BRASILE - VESCOVO IN SCIOPERO FAME, 'DEFENSORIA DA ÁGUA' SOSTIENE SUA BATTAGLIA
"Sollecito il massimo appoggio di solidarietà internazionale allo sciopero della fame di dom Frei Luis Flávio Cappio: la sua lotta dimostra che esiste un conflitto tra la difesa dell'acqua come bene economico e come risorsa sociale": lo ha detto alla MISNA Leonardo Moreli, segretario generale della 'Defensoria da água', esprimendo pieno appoggio alla clamorosa forma di protesta del vescovo francescano di Barra (nello stato di Bahia), che da alcuni giorni sta protestando in modo pacifico astenendosi dal cibo per impedire che il governo di Brasilia modifichi il corso del Rio Sao Francisco garantendo irrigazioni alle regioni aride del Nord-Est del Paese.
"La sua lotta è la nostra lotta: in questo momento il Brasile sta subendo fortissime pressioni economiche per lo sfruttamento delle enormi riserve d'acqua dolce, le più grandi del mondo" prosegue Moreli, che si trova in Italia per una serie di iniziative sulla difesa dell'acqua.
"L'azione di questo vescovo fa capire che la Chiesa è chiaramente impegnata a difendere i diritti della popolazione brasiliana: l'accesso all'acqua deve essere considerato un diritto universale" aggiunge il segretario della 'Defensoria da água', un organismo creato nel 2004, tra gli altri, da Conferenza nazionale episcopale del Brasile (Cnbb), Caritas Brasile, Movimento 'Gritto das águas' e altri soggetti della società civile.
Intanto molti vescovi hanno espresso sostegno e appoggio a dom Cappio, mentre la Cnbb ha inviato una lettera al presidente Luiz Inácio Lula da Silva perchè interrompa il progetto governativo di deviazione del fiume, in una battaglia per i diritti dei più poveri che sta avendo ormai un'ampia eco in tutto il Paese e anche all'estero.
a cura di MISNA
Fortunatamente dom Cappio ha deciso di interrompere lo sciopero dopo la visita di un inviato del presidente Lula che ha promesso di aprire un dibattito sulla questione della deviazione del fiume San Francisco.
Prendano esempio da dom Cappio tutti i vescovi, anche quelli italiani.




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