIESA OLTRE ALLA SUA REALE PRESENZA IN QUESTO CIBO) e si comportano come se si trovassero ad una cena qualsiasi! Dice infatti:
    Non avete forse le vostre case per mangiare e per bere? O volete gettare il disprezzo sulla chiesa di Dio e far vergognare chi non ha niente? Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo!

    La Cena eucaristica quindi, non era come il mangiare e il bere che si poteva fare a casa propria, magari invitando gli amici: Non avete forse le vostre case per mangiare e per bere? E quando parla del disprezzare la chiesa di Dio a causa di questa incomprensione eucaristica, conclude dicendo: 27 Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore.

    Mi sembra quindi che sia necessario prima eliminare quella divisione CONTRO LA CHIESA CATTOLICA.......non dimentichiamo che i Luterani stessi sono divisi al loro interno, non predicano più le medesime dottrine, in alcune chiese luterane l'aborto E' LECITO COME E' LECITO IL DIVORZIO E L'OMOSESSUALITA'.......almeno sulle questioni ETICHE E MORALI non dovrebbero esserci divisioni se predichiamo IL MEDESIMO VANGELO

    e non dimentichiamo l'Enciclica Ecclesia Eucarestia........nella quale Giovanni Paolo ha condannato l'intercomunione

    Io devo starmene nel lume della fede, e camminare in essa, finché appaia il giorno dell'eterna luce e venga meno il velo delle figure simboliche (cf. Ct 2,17; 4,6). "Quando poi verrà il compimento di tutte le cose" (1Cor 13,10), cesserà l'uso dei segni sacramentali.

    Fraternamente Caterina LD
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  2. #2
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Predefinito

    Non dimentichiamo l'intervento dei vescovi al Sinodi di qualche giorno fa sullo stesso tema:

    Il Sinodo approfondisce il rapporto tra Eucaristia ed ecumenismo
    Intervengono i Cardinali Cottier ed Herranz e l’Arcivescovo di Wellington

    (ZENIT.org).- Alcuni degli interventi che si sono ascoltati nell’Aula del Sinodo dei Vescovi in questi primi tre giorni hanno avuto come argomento l’“intercomunione”, vale a dire la possibilità di offrire l’Eucaristia a cristiani di altre confessioni.

    Tra coloro che hanno affrontato la questione figura il Cardinale Georges Cottier, OP, teologo della Casa Pontificia, che nel prendere la parola durante la sessione di interventi liberi di martedì pomeriggio ha invitato i Padri sinodali a studiare l’argomento.

    Monsignor John Atcherley Dew, Arcivescovo di Wellington, ha constatato che “ci sono cattolici sposati con battezzati di altre confessioni cristiane. Riconosciamo loro che sono battezzati in Cristo nel sacramento del matrimonio, ma non nella ricezione dell’Eucaristia”.

    Il Cardinale Julián Herranz, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, è invece intervenuto per illustrare le eccezioni canoniche che appaiono sul tema dell’intercomunione, ricordando ciò che indica l’“Instrumentum laboris”, lo “strumento di lavoro” sul quale i Padri Sinodali basano i loro interventi.

    Al numero 45 dell’enciclica “Ecclesia de Eucharistia”, citata dall’“Instrumentum laboris” del Sinodo, Giovanni Paolo II ha ricordato queste eccezioni.

    “Se in nessun caso è legittima la concelebrazione in mancanza della piena comunione, non accade lo stesso rispetto all'amministrazione dell'Eucaristia, in circostanze speciali, a singole persone appartenenti a Chiese o Comunità ecclesiali non in piena comunione con la Chiesa cattolica”, affermava Papa Karol Wojtyla.

    “In questo caso, infatti, l'obiettivo è di provvedere a un grave bisogno spirituale per l'eterna salvezza di singoli fedeli, non di realizzare una intercomunione, impossibile fintanto che non siano appieno annodati i legami visibili della comunione ecclesiale”, continuava.

    Il canone 844, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico spiega che “ogni qualvolta una necessità lo esiga o una vera utilità spirituale lo consigli e purché sia evitato il pericolo di errore o di indifferentismo, è lecito ai fedeli, ai quali sia fisicamente o moralmente impossibile accedere al ministro cattolico, ricevere i sacramenti della penitenza, dell'Eucaristia e dell'unzione degli infermi da ministri non cattolici, nella cui Chiesa sono validi i predetti sacramenti”.

    Lo stesso canone, al paragrafo successivo, afferma che “i ministri cattolici amministrano lecitamente i sacramenti della penitenza, dell'Eucaristia e dell'unzione degli infermi ai membri delle Chiese orientali, che non hanno comunione piena con la Chiesa cattolica, qualora li richiedano spontaneamente e siano ben disposti; ciò vale anche per i membri delle altre Chiese, le quali, a giudizio della Sede Apostolica, relativamente ai sacramenti in questione, si trovino nella stessa condizione delle predette Chiese orientali”.

    Nel quarto paragrafo, infine, il canone osserva che “se vi sia pericolo di morte o qualora, a giudizio del Vescovo diocesano o della Conferenza Episcopale, incombesse altra grave necessità, i ministri cattolici amministrano lecitamente i medesimi sacramenti anche agli altri cristiani che non hanno piena comunione con la Chiesa cattolica, i quali non possano accedere al ministro della propria comunità e li chiedano spontaneamente, purché manifestino, circa questi sacramenti, la fede cattolica e siano ben disposti”.

    L’“Instrumentum laboris” dedica alla questione il numero 87, constatando che “la divisione tra i cristiani è motivo di grande sofferenza”.

    Il documento riconosce poi che “rimane ancora da precisare il modo in cui debba essere presentato il mistero Eucaristico nel contesto del dialogo ecumenico, onde evitare due rischi opposti: le chiusure pregiudiziali e il relativismo”.
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
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    Predefinito Re: Dal Sinodo: Anglicani e Luterani

    Originally posted by Caterina63
    Intanto gli Anglicani per tornare in piena comunione dovranno eliminare il sacerdozio alle donne INVENTATO NEGLI ANNI SETTANTA........e chiarire poi la questione del vescovo convivente con un altro uomo......e chiarire i matrimoni ai divorziati....come può esserci una comunione se mancano I FONDAMENTALI?

    non sono questi i fondamentali.
    Riconoscere la transustanzizione lo è.
    Non le questioni di genere o inclinazioni del clero.

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Dal Sinodo: Anglicani e Luterani

    Originally posted by uva bianca
    non sono questi i fondamentali.
    Riconoscere la transustanzizione lo è.
    Non le questioni di genere o inclinazioni del clero.
    A proposisto di transustanzizione vi consiglio di fare un salto qua... Secondo me c'è un ns comune conoscente...

    http://www.forum.rai.it/index.php?sh...6623&f=31&st=0

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Dal Sinodo: Anglicani e Luterani

    Originally posted by uva bianca
    non sono questi i fondamentali.
    Riconoscere la transustanzizione lo è.
    Non le questioni di genere o inclinazioni del clero.
    Se una donna attenta a dire messa non c'è transustanziazione, ovviamente.

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Re: Dal Sinodo: Anglicani e Luterani

    Originally posted by CTALIMC
    A proposisto di transustanzizione vi consiglio di fare un salto qua... Secondo me c'è un ns comune conoscente...

    http://www.forum.rai.it/index.php?sh...6623&f=31&st=0

    che basso livello, almeno informarsi un po'!

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Re: Dal Sinodo: Anglicani e Luterani

    Originally posted by CTALIMC
    A proposisto di transustanzizione vi consiglio di fare un salto qua... Secondo me c'è un ns comune conoscente...

    http://www.forum.rai.it/index.php?sh...6623&f=31&st=0
    da come parla non credo sia lo stesso guelfo...

 

 

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