COMPETITIVITA’ E DIRITTI UMANI:
UNA TESTIMONIANZA DALLA CINA
La Cina sta prepotentemente imponendo il proprio dominio commerciale in Europa.
ALTERNATIVA SOCIALE vuole avviare una riflessione per capire se la competitività cinese sia frutto solo di un duro lavoro o se altri fattori concorrano a renderla tale.
Per questo abbiamo invitato a BUSTO ARSIZIO sabato 15 ottobre ’05, presso la sala convegni del Museo del Tessile di via Volta 6/8, il signor HARRY Wu, un fuoriuscito cinese che ha trascorso 17 anni nei LAOGAI, ovvero i gulag cinesi, per portare una testimonianza diretta sui metodi di produzione cinesi.
L’incontro sarà introdotto da Fabio Castano, Consigliere Comunale di Gallarate per ALTERNATIVA SOCIALE, e da Gianfredo Ruggiero, Presidente del Circolo EXCALIBUR di Lonate Pozzolo.La mancanza di reazione da parte dell’Occidente provoca, giorno dopo giorno, un declino irreversibile della produzione nei paesi Europei e, in particolare, investe l’Italia nel settore del tessile.
La politica finge di porre barriere all’invasione cinese limitandosi a stipulare accordi bilaterali favorevoli a pochi soggetti nei vari paesi e più in generale alle grosse multinazionali.
La domanda che sorge spontanea è come affrontare questa situazione che, ad esempio, ha generato in pochi anni una drastica diminuzione dei posti di lavoro nel mondo tessile italiano pur essendo questo ramo d’azienda un fiore all’occhiello del nostro paese.
Per avere una esatta dimensione del problema occorre, in ogni caso, conoscere a fondo i meccanismi che determinano competitività e sviluppo di un paese.
Sarebbe limitativo affermare che il numero di abitanti della Cina consente produzioni a basso costo.
Esistono fenomeni di proporzioni gigantesche che sono sconosciuti ma che debbono invitarci a riflettere.
Abbiamo voluto invitare HARRY WU a raccontare la propria storia.
Il signor WU è un fuoriuscito cinese che ha trascorso 17 anni nei LAOGAI, ovvero i gulag cinesi, il cui significato letterale è “Riscatto attraverso il lavoro”.
Si calcola che i LAOGAI in Cina siano oltre mille con una popolazione carceraria che si attesta tra i quattro e i sei milioni di persone.
La testimonianza del signor WU è drammatica e rappresenta una realtà che nel nostro paese è forse inimmaginabile.
La scelta di Busto Arsizio non è stata casuale, la città si trova al centro di una vasta area nota è per le produzioni tessili e quindi maggiormente colpita dal fenomeno giunto dalla Cina.
L’evidenza più importante da sottolineare è che, al di là delle colorazioni politiche, ai nostri giorni non è possibile che i diritti umani vengano violati in nome e per conto di un consumismo sfrenato che abbassa tutti gli steccati del buon senso oltre che della dignità.
INFO: 338.9610774
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Sabato 15 ottobre 2005 ore 16:00
presso la Sala Museo del Tessile
via Volta 6/8 - Busto Arsizio
Incontro pubblico sul tema:
COMPETITIVITÁ E DIRITTI UMANI
Una testimonianza dalla Cina
Interverranno:
Harry Wu, esule, profondo conoscitore dei sistemi di produzione cinesi
Fabio Castano, consigliere comunale di Alternativa Sociale
Gianfredo Ruggiero, Presidente Circolo Culturale Excalibur, Lonate P.
La prepotente intromissione della Cina nel sistema economico europeo ha ormai
assunto proporzioni inaudite.
Il dominio sul mercato imposto dai prodotti a basso costo di fattura cinese ha
provocato una crisi della produzione che si manifesta con il sistematico fallimento
di molte aziende italiane ed europee.
In Italia il settore che più risente della crisi è il tessile. Busto e Gallarate
rappresentano un patrimonio fondamentale nella storia dell’industria tessile di
tutta la Nazione, e la sede dell’incontro ne è la palese dimostrazione.
Oggi c’è il rischio che decenni di storia siano drasticamente cancellati.
Il racconto della drammatica esperienza del signor Wu, che ha trascorso 17 anni
nei LAOGAI, carceri di confinamento basati sul lavoro forzato, può aiutarci a
togliere il velo che nasconde le vere ragioni della fortuna cinese: una politica
economica basata sullo sfruttamento della popolazione, condizioni proibitive di
lavoro, spesso accompagnate dalla mancanza di cibo e delle più elementari
norme igieniche.




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