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  1. #1
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    Predefinito Testamento Del Santo Padre Giovanni Paolo II



    TESTAMENTO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II


    Il testamento del 6.3.1979
    (e le aggiunte successive)

    Totus Tuus ego sum

    Nel Nome della Santissima Trinità. Amen.

    "Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà" (cf. Mt 24, 42) – queste parole mi ricordano l’ultima chiamata, che avverrà nel momento in cui il Signore vorrà. Desidero seguirLo e desidero che tutto ciò che fa parte della mia vita terrena mi prepari a questo momento. Non so quando esso verrà, ma come tutto, anche questo momento depongo nelle mani della Madre del mio Maestro: Totus Tuus. Nelle stesse mani materne lascio tutto e Tutti coloro con i quali mi ha collegato la mia vita e la mia vocazione. In queste Mani lascio soprattutto la Chiesa, e anche la mia Nazione e tutta l’umanità. Ringrazio tutti. A tutti chiedo perdono. Chiedo anche la preghiera, affinché la Misericordia di Dio si mostri più grande della mia debolezza e indegnità.

    Durante gli esercizi spirituali ho riletto il testamento del Santo Padre Paolo VI. Questa lettura mi ha spinto a scrivere il presente testamento.

    Non lascio dietro di me alcuna proprietà di cui sia necessario disporre. Quanto alle cose di uso quotidiano che mi servivano, chiedo di distribuirle come apparirà opportuno. Gli appunti personali siano bruciati. Chiedo che su questo vigili don Stanislao, che ringrazio per la collaborazione e l’aiuto così prolungato negli anni e così comprensivo. Tutti gli altri ringraziamenti invece, li lascio nel cuore davanti a Dio stesso, perché è difficile esprimerli.

    Per quanto riguarda il funerale, ripeto le stesse disposizioni, che ha dato il Santo Padre Paolo VI. (qui nota al margine: il sepolcro nella terra, non in un sarcofago, 13.3.92).

    "apud Dominum misericordia
    et copiosa apud Eum redemptio"

    Giovanni Paolo PP. II

    Roma, 6.III.1979



    Dopo la morte chiedo Sante Messe e preghiere

    5.III.1990

    ****

    Foglio senza data:

    Esprimo la più profonda fiducia che, malgrado tutta la mia debolezza, il Signore mi concederà ogni grazia necessaria per affrontare secondo la Sua volontà qualsiasi compito, prova e sofferenza che vorrà richiedere dal Suo servo, nel corso della vita. Ho anche fiducia che non permetterà mai che, mediante qualche mio atteggiamento: parole, opere o omissioni, possa tradire i miei obblighi in questa santa Sede Petrina.

    ***

    24.II – 1.III.1980

    Anche durante questi esercizi spirituali ho riflettuto sulla verità del Sacerdozio di Cristo nella prospettiva di quel Transito che per ognuno di noi è il momento della propria morte. Del congedo da questo mondo – per nascere all’altro, al mondo futuro, segno eloquente (aggiunto sopra: decisivo) è per noi la Risurrezione di Cristo.

    Ho letto dunque la registrazione del mio testamento dell’ultimo anno, fatta anch’essa durante gli esercizi spirituali – l’ho paragonata con il testamento del mio grande Predecessore e Padre Paolo VI, con quella sublime testimonianza sulla morte di un cristiano e di un papa – e ho rinnovato in me la coscienza delle questioni, alle quali si riferisce la registrazione del 6.III. 1979 preparata da me (in modo piuttosto provvisorio).

    Oggi desidero aggiungere ad essa solo questo, che ognuno deve tener presente la prospettiva della morte. E deve esser pronto a presentarsi davanti al Signore e al Giudice – e contemporaneamente Redentore e Padre. Allora anche io prendo in considerazione questo continuamente, affidando quel momento decisivo alla Madre di Cristo e della Chiesa – alla Madre della mia speranza.

    I tempi, nei quali viviamo, sono indicibilmente difficili e inquieti. Difficile e tesa è diventata anche la via della Chiesa, prova caratteristica di questi tempi – tanto per i Fedeli, quanto per i Pastori. In alcuni Paesi (come p.e. in quello di cui ho letto durante gli esercizi spirituali), la Chiesa si trova in un periodo di persecuzione tale, da non essere inferiore a quelle dei primi secoli, anzi li supera per il grado della spietatezza e dell’odio. Sanguis martyrum – semen christianorum. E oltre questo – tante persone scompaiono innocentemente, anche in questo Paese in cui viviamo…

    Desidero ancora una volta totalmente affidarmi alla grazia del Signore. Egli stesso deciderà quando e come devo finire la mia vita terrena e il ministero pastorale. Nella vita e nella morte Totus Tuus mediante l’Immacolata. Accettando già ora questa morte, spero che il Cristo mi dia la grazia per l’ultimo passaggio, cioè la [mia] Pasqua. Spero anche che la renda utile anche per questa più importante causa alla quale cerco di servire: la salvezza degli uomini, la salvaguardia della famiglia umana, e in essa di tutte le nazioni e dei popoli (tra essi mi rivolgo anche in modo particolare alla mia Patria terrena), utile per le persone che in modo particolare mi ha affidato, per la questione della Chiesa, per la gloria dello stesso Dio.

    Non desidero aggiungere niente a quello che ho scritto un anno fa – solo esprimere questa prontezza e contemporaneamente questa fiducia, alla quale i presenti esercizi spirituali di nuovo mi hanno disposto.

    Giovanni Paolo II

    * * *

    Totus Tuus ego sum

    5.III.1982

    Nel corso degli esercizi spirituali di quest’anno ho letto (più volte) il testo del testamento del 6.III.1979. Malgrado che tuttora lo consideri come provvisorio (non definitivo), lo lascio nella forma nella quale esiste. Non cambio (per ora) niente, e neppure aggiungo, per quanto riguarda le disposizioni in esso contenute.

    L’attentato alla mia vita il 13.V.1981 in qualche modo ha confermato l’esattezza delle parole scritte nel periodo degli esercizi spirituali del 1980 (24.II – 1.III)

    Tanto più profondamente sento che mi trovo totalmente nelle Mani di Dio – e resto continuamente a disposizione del mio Signore, affidandomi a Lui nella Sua Immacolata Madre (Totus Tuus)

    Giovanni Paolo PP. II

    ***

    5.III.82

    In connessione con l’ultima frase del mio testamento del 6.III 1979 (: "Sul luogo /il luogo cioè del funerale/ decida il Collegio Cardinalizio e i Connazionali") – chiarisco che ho in mente: il metropolita di Cracovia o il Consiglio Generale dell’Episcopato della Polonia – al Collegio Cardinalizio chiedo intanto di soddisfare in quanto possibile le eventuali domande dei su elencati.

    ***

    1.III.1985 (nel corso degli esercizi spirituali).

    Ancora – per quanto riguarda l’espressione "Collegio Cardinalizio e i Connazionali": il "Collegio Cardinalizio" non ha nessun obbligo di interpellare su questo argomento "i Connazionali"; può tuttavia farlo, se per qualche motivo lo riterrà giusto.

    JPII

    Gli esercizi spirituali dell’anno giubilare 2000

    (12-18.III)

    [per il testamento]

    1. Quando nel giorno 16 ottobre 1978 il conclave dei cardinali scelse Giovanni Paolo II, il Primate della Polonia Card. Stefan Wyszyński mi disse: "Il compito del nuovo papa sarà di introdurre la Chiesa nel Terzo Millennio". Non so se ripeto esattamente la frase, ma almeno tale era il senso di ciò che allora sentii. Lo disse l’Uomo che è passato alla storia come Primate del Millennio. Un grande Primate. Sono stato testimone della sua missione, del Suo totale affidamento. Delle Sue lotte: della Sua vittoria. "La vittoria, quando avverrà, sarà una vittoria mediante Maria" – queste parole del suo Predecessore, il card. August Hlond, soleva ripetere il Primate del Millennio.

    In questo modo sono stato in qualche maniera preparato al compito che il giorno 16 ottobre 1978 si è presentato davanti a me. Nel momento in cui scrivo queste parole, l’Anno giubilare del 2000 è già una realtà in atto. La notte del 24 dicembre 1999 è stata aperta la simbolica Porta del Grande Giubileo nella Basilica di San Pietro, in seguito quella di San Giovanni in Laterano, poi di Santa Maria Maggiore – a capodanno, e il giorno 19 gennaio la Porta della Basilica di San Paolo "fuori le mura". Quest’ultimo avvenimento, per via del suo carattere ecumenico, è restato impresso nella memoria in modo particolare.

    2. A misura che l’Anno Giubilare 2000 va avanti, di giorno in giorno si chiude dietro di noi il secolo ventesimo e si apre il secolo ventunesimo. Secondo i disegni della Provvidenza mi è stato dato di vivere nel difficile secolo che se ne sta andando nel passato, e ora nell’anno in cui l’età della mia vita giunge agli anni ottanta ("octogesima adveniens"), bisogna domandarsi se non sia il tempo di ripetere con il biblico Simeone "Nunc dimittis".

    Nel giorno del 13 maggio 1981, il giorno dell’attentato al Papa durante l’udienza generale in Piazza San Pietro, la Divina Provvidenza mi ha salvato in modo miracoloso dalla morte. Colui che è unico Signore della vita e della morte Lui stesso mi ha prolungato questa vita, in un certo modo me l’ha donata di nuovo. Da questo momento essa ancora di più appartiene a Lui. Spero che Egli mi aiuterà a riconoscere fino a quando devo continuare questo servizio, al quale mi ha chiamato nel giorno 16 ottobre 1978. Gli chiedo di volermi richiamare quando Egli stesso vorrà. "Nella vita e nella morte apparteniamo al Signore… siamo del Signore" (cf. Rm 14, 8). Spero anche che fino a quando mi sarà donato di compiere il servizio Petrino nella Chiesa, la Misericordia di Dio voglia prestarmi le forze necessarie per questo servizio.

    3. Come ogni anno durante gli esercizi spirituali ho letto il mio testamento del 6.III.1979. Continuo a mantenere le disposizioni contenute in esso. Quello che allora, e anche durante i successivi esercizi spirituali è stato aggiunto costituisce un riflesso della difficile e tesa situazione generale, che ha marcato gli anni ottanta. Dall’autunno dell’anno 1989 questa situazione è cambiata. L’ultimo decennio del secolo passato è stato libero dalle precedenti tensioni; ciò non significa che non abbia portato con sé nuovi problemi e difficoltà. In modo particolare sia lode alla Provvidenza Divina per questo, che il periodo della così detta "guerra fredda" è finito senza il violento conflitto nucleare, di cui pesava sul mondo il pericolo nel periodo precedente.

    4. Stando sulla soglia del terzo millennio "in medio Ecclesiae", desidero ancora una volta esprimere gratitudine allo Spirito Santo per il grande dono del Concilio Vaticano II, al quale insieme con l’intera Chiesa – e soprattutto con l’intero episcopato – mi sento debitore. Sono convinto che ancora a lungo sarà dato alle nuove generazioni di attingere alle ricchezze che questo Concilio del XX secolo ci ha elargito. Come vescovo che ha partecipato all’evento conciliare dal primo all’ultimo giorno, desidero affidare questo grande patrimonio a tutti coloro che sono e saranno in futuro chiamati a realizzarlo. Per parte mia ringrazio l’eterno Pastore che mi ha permesso di servire questa grandissima causa nel corso di tutti gli anni del mio pontificato.

    "In medio Ecclesiae"… dai primi anni del servizio vescovile – appunto grazie al Concilio – mi è stato dato di sperimentare la fraterna comunione dell’Episcopato. Come sacerdote dell’Arcidiocesi di Cracovia avevo sperimentato che cosa fosse la fraterna comunione del presbiterio – il Concilio ha aperto una nuova dimensione di questa esperienza.

    5. Quante persone dovrei qui elencare! Probabilmente il Signore Dio ha chiamato a Sé la maggioranza di esse – quanto a coloro che ancora si trovano da questa parte, le parole di questo testamento li ricordino, tutti e dappertutto, dovunque si trovino.

    Nel corso di più di vent’anni da cui svolgo il servizio Petrino "in medio Ecclesiae" ho sperimentato la benevola e quanto mai feconda collaborazione di tanti Cardinali, Arcivescovi e Vescovi, tanti sacerdoti, tante persone consacrate – Fratelli e Sorelle – infine di tantissime persone laiche, nell’ambiente curiale, nel Vicariato della Diocesi di Roma, nonché fuori di questi ambienti.

    Come non abbracciare con grata memoria tutti gli Episcopati nel mondo, con i quali mi sono incontrato nel succedersi delle visite "ad limina Apostolorum"! Come non ricordare anche tanti Fratelli cristiani – non cattolici! E il rabbino di Roma e così numerosi rappresentanti delle religioni non cristiane! E quanti rappresentanti del mondo della cultura, della scienza, della politica, dei mezzi di comunicazione sociale!

    6. A misura che si avvicina il limite della mia vita terrena ritorno con la memoria all’inizio, ai miei Genitori, al Fratello e alla Sorella (che non ho conosciuto, perché morì prima della mia nascita), alla parrocchia di Wadowice, dove sono stato battezzato, a quella città del mio amore, ai coetanei, compagne e compagni della scuola elementare, del ginnasio, dell’università, fino ai tempi dell’occupazione, quando lavorai come operaio, e in seguito alla parrocchia di Niegowię, a quella cracoviana di S. Floriano, alla pastorale degli accademici, all’ambiente… a tutti gli ambienti… a Cracovia e a Roma… alle persone che in modo speciale mi sono state affidate dal Signore.

    A tutti voglio dire uno sola cosa: "Dio vi ricompensi"

    "In manus Tuas, Domine, commendo spiritum meum"

    A.D.

    17.III.2000

    * * *

  2. #2
    Vox Populi
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    La prima pagina del testamento del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II

  3. #3
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    L’opera del Santo Padre Giovanni Paolo II
    per la custodia del Deposito della Fede
    e la preservazione della Disciplina Ecclesiastica

    (un Testamento nel Testamento..... essendo lungo lo dividerò in più parti......)

    http://www.totustuus.net/modules.php...rticle&sid=435

    1978
    • Il primo documento ufficiale "ad extra" del nuovo Pontefice è una lettera del 2 dicembre 1978 al segretario generale dell'Onu, Kurt Waldheim, in occasione del 30° anniversario della firma della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Il Pontefice chiede alle Nazioni Unite e a tutti gli Stati di garantire e difendere in ogni modo i diritti umani e, in particolare, la libertà religiosa. E’ l’alba di un grandissimo Pontificato, che – come cercheremo di evidenziare attraverso alcuni degli interventi di Giovanni Paolo II - non si limiterà soltanto all’evangelizzazione agli "uomini di volontà", ma vedrà anche un notevolissimo sforzo di conservazione del Deposito della Fede e della disciplina interna alla Chiesa. Presentiamo di seguito un elenco commentato dei principali di questi aspetti lasciati artatamente in ombra dal mondo mediatico. Si tratta di un elenco che, per ragioni di spazio, non è certamente completo ma che, per finalità proposte, può essere considerato significativo.




    1979
    • Intervenendo il 28 gennaio, a Puebla (Messico), alla III Conferenza generale dell'episcopato latino-americano, il Papa condanna una certa "teologia della liberazione", ossia una diffusissima eresia di stampo socialistico che si va espandendo particolarmente nella Chiesa latino-americana: "[…] è un errore affermare che la liberazione politica, economica e sociale coincide con la salvezza in Gesù Cristo; che il "Regnum Dei" si identifica con il "Regnum hominis". Si ingenera, in alcuni casi, un atteggiamento di sfiducia verso la Chiesa "istituzionale" o "ufficiale", qualificata come alienante, e alla quale si opporrebbe un’altra Chiesa "popolare", "che nasce dal popolo" e si concreta nei poveri".
    • Il Santo Padre nomina l'arcivescovo colombiano Mons. López Trujillo (nel 1972 segretario generale e attualmente presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia), presidente del Celam, la Conferenza Episcopale Latino-Americana. Il prelato sarà un fedelissimo esecutore del mandato Pontificio, in particolare per la drammatica situazione infra ecclesiale dovuta alla diffusione di una certa Teologia della liberazione.
    • Il redentorista tedesco Bernhard Haering, per anni docente all'Accademia alfonsiana di Roma, uno dei teologi più alla moda del post-Concilio, viene convocato (27 febbraio) dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (d'ora in poi, Cdf) che gli chiede l'impegno solenne di non criticare più l'Humanae vitae - l'enciclica con cui, nel 1968, Paolo VI aveva ripetuto l’immoralità della contraccezione. Haering, purtroppo, rifiuta.
    • La Cdf proibisce al teologo domenicano francese Jacques Pohier di presiedere assemblee liturgiche e di insegnare pubblicamente. Su Dio, e sull'Eucaristia, il teologo
    aveva espresso in pubblico le proprie elucubrazioni ambigue e fuorvianti. Dopo il Concilio Vaticano II, è la prima volta che la Sede Apostolica sanziona con questa misura chi propugna errori conto la fede e i costumi
    • Il Santo Padre, pellegrino negli USA, reitera la dottrina cattolica in occasione di una richiesta della rappresentante delle suore statunitensi intesa a permettere l'accesso delle donne "a tutti i ministeri nella Chiesa". Al contrario, a Washington, il 7 ottobre, il Papa ricorda che "la fedeltà a Cristo, soprattutto nella vita religiosa, non può essere mai separata dalla fedeltà alla Chiesa […] non è da sottovalutare il fatto che la vostra consacrazione a Dio deve manifestarsi nel segno esteriore permanente di un semplice e idoneo abito religioso".
    • In dicembre, il famoso teologo olandese Edward Schillebeeckx viene ascoltato a Roma dalla Cdf. Si tratta di una prima verifica delle proposizioni più ambigue del teologo che, purtroppo, non porterà mai lo Schillebeeckx a una piena riabilitazione.
    • La Cdf il 15 dicembre dichiara: "Il professor Hans Küng [svizzero-tedesco] è venuto meno, nei suoi scritti, all'integrità della verità della fede cattolica, e pertanto non può più essere considerato teologo cattolico né può, come tale, esercitare il compito di insegnare". Il teologo, forse il più alla moda del periodo post conciliare, aveva messo in discussione il dogma dell’infallibilità papale, erroneamente contrapponendolo a quello dell’indefettibilità della Chiesa.

    1980
    • In gennaio, in un Sinodo particolare dedicato all'Olanda, il Papa corregge alcune ambiguità ed esagerazioni del c.d. "Concilio" pastorale olandese (1966-1970), diffuse da alcuni centri di propaganda negli anni precedenti. Alla conclusione i vescovi olandesi adottano risoluzioni concernenti il sacerdozio ministeriale, la vita religiosa, la partecipazione del laicato alla missione della Chiesa, i sacramenti, l’Eucaristia e la confessione, la liturgia, la catechesi e l’ecumenismo in linea con l’insegnamento di Cristo. Al termine viene appositamente costituito un Consiglio sinodale per promuovere e coordinare l’applicazione delle risoluzioni sinodali.
    • La Cdf, con la Lettera Circolare "La dispensa dal celibato sacerdotale", del 14 ottobre, ristabilisce le norme riguardanti la dispensa dal celibato e la riduzione allo stato laicale dei sacerdoti che abbandonano il ministero.
    • Il prefetto della Cdf, card. Franjo Seper, il 20 novembre scrive al p. Edward Schillebbeckx per ripetere che i chiarimenti teologici da lui forniti anche a Roma "non sono sufficienti per eliminare le ambiguità (cristologiche)" dei suoi scritti.

    1981
    • Il 17 febbraio la CdF interviene per una rettifica circa alcune troppo benevole interpretazioni contenute, tra l'altro, nella "Dichiarazione della Conferenza dei Vescovi della Germania", del 12-5-1980. Il vecchio Codice (can. 2335), sotto pena di scomunica, proibiva ai cattolici di iscriversi alle associazioni massoniche o ad altre dello stesso tipo. Nel 1974, pur ribadendo la stessa norma, la Congregazione per la dottrina della fede specificava che la condanna riguarda «soltanto quei cattolici che si iscrivono ad associazioni le quali di fatto operano contro la Chiesa». Nella Dichiarazione del 1981 la stessa Congregazione interveniva affermando che «non è stata cambiata in nessuna forma l'attuale disciplina canonica che prosegue nel suo totale vigore [...] non è stata abrogata la scomunica né le altre pene previste» e specificava che il documento del 1974 intendeva essere «un richiamo ai principi generali [...] per la soluzione dei casi di singole persone che possono essere sottoposti al giudizio degli ordinari», senza demandare agli Ordinari o alla Conferenze Episcopali questioni di natura dottrinale non di loro competenza.
    • In ottobre il Papa nomina un suo delegato di fiducia per aiutare nel discernimento e soccorrere la Compagnia di Gesù nell’adempimento del suo carisma originario. Si tratta di un’attenzione pastorale della quale non si hanno precedenti riscontri.
    • Nell'esortazione apostolica postsinodale Familiaris consortio (22 novembre) il Papa ribadisce che i divorziati cristiani risposati non possono accedere all'Eucaristia, e che debbono vivere come fratello e sorella.

    1982
    • Il 27 marzo la Cdf interviene per rettificare alcune ambiguità e lacune in tema di ecumenismo, contenute nel Rapporto finale della Commissione Internazionale Anglicana Romano-Cattolica.
    • Il 29 giugno il Papa scrive ai vescovi del Nicaragua per condannare la "Chiesa popolare" (cioè quella collegata alle Comunità "di base" e a una certa Teologia della Liberazione).
    • Il 23 agosto la Sede Apostolica – suscitando l’entusiasmo di decine di vescovi e milioni di fedeli - erige la "Prelatura personale di Santa Croce e Opus Dei".

    1983
    • Il 25 gennaio il Papa promulga il nuovo Codice di diritto canonico; una guida pastorale nella quale spicca una rinnovata, fermissima carità disciplinare, permeata da profondo spirito pastorale e attenzione alla situazione della Chiesa nel mondo.
    • A Managua, nel corso della visita pastorale in Nicaragua, governata da un feroce regime socialista, in marzo, il Papa rimprovera coraggiosamente e pubblicamente padre Ernesto Cardenal, che ha accettato di entrare a far parte del governo sandinista. Alla Santa Messa, resiste impavido all'organizzata contestazione di sedicenti ''madri della rivoluzione'', che sacrilegamente gridano fino a coprire la voce del Papa; riprendendo la parola il Santo Padre ripete la ferma condanna della c.d. "Chiesa popolare" e del "falso ecumenismo" dei cristiani impegnati nel locale processo rivoluzionario.
    • La Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari ottiene che suor Agnes Mary Mansour, delle "Sorelle della misericordia", abbandoni l'Istituto. La suora non aveva accettato di interrompere la sua attività di direttrice presso i servizi sociali dello stato del Michigan (USA) preposti al rimborso delle spese delle donne che abortiscono. E’ il primo di una lunghissima serie di abbandoni di religiose lasciatesi irretire dalla modernità.
    • Verifica delle posizioni espresse pubblicamente da mons. Raymond Hunthausen, arcivescovo di Seattle, a favore del disarmo e dell'obiezione fiscale. La visita ispettiva, su incarico della Santa Sede, è condotta da mons. James Hickey, arcivescovo di Washington
    • Il 26 novembre, a fronte di alcune maliziose interpretazioni del Nuovo Codice di Diritto Canonico, che non contiene più il termine "massoneria", la CdF risponde a un quesito ribadendo che "Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione. Non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito". Due anni dopo, perdurando i tentativi di sminuire la portata della plurisecolare condanna della massoneria, la CdF tornerà ad intervenire sull'argomento con un sintetico ma efficace testo comparso su L'Osservatore Romano del 23-2-1985, nel quale si spiega che la principale ragione dell'inconciliabilità tra cattolicesimo e massoneria è costituita dall'impossibilità di essere indifferente alla distinzione tra la sola verità e le innumerevoli forme di errore.

    continua..............
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  4. #4
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    1984
    • La Cdf pone sotto verifica alcune opere del teologo "della liberazione" peruviano Gustavo Gutierrez perché in esse si teme "l'influenza del marxismo".
    • Il 13 giugno la Cdf chiede ancora una volta a P. Schillebeeckx l’adesione alla dottrina cattolica sul sacerdozio, questa volta manifestando adesione alla lettera "Sacerdotium ministeriale" dell’anno precedente.
    • Con l'Istruzione Libertatis nuntius del 6 agosto, la Cdf condanna "una certa Teologia della liberazione" di stampo socialista e marxista.
    • Il 7 settembre, il francescano Leonard Boff, teologo brasiliano "della liberazione", viene convocato a Roma.
    • Incontro a Roma i vescovi peruviani per chiarimenti circa una certa Teologia della Liberazione.
    • In dicembre il generale dei gesuiti, p. Peter-Hans Kolvenbach, espelle dall'ordine p. Fernando Cardenal (fratello di Ernesto), ministro dell'educazione nel governo socialista nicaraguense.
    • Con l'esortazione apostolica post-sinodale Reconciliatio et paenitentia (2 dicembre) il Papa ricorda la corretta prassi del sacramento della confessione e condanna gli abusi circa la "confessione comunitaria" come mezzo ordinario per confessarsi.

    1985
    • Padre Gyorgy Bulanyi, sacerdote ungherese delle Comunità "di base", sostenitore dell'obiezione di coscienza al servizio militare – che egli ritiene intrinsecamente malvagio - viene chiamato a Roma dalla Cdf per un colloquio. Gli scritti di p. Bulanyi erano già stati vagliati dalla Congregazione per il Clero.
    • Con una notificazione dell'11 marzo la Cdf dichiara che "le opzioni di Leonard Boff [contenute nel libro Chiesa, carisma e potere] sono tali da mettere in pericolo la sana dottrina della fede".
    • Alcune Congregazioni romane, su segnalazione di congregazioni religiose femminili fedeli all’ortoprassi cattolica, bloccano alcune deviazioni delle suore Carmelitane Scalze.
    • Il controverso vescovo brasiliano Dom Helder Câmara viene sostituito da mons. José Cardoso Sobrinho, che provvede al riordino della diocesi attraverso una lunga serie di richieste di chiarimento – e, a fronte di ribellione, di allontanamento - di docenti, religiosi e sacerdoti vicini ad una certa Teologia della liberazione.
    • Tra il 9 ed il 13 aprile, si svolge a Loreto il II Convegno della Chiesa italiana, dal titolo: "Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini". L'intervento del Papa a quel convegno segna l’inizio di una rinnovata cura pastorale di Giovanni Paolo II per la Chiesa che è in Italia. Un anno dopo, il 26 giugno 1986, Giovanni Paolo II nomina Mons. Camillo Ruini segretario della Cei. Il prelato svolgerà un delicato ruolo inteso all’adeguamento della cristianità italiana alle necessità della Nuova Evangelizzazione ispirata dallo Spirito Santo a Giovanni Paolo II. Per l’Azione Cattolica, tale adeguamento verrà svolto da mons. Antonio Bianchin, dal 1987 nuovo Assistente generale, che procede a un rinnovamento dei quadri direttivi nazionali, troppo sbilanciata sulla diocesi ambrosiana.

    1986
    • Il 22 marzo è pubblicata l’Istruzione della Cdf Libertatis Coscientia su Libertà cristiana e liberazione, con una nuova messa in guardia verso l’influenza di socialismo e marxismo nella prassi pastorale.
    • In una Notificazione del 15 settembre la Cdf afferma che "la concezione del ministero così come è esposta dal professor Schillebeeckx rimane in disaccordo con l'insegnamento della Chiesa su punti importanti".
    • La Cdf (25 luglio) dichiara "non idoneo all'insegnamento della teologia cattolica" il teologo statunitense Charles Curran, critico del Magistero dell’enciclica di Paolo VI Humanae vitae e confuso sostenitore di una presunta "legittimità del dissenso dall'autorità".
    • L'arcivescovo statunitense di Seattle, mons. Raymond Hunthausen, tramite una lettera, informa i suoi sacerdoti di aver rinunciato, su indicazione della Sede Apostolica, a poteri pastorali nei seguenti importanti campi: tribunale diocesano, liturgia, formazione del clero, sacerdoti che hanno lasciato il ministero, questioni morali.
    • Vede la luce la coraggiosissima lettera Homosexualitatis problema (1° ottobre) della Cdf, che ribadisce come "l'inclinazione [omosessuale] stessa dev'essere considerata come oggettivamente disordinata"; e che in nessun modo può essere moralmente accettato l'esercizio della sessualità tra persone dello stesso sesso. Le forze infernali si scatenano in una violenta campagna di denigrazione di S. Em.za il card. Ratzinger.

    1987
    • L'abate della basilica romana di San Paolo fuori le Mura, P. Giuseppe Nardin, rassegna le proprie dimissioni e si ritira in un luogo di preghiera a seguito di osservazioni sulla di lui collaborazione con il precedente abate, Giovanni Franzoni, fondatore della Comunità "di base" di san Paolo e già fiancheggiatore del Partito Comunista.
    • La Cdf consiglia mons. Mattew Clark, della diocesi statunitense di Rochester, di ritirare l'imprimatur a un manuale sulla sessualità di ausilio ai genitori per l'educazione dei figli scritto da cattolici.
    • Ad aprile il comboniano padre Alex Zanotelli, su richiesta del prefetto del dicastero per l'Evangelizzazione dei Popoli (ex Propaganda fide, da cui dipendono le Congregazioni missionarie), card. Josef Tomko, si dimette dalla direzione (assunta nel 1978) del mensile "Nigrizia". Lo Zanotelli aveva dato un’impronta fortemente socialistica alla rivista, che da tempo non aveva più alcuna traccia del suo nativo carattere missionario.
    • La Congregazione per i Religiosi provvede alla correzione di alcune fuorvianti interpretazioni del Concilio Vaticano II in merito a presunte "pari opportunità" di
    religiosi laici e religiosi sacerdoti nella guida degli Ordini e Istituti religiosi. L’Ordine dei Cappuccini si segnala tra i primi che provvedono a rettificare alcune disposizioni capitolari.

    1988
    • Su proposta della Cdf, sono destituiti i gesuiti José Maria Castillo e Juan Antonio Estrada dall'insegnamento universitario e il claretiano Benjamin Forcano dalla direzione del periodico "Mision Abierta".
    • La Congregazione per il Culto Divino il 2 giugno riafferma che non è in alcun modo ammesso offrire il sacrificio eucaristico in assenza di un sacerdote validamente ordinato.
    • Con la costituzione apostolica Pastor bonus (28 giugno) il Santo Padre riordina l’organizzazione della Sede Apostolica romana, dando ad essa nuovo slancio nel coordinamento dell'episcopato e del Sinodo dei vescovi.
    • Il 1° luglio la Cdf pubblica la "Professione di fede" e il "Giuramento di fedeltà", ricordando, tra l'altro, il dovere di obbedienza in coscienza a "tutti i contenuti trasmessi dal Magistero ordinario e universale della Chiesa" e alle "verità circa la dottrina che riguarda la fede o i costumi" e agli "insegnamenti del Pontefice" e "del collegio episcopale" quando "esercita il suo Magistero autentico".
    • Il decreto Dominus Marcellus Lefebvre della Congregazione per i vescovi, del 1° luglio 1988, commina la scomunica per scisma all’arcivescovo pseudo tradizionalista Marcel Lefebvre e ai suoi seguaci. Il Santo Padre con il Motu proprio "Ecclesia Dei" del 2 luglio, auspica che "si metta in luce la continuità del Concilio con la Tradizione".
    • Nella lettera apostolica Mulieris dignitatem (15 agosto) il Santo Padre riafferma il dogma sulla ordinazione sacerdotale riservata alle persone di sesso maschile.
    • Il nunzio apostolico del Brasile, mons. Carlo Furno, consegna a mons. Pedro Casaldáliga, vescovo di São Felix do Araguaia, una lettera (Intimatio) in cui lo si ammonisce per le sue simpatie per la Teologia della Liberazione e si impongono limiti ai suoi compiti pastorali. Purtroppo il vescovo – talvota ripreso anche in abiti da guerrigliero - rifiuta la lettera.

    1989
    • Il 6 gennaio 163 teologi e teologhe di area germanofona firmano la "Dichiarazione di Colonia" in cui contestano il fatto che alla Sede Apostolica si debba obbedienza sia su alcune verità fondamentali della fede riguardanti Gesù Cristo che altre esposte dal magistero ordinario universale (in particolare relativamente all’enciclica di Papa Paolo VI Humanae vitae). Essi, inoltre, rivendicano una sorta di "votazione popolare" per la nomina dei vescovi. Il Santo Padre, direttamente o indirettamente, respingerà punto per punto le richieste dei ribelli.
    • La Santa Sede pone il veto alla pubblicazione di un libro che avrebbe dovuto contenere gli atti di un congresso di moralisti cattolici svoltosi a Roma, all'Accademia alfonsiana, nell'aprile dell'88. Il volume avrebbe dovuto riportare una relazione del p. Bernhard Haering (già convocato dalla Cdf nel 1979), nella quale il discusso teologo criticava l'antropologia e la teologia che sottostanno all'enciclica paolina Humanae vitae, che nel pontificato di Giovanni Paolo II assume il ruolo di baluardo per la difesa della sessualità umana.
    • Per intervento diretto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, la Pontificia Università Lateranense ritira al professor don Luigi Sartori - uno dei teologi italiani più alla moda - la cattedra di Ecumenismo. Don Sartori è uno dei promotori del manifesto di teologi italiani ribelli corrispondente alla "Dichiarazione di Colonia".
    • A marzo padre Eugenio Melandri lascia, dopo dieci anni, la direzione del mensile dei missionari saveriani "Missione Oggi". Da tempo il periodico suscitava il dolore e la preoccupazione di S. Em.za il card. Josef Tomko, prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, a causa della linea editoriale caratterizzata da una smaccata politicizzazione, per giunta di parte. Tale disorientamento si era manifestato in particolare con un numero tutto dedicato al regime socialista del Nicaragua e in occasione di una tornata elettorale, schierandosi apertamente con i partiti della sinistra.
    • Il gesuita direttore di "Estudes", Paul Valadier, uno dei 157 teologi francofoni firmatari di una lettera di solidarietà ai 163 ribelli della "Dichiarazione di Colonia", si dimette dall'incarico.
    • La Cdf, in novembre, alla vigilia dell'assemblea annuale della Conferenza episcopale statunitense, richiede la cancellazione dall'ordine del giorno della discussione di un ambiguo testo sul rapporto paritetico vescovi-teologi e sulle "Responsabilità ecclesiali del teologo".
    • Don Vittorio Cristelli, direttore del settimanale diocesano "Vita trentina", si dimette dall’incarico. Il settimanale aveva pubblicato il documento dei 63 teologi italiani in sostegno della "Dichiarazione" dei ribelli di Colonia.
    • La Congregazione per l'Educazione Cattolica decreta la chiusura in Brasile del seminario regionale del Nordeste 2 e dell'Istituto teologico di Refice, entrambi fondati da mons. Helder Câmara. La motivazione trova radice nell’educazione "non affidabile" in essi impartita.
    • La Segreteria di Stato (7 agosto) riafferma che né la Joc (Gioventù operaia cristiana) né la correlata Joci (Gioventù operaia cristiana internazionale) sono più riconosciute come legittimi interlocutori dalla Santa Sede. La decisione trova ragione a causa di una smaccata politicizzazione di parte dei due organismi.
    • La Congregazione per i Religiosi istituisce un coordinamento per la Clar (Conferenza Latinoamericana dei Religiosi) al fine di preservarla dall’influenza di una certa Teologia della liberazione.
    • Il 19 settembre la Cdf pubblica l’Istruzione "I fedeli chiamati" che rinnova l’obbligo della pubblica professione di fede per quanti sono chiamati ad esercitare un ufficio in nome della chiesa. La precedente professione di questo tipo risale al Pontificato di san Pio X.

    CONTINUA..................
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  5. #5
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    1990
    • Il 24 maggio la Cdf pubblica l’Istruzione "Donum veritatis" sulla vocazione ecclesiale del teologo, intesa risolvere alla radici fraintendimenti ed ambiguità diffuse nei mesi precedenti all’interno della Chiesa dai vari "Manifesti" di teologi ribelli.
    • La Congregazione per l'educazione cattolica pone il veto alla Facoltà di Teologia dell'Università svizzera di Friburgo di dare la laurea "honoris causa" a mons. Rembert Weakland, vescovo di Milwaukee (USA), noto per alcune interpretazioni del Concilio Vaticano II che risentono di ambiguità tipiche del post-concilio.

    1991
    • La Sede Apostolica rimuove il vescovo messicano di Oaxaca, mons. Bartolomé Carrasco Briseno, compromessosi con alcune frange estremistiche della Teologia della Liberazione.
    • La Santa Sede fornisce alla Conferenza latino-americana dei Religiosi un sostegno di coordinamento e verifica pastorale, in considerazione del dilagare di una certa Teologia della liberazione.
    • Avvio del riesame dell’edizione della Bibbia stampata dalle Edizioni Paoline del Brasile, sostenuta da alcuni teologi della liberazione.
    • Sostegno e coordinamento a "Vozes", la più antica editrice cattolica brasiliana, che vede come direttore dell'omonima rivista Padre Leonardo Boff. Il religioso, in coerenza con le proprie idee, lascerà la rivista e l'ordine francescano l'anno dopo.
    • Su indicazione della Congregazione per l'Educazione Cattolica, il card. Aloisio Lorscheider, arcivescovo di Fortaleza, dimette tre sacerdoti sposati che insegnavano all'Istituto teologico e pastorale della città brasiliana.
    • La Sede Apostolica interdice dall'insegnamento il teologo e psicanalista tedesco Eugen Drewermann, le cui opere risultano viziate da una subalternità verso la psicanalisi più faziosa e anti scientifica, nonché da banali quanto ingiustificate critiche all’organizzazione ecclesiastica e al celibato sacerdotale. Poco dopo viene proibita a Drewermann anche la predicazione. Purtroppo, in coerenza con il proprio pensiero del tutto secolarizzato, il teologo ribelle, a marzo, lascia il sacerdozio.

    1992
    • Il 31 gennaio la Cdf condanna un’opera del teologo moralista canadese André Guindon le cui tesi sui temi della sessualità conterrebbero "gravi dissonanze non solo con l'insegnamento del Magistero più recente, ma anche con la dottrina tradizionale della Chiesa".
    • L’ordine domenicano allontana il teologo Mattew Fox, che già era stato richiamato nel 1988 dalla Sede Apostolica, perché ribelle all'insegnamento morale sessuale di Cristo.
    • La Sede Apostolica dichiara "fuori luogo" - cioè neanche da discutere – la proposta dell'arcivescovo di Milwaukee, mons. Rembert Weakland, di ordinare sacerdoti, in situazioni pastorali di "estrema necessità", uomini sposati.
    • Con la lettera Communionis notio (28 maggio), al Cdf ripropone la dottrina cattolica a fronte di alcune esagerazioni in tema di collegialità episcopale.
    • La Santa Sede suggerisce un ripensamento sul nihil obstat a un’opera del domenicano p. Philippe Denis della Facoltà di Teologia cattolica di Strasburgo per ingiuste e false tesi sull'Opus Dei.

    1993
    • Il 22 aprile la sala stampa vaticana rende nota la dichiarazione finale di un convegno organizzato in marzo dal Pontificio Consiglio per la Famiglia. Il testo - firmato tra gli altri dal card. Alfonso López Trujillo, presidente del Consiglio, e da mons. Dionigi Tettamanzi – riafferma che la contraccezione "corrompe l'intimità coniugale" e che la comunità cristiana deve opporsi alla legalizzazione del divorzio.
    • In una lettera pastorale comune (10 luglio) tre vescovi tedeschi (tra essi mons. Karl Lehmann, vescovo di Magonza) si domandano se un divorziato/a risposato/a che sia in coscienza convinto/a che il suo precedente matrimonio sia irrimediabilmente naufragato possa accostarsi alla comunione eucaristica. La Cdf chiarisce in una lettera ai presuli che ciò non è lecito.
    • Il 22 ottobre il Papa riafferma energicamente la legge del celibato sacerdotale per la Chiesa latina e, aggiunge, di fronte alle contestazioni e critiche, "bisogna ardire (conservando il celibato), mai ripiegare".
    • Il 28 ottobre, il nunzio apostolico in Messico, mons. Girolamo Prigione, annuncia la possibile rimozione dalla diocesi messicana di San Cristóbal de las Casas di mons. Samuel Ruiz.

    1994
    • Nel gennaio 1994 il quotidiano italiano "Avvenire" vede un nuovo direttore, Dino Boffo. Organi di stampa attribuiscono la designazione direttamente al Cardinale Runi, primate d’Italia.
    • La Cdf pubblica il 20 dicembre la lettera circolare "A due anni", destinata ai presidenti delle conferenze episcopali e riguardante le "opere di sintesi" del Catechismo della chiesa cattolica. Tale lettera trova ragione anche a causa di alcune traduzioni in inglese caratterizzate da un linguaggio troppo secolarizzato sulla concezione della donna.
    • Con la lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis (22 maggio) il Santo Padre, "in virtù del [suo] ministero di confermare i fratelli" dichiara che "la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l'ordinazione sacerdotale, e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli".
    • La Cdf, nella "Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica circa la recezione della comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati" (14 settembre) ribadisce l’impossibilità di dare la comunione ai cattolici divorziati e risposati.
    • La Cdf interviene in merito alla nomina della teologa femminista Teresa Berger alla cattedra di Liturgia della Facoltà teologica dell'Università di Bochum, in Germania.

    1995
    • Secondo il settimanale inglese "The Tablet", il prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, card. Pio Laghi, ha suggerito venisse cancellata una conferenza che il teologo della Liberazione Gustavo Gutiérrez avrebbe dovuto svolgere a Roma nel novembre '94. Gutiérrez, nel 1990, aveva pubblicato un'edizione riveduta del suo "Teologia della Liberazione" che aveva in parte fugato i dubbi sulla sua ortodossia.
    • La Congregazione per i Vescovi dimette mons. Jacques Gaillot, vescovo di Evreux (Francia), che con il suo ministero fortemente secolarizzato e la sua azione politicizzata provocava grave disorientamento tra i fedeli.
    • Su indicazione del sostituto della Segreteria di Stato vaticana mons. Giovanni Battista Re, e del prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, card. Jozef Tomko, il missionario comboniano p. Renato Kizito Sesana viene rimosso dal suo incarico di direttore della rivista keniana "New People", divenuta ormai del tutto priva di ogni finalità missionaria.
    • Nell'enciclica Evangelium vitae (25 marzo) il Santo Padre definisce "democrazie totalitarie" i parlamenti che approvano leggi che consentono l'interruzione volontaria della gravidanza.
    • La Cdf suggerisce ed ottiene dalle Superiore della congregazione delle "Sorelle di Nostra Signora" di mandare per due anni in Europa a studiare buona teologia la suora brasiliana Ivone Gebara, lasciatasi irretire da teorie di stampo femminista.
    • Mons. Samuel Ruiz, vescovo del Chiapas, teorico di una chiesa indigena distinta da quella di Gesù Cristo, resta al suo posto, ma viene affiancato da un vescovo coadiutore con diritto di successione, mons. Raúl Vera Lopez.

    1996
    • Con un editoriale su L'Osservatore romano del 2 febbraio e firmato "***" (che per consuetudine è indicatore della massima autorevolezza dell’estensore), la Sede Apostolica condanna le opinioni di 16 teologi moralisti di area germanofona che in un libro avevano contestato l'enciclica Veritatis splendor "su questioni fondamentali della dottrina morale" (6 agosto '93) ed affermato che essa era un tentativo di imporre una posizione teologica di parte. L'editoriale riafferma il ruolo del magistero papale e l'obbedienza ad esso dovuta.

    1997
    • La Cdf scomunica, con una "Notificazione" datata 2 gennaio il teologo Tissa Balasuriya, poiché con le sue teorie "scalza su punti essenziali la fede cristiana". Sarà riabilitato, dopo un 'mea culpa', nel '98. Osservazioni su un libro del p. Balasuriya, erano già state diffuse nel 1994.
    • L'11 febbraio 1997 S. Em.za il Card. Ruini ottiene dal Papa un decreto inteso ad una maggiore vigilanza sulla Società San Paolo, la casa delle Edizioni Paoline: Giovanni Paolo II nomina mons. Antonio Buoncristiani delegato presso la Società S. Paolo, con l'incarico di "esercitare tutte le funzioni spettanti normalmente sia al Superiore generale che al Superiore provinciale". Nel decreto si specifica "per completezza di informazione" che la sua autorità si estende sui Periodici "Famiglia Cristiana", "Jesus", "Vita Pastorale", ecc. e sulle Edizioni S. Paolo. Alcuni religiosi paolini avevano rifiutato di rimettere alla direzione don Stefano Andreatta, sottomessosi alle indicazioni del Vicario di Cristo, da essi ingiustamente destituito. Dopo un dolorosissimo alternarsi di dichiarazioni e smentite da parte di alcuni paolini , nell'aprile del '98, viene rimosso dalla guida di "Famiglia cristiana" il direttore, don Leonardo Zega, definitivamente allontanato dal giornale il 12 ottobre del '98.
    • La Santa Sede, dopo la visita apostolica condotta nel '95 da mons. Xavier Lozano Barragân nei seminari dei gesuiti in Messico e dopo l'interessamento del prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica card. Pio Laghi, fa chiudere l'Istituto Interreligioso e il Centro di Studi cattolici di Città del Messico, dipendenti dalla Conferenza degli Istituti religiosi messicani (CIRM) nonché l'Istituto Teologico del Collegio Maximo de Cristo Rey con l'annesso Centro di riflessione teologica retto dalla Compagnia di Gesù. S. Em.za il card. Laghi indica nell'opzione a favore della Teologia della Liberazione la causa principale della "confusione e controversia" diffusa a piene mani dagli istituti.
    • La Conferenza dei religiosi colombiani viene biasimata con una lettera inviata da mons. Tarcisio Bertone, segretario della Cdf, per le deviazioni riscontrate nella relazione del primo incontro nazionale di teologia della vita religiosa, svoltosi a Bogotà nell'aprile 1996 e pubblicate nella rivista "Vinculum" della Conferenza dei religiosi colombiani. La relazione contiene uno stile "rivendicativo, aggressivo e critico verso la stessa gerarchia ecclesiastica" e pretende di elaborare una teologia della vita religiosa "prescindendo da uno studio serio delle Scritture, della Tradizione e del Magistero".
    • Con una Istruzione interdicasteriale (firmata il 15 agosto dai responsabili di ben otto dicasteri e uffici della Curia Romana) la Sede Apostolica ristabilisce i giusti limiti della collaborazione dei laici al ministero dei sacerdoti.
    • Il 20 settembre mons. Jorge Medina Estévez, pro-prefetto della Congregazione per il Culto Divino, scrive a mons. Anthony Pilla, presidente della Conferenza episcopale statunitense, per comunicargli che la traduzione inglese dei libri liturgici, compiuta dai vescovi USA, "non esprime accuratamente" il senso del testo latino e "non è esente da problemi dottrinali". Sulla questione gli otto cardinali statunitensi si erano già incontrati a Roma con i cardinali Medina Estévez e Ratzinger.
    • A seguito di una lettera inviata dal prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli Card. Josef Tomko, la Conferenza episcopale della Corea del Sud sancisce il divieto di pubblicazione per tre sacerdoti, p. John Sye Kong-seok, p. Paul Cheong Yang-mo (entrambi docenti dell'Università Sogang di Seul, tenuta dai gesuiti) e p. Edouard Ri Je-min (professore dell'Università cattolica di Kwangiu e direttore della rivista "Skinhak Chonmang"). I tre risultano sostenitori di idee "per nulla conformi alla dottrina cattolica", in particolare su temi quali il sacerdozio femminile, il celibato dei preti, l'evangelizzazione e l'inculturazione.

    CONTINUA.............
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  6. #6
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    1998
    • La Cdf riapre ancora una volta la verifica sulla teologia del peruviano Gustavo Gutiérrez, che suscita problemi nella Chiesa latino-americana almeno dal 1983.
    • La Cdf pone sotto osservazione il libro del teologo australiano Paul Collins "Il potere papale. Una proposta di cambiamento per il cattolicesimo del Terzo millennio". Collins lascerà purtroppo il sacerdozio nel 2001, rilasciando dichiarazioni coerenti con le eresie contenute nelle sue opere.
    • La Congregazione per il Clero, presieduta dal card. Darío Castrillón Hoyos suggerisce al vescovo inglese mons. Peter Smith il ritiro di un testo di religione per le scuole secondarie perché in esso si sostiene la Teologia della Liberazione.
    • Con una Notificazione (24 giugno), la Cdf dichiara che il gesuita indiano Anthony de Mello ha sostenuto nelle sue opere "posizioni incompatibili con la fede cattolica". Le opere del De Mello, benché deceduto da tempo, occupano le scansie di numerose librerie anche cattoliche.
    • Giovanni Paolo II con il Motu proprio Ad tuendam fidem rende ancora più chiara l'applicazione della professione di fede del 1989. La lettera è accompagnata da una densa "Nota dottrinale illustrativa" della Cdf, che illustra come ciascun teologo debba esplicitamente impegnarsi ad accogliere "fermamente" verità proclamate "in modo definitivo" dal Magistero, senza che sia necessaria una esplicita "definizione dogmatica". In tale categoria, precisa il testo, rientra l'insegnamento papale sull'ordinazione sacerdotale da riservarsi soltanto agli uomini.
    • Con il motu proprio Apostolos suos (21 maggio) il Papa chiarisce la natura e i poteri delle Conferenze episcopali. Il documento trova ragione in casi di travisamento della natura pastorale e non precipuamente dottrinale delle Conferenze medesime.
    • La Cdf richiede ed ottiene l’allontanamento dall'insegnamento presso la Pontificia Università Gregoriana del teologo gesuita Jacques Dupuis per il suo libro "Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso". La condanna è pubblicata nel 2001 con una Notificazione (24 gennaio) nella quale si afferma che nel libro del gesuita vi sono "notevoli ambiguità e difficoltà su punti dottrinali di portata rilevante, che possono condurre il lettore a opinioni erronee o pericolose".
    • La Congregazione per l'Educazione Cattolica, presieduta dal card. Pio Laghi, allontana dalla cattedra di Filosofia del Diritto dell'Università cattolica del Sacro Cuore di Milano il prof. Luigi Lombardi Vallauri che aveva imprudentemente diffuso su larga scala bizzarre tesi sull'inferno, sul peccato originale, sull'autorità del magistero e sulla morale sessuale.
    • In Perù, a sostituire il cardinale gesuita Augusto Vargas Alzamora, da nove anni primate della Chiesa cattolica di Lima, è chiamato (nonostante una violenta pressione mass mediatica operata anche da alcuni ecclesiastici) un membro dell'Opus Dei, Mons. Luis Cipriani. Il Presule, nei dieci anni passati alla guida dell'arcidiocesi di Ayacucho, si era segnalato per la ferma carità pastorale verso i seguaci della Teologia della liberazione di stampo marxista e per la decisa condanna del terrorismo di matrice socialista.

    1999
    • Il 6 aprile la Cdf corregge numerose "proposte di cambiamento" formalizzate da una specie di Sinodo denominato "Dialogo per l'Austria", in particolare sulla contraccezione, la comunione ai divorziati risposati, il clero uxorato.
    • Il 18 settembre la Segreteria di Stato e la Cdf dispongono il ritiro dei consultori cattolici germanici dal sistema statale dei consultori dai quali, per legge, ogni donna che voglia abortire deve ottenere il certificato di avvenuta consulenza.
    • Domenica 27 giugno la Sacra Rota – così riferisce la stampa nazionale - ordina il sequestro e proibisce la traduzione di un ignominioso libello dal titolo "Via col vento in Vaticano". Il portavoce e co-autore confesso del pamphlet, mons. Luigi Marinelli, è convocato dal dicastero; secondo fonti giornalistiche è avviato un procedimento inteso alla sua "sospensione a divinis".
    • A suor Jeannine Gramick ed a p. Robert Nugent – religiosi statunitensi – la Cdf vieta "permanentemente ogni attività pastorale in favore delle persone omosessuali", perché i due, sin dall’inizio delle loro attività nel 1977, non condannano "la malizia intrinseca degli atti omosessuali", mettendo inoltre "ripetutamente in discussione elementi centrali dell'insegnamento della Chiesa" in materia.
    • Il 12 marzo 1999, la presidente dell’Azione Cattolica italiana Paola Bignardi rettifica in un’intervista al quotidiano Avvenire alcune dichiarazioni sulle cosiddette "coppie di fatto" rilasciate al quotidiano social-comunista l'"Unità".

    2000
    • Il 14 gennaio, in una lettera al presidente della Commissione Internazionale per la lingua inglese nella liturgia (ICEL), mons. Maurice Taylor, il segretario della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti, mons. Francesco Pio Tamburrino, chiede di ritirare tutte le copie del Libro liturgico dei Salmi tradotto in inglese, perché contengono errori dottrinali che rischiano di arrecare un danno alla fede.
    • Nel corso dell’anno, la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti approva - con 223 sì e 31 no – un decreto di applicazione della Costituzione Apostolica Ex corde ecclesiae di Giovanni Paolo II (del 15 agosto 1990), nella quale il Santo Padre chiedeva di prendere misure per rafforzare l’identità delle Università cattoliche e ai docenti delle stesse di ottenere, per insegnare, "referenze" del proprio vescovo. I vescovi americani dispongono così che "gli statuti delle università cattoliche istituite dall’autorità gerarchica, da istituti religiosi o altre persone giuridiche devono essere approvati dall'autorità ecclesiastica competente" (art. 3,3); nel Consiglio di amministrazione la maggioranza "dovrebbe essere composta da cattolici impegnati nella Chiesa" (art. 4, 2b); il presidente dovrebbe essere un cattolico (art. 4, 3a); l'università dovrebbe cercare di reclutare e nominare come docenti dei cattolici, in modo che "coloro che sono impegnati nella testimonianza della fede costituiscano la maggioranza del corpo docente" (art. 4, 4a); e, soprattutto, "i cattolici che insegnano discipline teologiche in un'università cattolica devono avere un mandatum da parte dell'autorità ecclesiastica competente" (art. 4, 4e, 1), ossia il vescovo della diocesi in cui si trova l'università. Questo mandato, che deve essere scritto, è "un riconoscimento da parte dell'autorità della Chiesa sul fatto che un docente cattolico di una disciplina teologica insegna in piena comunione con la Chiesa cattolica", e riconosce l'impegno di tale docente a "astenersi dal proporre come dottrina cattolica qualcosa che è contrario al magistero della Chiesa". Una volta ottenuto, questo mandato resta in vigore finché il professore è in carica e "a meno che non gli venga ritirato dall'autorità ecclesiastica competente" (art. 4, 4e, 4b). Questi temi erano stati efficacemente proposti da S. Em.za il card. Ratzinger nel corso di un ciclo di conferenze e incontri tenuti l’anno precedente, nel corso dei quali il Prefetto della Cdf aveva messo in guardia i cattolici impegnati nelle locali università da cedimenti nei confronti della modernità.
    • In Messico la Sede Apostolica trasferisce alla diocesi di Saltillo mons. Raúl Vera López, che era già stato inviato alla diocesi di San Cristóbal de las Casas (Chiapas) come coadiutore con diritto di successione di mons. Samuel Ruiz. Mons. Vera López era stato inviato nel Chiapas nel '95 per alcune difficoltà circa la cosiddetta "teologia india" di mons. Ruiz. Il turbinoso succedersi di eventi anche violenti e la pressione mass mediatica mondiale, confondono il vescovo designato e ne consigliano altra destinazione al compimento dei 75 anni di Mons. Ruiz.
    • Nel giugno del 2000, durante un incontro a San Paolo su Aids e sfide per la Chiesa in Brasile, la stampa attribuisce al vescovo di Goiás, Eugene Rixen, una frase secondo la quale "tra il condom e l'espansione dell'Aids, siamo obbligati a scegliere il male minore". Il presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, Mons. Lozano Barragán, suggerisce ed ottiene dalla Conferenza episcopale brasiliana la diffusione di una Nota di chiarimento, nella quale si riafferma che l'uso del preservativo, in qualunque circostanza, è contrario alla dottrina di Cristo.
    • La Santa Sede protesta vivacemente presso il Governo italiano perché impedisca la celebrazione del cosiddetto Gay pride a Roma e, in particolare, perché le autorità impediscano la grande manifestazione degli attivisti omosessuali, che malvagiamente diffondono idee che provocano confusione e sofferenza verso la categoria di persone che falsamente pretendono di rappresentare. L'indomani, all'Angelus, il Papa esprime "amarezza per l'affronto recato al grande Giubileo dell'anno Duemila e per l'offesa ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo".
    • Con la dichiarazione Dominus Iesus (6 agosto) la Cdf riafferma l’unicità salvifica di Cristo, richiamando implicitamente all’ortodossia una certa teologia "asiatica" (Cfr. ad es. i provvedimenti precedentemente adottati a carico del sacerdote dello Sri Lanka T. Balasuriya).
    • A succedere al discusso cardinale brasiliano Paulo Evaristo Arns, esponente di punta di una certa Teologia della liberazione, che aveva solidarizzato con il tiranno socialista cubano Fidel Castro, è chiamato Mons. Claudio Hummes. La nomina del prelato (vicino al movimento carismatico e nominato appena due anni prima arcivescovo di Fortaleza, dove aveva provveduto a riordinare l’ex Diocesi del card. Aloísio Lorscheider secondo le indicazioni della Santa Sede) avviene nonostante le pressioni mass mediatiche, operate anche da ecclesiastici, che "esige" la nomina di uno dei vescovi ausiliari di Arns oppure dell'arcivescovo di Mariana ed ex presidente della Cnbb (Conferenza episcopale brasiliana) Mons. Luciano Mendes de Almeida.
    • La Congregazione per il Culto Divino, il 28 luglio, pubblica una "Istruzione generale sul Messale romano", che funge da introduzione alla nuova versione del Messale romano. In essa si ricorda, a fronte di alcuni casi di abusi, che i laici non possono avvicinarsi all'altare prima che il celebrante si sia comunicato; non possono mettere nella patena le ostie consacrate; che devono ricevere la patena dalle mani del celebrante e non prenderla da soli dall'altare; che il celebrante non può dare il segno della pace ai fedeli lasciando l'altare.
    • Nel settembre 2000 cessa le pubblicazioni il settimanale dell’Azione Cattolica italiana "SegnoSette", che in troppe occasioni aveva espresso posizioni divergenti dall’insegnamento cattolico su temi politici, ecclesiali e morali.
    • La Cdf, con una Notificazione del 30 novembre, ottiene l'abiura del teologo austriaco Reinhard Messner che aveva tra l’altro sostenuto che "in caso di conflitto è sempre la tradizione, ovvero la teologia, che deve essere corretta a partire dalla Scrittura, e non la Scrittura che deve essere interpretata alla luce di una tradizione successiva (o di una decisione magisteriale)".

    CONTINUA............
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  7. #7
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    2001
    • La Cdf, con una Notificazione (22 febbraio) ottiene dal teologo redentorista spagnolo p. Marciano Vidal la ritrattazione delle sue tesi su contraccezione, aborto, omosessualità, che si allontanavano da quelle di Cristo.
    • La Cdf inizia le verifica delle teorie del gesuita p. Roger Haight, nei cui scritti emergono ambiguità nella cristologia.
    • La Sede Apostolica vieta a suor Joan Chittister, teologa benedettina statunitense, di partecipare in giugno, a Dublino, alla Conferenza della rete mondiale per l'ordinazione delle donne. La suora, purtroppo, si ribella.
    • Con una Notificazione (17 settembre) le loro Em.ze i cardinali Ratzinger, Medina Estévez e Darío Castrillon Hoyos (prefetto della Congregazione per il Clero) ribadiscono l’impossibilità dell'ordinazione della donna-diacono. Il documento è da alcuni interpretato come un riferimento indiretto a mons. Samuel Ruiz che, nella diocesi messicana di San Cristóbal de las Casas, aveva ordinato circa quattrocento diaconi sposati, accompagnati all'altare, nella cerimonia dell'ordinazione, dalle loro mogli.
    • Nell'esortazione apostolica post-sinodale Ecclesia in Oceania il Papa (22 novembre) chiarisce ai presuli di quell’area geografica alcuni dubbi (ad es. circa l’atteggiamento verso i divorziati risposati) emersi nel corso del Sinodo per l’Oceania, celebrato a Roma nel 1998.
    • Il 24 dicembre il Santo Padre riaccoglie nella comunione con la Chiesa i sacerdoti brasiliani divenuti pseudo tradizionalisti anche per reazione al clima imperante nella Chiesa che è in Brasile, che reggevano l’intera Diocesi di Campos. Tra questi sacerdoti, scomunicati perché seguaci del vescovo scismatico Lefebvre, è nominato il vescovo della Diocesi, Mons. Licinio Rangel. Si tratta di un gesto di grande portata ecumenica, che alcuni mass media indicano come inteso a rafforzare il dialogo con alcune chiese orientali scismatiche (c.d. "ortodossi").

    2002
    • Il frate minore francescano svizzero Josef Imbach, docente di teologia fondamentale alla Pontificia Facoltà teologica San Bonaventura di Roma lascia l'incarico a seguito di osservazioni su un suo libro che poneva interrogativi circa la storicità degli eventi miracolosi narrati nel Nuovo Testamento.
    • Con un Monitum del 5 luglio la Cdf preannuncia la scomunica - a meno di un ravvedimento entro il 22 luglio, che non avverrà - a sette donne che il 29 luglio, su un battello in navigazione sul Danubio, tra Austria e Germania, intendono farsi "ordinare prete" da un vescovo argentino già scomunicato.
    • Un comunicato (17 ottobre) della Commissione teologica internazionale, presieduta dal card. Ratzinger, ribadisce che ragioni teologiche e storiche impediscono l'ordinazione diaconale delle donne. Alcuni media dell’area del dissenso intra-ecclesiale sostengono che tale chiarificazione è da mettere in relazione con dichiarazioni foriere di confusione attribuite a vari cardinali, come Carlo Maria Martini, l'ex arcivescovo di Firenze Silvano Piovanelli e il tedesco Karl Lehmann vescovo di Magonza.
    • Il 22 novembre 2002 l'abate di Montevergine, padre Giovanni Tarcisio Nazzaro, emana nei confronti di don Vitaliano Della Sala – un controverso sacerdote segnalatosi per la sua attività come fiancheggiatore di socialisti, comunisti e "no global" - un decreto (preceduto da due ammonizioni canoniche nel 2000 e 2001) di rimozione dalla funzione di parroco. Nel provvedimento, fortemente voluto dalla Sede Apostolica, Dom Nazzaro implora il ribelle di cessare il pubblico dissenso dal Magistero dei Pastori e dalla Sede Apostolica, di interrompere la "frequenza di 'centri' e 'associazioni' ben noti per la diffusione di idee in contrasto con la dottrina e l'insegnamento della Chiesa e che non rifuggono neanche dalla violenza", e lo invita a pentirsi di aver trascurato i suoi doveri parrocchiali.
    • L'8 dicembre 2002, il Pontificio Consiglio per la Famiglia, con la prefazione del prefetto del dicastero, il card. Alfonso Lopez Trujillo, presenta "Lexicon. Temi ambigui e discussi su famiglia vita e questioni etiche", un pregevole volume nel quale, su tutti i problemi propagandati dai network di cattolici ribelli - come contraccezione, divorzio, omosessualità, rapporto tra princìpi etici cristiani e legislazione civile -, esprime autorevolmente ed argomenta con efficacia la dottrina proposta dal Magistero papale.
    • Il card. Medina Estévez, prefetto della Congregazione per il Culto Divino, in una lettera del 16 maggio ripete che è "assolutamente sconsigliabile", "imprudente" e "rischiosa" l'ordinazione sacerdotale di omosessuali.



    2003
    • La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica comunica (15 gennaio) ai Superiori e alle Superiori generali che la Cdf ha ribadito di escludere i transessuali dalla vita consacrata.
    • Con un decreto della Cdf (25 gennaio) - decreto emanato "dal sommo Pontefice Giovanni Paolo II, con suprema ed inappellabile decisione senza alcuna possibilità di appello" - don Franco Barbero delle Comunità "di base" (Pinerolo) viene "dimesso dallo stato clericale". Il disgraziato sacerdote, nonostante ripetuti avvertimenti anche dell’Ordinario diocesano, aveva ripetutamente e pubblicamente benedetto "matrimoni" tra omosessuali e, ancor più, aveva predicato una ribellione generalizzata verso la Chiesa di Cristo, in particolare tra le Comunità sedicenti "di base". La condanna, purtroppo, non ottiene l’effetto sperato tra le Comunità "di base".
    • Nella "settimana di preghiera per l’unità dei cristiani", all’udienza del mercoledì, il Papa ribadisce che proprio il primato petrino è il garante di quest'unità.
    • La Cdf propone ed ottiene dalla Commissione dottrinale della Conferenza episcopale spagnola di far sapere, in un documento, che le tesi su Gesù Cristo contenute in un libro del teologo Juan José Tamayo contengono gravi errori dottrinali.
    • Con l'enciclica Ecclesia de Eucharistia (17 aprile) il Santo Padre riafferma la dottrina della transustanziazione - formulata dal Concilio di Trento - e vieta qualsiasi "intercomunione" (partecipazione di protestanti alla comunione durante la Santa Messa, e dei cattolici alla cena protestante) con le chiese di originate dalla rivolta protestante. L'enciclica ribadisce che i cattolici divorziati e risposati non possono accostarsi all'Eucaristia, lamentando inoltre gli "abusi" che, nel post-Concilio, si sono fatti in materia liturgica.
    • Il 24 maggio, a nome del papa, il card. Castrillón Hoyos, celebra nella Basilica di S. Maria Maggiore in Roma la S. Messa nel rito cosiddetto "di San Pio V", per le comunità "tradizionaliste" rimaste fedeli alla Sede Apostolica.
    • La Cdf, con le chiarissime "Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali" (3 giugno), chiede ai parlamentari e ai politici cattolici di tutto il mondo di impedire in ogni modo l'approvazione di leggi che ammettano una qualsiasi equiparazione tra il matrimonio e l'unione di due persone dello stesso sesso.
    • Il 4 giugno viene sospeso a divinis padre Bernard Kroll, che in occasione del primo Kirchentag ecumenico della storia, davanti a più di 2.500 persone, aveva celebrato il 31 maggio "una specie di messa" con pastori protestanti, distribuendo la comunione a fedeli luterani e prendendo il pane e il vino della ‘cena’ evangelica nella chiesa protestante dei Gethsemani, situata a Berlino nel quartiere Prenzlauer Berg Nord.
    • Giugno. Il Pontificio Consiglio per la Famiglia viene denunciato da esponenti radical-progressisti italiani per aver pubblicato il Lexicon. Termini discussi su famiglia, vita e questioni bioetiche (edizioni EDB), in cui è riportata e motivata (sia alla luce dei testi magisteriali, sia mediante la sola ragione) la riprovazione dell’omosessualità.
    • Il 7 ottobre, l’arcivescovo scozzese di Edinburgo Keith Patrick O'Brien, in procinto di ricevere la porpora cardinalizia e oggetto di calunnie a mezzo stampa, recita una solenne professione di fede nella quale ribadisce l’obbligatorietà del celibato sacerdotale, l’immoralità degli atti omosessuali, la piena adesione al Magistero della Chiesa sulla contraccezione.
    • Il 19 ottobre il nunzio vaticano per il Venezuela, Mons. André Dupuy, condanna il regime socialista di Hugo Chávez, intervenendo sul periodico "El Nacional" e definendo "una tragedia umana" la situazione in cui si trova il Paese.
    • Sempre il 19 ottobre, a seguito dell’esclusione dell’On. Buttiglione da una importante carica nella Unione Europea in quanto cattolico, i cardinali Martino – "Ministro degli Esteri" della Santa Sede - ed Herranz – Presidente del Pontificio Consiglio per l’interpretazione dei testi legislativi - segnalano che siamo "di fronte a un’ondata di fondamentalismo laicista […] il tentativo di fare del laicismo – non della laicità – una religione di Stato. Con il rischio di instaurare una forma di totalitarismo laico".
    • Il 22 novembre 2003 vede la luce un chirografo del Papa, Per il centenario del Motu Proprio Tra le sollecitudini sulla musica sacra. In esso il Pontefice sottolinea "la necessità di purificare il culto da sbavature di stile, da forme trasandate di espressione, da musiche e testi sciatti e poco consoni alla grandezza dell'atto che si celebra"; mette in guardia dalle innovazioni musicali: "È chiaro tuttavia che ogni innovazione in questa delicata materia deve rispettare peculiari criteri, quali la ricerca di espressioni musicali che rispondono ai necessario coinvolgimento dell’intera assemblea nella celebrazione e che evitino, allo stesso tempo, qualsiasi cedimento alla leggerezza e alla superficialità", restando il canto gregoriano "il supremo modello della musica sacra". Pertanto: "il sacro ambito della celebrazione liturgica non deve mai diventare laboratorio di sperimentazioni o di pratiche compositive ed esecutive introdotte senza un'attenta verifica".
    • Il 4 dicembre viene pubblicata la Lettera Apostolica Spiritus et Sponsa , di Giovanni Paolo II, per il XL anniversario della Costituzione conciliare sulla liturgia. In essa si ricordano la necessaria serietà dei riti liturgici e si mette in guardia sul fatto che "non rispettando la normativa liturgica, si giunge talvolta ad abusi anche gravi, che mettono in ombra la verità del mistero e creano sconcerto e tensioni nel Popolo di Dio". Il Card. Prefetto Arintze spiega: "c’è una tentazione alla quale si deve resistere: cioè, quella di pensare che sia una perdita di tempo prestare attenzione agli abusi liturgici". Il Papa chiede inoltre che sia coltivata "con maggiore impegno all’interno delle nostre comunità l’esperienza del silenzio", forma eccellente della partecipazione liturgica attiva raccomandata dal Concilio.




    2004
    • Il 25 marzo la Congregazione per il Culto Divino pubblica l’Istruzione "Redemptionis Sacramentum", un documento su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucarestia. In essa vengono elencati alcuni "abusi liturgici gravi": si ricorda che non si possono sostituire i testi biblici con altri considerati più moderni, è necessaria più cautela con danze e balli in chiesa; è vietato ai laici rivestire ruoli che sono esclusivamente del sacerdote, pronunciando l'omelia o leggendo il Vangelo. I fedeli che dovessero riscontrare tali abusi sono autorizzati a denunciarli al vescovo o alla Santa Sede.
    • Il 31 maggio la CdF pubblica la LETTERA ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla collaborazione dell’uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo, nella quale, tra l’altro, viene confermata la differenza tra i sessi e confutata la teoria del gender (genere), base teorica della legittimazione delle c.d. "unioni omosessuali".
    • 20 giugno, è rimosso dalla parrocchia di "Maria Santissima Assunta" a Rignano Garganico (diocesi di San Severo) don Fabrizio Longhi che, la notte del 24 dicembre, aveva affidato l'incarico di fare l'omelia a Pasquale Quaranta, giornalista e militante del movimento gay.
    • Luglio; fonti giornalistiche non smentite svelano l’esistenza di una lettera della CdF contenente il divieto assoluto di dare la comunione ai politici cattolici americani che sono favorevoli all'aborto. La lettera – dell’inizio di giugno - è indirizzata, al card. Theodore McCarrick, arcivescovo di Washington e al presidente della Conferenza episcopale stessa, Mons. Wilton Gregory.
    • In settembre, nella Diocesi basca di Deusto-San Ignacio a Bilbao, viene rimosso e destituito un sacerdote aderente al movimento "Noi Siamo Chiesa", (We are church), don Aitor Urresti, fautore degli errori in materia morale - propri di quel movimento - circa la condotta pubblica e privata delle persone omosessuali.
    • Il 7 ottobre, a conclusione di anno speciale dedicato al Santo Rosario, il Santo Padre indice l’Anno dell’Eucaristia. Nella Lettera Apostolica Mane nobiscum Domine, il Pontefice torna sul dramma centrale di tutto il Suo Pontificato: "Mistero grande, l'Eucaristia! Mistero che dev'essere innanzitutto ben celebrato. Bisogna che la Santa Messa sia posta al centro della vita cristiana, e che in ogni comunità si faccia di tutto per celebrarla decorosamente, secondo le norme stabilite". E torna ad invocare un maggiore silenzio nelle celebrazioni: "le norme ricordano — e io stesso ho avuto modo recentemente di ribadirlo — il rilievo che deve essere dato ai momenti di silenzio sia nella celebrazione che nell'adorazione eucaristica. È necessario, in una parola, che tutto il modo di trattare l'Eucaristia da parte dei ministri e dei fedeli sia improntato a un estremo rispetto".




    2005
    • Il 9 gennaio, il Nunzio Apostolico per il Brasile Mons. Lorenzo Baldisseri, chiede a dom Pedro Casaldáliga, il noto vescovo "di base" e guerrigliero di São Félix do Araguaia in Brasile, di lasciare la città prima dell’arrivo del suo successore.
    • Il 10 gennaio, nel messaggio al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, il Papa antepone ad ogni altro problema dell’umanità, anche a quello della fame, "la sfida della vita". Elencando i fattori di una "cultura della morte" in aborto, fecondazione artificiale, clonazione, eutanasia, unioni di fatto e omosessuali, il Papa precisa che: "lo Stato ha come suo compito primario proprio la tutela e la promozione della vita umana".
    • Il 13 gennaio il Santo Padre riceve e si congratula con il Presidente della regione Lazio, On. Francesco Storace esponente della destra politica italiana, e gli esprime il suo " vivo compiacimento per l’approvazione dello Statuto della Regione Lazio. Esso infatti, oltre a sottolineare il ruolo di Roma come centro del Cattolicesimo, riconosce esplicitamente il primato della persona e il valore fondamentale della vita. Riconosce, inoltre, i diritti della famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio e si propone di sostenerla nell’adempimento della sua funzione sociale, facendo esplicita menzione dell’Osservatorio regionale permanente sulle famiglie. Lo Statuto prevede anche che la Regione garantisca il diritto allo studio e la libertà di scelta educativa".
    • Il 24 gennaio, ricevendo i vescovi spagnoli nella visita ad limina, il Santo Padre denuncia: "Nell'ambito sociale si sta diffondendo anche una mentalità ispirata dal laicismo, ideologia che porta gradualmente, in modo più o meno consapevole, alla restrizione della libertà religiosa fino a promuovere il disprezzo o l'ignoranza dell'ambito religioso, relegando la fede alla sfera privata e opponendosi alla sua espressione pubblica".
    • Il 7 febbraio la CdF rende nota la condanna del volume Jesus Symbol of God, scritto da Padre Roger Haight S. J., che implica la negazione della missione salvifica universale di Gesù Cristo e, di conseguenza, la missione della Chiesa di annunciare e comunicare il dono di Cristo salvatore a tutti gli uomini.
    • Il 21 febbraio, in un messaggio alla Pontificia Accademia per la vita, il Santo Padre ribadisce con forza la condanna di aborto, fecondazione artificiale, eutanasia e ricorda che "la salute non è un bene assoluto"
    • Il 22 febbraio viene sospeso a dinivis per sei mesi don Vitaliano della Sala, parroco italiano di S. Angelo a Scala, partecipante a manifestazioni assieme a
    comunisti e no-global.

    ( a ragione Giovanni Paolo II il Grande può dire: LASCIATEMI TORNARE ALLA CASA DEL PADRE......HO COMBATTUTO LA BUONA BATTAGLIA.......)

    Grazie Karol Wojtyla, prega per noi e con noi........
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  8. #8
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    Gli appunti del papa? A Cracovia in un centro di ricerca

    di Matteo Spicuglia/ 12/10/2005

    Mons. Stanislao Dziwisz torna a parlare dell’archivio privato di Giovanni Paolo II che il pontefice aveva chiesto di distruggere. Disatteso il testamento, adesso si pensa a come gestire una delle eredità più significative di papa Wojtyla.


    www.korazym.org

    ROMA - Gli appunti personali di Giovanni Paolo II saranno custoditi in un centro di documentazione e ricerca a Cracovia. Ad annunciarlo è stato l’ex segretario del papa, mons. Stanislao Dziwisz, in visita a Roma dove è intervenuto in un incontro con gli studenti romani. La nuova realtà, ha spiegato il neoarcivescovo della città polacca, sarà creato “non solo per Cracovia e per la Polonia, ma per tutti quelli che, da tutto il mondo, cercano le tracce del Santo Padre defunto: non un museo ma un vero centro, un luogo per mantenere viva la persona di Karol Wojtyla, il suo insegnamento, il suo comportamento come uomo. Perchè lui era sacerdote, vescovo, papa, ma anche artista e poeta”.

    Si aggiungono così nuovi particolari al caso nato subito dopo la morte di Giovanni Paolo II, quando il suo testamento fu disatteso di fatto dal segretario. Nel documento (composto a più riprese dal 1979 al 2000), il papa chiedeva espressamente che tutte le carte e gli appunti privati venissero distrutti: una volontà non eseguita perché secondo mons. Dziwisz “nulla meritava il fuoco”. Gli appunti sono stati così portati a Cracovia, la Santa Sede ha chiarito in fretta che la questione non era più di sua competenza e lo stesso Archivio segreto vaticano non ha avanzato alcuna richiesta. Le oltre 100mila carte raccolte in 27 anni di pontificato sono affidate alla piena discrezionalità di mons. Stanislao che ha annunciato di voler pubblicare parte dell'archivio e attualmente continua ad essere l’unica persona ad averne accesso. Ancora sconosciuti i criteri con cui il materiale sarà gestito e studiato, l’eventuale comitato di storici che sarà formato e soprattutto i tempi che richiederà la catalogazione. Sta di fatto che l’unico desiderio di Giovanni Paolo II è definitivamente “morto” con lui.

    Parlando con i giornalisti, mons. Stanislao ha poi ricordato il dolore e la speranza dello scorso aprile, ringraziando gli italiani “perchè volevano bene al papa”. “Di Roma porto tutto con me – ha detto - nel mio cuore porto tutta la città, la gente che è simpaticissima”. Degli ultimi momenti di Giovanni Paolo II, l’arcivescovo di Cracovia ricorda che non sono stati drammatici. “Era un passaggio da una vita all'altra – ha spiegato – per tutta la vita il papa ha avuto Cristo come guida, lui era cosciente che andava verso Cristo, così è andato tranquillamente. Non so cosa pensava in quei momenti; fino alla fine però sentiva la piazza e i suoi giovani. E' andato così verso Cristo”. Sulla causa di beatificazione, vige il massimo riserbo, ma novità potrebbero arrivare dall'incontro svoltosi ieri tra mons. Stanislao e il postulatore mons. Slawomir Oder. In Vaticano, tuttavia, non si esclude che i tempi possano essere molto brevi: il segretario aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli, mons. Henryk Hoser, ha detto all'agenzia I.Media che il processo potrebbe essere di “una rapidità fulminante”, con Giovanni Paolo II sugli altari “in meno di un anno”, forse anche nel mese di giugno 2006.

    I fatti:

    L'articolo seguente è stato pubblicato sul Quotidiano Nazionale del 27 agosto 2005. Korazym.org vi ripropone il contenuto dell'inchiesta, offrendo la versione integrale di alcuni contributi utilizzati per la realizzazione del testo.

    ROMA - "Nel nome della Santissima Trinità. Amen". Inizia con una delle espressioni di fede più forti il testamento di Giovanni Paolo II, un testo composto a più riprese a partire dal 6 marzo del 1979 fino al 17 marzo del 2000. Riflessioni sul significato della morte, ringraziamenti e ricordi personali, nessuna indicazione su beni e proprietà, ma un’unica disposizione, mai corretta e rivista pur avendone la possibilità: «Gli appunti personali siano bruciati». Una volontà inequivocabile, che è stata disattesa dall’uomo a cui il papa aveva chiesto di vigilare sull’operazione: mons. Stanislao Dziwisz, segretario di Karol Wojtyla per quasi 40 anni, da quando nel 1966 conobbe l’allora vescovo ausiliare di Cracovia sulle piste da sci dei monti Carpazi. L’annuncio è stato dato dallo stesso Dziwisz agli inizi di giugno in un’intervista alla radio polacca Polskie Radio. "Non ho bruciato niente degli scritti personali di Wojtyla, semplicemente perché niente merita il fuoco - ha detto - è un tesoro enorme, fatto di ottimi testi di grande varietà".

    Il neo arcivescovo di Cracovia spiegava che il papa gli avrebbe lasciato piena discrezionalità sulla gestione dell’archivio, che dovrebbe confluire in toto o in parte nelle carte del processo di beatificazione, per essere poi pubblicato poco a poco, forse anche attraverso operazioni editoriali. Già a luglio, le prime anticipazioni con la pubblicazione sul quotidiano polacco Rzeczpospolita del contenuto di una lettera ad Alì Agca mai spedita, in cui Giovanni Paolo II chiedeva chiarimenti sull’attentato del 1981. Immediata la conferma di mons. Stanislao, che ha anche annunciato che "l’archivio per il momento rimarrà chiuso agli estranei", in vista di una catalogazione di anni. Una supervisione non prevista dal testamento, dato che il papa non ha nominato alcun affidatario dei suoi scritti.





    Il manoscritto del testamento di Giovanni Paolo II




    Fin qui la cronaca degli eventi, ma rimangono alcuni interrogativi. E’ giusto calpestare le ultime volontà di un pontefice? Una volta deciso di non bruciarli, come mai gli scritti non sono stati trasferiti all’Archivio segreto vaticano, secondo la prassi e quanto prescrive l’articolo 39 della nuova legge sugli archivi della Santa Sede? La pubblicazione degli appunti è davvero necessaria? E con quali garanzie? La questione è complessa, anche perchè coinvolge più livelli, dall’obbedienza che si deve ad un pontefice (e alla Trinità) al valore giuridico delle sue disposizioni, passando per le valutazioni di carattere storico su quanto ha lasciato. Per il Vaticano il problema non esiste: se il sottosegretario al Pontificio Consiglio dei Testi Legislativi, mons. Bernard Hebda, ammette di non sapere nulla sui risvolti legali del problema, la Sala Stampa della Santa Sede fa sapere che il testamento non conta niente sul piano giuridico. "Si tratta di un testo prettamente spirituale che non presenta alcun vincolo, nemmeno sugli scritti", semplici "note di carattere personale" che non interessano all’Archivio segreto. "La vicenda non è più di competenza della Santa Sede - viene precisato - mons. Stanislao può disporre come crede del materiale e ogni sua decisione è stata presa in coscienza. Il testo non ha un valore legale vero e proprio".

    Di diverso avviso, alcuni docenti di Diritto canonico delle università italiane, che pur considerando legittima la decisione, spiegano che il testamento di un papa ha sicuramente un peso giuridico. «L’art. 32 della costituzione Universi Dominici Gregis - chiarisce il prof. Paolo Moneta dell’università di Pisa - dispone che le volontà del papa defunto vengano rispettate e che l’esecutore testamentario risponda del suo operato al nuovo pontefice". Stessa posizione del prof. Carlo Fantappiè dell’università di Urbino, secondo cui "ogni deroga è legittima solo se passa dalle autorità competenti, e cioè dal nuovo papa che deve aver dato all’operazione un avvallo, almeno indiretto". "Sul piano giuridico un pontefice può comportarsi come ritiene giusto perchè esercita un potere supremo sul suo pontificato - aggiunge il prof. Giampiero Milano dell’università di Tor Vergata, chiarendo però che esistono valutazioni sul piano dell’opportunità". Insomma, mons. Stanislao ha potuto disattendere alle volontà di Giovanni Paolo II, ma solo con il permesso di papa Ratzinger, un punto difficile da confermare e su cui non è possibile fare ipotesi.

    Quanto allo spoglio dei documenti del pontefice (quelli che vengono trasferiti in archivio segreto), tutto è stato lasciato al giudizio del segretario, che dopo la morte di papa Wojtyla ha deciso cosa tenere per sè e cosa affidare alla conservazione dell’archivio. "Sono solo appunti personali", dicono dalla Sala Stampa della Santa Sede, precisando che comunque "nessuno conosce con certezza il contenuto delle carte, chiaro soltanto a mons. Stanislao". Del loro futuro si sa poco: nel processo di beatificazione saranno studiate e dopo seguirà la pubblicazione, con criteri e modalità ancora ignote. Un caso diverso da quello degli ultimi papi: l’archivio di Paolo VI è secretato all’istituto Paolo VI di Brescia, quello di Giovanni XXIII pubblicato per volere del suo segretario mons. Loris Capovilla che eseguì le ultime volontà. Con un dettaglio: Papa Roncalli non chiese mai la distruzione dei suoi scritti, nemmeno una volta.

    **********************************

    I CONTRARI:

    ROMA - “Se il papa ha chiesto di distruggere i suoi appunti, sarebbe raccomandabile farlo, ma il comportamento di chi per una serie di ragioni decida di agire diversamente è legittimo”. Il professor Gian Piero Milano è docente di Diritto Canonico e prorettore dell’Università romana di Tor Vergata. Interpellato sul testamento di Giovanni Paolo II, ha confermato che lo scritto ha un valore legale, in linea con il principio secondo cui “le pie volontà devono essere fedelmente rispettate, a maggior ragione quelle di un pontefice”.

    E se questo non avviene?

    “Il nuovo papa ha il potere di applicare o disapplicare qualsiasi norma, perchè esercita un potere supremo".

    Quindi, ogni decisione ha il consenso di Benedetto XVI...

    “Sì. Poi naturalmente entra in gioco il ruolo dell’esecutore testamentario (ndr. mons. Stanislao)”.

    In questo caso, l’esecutore non ha svolto il suo compito...

    “Ha compiuto un’omissione di vigilanza, però ci muoviamo in categorie che non si esauriscono nel diritto. Non possiamo parlare di comportamenti illegali, ma di valutazioni pastorali che possono aver indotto il nuovo papa ad una deroga al testamento”.

    Molti si chiedono come mai gli scritti non siano confluiti nell’archivio segreto. Che cosa deve entrare nello spoglio ufficiale dei documenti di un papa?

    “Per documento si intende tutto ciò che è riferibile ad una persona, al suo ingegno e alla sua creatività. È chiaro che una cartolina non è un documento, ma riflessioni e appunti sono considerati documenti a tutti gli effetti. Per un papa, gli atti legati al magistero, ma anche il materiale preparatorio delle sue attività”.

    La lettera ad Alì Agca è un documento?

    “Sicuramente, perchè si riferisce a una situazione personale che tuttavia esprime una riflessione e un orientamento del pontefice”.

    Dopo la morte del papa, come si procede alla raccolta dei documenti da inviare in archivio?

    “L’esecutore testamentario valuta gli scritti degni di tale conservazione. Poi, un segretario ha un potere indubbio, sa dove attingere e cosa custodire e magari nel tempo, anche su indicazione del papa, ha raccolto del materiale”.

    Non esistono regole codificate?

    “Esiste un obbligo sui documenti, però non si sa quanto la prassi venga seguita, dato che non c’è un rilevamento oggettivo degli eventi. C’è una quotidianità che esula dai passi ufficiali”.

    A questo punto, qual è il modo migliore per gestire le carte?

    “E’ importante conservarle, perchè l’analisi non può essere limitata ai testi ufficiali. Bisogna tenere tutto, perchè la storia non si fa solo sui campi di battaglia, ma anche in cucina”.

    *****************************
    I FAVOREVOLI:

    L'intervista allo storico Alberto Melloni è stata pubblicata sul Quotidiano Nazionale, sabato 27 agosto.

    Alberto Melloni è uno degli storici del cristianesimo più conosciuti e apprezzati. Nel 2000, ha avuto modo di curare la pubblicazione de Il Giornale dell’anima, il diario scritto da Giovanni XXIII nel corso della sua vita. Con gli scritti privati di un papa ha dunque una certa dimestichezza e li considera materia di conoscenza storica fondamentale. In quest’ottica, “bruciare le carte di Giovanni Paolo II sarebbe stato di una gravità incredibile”, anche perchè le volontà del papa non hanno “il carattere di estremo vincolo, ma di desiderio quasi letterario di dimostrare un distacco da sé”.

    Professore, è giusta la scelta di mons. Stanislao di pubblicare gli appunti personali di papa Wojtyla?

    “E’ una decisione lodevole, anche perchè in passato una gestione prudente delle carte - si pensi alle polemiche su Pio XII e gli Ebrei - è finita per diventare un boomerang pericoloso. Pubblicare è un modo per togliere mito e leggenda e sottrarre tutto alla politica. La scelta poi è obbligata in vista della causa di beatificazione, fermo restando che l’attesa dell’opinione pubblica ha biosgno della mediazione storica”.

    In una prospettiva di studi, come dovrebbero essere gestiti gli scritti di Giovanni Paolo II?

    “La formula del comitato di storici ha funzionato. L’importante è non finire vittime dell’illusione di giudicare in dettaglio quello che è pubblicabile e quello che non lo è. Serve coraggio e autonomia per fare un piano editoriale che non guardi in faccia nessuno, senza paura di cattive interpretazioni. La conoscenza storica è il miglior modo per approfondire”.

    Che cosa potrebbe contenere l’archivio del papa?

    “Appunti, documenti, corrispondenza; dai rapporti più intimi e personali a quelli con personaggi pubblici. Pensi per esempio alla corrispondenza con la Polonia prima del 1989: 11 anni di lettere in regime di censura, con tutta una serie di codici di comunicazione indecifrabili per un lettore esterno”.

    Non è un rischio in termini di obiettività, il fatto che il segretario del papa sia l’unico filtro dell’archivio e possa far uscire documenti a sua discrezione?

    “E’ un limite difficile da evitare, anche perchè l’archivio di Giovanni Paolo II potrebbe aggirarsi intorno alle 100mila carte, una mole che in situazioni normali richiede almeno 8-10 anni di catalogazione. Il segretario è l’unico che sa muoversi in materiale che conosce dall’interno. Deve prevalere del pragmatismo, anche perchè non saremo noi a dire l’ultima parola, ma magari un oscuro dottorando che nel 2070 deciderà di fare una tesi su Karol Wojtyla”.


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    A Vittoriano dal 23 ottobre una rassegna dedicata al papa polacco e 'romano'. Immagini, foto inedite, oggetti personali e video racconteranno la storia di 26 anni di pontificato trascorso in mezzo alla gente di Roma, che Wojtyla amava tanto.



    Una importante mostra dedicata a Giovanni Paolo II per "esprimere gratitudine ed affetto al Grande Papa Karol Wojtyla". Ad inaugurarla, il 22 ottobre, saranno il sindaco di Roma, Walter Veltroni, il cardinale Camillo Ruini, il segretario personale del Papa polacco, monsignor Stanislaw Dziwisz e l'ex rabbino capo di Roma, Elio Toaff, amico di Giovanni Paolo II ed unica persona menzionata esplicitamente nel testamento da Wojtyla. La mostra, intitolata "Giovanni Paolo II e Roma" sarà ospitata nella sala centrale del Vittoriano e raccoglierà immagini inedite, video ed oggetti personali del pontificato wojtyliano.

    In esposizione, ci saranno alcuni oggetti originali del pontefice, tra cui il libretto di studi all'Angelicum a Roma, la sua tesi di laurea, ma anche le schede utilizzate per le votazioni al Conclave, il pastorale, la mitra, l'anello del pescatore, e soprattutto il sigillo papale annullato, che per la prima volta esce dalle mure vaticane per una esposizione al pubblico. Inoltre, saranno esposte le foto dei più importanti incontri che il pontefice ebbe nella diocesi romana. Tra questi, la visita alla Sinagoga nel 1981 e l'abbraccio con il rabbino Toaff, l'incontro al Campidoglio con i sindaci, da Argan fino a Veltroni, la consegna della cittadinanza onoraria nel 2002. Ed ancora, l'incontro con i carcerati, la visita agli ammalati, l'incontro con gli universitari. Sarà inoltre presente una sezione audio, che riprodurrà le voci e gli interventi del pontefice e una sezione dedicata alle interviste ai parroci delle oltre 300 parrocchie romane che Giovanni Paolo II ha visitato durante i suoi 26 anni di pontificato.

    "La mostra è stata ideata già i giorni immediatamente successivi alla morte - ha spiegato il primo cittadino di Roma presentando in Campidoglio la rassegna - e vuole raccontare lo speciale rapporto che il Papa polacco ebbe con la 'sua' Roma".
    "Giovanni Paolo II amava molto Roma - ha aggiunto il Sindaco - e Roma amava tantissimo il suo Vescovo". Un legame, quello tra il Papa e la città di Roma, sottolineato anche da monsignor Luigi Moretti, vicegerente della Diocesi romana: "Prima di essere Papa, Giovanni Paolo II voleva essere un buon Vescovo di Roma. Aveva un grandissimo amore per Roma, ogni pomeriggio pregava per la città e la sera la benediva".

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