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Risultati da 1 a 10 di 11
  1. #1
    Bianca Zucchero
    Ospite

    Predefinito La VERGOGNA della bocciatura dell'emendamento sulle quuote rosa.

    L'ho saputo solo nel TG di RAI NEWS alle 6 della bocciatura dell'emendamento sulle quote rosa, una vera vergogna sulla quale gli attacchini pubblicitari del voto per domenica per l'UNIONE hanno avuto poco da commentare.
    E come non essere invece d'accordo sul cronista di Rai News che ha commwentato essersi scatenato un vero fronte antifemminile trasversale in entrambi gli schieramenti con franchi tiratori dall'una e l'altra parte uniti (ma và?) stavolta pur di alzare un muro sull'aumento della presenza femminile in Parlamento? Una vergogna che ci fa essere fanalino di coda NEL MONDO in quanto a rappresentanza femminile con un misero 10%!
    E c'è da osservare, davvero, che facciano le cretine politiche nei diversi partiti (soprattutto a sinistra; che rispetto a questa VERGOGNA non alzano un solo grrido di VERGOGNA!
    Si discettava stupidamente su quote si o no quando questo rischio non ci sarebbe mai stato. Tranquille care forumiste, andate pure a votare chi vi castra, che continuerete ad essere rappresentate per il vostro merito e non per DIRITTO con le quote. Ciò, per vostro merito cioè a questo punto giustamente se le donne sono queste al diecipercentovitanaturaldurante.

  2. #2
    Bianca Zucchero
    Ospite

    Predefinito C H E S C H I F O ! ! !

    Pacche sulle spalle e abbracci alla Camera «Affondata la lobby delle donne»
    di Aldo Cazzullo sul Corriere di oggi

    Lo scrutinio segreto fa vincere il partito maschilista bipartisan
    Hanno cominciato a insultarsi alle 9 del mattino e hanno smesso alle 9 di sera, chiamandosi a vicenda «ignobili», «pericolo per la democrazia», «indecenti», «vedove allegre », «moralmente inferiori». Solo per pochi secondi, verso le 19.15, destra e sinistra si sono accordate su un valore condiviso, un caposaldo comune, un afflato unitario: niente donne tra i piedi. Maschilismo bipartisan. E l'intesa tra i poli trova una plastica rappresentazione nel cortile di Montecitorio dove, in un denso fumo di sigari, deputati dell'Udeur e leghisti si abbracciano rumorosamente. La maggioranza, una falange macedone nelle trenta votazioni precedenti, si frantuma per la prima e ultima volta: i franchi tiratori evocati per giorni si affacciano solo il tempo di affossare le quote rosa e subito svaniscono.
    Dall'altra parte, la sinistra preferisce il nulla ai posti garantiti da Berlusconi. Che non sembra troppo corrucciato, anzi sorride felice perché la legge proporzionale avanza; cori, insulti e lazzi quasi lo divertono; esce per una puntata alla buvette, promette con fare galante che alle signore troverà posto lui, «garantiremo una rappresentanza adeguata». Il leghista Bricolo da Villafranca, veronese, e l'onorevole Oricchio, avvocato campano passato da Forza Italia a Mastella, festeggiano la ritrovata intesa scambiandosi vigorose pacche sulle spalle. Non è riuscito altrettanto bene il dialogo tra i sessi («generi» nel linguaggio degli emendamenti che pare mutuato dalle pagine dei sussidiari su api, polline e pistilli). Quando Fassino offre alla destra una breve tregua per far passare le quote con un voto congiunto, la Santanché risponde: «Fassino non ci incanta, delle donne non gliene importa nulla, vuole solo scardinare la legge; noi siamo per i piccoli passi e voteremo solo il nostro emendamento, quello che ci riserva un quarto dei posti».
    Parte allora con la mozione degli affetti Sandro Bondi: «Ci sono momenti in cui le decisioni da prendere non sono soltanto politiche ma etiche, morali, dettate dalla passione civile»; il tentativo è di convincere almeno i suoi ad approvare la quota del 25%, che ha avuto il via libera dal governo; la «passione civile» è tale che Casini deve richiamare scampanellando i deputati di Forza Italia mentre ha la parola il loro coordinatore, «ragazzi non è possibile, c'è un capannello a un metro da chi sta parlando, onorevole Micciché la richiamo all'ordine». A Bondi si ribella Rosy Bindi: piuttosto dell'elemosina, meglio niente: «Non voglio le vostre briciole, preferisco combattere la buona battaglia nel mio partito». Dopo i tre no ricomincia il gioco delle parti, i cori incrociati, «vergogna!», «buffoni!». Sinistra e destra riprendono a litigare, ma per finta: la destra ha votato contro la quota minima da lei stessa proposta, ma ha potuto farlo impunemente perché trentuno deputati, quasi tutti del centrosinistra (l'Udeur compatta dietro a Oricchio, nove della Margherita guidati da Gerardo Bianco, molto Sdi, don Filippo Mancuso e Barbieri dell'Udc, affrontato dalla Santanché: «Caro Emerenzio, al tuo convegno non ci vengo più!») hanno chiesto e ottenuto il voto segreto, come fa agevolmente notare Teodoro Buontempo, che nel marasma generale giganteggia. La maggioranza maschilista ha battuto in due mosse la lobby rosa, impegnata fin dal mattino in un lavorio incrociato, conversazioni in sussurri tra Prestigiacomo e Maura Cossutta, Santanché e Melandri, Grignaffini e Santelli.
    Non si sono messe d'accordo. Vana anche la riunione delle donne del centrosinistra nella pausa pranzo. Recriminazioni: «Se ci fosse la Mussolini...». Finisce con la Prestigiacomo a occhi lucidi che ascolta confusa tra i giornalisti la promessa galante di Berlusconi, rose e seggi per tutte. Fini pare sinceramente dispiaciuto. La Santanché, molto congratulata dai suoi per come ha trattato Fassino, si irrigidisce: «Vergognatevi, a Kabul il 40% degli eletti sono donne!». Fassino le manda un biglietto: «Proprio a me Daniela hai detto questo, a me che guido il partito più femminista, con due donne presidenti di Regione, una donna capo dell'organizzazione, un sacco di donne sindaco. Non me lo meritavo...». Proseguono i festeggiamenti congiunti Bricolo-Oricchio: «Forza Lega!»; «viva l'Udeur!». Le euforie si confondono: la vittoria dei maschilisti, la rivincita della Prima Repubblica proporzionalista, la riscossa del centrodestra. L'atmosfera è di truce allegria con qualche eccezione lieve, tipo Jannuzzi prontamente giunto dal Senato dopo aver letto per l'editoriale del Foglio: «Finalmente Ferrara è uscito dal tunnel dell'embrione, è di nuovo in campo e se l'ovocita gli dà tregua possiamo ancora vincere». Grande prestazione atletica di De Mita, che si fa più volte il Transatlantico sottobraccio a un compagno sempre diverso col ritmo del miglior Pamich. L'unico immune dalla felicità ribalda pare Buontempo, che si batte invano contro le liste bloccate e quando scoppia la bagarre dei cartelli resta in disparte a capo chino. Impossibile d'ora in poi chiamarlo ancora Er Pecora; in confronto ai colleghi, Buontempo ieri pareva il principe Metternich.
    Aldo Cazzullo
    13 ottobre 2005



    Alla faccia se erano efficaci le quote, per coalizzarsi così contro!
    Il culo incollato alla poltrona tutti quanti, senza distinzioni.
    Esattamente come quando si aumentano gli stipendi!
    Fanno letteralmente schifo!

  3. #3
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    C'è anche da dire che prima era stato bocciato l'emendamento dell'opposizione, volutamente esagerato... poi hanno pensato bene di bocciare anche quello della maggioranza più credibile nella sostanza
    E'' stato un vero voto bipartizan per affossare un emendamento che li infastidiva.

  4. #4
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    Predefinito

    LOBBY MACHO.
    Siamo uomini o parlamentari?




    E poi dicono che la maggioranza parlamentare è blindata, che è tetragona, che i suoi parlamentari sono peones che obbediscono supinamente ai diktat dei leader, che non sanno mai avere uno scatto bipartisan, un pensiero libero. Ma quando mai. Metteteli di fronte a un emendamento che obbliga i partiti a candidare qualche donna in più, e un forte e immediato anelito di libertà, un orgoglioso sentimento di solidarietà di genere, un’improvvisa e coraggiosa riscoperta del dettato costituzionale per cui il parlamentare rappresenta la nazione senza vincolo di mandato, consentirà la più clamorosa delle ribellioni politiche. I franchi tiratori, dileguatisi su tutto, si sono ritrovati a centinaia quando si è trattato di affondare le quota rosa: non quelle dell’opposizione, che si sarebbe pure potuto capire, ma quelle all’acqua di rosa proposte dalla maggioranza stessa.
    Ciò che in questa battaglia parlamentare sulla nuova legge elettorale è stato finora in secondo piano, è uscito ieri sul proscenio: i parlamentari stanno votando con un retropensiero corporativo, pensando a se stessi, alla loro rielezione, al loro posto di lavoro. Evidentemente Berlusconi e gli altri leader della coalizione di centrodestra li hanno convinti che con le liste bloccate salveranno quasi tutti il seggio, e loro si sono comportati di conseguenza. Ma quando il seggio sicuro nella lista bloccata viene minacciato da una donna, allora la lobby machista, anche nel centrosinistra, scatta come un solo uomo: chiede il voto segreto, lo ottiene, e impallina pure domineddio nel segreto dell’urna.
    Più che una questione politica, questa è una questione di costume. E benché Berlusconi si sia affrettato a garantire che nelle sue liste le quote rosa le imporrà ugualmente, il voto di ieri sera segnerà in maniera indelebile la riforma elettorale, svelando l’odore del retrobottega in cui è stata cucinata.

    http://www.ilriformista.it/documenti...x?id_doc=48636

  5. #5
    Bianca Zucchero
    Ospite

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    In origine postato da Samuel
    C'è anche da dire che prima era stato bocciato l'emendamento dell'opposizione, volutamente esagerato... poi hanno pensato bene di bocciare anche quello della maggioranza più credibile nella sostanza
    E'' stato un vero voto bipartizan per affossare un emendamento che li infastidiva.
    Esagerato perché proponeva una rappresentanza paritetica?
    Poi, visto come sono andate le cose, non era esagerato, era "lunare"...

  6. #6
    Bianca Zucchero
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da Samuel
    LOBBY MACHO.
    Siamo uomini o parlamentari?




    E poi dicono che la maggioranza parlamentare è blindata, che è tetragona, che i suoi parlamentari sono peones che obbediscono supinamente ai diktat dei leader, che non sanno mai avere uno scatto bipartisan, un pensiero libero. Ma quando mai. Metteteli di fronte a un emendamento che obbliga i partiti a candidare qualche donna in più, e un forte e immediato anelito di libertà, un orgoglioso sentimento di solidarietà di genere, un’improvvisa e coraggiosa riscoperta del dettato costituzionale per cui il parlamentare rappresenta la nazione senza vincolo di mandato, consentirà la più clamorosa delle ribellioni politiche. I franchi tiratori, dileguatisi su tutto, si sono ritrovati a centinaia quando si è trattato di affondare le quota rosa: non quelle dell’opposizione, che si sarebbe pure potuto capire, ma quelle all’acqua di rosa proposte dalla maggioranza stessa.
    Ciò che in questa battaglia parlamentare sulla nuova legge elettorale è stato finora in secondo piano, è uscito ieri sul proscenio: i parlamentari stanno votando con un retropensiero corporativo, pensando a se stessi, alla loro rielezione, al loro posto di lavoro. Evidentemente Berlusconi e gli altri leader della coalizione di centrodestra li hanno convinti che con le liste bloccate salveranno quasi tutti il seggio, e loro si sono comportati di conseguenza. Ma quando il seggio sicuro nella lista bloccata viene minacciato da una donna, allora la lobby machista, anche nel centrosinistra, scatta come un solo uomo: chiede il voto segreto, lo ottiene, e impallina pure domineddio nel segreto dell’urna.
    Più che una questione politica, questa è una questione di costume. E benché Berlusconi si sia affrettato a garantire che nelle sue liste le quote rosa le imporrà ugualmente, il voto di ieri sera segnerà in maniera indelebile la riforma elettorale, svelando l’odore del retrobottega in cui è stata cucinata.

    http://www.ilriformista.it/documenti...x?id_doc=48636

    Etttepareva che riiguardando le donne la questione non era "politica" ma di costume?
    Politicissima, invece, al 1000 per mille! Almeno come "politica" intendono le donne!

  7. #7
    Bianca Zucchero
    Ospite

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    Le quote rosa in Europa (nei paesi incivili, insomma...).La Francia ha introdotto l'obbligo di una pari presenza di candidature di uomini e donne per le elezioni amministrative, che avvendono per voto di lista. Per le politiche sono i partiti che si impegnano a garantire un'equa rappresentanza, così come accade in Svezia, Norvegia, Germania...
    Se vede che lì so tutte deficienti visto che non rivendicano "il merito" ma s'"accontentano" della riserva indiana...
    Invece noi che siamo "cime" siamo al dieci per cento...

  8. #8
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    Onorevole Pollastrini, anche lei però ha votato contro quell’emendamento: 25% di candidature femminili non era meglio di niente?
    «Quello era niente, perché non solo prevedeva una donna ogni tre uomini ma, ed è questo il punto, quell’emendamento non conteneva la sanzione di inammissibilità della lista, che è l’unico modo per garantire quel 25%. Pensavano di cavarsela con sanzioni pecuniarie, perché la logica della Cdl è sempre la stessa: tutto si può comprare, persino un posto a scapito delle donne. E noi non potevamo accettare e non svelare questo inganno».

    C’è chi ritiene che dopo un voto come questo il ministro Stefania Prestigiacomo dovrebbe dimettersi.
    «Lei e tutte le parlamentari della maggioranza dovrebbero riflettere sul fatto che la loro coalizione penalizza le donne non solo nelle politiche ma anche nella rappresentanza. Come fa la ministra delle Pari opportunità a non comprendere l’inconciliabilità della sua funzione con l’ispirazione conservatrice e punitiva del centrodestra nei confronti delle donne?».

    Pensa ci siano i margini per riparare?
    «Intanto, ora questa truffa andrà al Senato. Chiameremo anche lì il centrodestra alla sua responsabilità. Il vicepremier Fini ha detto che il voto della maggioranza è stato autolesionista: è vero. Il presidente del Consiglio Berlusconi ha sostenuto che quanto avvenuto è stato un errore: è evidente. Ebbene, ai proclami seguano i fatti: presentino un emendamento serio e cogente. Per quanto ci riguarda, alla Camera avevamo depositato un emendamento che prevedeva il 50% e uno il 30%, e anche al Senato porteremo avanti la nostra battaglia».

    Anche lei è fra quanti ritengono questa legge incostituzionale?
    «Certamente, visto che nel 2003 abbiamo approvato la riforma dell’articolo 51 della Costituzione, che prevede la necessità di provvedimenti utili a dare uguaglianza di opportunità a donne e uomini nella sfera pubblica e nelle istituzioni».

  9. #9
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    che schifezza di parlamento che teniamo

    e dico parlamento volendo includere maggioranza e opposizione

    Paolo

  10. #10
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    Io obbligherei le donne a presentarsi candidate anche nei consigli comunali, non è possibile che non si trovi mai una donna disposta a candidarsi a fare il consigliere comunale con la scusa che loro c'hanno già tante cose da fare e la casa e i mestieri e il bambino e il lavoro e il marito e la parrucchiera e cosa me ne frega a me della politica c'ho cose più importanti da fare.

    Conosco molti casi di donne che c'hanno il marito che i mestieri li fa lui e cambia pure i pannolini ma loro non c'hanno mai tempo lo stesso per la politica.

    Pensate che non c'hanno mai tempo neanche di scrivere su POL, al limite se il marito e il bambino e il lavoro e la casa e la parrucchiera gli lasciano la mezzoretta libera vanno sul fondoscala.

    Mai visto un thread femminile sul forum principale.

    E noi dovremmo privilegiare costoro nelle liste elettorali? E perchè, scusate?

    Se una è brava ed è il suo mestiere fa carriera lo stesso: c'abbiamo una governatrice del Piemonte, un sindaco di Napoli, un cancelliere tedesco, nessuno ha mai impedito niente alla loro carriera in quanto donne.

    Altrimenti mettere delle stupidine in politica solo perchè obbligati dalla legge non giova a nessuno.

 

 
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