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Discussione: Modena Magica

  1. #1
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    Predefinito Modena Magica



    Modena Magica. Un viaggio nei misteri magici di Modena alla ricerca dei segreti nascosti tra le pietre e la storia di una città tutta da svelare - Morena Poltronieri, Ernesto Fazioli

    Il libro traccia un viaggio incantato tra i simboli della città, dove ogni capitolo apre lo sguardo verso gli emblemi delle maggiori realizzazioni architettoniche ed artistiche; approfondisce gli argomenti culturali ed esoterici della città e svela la vita di personaggi che hanno lasciato un’impronta magica indelebile nella storia di Modena. Dalle misteriose immagini del Duomo e della Ghirlandina, all’affascinate Biblioteca Estense. Dalla via della Masone, ove i mitici Templari ebbero la loro sede, all’alchimia dei Guicciardini, fino a giungere alla magica cabala. Nel Palazzo Ducale, i richiami all’epopea estense, culla dell’astrologia e delle arti magiche. Infine, il Tribunale della S. Inquisizione, con i suoi processi e i roghi nell’eretica Modena. Gli autori Morena Poltronieri ed Ernesto Fazioli attuano ricerche nell’ambito esoterico, scrivono saggi e organizzano in tutta Italia conferenze, incontri culturali e mostre, collaborando con gli Assessorati alla Cultura e Musei.

  2. #2
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    Predefinito

    Grazie per averci segnalato un volume assolutamente da acquistare... Ma, intanto, traiamone spunto per intraprendere l'esplorazione delle non poche ombre e profondità di Modena...

    *****

    La storia del Duomo

    Corre l'anno 1099. In tutta l'Europa stanno sorgendo cattedrali magnifiche, come altrettante colonne miliari della fede cristiana. Anche a Modena si avvertono gli effetti di quel fervore, artistico e religioso insieme. Il tempio, che custodisce da secoli la tomba del Santo Vescovo Geminiano, doveva essere ricostruito. I rappresentanti di tutte le classi sociali, riuniti in assemblea plenaria, decidono ad una voce di rinnovare, riedificare ed elevare il tempio del Santo Patrono. La devozione dei modenesi a S.Geminiano, il loro secondo Vescovo, vissuto dal 312 al 397, è quindi all'origine del Duomo, costruito come «domus clari Geminiani», casa dell'insigne Geminiano, e dedicato alla Madre di Dio Incoronata. Come è scritto in un prezioso codice dell'archivio capitolare, è trovato provvidenzialmente Lanfranco, artista mirabile e architetto straordinario. I lavori si iniziano sotto la sua direzione il 23 maggio 1099. Tutto il popolo è impegnato nella grande impresa. La prima pietra è posta il 9 giugno 1099. Insieme con Lanfranco lavora il grande lapicida Wiligelmo, che abbellisce con le sue sculture il tempio, in costruzione negli anni 1099-1106.
    L'atto di fondazione del Duomo è scolpito da Wiligelmo stesso in una celebre epigrafe tra il Patriarca antidiluviano Enoch e il Profeta Elia, posta sulla facciata. In fondo alla medesima lapide è aggiunto in seguito l'elogia di Wiligelmo. In un'altra iscrizione, situata all'esterno dell'abside centrale, i Modenesi si professano debitori a Lanfranco del loro duomo. Il 30 aprile 1106, a lavori molto progrediti, avviene la traslazione solenne del corpo di S.Geminiano nella cripta della nuova Cattedrale. Il 7 e l'8 ottobre del medesimo anno, alla presenza della Contessa Matilde di Canossa, di Cardinali, Vescovi, ecclesiastici e di una grande folla esultante, il Papa Pasquale II compie la ricognizione dei resti di S.Geminiano e consacra l'altare. Ottantacinque anni dopo la posa della prima pietra, la costruzione del Duomo può dirsi terminata. Il Papa Lucio III lo consacra il 12 luglio 1184, dinanzi a dieci Cardinali e cinque Vescovi. Anche di quella data e di quell'evento storico è fatta memoria in una lunga iscrizione, scolpita sui blocchi di pietra del fianco meridionale del Duomo.
    Dal XIV al XVII secolo l'interno subisce cambiamenti, secondo i gusti del tempo. Nel 1852 cominciano i lavori sistematici di restauro; dal 1914 al 1921 l'edificio è ricondotto alle linee presumibili del XIII secolo.
    Nel 1955, ricorrendo l'850° anniversario della traslazione del corpo di S.Geminiano, è restaurata la cripta ed eseguita la terza ricognizione dei resti del Patrono, la cui tomba è riportata allo stato primitivo. Il restauro della facciata e delle sculture di Wiligelmo occupa gli anni dal 1973 al 1984.
    In occasione dell'VIII centenario della Dedicazione del Duomo (1184-1984), la stupenda facciata mostra finalmente l'arte di Lanfranco, di Wiligelmo, dei Maestri Campionesi in tutto il suo splendore.
    Da ultimo, negli anni 1986-1988 sono restaurate le sculture campionesi sul pontile, all'interno.


    Il Duomo di Modena - Immagine tratta dal sito http://www.romanica.it


    L'architettura del Duomo

    La comunità cristiana del IV secolo ha scelto come modello dell'edificio, destinato ad accogliere le sue assemblee, la «domus» e la «basilica greco-romana», perché adeguata all'originalità del suo culto. Da quel modello deriva la basilica paleocristiana.
    La struttura interna di questo edificio comprende:
    - la sede del Vescovo, nell'abside;
    - il leggio o ambone, per la proclamazione del Vangelo;
    - la mensa o altare, per la «Cena del Signore»;
    - le navate, per disporre i fedeli.
    Il Duomo di Modena, espressione della basilica romanica, segna uno studio nell'evoluzione strutturale della basilica paleocristiana. Ciascuna cattedrale reca i tratti della specificità. Simile impronta creatrice distingue pure il Duomo di Modena: la sua architettura testimonia il genio di Lanfranco e ne fa un capolavoro del romanico.
    Costruito a tre navate, è adorno all'esterno di un elegante loggiato continuo di tripli archetti a tutto sesto, dalla facciata alle absidi. Il medesimo motivo architettonico si ritrova all'interno in forma di trifore, in corrispondenza dei finti matronei. Il grande rosone e i due portali laterali della facciata, come pure la stupenda «Porta Regia» sul fianco meridionale, sono opera dei Maestri Campionesi, che dopo Lanfranco, operarono a Modena sin verso il 1230.


    Il Duomo di Modena - Immagine tratta dal sito http://library.ucsc.edu


    Il valore cristologico delle sculture

    I particolari rivelano un significato ricchissimo. Tutta l'opera di Wiligelmo si riferisce strettamente a Cristo il nuovo e vero Adamo che Dio ha pensato con la creazione. Il Creatore ha un'aureola cruciforme; sul libro che tiene in mano sono scolpite le parole del Vangelo. Tutto ciò indica che le sculture vogliono ricordare l'unità di Dio Creatore con Cristo Salvatore. Gesù ha detto: «chi vede me, vede il Padre»; «Io sono nel Padre e il Padre è in me» (Gv 14,9.11).
    Nel gesto del Creatore, che pone la mano sinistra sul capo di Adamo, nel volto addolorato del Padre di fronte ai progenitori e a Caino, che hanno peccato, Wiligelmo fa risaltare in forma plastica l'amore di Dio per l'uomo, amore che attinge la pienezza in Gesù, venuto a dare la vita, «a cercare e a salvare ciò che era perduto» (Lc 19,10).


    Il Duomo di Modena (rosone) - Immagine tratta dal sito http://www.templarioggi.it


    I significati battesimale e penitenziale delle sculture

    La lettura globale e completa delle sculture della facciata deve essere condotta anche in funzione dei sacramenti del Battesimo e della Penitenza.
    La prima creazione, con il segno delle acque primordiali, apportatrici di vita; le acque del diluvio, arrecanti la morte e la distruzione del mondo del peccato; le scene del peccato originale e della cacciata dei progenitori dal paradiso terrestre si ricollegano alla mirabile seconda creazione, che si opera nel Battesimo, in cui l'uomo rinasce alla vita divina nel Cristo.
    In quelle sculture appaiono già le tipiche figure penitenziali, riferite ai momenti dei riti per la riconciliazione dei pubblici peccatori agli inizi della Quaresima.
    La scena di Adamo ed Eva, chiamati e giudicati da Dio, corrisponde al rito, in cui i pubblici peccatori si presentano al loro Vescovo per ricevere la penitenza quaresimale. La cacciata dal paradiso terrestre è connessa con l'espulsione di quei peccatori dalla Chiesa, al termine di quel rito all'inizio della Quaresima. La fatica del trarre sostentamento dal terreno richiama la penitenza imposta loro dal Vescovo, prima che siano riconciliati la mattina del Giovedì Santo. La drammatica sequenza su Caino sino alla sua uccisione per mano di Lamech è un riferimento significativo all'opera pastorale della Chiesa, diretta alla riconciliazione degli uomini in un'epoca di violenti contrasti, dopo le invasioni barbariche. Quella sequenza incoraggia altresì a costruire la città dell'amore, la Città di Dio, e a demolire la città dell'odio, la città di Caino. La Chiesa, simboleggiata nell'arca e scolpita di proposito in forma di basilica, va considerata in tale contesto come il luogo e il mezzo della salvezza.

    Dal sito http://www.duomodimodena.it/index.html - Pagine Web http://www.duomodimodena.it/duomo/storia_storia.html e http://www.duomodimodena.it/duomo/storia_valore.html

  3. #3
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    Nel duomo ed anche al Museo Estense in Sant'Agostino, vi sono molteplici sculture che riportano alla simbologia alchemica. Trovai un libro davvero interessante. Tornerò alla ricerca e se riuscirò, incollerò qualcosa sul Forum.

    Ciao Tomas

  4. #4
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    Grazie, caro Meridius, per averci proposto questo bell'argomento... Anch'io, nel tempo, non mancherò di arricchire il thread.

    Ciao.

 

 

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