ROMA - Centrodestra all'attacco dei giornalisti Rai che ieri hanno partecipato alla manifestazione dell'Unione in piazza del Popolo a Roma. E, a guidare l'attacco è il ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi che a Radio Radicale dice: "Sono sepolcri imbiancati, indipendenti solo dalla notizia". E a ruota si è schierato Ignazio La Russa che ha annunciato "una iniziativa parlamentare di An".
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Immediata la replica dell'Usigrai. "Se il ministro graziosamente lo consente" ha replicato il segretario Roberto Natale, "i giornalisti Rai non hanno perso i loro diritti di cittadini che, in quanto tali, hanno le più diverse opinioni politiche. L'essenziale è che tali opinioni non si sovrappongano al loro lavoro di professionisti dell'informazione pubblica".
"Siamo sicuri che sia così per i giornalisti Rai presenti ieri in piazza del Popolo" ha proseguito Natale, "come lo è stato senz'altro per i giornalisti Rai che nei mesi scorsi hanno partecipato, anche come conduttori, alle manifestazioni pubbliche di Alleanza Nazionale. Poiché non si ricordano critiche del ministro Landolfi in quelle occasioni oggi sarebbe stato più idoneo da parte sua un coerente silenzio".
Il capogruppo Ds in commissione di Vigilanza Rai Giuseppe Giulietti ha replicato ai microfoni di Radio Radicale alle dichiarazioni del ministro delle Comunicazioni. "Vorrei ricordare al ministro Landolfi che dalla Rai sono stati già cacciati tanti scrittori e giornalisti con le liste di proscrizione: l'idea di voler fare le liste di proscrizione anche per chi va in piazza è un'idea sbagliata".
E con i colleghi sella Rai si schiera anche la Fnsi, il sindacato dei giornalisti. "Landolfi - osserva il Paolo Serventi Longhi - forse dimentica le tante manifestazioni della Casa delle libertà alle quali hanno partecipato liberamente tanti giornalisti. Forse, per il ministro delle Comunicazioni e per altri esponenti della maggioranza, vi sono diritti civili a senso unico. La verità è che l'intolleranza è una brutta bestia che le organizzazioni dei giornalisti devono combattere ovunque essa si annidi. In questo caso ci spiace constatare che abbia solide radici nel ministro che si deve occupare di informazione".
repubblica.it




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